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Un uomo prima di uno spadaccino

 
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Autore Messaggio
Ishiyama








MessaggioAffisso: Ven 10 Nov, 2006    Oggetto del Messaggio: Un uomo prima di uno spadaccino


Il racconto di un figlio della spada, che prima di esserlo era un ragazzo, un uomo e come tutti gli uomini e' stato cieco di fronte all'evidenza.
La vita di Ishiyama Koboyashi.

Parte prima, lettera d'amore.
"Ashiya, mia cara.
Per la quarta volta ti scrivo la stessa lettera, perche' ancora non mi e' arrivata alcuna risposta.
Sto pensando sempre di piu' alla nostra terra d'origine, dalla quale sono fuggito, per paura della morte o d'altro, non so.
Forse per paura di te, per paura di quella frase che spesso mi ripetevi :-Ti amo.-.
Quella frase che non condividevo, si' provavo interesse per te, quante volte ho soffocato le mie urla nei tuoi capelli, e quante volte tu hai fatto la stessa cosa.
Quante volte ho accarezzato la tua pallida pelle lunare, e quante mi sono specchiato nei tuoi occhi neri, quanto sono stato stolto per non notare il tuo sorriso quando veniva la sera e tu, esausta, ti sdraiavi sotto il mio braccio, ti sentivi protetta, ma io non ero in grado di darti la mia protezione.
La cicatrice che porto sul viso, la cicatrice che tu mi hai provocato quando hai saputo che ti avevo tradita e che volevo partire per quella leggendaria isola di nome Therial. Per apprendere le migliori tecniche della guerra, dicevo, ma in realta' la mia era paura, paura del sentimento che provavi verso di me, paura del clan avversario che da quando ero nato mi dava la caccia, e che tuttora vuole sterminare l'ultimo della mia stirpe.
Non capiscono che io non sono nessuno, non un samurai, visto che il mio padrone e' morto mentre giacevo accanto a te, e nemmeno un ronin, visto che si' voglio vendicarmi, ma non voglio nemmeno uccidermi.
Sono un rinnegato, scappato alla mia terra, che cerca di migliorare la sua abilita' con l'unica amica, la spada.
Non nego che ho avuto parecchie avventure qui, ma piu' donne passano per il mio cuore piu' mi accorgo che l'unica cosa che cerco in loro sei tu, ma non riesco a trovarti, tu sei unica, l'unica cosa che un giorno mi fara' tornare a casa, non per rubarti a qualche uomo della lunga fila di pretendenti, ma solo per vedere il tuo sorriso, il cui pensiero mi uccide piu' di cento frecce.
Spero in una risposta, tuo
Ishiyama.
"

Il postino rilegge ancora una volta la lettera, mentre nell'altra mano penzola la busta strappata, e con un veloce gesto accartoccia il foglio gettandolo a terra, mentre una splendida fanciulla dalla pelle lunare esce dalla porta di una casa vicina, sorridendogli e squadrandolo in maniera interrogativa...
-Lei e' mia, spadaccino.- mormora.
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Ishiyama








MessaggioAffisso: Dom 12 Nov, 2006    Oggetto del Messaggio:


Parte seconda, la fuga
Si...Sono solo un ragazzo...
Giacevo accanto alla mia donna quando seppi l'orrenda notizia...Avevano ucciso il mio padrone, mio padre adottivo.
Mi svegliarono nel cuore della notte, gridando che Hutsuke era stato ucciso.
Senza neanche vestirmi, prendendo la katana, corsi fuori e vidi alcuni ninja scappare, portavano sulla schiena la lettera (H) del clan Haretzumy...Gli stessi che avevano ucciso la mia vera famiglia.
Il giorno dopo mi recai da un altra donna, trandendo Ashiya, per poi recarmi da lei confensandole tutto e dicendole che sarei partito per l'isola di Therial, per apprendere qualche tecnica, in realta' la mia era solo paura, paura di morire a soli sedici anni.
Non molto onorevole, gia'.
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Ishiyama








MessaggioAffisso: Mer 29 Nov, 2006    Oggetto del Messaggio:


Parte terza, l'isola
L'imbarcazione che mi aveva portato su Therial era appena giunta in porto...Subito mi avviai verso una locanda indicatami da un vecchio satiro...
Vista la mia innata abilita' nell'attaccare rissa mi dissero che era il posto adatto a me... Dopo aver steso due satiri, un umano vestito come me, un confratello, si alza puntandomi una spada alla gola e sorridendo... Dopo aver estratto la mia di spada iniziai a fronteggiarlo, ma piu' io combattevo con la mia spada piu' lui danzava con la sua... Dopo avermi ferito lievemente a braccia e gambe mi sorrise annuendo... Fu il mio maestro per un lungo periodo, e alla fine mi indirizzo verso l'accademia, dopo avermi tatuato Hazon sul braccio...
L'accademia...Un enorme edificio lugubre...
Nelle segrete trovai un bandito, un semplice essere con cui allenarmi, ma dopo due fendenti era gia' al suolo esanime.
Lo guardai impietosito e fermai la mia arma, ma prima di riuscire ad allontanarmi il tatuaggio di Hazon inizio' a sbiadire, lasciando posto a quello della Dea...Di Tricksty...
Una collera omicida mi pervase ed uccisi il bandito.
Ora cerco di resistere, ma la sua volonta' e' sempre piu' forte...

_________________
Mai sfidare la lama di un guerriero... Mai osare insultare la sua forza... O la sua rabbia!
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Ishiyama








MessaggioAffisso: Mar 20 Feb, 2007    Oggetto del Messaggio:


Ricordi del passato
Una lama trafigge il terreno accanto a me... Una folata di vento scosta i capelli dal mio viso, mentre lunghe lacrime lo solcano... Uno spettacolo a dir poco agghiacciante mi si pone davanti. La mia famiglia. Tutti i membri sterminati da questi sporchi bastardi. Uno di loro alza la spada verso il mio volto. Un attimo...
Mi ritrovo sdraiato sul letto di una sudicia locanda di Thalos mentre una prostituta giace accanto a me. Un incubo. Si sveglia e mi fissa in viso..

P: Che c'hai?

I: Niente che ti interessi...

P: Non provare a creparmi mentre sei a letto con me eh! Guarda che potrei passare dei guai..

I: La Dea ancora non mi vuole, non preoccuparti.

Ancora un po scosso mi rialzo dal letto ed inizio a vestirmi. Perche' quell'incubo proprio adesso. E perche' mi rimane il dubbio che non sia l'unico superstite? Bah.. Stupide domande a cui probabilmente non riusciro' a dare risposta. Prendo la spada e me la porto su una spalla, sospirando. Esco dalla sudicia locanda e mi avvio per strada, alzando il cappuccio della mia veste mentre l'ombra della sera mi accoglieva tra se sue braccia.

_________________
Mai sfidare la lama di un guerriero... Mai osare insultare la sua forza... O la sua rabbia!
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