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Keliash, Furia del lupo

 
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Autore Messaggio
Keliash





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MessaggioAffisso: Dom 22 Ott, 2006    Oggetto del Messaggio: Keliash, Furia del lupo


Keliash si sveglio’ con un gran mal di testa mentre la luce di Kyra lo infastidiva leggermente..
Si guardo’ intorno e vide un grosso Orco che si adoperava a preparare la cena. Il giovane cerco’ di alzarsi ma solo allora si accorse di essere legato ad un grosso albero..
“Emh.. scusi? Potrebbe gentilmente liberarmi? Posso sapere chi siete?”
ÒNo.. non posso liberarti e.. Sono quello che ti mangera’ questa sera”
“Ah.. mangiarmi.. si..”
Keliash affino’ i suoi sensi per scrutare qualche presenza che potesse aiutarlo.. nulla..
ÒMa.. non vi dispiace mangiare una persona di cui non sapete nulla? Posso raccontarvi la mia storia? Eh? Eh? Posso? Posso? Dai dai dai..” L’orco si giro’ spazientito e sospiro’ “Va bene parla mentre finisco di preparare ma non troppo che poi mi diventi stoppaccioso”Keliash chino’ leggermente la testa di lato.. eh?
“Va bene va bene.. dunque.. innanzitutto mi chiamo Keliash Ryu e…”




Un tetto sulla testa, della carne nel piatto, una persona che mi volesse bene al mio fianco e magari qualche marmocchietto che gironzolasse per casa.
Erano le sole cose che desideravo..
Eppure tutto cambio' in una notte di primavera..
Vivevo con i miei genitori e con mio fratello maggiore Kensun in una piccola casetta nelle terre orientali. Mio padre era un ormai vecchio samurai che addestrava me e mio fratello, mentre mia madre si occupava della casa e dell’orticello nel retro. Eravamo felici..
Passavo le giornate a giocare con il mio lupo Rakel ed il mio amico Hikee e poi la sera mi fermavo ad osservare mio fratello che si allenava con la spada. Lo ammiravo per la tenacia con cui si impegnava negli esercizi fisici e mentali, l’abilita’ con cui faceva roteare la spada e la potenza con cui colpiva i bersagli, a volte pero’, una piccola punta di gelosia si faceva largo nel mio cuore, lui era decisamente portato per la spada.. io invece ero decisamente meno abile. Ricordo gli sguardi di ammirazione che le ragazze lanciavano verso Kensun ogni volta che ci recavamo in citta’ a comprare i biscotti per cui andava matto, gli altri ragazzi chinavano la testa per salutarlo, ed io.. io sempre al suo fianco.. come un ombra.. non calcolato.
Un giorno mio fratello decise di partire. “Devo andare ad allenarmi lontano da qui per migliorarmi ancora” diceva con quell’ aria di sfida negli occhi, preparo’ le sue cose, riempi’ la borsa di biscotti e dopo aver salutato tutti si incammino’ verso nuovi orizzonti.
Ken era partito da appena un paio di mesi quando una notte sentimmo bussare insistentemente alla porta di casa. Ci svegliammo tutti di colpo e mio padre corse ad aprire la porta preoccupato. Ero dietro di lui quando cinque uomini armati entrarono e gli mozzarono la testa senza che i suoi ormai vecchi riflessi potessero nulla. Mentre il sangue di mio padre mi scivolava lungo le guance sentii un urlo di donna disperato che mi perforava i timpani ma non riuscivo a reagire.. ero spaventato.. mi girai lentamente nella direzione da cui proveniva l’urlo e li vidi mia madre che piangeva.. i suoi occhi erano colmi di disperazione, rabbia, odio. I suoni erano ovattati e rimbombavano nella mia testa, tutto si muoveva a rallentatore, mi sembrava di vivere in un incubo.. Rakel salto’ alla gola di uno degli aggressori uccidendolo con un morso alla giugulare ma subito il resto del gruppo lo mise fuori combattimento. Sentii un colpo alla testa e poi piu’ nulla..

Quando mi svegliai le luci di kyra si stavano lentamente oscurando.. Mi trovavo in un bosco mai visto e al mio fianco c’era Rakel che mi leccava le ferite ed una strana spada corta che mio padre aveva fabbricato qualche anno prima. Ero confuso e stanco.. vagai in giro senza meta fino ad arrivare a Kyandor una citta’ che almeno di notte era semideserta mentre mille pensieri mi turbinavano nella testa.. Perche’ ci avevano attaccato? Perche’ mio fratello non c’era quando avevamo avuto bisogno di lui? Come ero arrivato in quella citta' per me nuova? Perche’ non ero stato in grado di reagire? Sono sicuro che se anche avessi mosso un dito le cose non sarebbero andate diversamente.. non ero forte come Kensun e probabilmente non lo sarei mai stato.. non avrei mai potuto vendicare la mia famiglia.. non sarei mai riuscito a proteggerne una mia se un giorno ne avessi avuta una.. a meno che.. a meno che le storie che ci raccontavano da bambini non fossero vere.. storie su esseri eccezionali che con il calare delle tenebre acquistavano poteri immensi.. ma chi regalava simili poteri? Dovevo saperne di piu’.. Quella notte girai in tutte le locande della citta’, cominciai dal Rifugio di Elanor, cotinuai per la Taverna dell’ ancora, La taverna della luna, Il satiro d’oro per finire alla Taverna Ahumeria.. fu proprio fuori da quest’ultima che venni avvicinato da uno strano tipo incappucciato.. Mi disse che mi aveva sentito far domande in giro riguardo ai figli di Mobius e che se volevo saperne di piu’ non dovevo far altro che seguirlo.
Accettai e seguii lo straniero fuori dal cancello sud di Kyrandor. Una lieve brezza primaverile faceva sventolare il lungo mantello che avvolgeva l’uomo ma non riuscivo a decifrare i tratti del suo viso ne cosi’ capirne la razza.
Giunti in un punto del bosco si appoggio’ ad un albero e mi parlo’..

Guardai l’uomo sparire nel bosco mentre Marhis era ancora alta in cielo e mi avviai verso la citta’.. Da quello che avevo appreso solo pochi avevano la fortuna di poter diventare figli di Mobius.. Avrei dovuto parlare con un tramite della divinita’ e se mi avesse ritenuto degno mi avrebbe concesso questo “dono” ma.. c’era un ma.. avrei dovuto rinunciare ad una parte della mia umanita’.. non importava.. sarei diventato forte.. piu’ forte di Kensun..
Mi recai da un certo Deleth e per lui portai a termine alcune prove che mi avrebbero iniziato alla mia nuova “vita”.
A quanto pare ero uno dei prescelti.. poggio’ le sue mani sulla mia testa ed una nera aurea mi circondo’..

Non mi sentivo diverso.. ero deluso.. triste.. preso dallo sconforto cominciai a camminare per le vie della citta’..
Un urlo attiro’ la mia attenzione e non appena raggiunto il punto da cui proveniva mi nascosi dietro un angolo..
Due uomini stavano picchiando una povera mendicante.. ridevano.. non riuscivo a muovermi da dietro l’angolo.. stava riaccadendo.. non riuscivo a reagire.. avevo paura.. poi.. la donna graffio’ il volto di uno degli aggressori.. Il tempo si fermo’ per qualche istante.. non riuscivo a togliere lo sguardo dal sangue che lento colava sulla guancia del bandito.. il cuore comincio’ a pompare sempre piu’ velocemente.. sentivo il mio corpo mutare.. la donna urlava ed il sangue gocciolava sulla terra.. paura.. angoscia.. rabbia.. e poi.. sete.. una sete implacabile che cresceva in me.. una sete mai provata prima.. uscii dalle ombre e corsi contro i due come una furia.. impugnai Darake, la mia lama, e li colpii fin quando non cessarono di respirare.. li presi per il collo ed in preda alla frenesia mi nutrii del loro sangue.. solo allora mi resi conto di quale era la maledizione che ora gravava sulle mie spalle..


Le foglie di Kyra cominciarono lentamente a spegnersi mentre Keliash finiva di raccontare la sua storia.. Nessuna presenza si era avvicinata nel frattempo alla zona in cui si trovavano..
ÒQuesto e’ tutto.. Potrei raccontarti di come ho conosciuto Lyiyl e Nuun le persone che anche se in modi differenti considero i miei maestri.. Dell’affetto verso Hikee e Qwarodh i miei migliori amici.. Delle lunghe chiacchierate con Flaminea ed Alirth che tuttora hanno il mio piu’ profondo rispetto.. di Timil e la sua passione nel cacciarsi nei guai per poi chiedere il mio aiuto.. di Thanys e le nostre.. emh.. discussioni.. di Kensun, Taira ed i loro figlioletti.. Oppure potrei parlarti dell’unica donna che.. beh.. l’unica Piccola Luce che sia riuscita a scaldare il mio cuore.. L’unica che con un sorriso sia mai riuscita a farmi capire quanto importante sia voler bene ad una persona, quanto sia importante non essere soli al mondo.. gia’.. Dhora.. solo io so quanto ho dovuto lottare per avvicinarla a me e quanto ancora dovro’ lottare per non farla andar via..”

ÒBeh.. mi ha fatto piacere parlare con voi signor Orco ma e’ proprio ora di mangiare..”
ÒSi Keliash.. e’ ora di mangiarti e di chiuderti quella bocca..”

Keliash sorrise alla luna che lenta saliva in cielo mentre il suo corpo mutava e spezzava le corde che lo legavano al tronco..
Il vampiro si puli’ delle foglie secche che riempivano il suo mantello e sorrise ancora una volta all’orco che allibito guardava la scena..

“Come ho detto prima e’ ora di mangiare.. e non vorrei far preoccupare i miei amici.. poi ho un appuntamento con una piccina per insegnargli a difendersi da gente come te..”
Un urlo di dolore spezzo’ la quiete che regnava nel bosco..
Il vampiro camminava tra gli alberi tranquillamente mentre un lupo nero con una strana aurea grigiastra ed un collare con inciso il nome “Rakel” si affiancava a lui..

“Ah eccoti qua.. dove sei stato? eh? Io oggi ho chiacchierato con un tipo strano.. mi ha invitato a cena.. quindi oggi se hai fame ti procuri la pappa da solo”

Keliash guardo’ il lupo che guaiva e gli sorrise..
Si abbasso’ , studio’ il terreno e si rivolse nuovamente al lupo

ÒDai non fare cosi’.. E’ un ottima serata questa per andare a caccia”

Un lungo ululato riempi’ la notte.. poi piu’ nulla.
_________________
Non parlare di dolore fino a quando non avrai visto le lacrime di un guerriero.


Keliash e' stato ucciso da Nathien a Al centro della Radura di Nathien.
Non calpestare le aiuole... MAI!
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