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Messaggio |
Eilivan

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Affisso: Lun 24 Lug, 2006 Oggetto del Messaggio: La superficie |
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Davanti a se' torreggiavano quelle che dovevano senza dubbio essere delle piante. Certo non ricordavano i familiari boschi di funghi, erano cosi' dannatamente VERDI e grandi!
Ovunque guardasse era circondato di verde, stranamente luminoso e iridescente. Sollevando lo sguardo per poco non cadde accecato. La' in alto brillava QUALCOSA. Un disco luminoso proiettava luce su ogni cosa, rendendo iridescente tutto l'ambiente. Eilistran era avvezzo alla luminosita' rossa e cupa del mondo sotterraneo...ma quello...
- " Il sole ! " - disse a voce alta.
Eppure qualcosa non quadrava. La luce non era cosi' accecante, tolto il primo impatto, da impedirgli di vedere distintamente, come avrebbe dovuto. Ne' sentiva sulla pelle sensibile il calore che i rari libri sulla superficie ne menzionavano come caratteristica.
Quando alzo' nuovamente lo sguardo, i suoi occhi si erano gia' abituati, restrigendo fino a fessure le pupille e shiftando rapidamente dalla modalita' infravisione a quella comune agli esseri viventi.
Benche' si sentisse pronto ad un'analisi piu' dettagliata, la bocca si apri' in una O di stupore quasi ridicola sul volto di un drow non piu' fanciullo, quando si accorse che attorno al disco brillavano innumerevoli luci piu' piccole, che passavano indistintamente dal blu al rosso al giallo.
Ma quello era nulla in confronto alla VASTITA' !
Nulla...non c'era semplicemente nulla se non poche fronde tra lui e quell'infinita' lassu'; nessun confortante soffitto di caverna, neppure lontano e invisibile, ma presente e rassicurante. Il nulla !
Con un balzo quasi istintivo il giovane drow si ritrasse nella caverna, rimanendo affacciato solo col viso, la daga in mano contro qualche invisibile nemico che di certo poteva piombargli addosso da LASSU' senza che lui sapesse da che parte voltarsi per vederlo arrivare!
D'un tratto un frastuono quasi assordante colpi' le sue delicate orecchie: versi gracchianti e stridenti sembravano provenire dagli alberi, ma la sua vista non scorgeva altro che minuscoli puntini rossi tra le foglie..possibile quei piccoli cosi facessero tanto rumore?
Da qualche parte giungeva il rumore di acqua e il suono di qualcosa che gracidava da quelle parti..eppoi gli odori!
Trasportati dalla brezza di una notte di fine estate, odori sconosciuti assalivano il giovane drow..ci sarebbero voluti mesi perche' potesse classificarli come fiori e piante, e l'aroma dell'acqua stagnante e delle foglie che iniziavano a cadere segnando il passo all'autunno...ed anni, prima che ridendo davanti ad un bicchiere di vino il drow avrebbe ammesso a se stesso che quella notte all'improvviso l'idea di essere signore di un regno aveva ceduto il passo alla piu' alienante sensazione di inadeguatezza e di incapacita'.
Assalito da ogni lato, il drow si ritiro' completamente entro la caverna, pregando che una qualche divinita' lo aiutasse. E cosi' fu, quando finalmente la stanchezza lo fece piombare all'improvviso nel dolce e familiare abbraccio di Moldemir. |
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Eilivan

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Affisso: Mar 25 Lug, 2006 Oggetto del Messaggio: Dhora |
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Maledizione - penso' l'elfo scuro - questi boschi tutti dannatamente uguali, verde, animali buffi, altro verde...come diavolo dovrei fare a ritrovare la strada? Senza una luce che mi consenta di distinguere le forma viventi poi...!
Poco prima, girando per i boschi in maniera causale come al solito, il giovane Eilivan si era imbattuto in un castello di cavalieri perso tra le colline a nord di Kyrandor. Spavaldo come sempre, non aveva rinunciato ad attaccare il primo cavaliere che gli si era parato innanzi, considerando la pesantezza della sua armatura un indizio di debolezza. Quasi tentato di duellare con una mano sola, per incrementare la suspance dello scontro, capi' ben presto la mala parata quando il primo colpo del cavaliere apri' uno squarcio nello stomaco del drow, ed il secondo, dopo inutili colpi contro la massiccia corazza metalicca, aveva troncato di netto la gola e i sogni di gloria dell'incredulo giovane.
Chiedere aiuto era fuori discussione...
- " Scusi razza inferiore potrebbe prestarmi una fonte di luce e indicarmi dove sono rimaste le mie spoglie mortali, per favore ? "
No, sarebbe morto altre mille volte affrontando il cavaliere a mani nude e morsi, piuttosto!
Cercare un altro drow poi sarebbe stata un'umiliazione ancora maggiore: come minimo l'avrebbe deriso per giorni, e la sua carriera appena agli inizi sarebbe terminata ancora prima di iniziare.
Alzando gli occhi al cielo, si trattenne a stento dall'imprecare contro la luna, assente.
Possibile che quell'astro cosi' luminoso, al quale si sentiva legato, al quale aveva persino promesso fedelta' una volta appreso che una dea si celava dietro quella meraviglia che ancora l'affascinava come il primo giorno che la vide, fosse assente proprio ora che la sua luce sarebbe stata provvidenziale?
Gia' altre volte si era trovato in situazioni simili, ma, ingoiando il proprio orgoglio ed attendendo che nessuno fosse nei paraggi, si era risolto ad approfittare delle donazioni che gli avventurieri facevano al tempio di Kyrandor.
Per quanto la cosa ricordasse troppo un ratto che fruga in una discarica, si era rassegnato al male minore.
Questa volta pero' l'unica cosa a disposizione era un ridicolo paio di pantaloni in pelle...nemmeno una candela che rischiarasse la strada.
- Bah. Non mi resta che avventurarmi al buio per i boschi, e sperare che qualche malcapitato subisca la mia stessa sorte, cosi' da imbattermi nei suoi resti.
Con questo pensiero e poche altre speranze, il giovane lascio' la citta' e si addentro' nei colli bui poco distanti.
Era concentrato appieno sulle percezioni olfattive e sonore, sperando gli indicassero qualcosa di familiare, quando all'improvviso un lampo di luce squarcio' la tenebra accecandolo completamente.
Menando colpi alla cieca, attese interminabili secondi durante i quali le sue pupille assorbissero la luce improvvisa e si restringeressero per adattarsi a quella che ormai era una luce meno intensa ma persistente.
Con sua sorpresa cio' che vide non era quanto si attendeva.
Una sorta di angelo-donna, vestito di colori sgargianti, si stagliava innanzi a lui, osservandolo.
- Ottimo, di bene in meglio - penso' Eilivan - ci mancava solo che qualche divinita' inviasse i suoi emissari a uccidermi o ancora peggio beffarsi di me in un momento come questo!
- " Bene. Ammetto che la vista di un drow praticamente nudo ti costringa a guardarlo estasiato " - disse con tono di scherno all'indirizzo dell'angelo, sperando di farlo infuriare e porre rapidamente fine a questa deprecabile situazione.
La risata cristallina che scaturi' dalla gola della figura lo lascio' esterefatto.
- " Dici ? " - esclamo' ancora ridendo l'angelo - " E cosa ci fa un drow nudo in giro al buio per i boschi, se e' lecito chiedere? Ti serve per caso aiuto nel trovare le tue spoglie mortali? "
Tradendo il suo ferreo autocontrollo un sopracciglio del drow si flette' verso l'alto.
Ci mancava solo un angelo telepate...ma perche' mai doveva offrire aiuto ad un drow che lo scherniva?
- " Senti angelo...falla finita subito, approfitta della mio essere inerme e fai quel che devi, ma non mi prendere in giro ancora offrendomi aiuto. Come se fossi credibile! "
Di nuovo la risata cristallina colpi' il drow come un pugno allo stomaco.
- " Non sono un angelo, oscuro. Sono solo una semplice arial" - disse la figura ripiegando le ali - " E per quanto la tua specie sia notoriamente malvagia, giudico l'individuo e non la specie. Presto aiuto a tutte le creature viventi, perche' la vita e' sacra in ogni sua forma. Tienilo bene a mente. E chissa' che non ci sia speranza di redenzione anche per te ? "
- " Ah, il mio nome e' Dhora. E il tuo ? " - aggiunse sorridendo.
Vuoi vedere che e' la mia giornata fortunata ed ho incontrato l'unico arial servitore del bene talmente idiota da aiutare un drow ? - penso' Eilivan, accogliendo pero' le parole dell'arial con un sorriso che non lasciasse trapelare il suo pensiero.
- " Bene Dhora. Allora accetto volentieri il tuo aiuto. Prestami una luce affinche' possa cercare le mie spoglie " - disse il drow, aggiungendo mentalmente - e magari voltami le spalle un attimo cosi' vedo se riesco a prendermi la tua, di luce.
- " Dove sei caduto, giovane drow ? Conosci il nome di chi ti ha ucciso ? "
Il nome ? Ma quest'arial e' piu' fuori di uno schiavo duergar in taverna - trasecolo' il drow - cosa vuole fare? Scrivere una canzone che ne elogi le gesta?
- " Mi pare che prima di perdere completamente conoscenza lo abbia sentito farfugliare qualcosa su come Tom punisca chi osi assalirlo impunemente..., per quel che vale " - replico' piu' per mostrare accondiscendenza che non per assecondare realmente le stupide domande della donna.
Fu con sua sorpresa che di nuovo un lampo di luce piu' forte lo acceco', e quando torno' nuovamente a vedere, l'arial era li' sorridente con a terra quelle che riconobbe immediatamente come il guscio vuoto e senza vita che un tempo era il suo corpo mortale.
Senza perdere tempo, prima che l'arial cambiasse idea, si precipito' a terra raccogliendo e indossando tutto cio' che vi era ancora contenuto all'interno.
- " E il tuo nome, elfo oscuro ? " - chiese Dhora ancora una volta sorridendo.
Con una parvenza piu' dignitosa, e qualche dubbio circa la sua idea di assalire la donna, viste le capacita' magiche che sembrava padroneggiare, con un sorriso nuovamente di scherno - " Eilivan " sussurro'.
- " Bene Eilivan. Come avrai notato queste lande sono ricche di pericoli, molti dei quali fuori della tua portata ed alcuni persino dell mia. Quindi fai attenzione. E se per caso servisse aiuto, cercami pure, o chiedi a mio fratello Nuun. Certo, e'molto meno affabile di me, ma non ti neghera' il suo aiuto alla fine. "
No, non era vero. Aveva trovato un arial apparentemente potente, per quanto montato..pericoli PERSINO per lei...che si offriva di servirlo. Tutto sommato questa giornata luminosa stava finalmente assumendo contorni d'ombra interessanti.
- " Non manchero', arial. E dimmi..cosa vuoi in cambio dell'aiuto offerto ora in futuro ? Non ho molto denaro con me, ma possiamo trovare un accordo "
- " Nulla, Eilivan. Basta chiedere, in futuro. Fare del bene non presuppone nulla in cambio, e alla fine ti abbraccera', se non resisterai " replico' l'arial, prima di accecare nuovamente il drow svanendo in un ulteriore lampo di luce.
Bah...e' proprio idiota - penso' Eilivan scuotendo il capo.
Ma per quel giorno la voglia di spargere sangue e di vendetta si era stranamente sopita, e a passo lento si ritiro' alla Locanda dell'Orso, a sorseggiare una birra in un angolo buio.
Le parole dell'arial lo avevano colpito piu' di quanto non volesse neppure ammettere con se stesso, e non sapeva allora che quello sarebbe stato solo il primo di molti incontri con Dhora, tanti e tali da spingerlo lentamente, almeno per un lasso di tempo, davvero tra le braccia del Bene.
Ma questo e' un altro capitolo della storia. |
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