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Messaggio |
Decalagon

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Affisso: Ven 01 Dic, 2006 Oggetto del Messaggio: Fayrl - Il Mago Oscuro |
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La Piazza del Sanguinario è deserta; l'aria è immota ed il silenzio vibra nell'ombra. Solo la luna con la sua luce d'argento disegna un arco nel cielo facendosi strada fra le stelle immortali.
Il pavimento di selciato è scheggiato e di tanto in tanto si riescono ad intravedere buche, crepe e sporcizia tutto intorno alla Piazza e nelle strade. Tuttavia quel luogo riesce ancora a generare un fascino nascosto che pochi individui possono capire, molto pochi.
Fu proprio attraverso l'ombra di Lamwothor che si vedeva un vecchio guerriero seduto a gambe incrociate nel bel mezzo della Piazza con la spada posata fra le gambe. I suoi occhi erano chiusi in un'espressione di ritrovata serenità e la sua postura faceva rammentare quella d'un monaco in un momento di preghiera: teneva le mani posate sulle ginocchia e vestiva con una lunga tonaca nera, apparentemente immateriale come le danzanti ombre del crepuscolo.
Egli ascoltava il silenzio che lo avvolgeva, assaporava la frescura della notte e ricordava... si, ricordava un Drow. Ricordava un combattimento. Ricordava la sua collera... riverberata dalla follia malvagia che in quel momento lo aveva posseduto, mentre con la scimitarra in pugno si divertiva nell'aprire tagli nelle tenere carni del suo esile nemico che si trovava di fronte.
Riaprì gli occhi di scatto, mentre sulle sue retine rimaneva stampato come in un ritratto il ghigno di scherno del suo avversario. Ed improvvisamente, una voce disperata dentro la sua testa, gridò una collera antica come la gli Astri.
...
Lamwothor giunse alle prime luci dell'alba, e ancora Decalagon sostava in Piazza nella sua solita postura da monaco. I suoi occhi erano ancora sbarrati in un'espressione d'ira e soddisfazione mista alla follia e al divertimento; le sue labbra schiuse in un brutto sorriso che somigliava più al muso di un cane malato di rabbia che digrigna i denti alla sua preda.
- Fayrl... -
Il guerriero sogghignò, ripensando alla figura di Fayrl mentre combatteva contro il demone delle Anime Divise; gli compare nitido nella mente questo pensiero, come la vista del sangue del Drow suo nemico, lo colmò di una soddisfazione quasi palpabile al suo cuore.
La tua lama non è più tagliente della tua lingua, Mago, pensò Decalagon. E non lontano è il giorno in cui il tuo potere e la mia spada si scontreranno come il giorno e la notte!
Dopo quest'ultimo pensiero scoppiò in una risata profondamente maligna e roca, apparendo come un folle agli occhi dei piccoli ratti che percorrevano la strada correndo veloci sulle loro esili zampe, lanciando qualche occhiata infastidita e circospetta rivolta all'uomo seduto al centro della Piazza del Sanguinario. Rideva isterico, accompagnato solo dal silenzio spettrale che avvolgeva la cittadina desolata.
Io rispetto il mio nemico, mormorò il guerriero con un filo di voce dopo che le sue risate si furono placate, lo rispetto davvero, ed è proprio per questo motivo che un giorno non lontano, porterò marchiato sulla mia pelle il simbolo tribale della mia supremazia sulla tua vita, Drow.
Sogghignò ancora.
Dopodiché rimase in silenzio, ascoltando solo il suo sibilante respiro echeggiare lentamente all'interno della sua maschera d'acciaio nero, pensando che, in fondo, ammirava Fayrl per il suo coraggio, la sua determinazione e per la sua mente molto acuta rispetto a molti altri individui con cui si era misurato.
Ci sarà tempo per quella famosa birra, Oscuro.
Dopo quest’ultimo pensiero, l’anziano guerriero tornò alla sua meditazione, concentrando i suoi sensi al nulla e liberando la mente da tutti i pensieri, positivi e negativi, elevando lievemente lo spirito ad un piano di poco superiore a quello che l’occhio umano è in grado di vedere.
Ti ucciderò.
Fu il suo ultimo pensiero prima di perdere la sua mente nel vuoto fra i piani dell’esistenza.
| O F F | Informazione off-gdr: | Chi ha tempo e voglia, può partecipare al gioco, ma non è costretto | _________________ Tu dici (off-gdr) a Kensun: 'Il bash di Decalagon ti =*=* ATOMIZZA =*=* !'
Kensun ti dice (off-gdr): 'brutto maledetto che paura'
Kensun ti dice (off-gdr): 'ero su msn ti venisse il cagotto cronico'
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Keliash dice: 'Sei imbattibile...' |
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Fayrl

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Affisso: Gio 12 Apr, 2007 Oggetto del Messaggio: Il lamento dell'Eternità |
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Buio. Freddo.
Un flebile canto si disperde nell'immensità di un luogo sconosciuto, rischiarato da una soffusa ma consolante candela.
La bruma nel sentiero scende.
Della nera figura il ricordo riaffiora,
Un ghigno nella maschera si tende.
Il muto gridare dell’Oscura Gente ritorna, ora.
A te vengo come ombra eterea e fugace,
Ricordo del tempo opaco del tristo incontro.
La guerra è terminata, la terra tace.
I due eserciti si osservano dopo il rinnovato scontro.
Ora a te che compisti l’infausto sfregio,
dall’oblio della morte io mi svelo.
Araldo del mio popolo e del suo pregio,
Il destino del traditor ti rivelo.
Con lacrime e rabbia le Oscure genti
Assistono al tradire di un nobile vanto,
si spezza l’Antico legame, non senti?
D’odio e amor soffocato nel pianto.
Un soffio, la nenia e la candela si spengono, morte. Oggetti estranei e fugaci in un'Eternità di Differenza, Uguaglianza, Moto, Immobilità... Essere.
| O F F | Informazione off-gdr: | Chiedo venia per aver riciclato una poesia già utilizzata in una precedente giocata | _________________ Fayrl Lak'wodr
"Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza infamia e sanza lodo..." |
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Fayrl

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Affisso: Dom 15 Apr, 2007 Oggetto del Messaggio: Pensieri dalla non-vita |
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Morto. I pensieri scorrono nel letto di un’anima che vaga solitaria tra le altre.
Vivo e muoio in un moto perpetuo di intensa attività cerebrale, poiché posso solo rimembrare le cose della mia vita passata e del tristo peso di coloro che furono i miei nemici, perché di amici non ve ne furono, ne mai ve ne saranno. Odiato come nessuno, perché l’odio dei miei nemici persiste, al contrario del mio corpo, che è tornato alla Natura. Cenere di un passato traducibile in sentimenti di villania, blasfemia, ipocrisia, falsità, odio; le realtà di una mente perversa e pericolosa.
La mia condanna percuote il mio nuovo essere secondo per secondo, in un’insopportabile sensazione di eternità. Grido, e non mi sento.
Rimpiango il mio mondo e tutto il male che mi ha portato. Che io ho portato.
Cieco, sordo, muto, maledetto nella mia continua stasi. Credo sia una di quelle tante volte in cui voglio aver paura, la paura che ho sempre desiderato e non ho mai avuto, la fredda sicurezza che mi ha corroso dall’interno e che persisterà nell’eterno dei tempi immateriali.
Bramo la fame, la sete, il dolore, i miei rancori, la mia magia… La mia magia. Mi sento vulnerabile nella mia totale immunità.
Desidero sempre di più l’oscuro mantello che Mobius mi ha porto e che ora non possiedo, nudo e scoperto nella mia interiorità.
Ritorno al mio naufragare perpetuo, tra le acque di questa staticità opprimente ed eterna. _________________ Fayrl Lak'wodr
"Questo misero modo
tengon l'anime triste di coloro
che visser sanza infamia e sanza lodo..." |
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Fayrl

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Affisso: Gio 19 Apr, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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I giorno
Apro le palpebre, che improvvisamente mi paiono macigni, mi osservo intorno sebbene la mia mente sia scossa da fremiti e assordanti rimbombi.
La nebbia ricopre i miei occhi e riesco a malapena a scorgere un luogo buio e numerose figure rosse che mi circondano. Grida, rumori; non riesco a percepire nient’altro.
Chiudo le palpebre, e mi sembra di ritornare alla pace che poco prima mi pervadeva l’anima.
VIII giorno
Mi sono nuovamente risvegliato. Non so se da un incubo o un sogno, magari entrambi. Odo una voce ma non riesco a capire cosa mi sta dicendo, sento improvvisamente odore di casa.
Una figura rossa si china su di me, percepisco il suo fiato.
Improvvisamente un’ondata di intenso calore mi investe, scosse elettriche attraversano il mio corpo, grido tutto il mio dolore. Riesco a gridare…
X giorno
Grazie ad un’accurato esame con la mano sinistra, l’unica che riesco a percepire oltre alla testa e al torso, sono arrivato alla conclusione che mi trovo su un letto. Ora so anche alcuni elfi oscuri ammantati di rosso mi sorvegliano insistentemente, se solo potessi ricordare dove ho visto quei mantelli!
Le scariche elettriche e il bruciore mi assillano ancora, insistenti e continue, non riesco a rimanere cosciente. Le voci scompaiono lentamente.
XXXIV giorno
Sono vivo.
In questo momento mi trovo sul letto della mia salvezza, nella Città degli Elfi Oscuri, a scrivere poche righe su quello che sto trascorrendo. Non posso ancora camminare o fare movimenti troppo stancanti, la mia convalescenza sarà pesante e alquanto lunga, i chierici e gli stregoni che mi assistono lavorano giorno e notte per tenere in vita il mio corpo, ma soprattutto la mia mente. Sono continuamente trattato con potenti scariche elettriche che hanno il compito di riattivare il mio sistema cerebrale e gli impulsi nervosi. Soffro ancora di insufficenza respiratoria e circolatoria, il mio flusso magico è neutralizzato.
Mewdrey, il chierico di Mobius che si sta occupando delle mie cure, mi ha parlato a lungo di come io possa essere qui e, in tutta sincerità, non riesco ancora a crederci.
Non ricordo assolutamente nulla di quella notte, ancora adesso sento la mia mente lenta e dolorante. A quanto mi hanno narrato, tutto cominciò, se così si può dire, nel momento in cui morirono alcuni miei organi principali e la commozione cerebrale colpì violentemente il mio corpo.
Il locandiere della “Locanda della Magia Nera”, trovato il mio cadavere abbandonato che emanava fetidi odori per le camerate, decise di affidare la salma a dei mercanti di passaggio. Questi accettarono di buon grado, osservando le ricchezze che quel corpo portava con se, ma giunti in prossimità di Kyrandor, pensando che un simile bagaglio potesse risultare assai scomodo di fronte a una guardia, decisero di gettarlo nel fiume che attraversa la fitta foresta di Haon Dor, il Fiume Oscuro.
La notte successiva, un piccolo drappello d’avanguardia degli oscuri rinvenne fortunatamente il mio corpo, che venne portato alla corte della Matrona, mia salvatrice.
Dicono che sono uno dei pochi casi che sono sopravvissuti alle cure arcane previste per un coma dovuto ad alterazioni e traumi cerebrali, scarsità di sostanze nutritive in corpo e assenza di esercizio fisico. La fedeltà che ho sempre portato verso il mio unico signore ha concesso di combattere e vincere la volontà di Tricksty in un’epica battaglia. In realtà non conosco il reale svolgimento dei fatti, ma sono certo di dovere la mia vita a Mobius, il solo padre che abbia mai abbracciato.
Ora sento una nuova linfa rinascere in me, un drastico cambiamento che mi ritornerà la forza di combattere. Ora so di dover continuare la mia lotta e il mio impegno negli studi arcani, riallacciare i rapporti con coloro che perseguivano i miei stessi ideali, disfare il sogno ipocrita delle genti della luce che fin’ora hanno solo favorito il creare inutili attriti con i miei veri alleati.
LVI giorno
Sono dunque pronto, la mia guarigione è ultimata e ho ripreso la maggior parte delle mie potenzialità magiche. Esco a malincuore da questa terra sotterranea e ritorno ai miei affari.
La fenice si brucia, per creare una nuova vitaé _________________ Fayrl Lak'wodr
"Questo misero modo
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