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Ashara!

 
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Autore Messaggio
Il Nero Saio





Avatar storico di Il Nero Saio


MessaggioAffisso: Ven 06 Ott, 2006    Oggetto del Messaggio: Ashara!


*Una strana figura, avvolta da un oscuro mantello, siede nella dorata bellezza di Haon-Dor, ammirando le intricate forme della sua verde volta, e del giovane acero che davanti a lui intrica i suoi rami e le sue foglie. Nel tramonto di Kyra, osserva silenziosamente, senza muovere nè occhio nè arto. Al lieve fruscio della caduta di una foglia, si alza, discostando il mantello dal suo corpo, abbandonandolo a terra, e mai più curandosene. La sua figura si staglia ora chiara, nella luce sempre più fievole, che sempre più viene sostituita dalle chiare stelle. Un'alta creatura, che ad occhio disattento e lontano Arial potrebbe sembrare. Ma le sue ali non sono di piume... Così come la sua pelle non è tale. Minute scaglie lo ricoprono interamente, riflettendo la luce attorno, donandole la colorazione del loro pigmento, l'oscuro blu che da anni posseggono, e osservandolo a molti è parso di guardare nel contempo un lucente tramonto, dal fondo delle acque marine... Una lunga coda si protende possente dal suo corpo, lisciandosi lievemente sull'erba, come se godesse del fresco contatto. Artigli d'avorio si stagliano dalle sue zampe, perchè altro non sono, letali quanto mai usati contro vero nemico o falso amico.
Nell'oscurità sempre più fitta, occhi bluastri risplendono lievemente, testimoni della corruzione e distruzione inflitta a Therial, coscienti dell'oblio al quale la stessa terra è destinata... Ma ricolmi della speranza del cambiamento, e nel costante divenire che tutto coinvolge.*



-E così, qui termina la mia storia, il mio passaggio su questa terra, avvertito come potrebbe essere avvertito un granello di sabbia in una tempesta in mezzo ad un deserto... Quale ironia, che sia proprio questo posto la porta della mia fuga, la stessa porta che decenni fa mi ha aperto all'oscurità, ma prima di tutto alle gioie di questo strano mondo...
E' così strano, partire con la coscienza di non aver concluso nulla, di non aver risolto nulla. Ancora una volta, l'ultima, vengo richiamato a casa... E questa partenza... Provoca attrito nella mia anima, come una pietra che dal cielo infinito varca i confini del conoscibile... Per la prima volta, ben poco oltre riesco a vedere, oltre al mio gesto che fin qui mi riporta... La mia vista è offuscata dalle lacrime del ricordo... E così turbinanti sono le immagini di chi ha reso differente la mia permanenza qui, che il desiderio di abbandonarmi semplicemente è intenso... Ma non abbastanza.
Godric, il primo che ricordo dalla mia venuta... Mio maestro e mentore nell'arte magica, da tempo rifugiato lontano, tr5a i suoi gufi e con la dovuta compagnia che in questi casi è necessaria... Indifferente allo srotolarsi della matassa del destino. Ti attenderò, amico mio!
...Taira lo segue sulla mia strada... Lo splendore del tuo volto riflesso sull'acqua del lento fiume e del nostro primo incontro è impresso a fuoco nelle profondità mai rivelate del mio cuore... E' stato un onore poter essere al tuo fianco, e poter osservare l'evoluzione della tua vita. Ti ho vista sbocciare, dal bozzolo fino alla combattiva farfalla che ora sei... Ma quanto ti hanno portato lontano le tue ali dal mio abbraccio?... La mia spada è tua, dama, ora e per sempre.
E da Taira, il passo verso Kensun è fin troppo ovvio e breve. E' solo grazie alla sua pazienza, che i più reconditi ed oscuri luoghi di Therial mi hanno accettato, così come ai magnifici oggetti che grazie alla sua immane forza e prodezza ho ricuperato. Mai sono riuscito a scavare più a fondo nella tua anima, e mai ho sentito il desiderio di farlo; già conoscevo la futilità della cosa... Sangue e Gloria, Kensun! Ma prima di percuotere la tua spada, osserva bene il tuo
avversario; e rifletti su quanto da te possa essere diverso...
E per completare la lista dei combattenti, Korsath nomino con un sorriso... L'unico che sia mai riuscito a liberare la mia anima dalle sue spoglie mortali, forse perchè l'unico che ci abbia mai provato con vera volontà. I motivi del suo gesto mi sono ben chiari, quanto mi è chiara la bruciante delusione che ho provato. Onore ad uno dei più grandi guerrieri di Therial. L'unica cosa che veramente ricorderò, saranno le tue parole, nom i tuoi fendenti, così potenti da far sembrare il
mio corpo d'acqua e carta.

Su Therial ero solito svolgere un insolito mestiere, di lunga e tediosa quanto interessnate elaborazione, e raccolta... Lo storico, come voi lo chiamereste... Per la maggior parte, l'unica cosa che abbia mai raccolto sono state leggende... In due hanno osato spingermi verso questa strada, due bardi... Drolin, che da indicibile tempo non vedo... Auguro a lui stesso che la sete sia finalmente stata placata, e che del fuoco ardente dentro di lui non siano rimaste che fredde ceneri... La seconda... Alhen... Alhen... Getta l'anello che porti al dito, e dimentica...

*Il mezzodrago si porta una mano al viso, abbassando il capo e richiudendo le ali su sè stesso. Il gesto perdura per tre soli battiti di cuore*

...Da quando Godric me ne fece partecipe, la magia di questo luogo divenne uno dei miei tanti mondi... E perseguendo su questa strada, non potei fare a meno di incontrarla, almeno una volta... Flaminea, Rosa d'Ombra... *Inarca lievemente le labbra in un sorriso* Più di una volta le sue parole mi diedero da riflettere, su quanto il male sia relativo, e inutile nel suo complesso... Inizialmente, mi pareva così lontana da tutto ciò che mi pareva degno di esistere... Ne fui affascinato, lo ammetto, ma mai ammaliato... Risplendeva, la dama, ma di luce nera. Così come un'altra dama... Alisandre. Lei aiutò la mia trasformazione ad emergere, forzando il mio cambiamento, e conducendolo su una strada della quale ancora oggi non vedo confini... I suoi fini sempre mi sono sfuggiti, fino a quando il luogo da cui provengo non le venne pienamente rivelato, fino
a quando non tentò di usare l'arte che così diligentemente mi ero premurato di insegnarle contro di me, strappando i segreti della mia anima, così facilmente che mi chiesi fino a che punto la sua forza sarebbe potuta arrivare. Poi, non potendo
comprendere il suo passato se non violando i suoi pensieri, compresi in parte il suo futuro...

*Il mezzodrago giocherella con una collana a forma d'U, intrecciato ad una foglia d'edera*

Dama Fenice... Ho avuto l'onore di osservare il tuo splendore senza esserne accecato, ma anzi arrivando a farne parte, per così breve tempo...

Dove risiede ora lo Spirito,
quando tra nubi e correnti volluttuose,
si dipana il vero Messaggio?

*La creatura toglie con un rapido gesto il ciondolo dal suo collo, soppesandolo in una mano*

-Tu non sei degno di appartenere a me, piccolo Simbolo... Nè io con me potrei portarti. Resterai qui, se gli Dei lo vorranno, assistendo al passaggio degli ultimi anni di questo mondo, rivelandomeli, e non sarai solo...-

*Il mezzodrago trae una lunga spada d'avorio da un fodero in pelle, lievemente decorato da fini disegni. Passa un dito sul filo della lama, assaporandone per un attimo la fredda consistenza. COn un brusco gesto, la pianta in terra, quasi senza
sforzo, facendola penetrare nel terreno, poco sotto l'impugnatura a croce. Ad essa, appende il ciondolo, ascoltandolo tintinnare contro il metallo della lama, fino a che il suo movimento non si placa del tutto. Poi, dallo zaino rimasto a terra trae sei pietre, disponendole in un cerchio sufficientemente grande da contenere un uomo di fronte a sè, spargendo una lieve polvere su ognuna di esse. Pensieroso, con la mente lontana dalle azioni che stà compiendo, socchiude gli occhi, appoggiando
una zampa a terra, richiudendola su di essa*


-Alla fine, cos'è la tempesta, se non un insieme di minuscoli granelli?-

*Ritrae la zampa, osservando silenziosamente la terra tra le sue dita, scrollandola poi con un lieve gesto. Rialzandosi, una lieve cantilena si spande dalla sua gola, attorno, melodica, trasportata dalle ali del vento. Una indefinibile patina d'argento si forma tra le pietre luminescenti, circondata da una fine trama dorata. Il mezzodrago, spoglio delle sue vesti, si avvicina ad essa, toccandola appena. La sua superficie si increspa, in attesa. Poi, la creatura si volge indietro, verso la spada, parlando ancora, un'ultima volta*

-...Ma l'unico motivo della mia esistenza e permanenza è stata, da quando presi coscienza del mio esilio, un'unica persona...
Quante volte ho sentito il tuo caldo respiro sul mio corpo, piccola mia? Tante volte quante ho goduto del gusto delle tue labbra, della tua sola presenza, mai muta ed indifferente... Nemmeno gli Dei possono immaginare nè sapere quanto il mio cuore sia ricolmo dell'amore che per te provo e ho provato, dal nostro incontro così casuale sotto i rami di Kyra... Tendimi la mano, adesso, perchè senza la tua presenza, solo il pensiero e il ricordo del tuo viso rimarranno, come fumo ed inturbabile acqua... Cadrò nell'ombra, lentamente forse, e mai più mi alzerò per combattere ancora... Ti aspetterò, ai cancelli del Laerellion, assieme a chi tanto bene hai imparato a conoscere in questi lunghi anni... E spero che, giunto quel momento, mi avrai perdonato questo gesto che ora mi accingo a compiere... Ti amo, più di quanto il mare ami Marhis, ma come esso non può raggiungere l'oggetto del suo desiderio, così io non potrò più fare con te... Ricordami, tu sola! Vivi, e preserva gli ultimi frammenti della Luce... Chi più di me sa quanto avresti meritato le stesse vesti di Aelistea... Ed io avevo tutto questo!... Se posso davvero sacrificare ciò che tu mi hai dato, in nome di una causa che darà frutti che mai vedrò... Merito davvero il tuo amore?
Addio, Danae. Lasciami ora... Non morire con me, nè per me...

*Il mezzodrago si volta verso il portale. Fredde lacrime gli adornano il viso, triste... E stanco. Lentamente, vi inserisce una mano. Le scaglie si sgretolano da essa, cadendo al suolo sfrigolanti, rimanendo indietro, distaccate dal suo originario padrone. Therial riprende così l'ultima sua proprietà, alzando definitivamente la sua sottile mano dalla creatura. Sotto di esse, la reale natura del mezzodrago si rivela, rimasta celata e nascosta per decenni.
Dopo pochi secondi, il mezzelfo scompare dentro il portale, che per un attimo risplende,implodendo su sè stesso e lasciando solo uno spazio lievemente annerito e bruciacchiato. Le pietre emanano piccole vollute di fumo bluastro; ora non differenti da qualsiasi altro comune sasso. Un lieve sospiro si ode tra le fronde, liberatorio, arrivato da molto, molto lontano...*

Io ero Drekkar.

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