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Anon in fiamme

 
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Autore Messaggio
Branem








MessaggioAffisso: Mar 06 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio: Anon in fiamme


Un atmosfera cupa aleggiava sulle teste di chi quella sera era presente nella Locanda.
Gli sguardi lieti e allegri di chi finita una dura giornata di lavoro si rilassava godendosi qualche birra, erano mutati in espressioni di incredulità... Rammarico... Rabbia.

Attorno ad un vecchio si era radunato un modesto gruppo di persone, ed altri ancora giungevano ascoltando sue parole.
Chi più vicino, e aveva avuto modo d'ascoltare già restava completamente muto, con lo sguardo chino, increduli... Chi invece più lontano continuava ancora a guardarlo, cercando di comprendere se fosse solamente il solito bardo cantastorie in cerca di qualche moneta per sopravvivere.

Era un uomo anziano, ma quella sera lo sembrava ancor di più... Sul viso segnato dagli anni si leggevano terrore e incredulità.

"Era necessario... Era necessario!"

Ripeteva scuotendo il capo.

Era giunto a tarda sera con il fiatone, urlando frasi sconnesse, continuava a ripetere di un incendio scoppiato ad Anon, e di pochi superstiti, forse era proprio lui l'unico rimasto.
Fu subito scambiato per pazzo, ma a poco a poco, continuando nel suo macabro racconto, sembrava non stesse affatto mentendo.

Un abitante di Anon, Branem, questo il suo nome
, aveva assistito all'inferno ed era lì per cercare aiuto, raccontando quanto poteva alla sua modesta platea.

"Sentì buttare giù la porta di casa mia... Mi svegliai di soprassalto, e mi trovai una mano stretta al collo."

Due uomini, quello stesso giorno l'avevano rapito, legato ed imbavagliato.
Fornì una veloce descrizione dei due, dettata forse dal suo stato d'animo e dalle sue attuali condizioni, aveva certo subito un forte trauma ma sembrava abbastanza sicuro su qualcosa:

"Vi dico la verità! Un Cavaliere ed uno Spadaccino, e non sembravano novizi.

Il Cavaliere l'aveva affidato all'altro, aggiungendo:

"Desidera che sia la paura a parlare al posto nostro... E sia."

E aveva guardato il vecchio sorridendo leggermente. L'altro si era limitato a sorridere.

Uno dei due lo trascianava per Anon, mentre l'altro si operava a spargere delle polveri lungo le cinta murarie della città e nei pressi delle abitazioni più imponenti... La città sembrava così vuota quella sera.

L'anziano non comprendeva le intenzioni dei due, si limitava a dibattersi solo quando il suo detentore, non molto fine nei modi, lo lasciava urtare poggiandolo in terra.

Uno dei due chiese all'altro di aiutarlo, immaginò Branem, perchè questi si allontanò aiutando il compagno ad ammassare mobilia e altri oggetti attorno all'uscita ovest della città, che a notte veniva serrata.

L'anziano cercò invano di liberarsi, le funi che lo immobilizzavano erano ben strette ed era riuscito solamente a farsi del male ai polsi.

Quando tornarono da lui uno ridacchiò aggiungendo:
"Stai tranquillo a breve sarai libero"
Riuscirono a calmarlo in quel momento, ma non sapeva ancora cosa l'attendesse.

Finirono di spargere quella strana polvere, concentrandone una quantità maggiore alla porta ovest, per poi dirigersi a quella opposta.

"Non riuscivo a comprendere come mai non avessi notato nessuna guardia..."

L'uomo si strinse le mani nei capelli, mentre il suo discorso continuava ad evolvere.


Le mura sembravano deserte, le percorsero senza problemi fino alla porta est, dove i due si fermarono.
Una strana Marhis era alta nel cielo, non candida come al solito, ma sembrava come bagnata nel sangue..
La sua luce proiettata dava alla città una parvenza spettrale.
"Persino Marhis c'assiste." osservò uno, contemplandola.
L'altro aveva sorriso, annuendo.

"Fu un istante..."

La voce di Branem era un tremito


Il Cavaliere estrasse un fiammifero e lo gettò su un cumulo di quella polvere che avevano prima sparso per la città, costruendo un filo che percorreva le mura e si univa a molte delle abitazioni.
Il contenuto di quelle sacche era una miscela di più materiali combustibili, solo allora il vecchio se ne rese conto.
Cercò invano di urlare, non riuscì ad emettere alcun suono e dimenandosi si guardò attorno, cercando qualcosa che potesse aiutarlo.

"Le guardie... I loro cadaveri... Mi osservavano, inermi quanto me..."
"Solo allora, al chiarico di quelle fiamme che lambivano e consumavano la città riuscì a vedere quel massacro... Svennì"

Il viso dell'anziano solcato da una lacrima.


Brenon si risvegliò, libero, adagiato alla pila di cadaveri ammucchiata vicino alla porta.
Un istinto di rigetto lo investì alla vista dei corpi sfigurati dalle fiamme, ma non solo i pochi intatti sembravano essere stati invece uccisi da Lame.
"E questo era il loro Campione? Gran bella difesa" si chinò a raccogliere il copricapo simboleggiante il titolo di Campione di Anon.
"Chissà che non torni utile."aggiunse.
Lo spadaccino sorrise a quelle parole voltandosi a guardare Brenon.
"Si e' svegliato."

"Perchè chiesi, lo urlai!"

"La paura sarà più veloce messaggera dei Bardi.. Ringrazia di esser stato scelto tu" disse uno.
"Era necessario" mi sorrise rispondendomi l'altro.
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Ithildin





Avatar storico di Ithildin


MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


Ithildin scappò dalla locanda con una mano schiacciata sulla bocca, cercando di trattenere le urla che stavano per uscirgli di getto dallo stomaco sottosopra, lasciando sbattere alle sue spalle la porta in legno massiccio.

No, non poteva essere un cavaliere. Non poteva.
Nessun cavaliere sarebbe di grado di compiere un simile massacro
, si ripeteva in continuazione, nel tentativo di autoconvincersi che ciò che aveva appena udito erano solamente fesserie dette da un povero vecchio ancora sotto shock.
Il cavaliere montò di gran carriera sul suo baio maculato legato ad una staccionata subito fuori dalla taverna.
Quella notte tirava un forte vento, per Kyrandor, che spazzava via dalla strada le foglie morte cadute dalle fronde dei pochi alberi piantati sui lati delle strade, creando un sinistro rumore, simile a mucchi d'ossa trascinati sulla ghiaia.
Ithildin era in preda allo smarrimento; com'era possibile che un CAVALIERE fosse capace di compiere simili atti? No, il vecchio doveva essersi sbagliato.
Mentre galoppava nella notte diretto all'antico maniero pronto ad informare il suo principe di ciò che stava accadendo, pensava e ripensava a ciò che gli aveva detto Aral quel giorno al gazebo...

Rimarrò per sempre Aral, rimarrò per sempre Aral, rimarrò per sempre Aral...

Ogni parola gli si era conficcata nel cervello come un coccio di vetro tagliente come lame di rasoio; ogni parola gli faceva ignorare il piacere di cavalcare il suo baio preferito e di assaporare la frescura della notte, mentre il tuonare degli zoccoli sul selciato rimbombava nella strada.
Sentiva il suo cuore in fondo alla pancia, e ad ogni metro di strada guadagnato pompava sempre più forte, sempre più veloce, senza pensare ad altro se non a ciò che Aral gli aveva detto, senza non pensare a ciò che potrebbe essergli capitato ed alle conseguenze della sua decisione di lasciare i cavalieri per seguire chissà quale strada di spada e onore.
Non era possibile che il suo compagno avesse abbandonato la fede per dedicarsi solo alla guerra, non era possibile...

Si lanciò al di fuori del cancello ovest di Kyrandor a tutta velocità, tanto che i due soldati di pattuglia all'entrata gli gridarono dietro chissà quali imprecazioni a cui nemmeno badò.
Che cosa poteva essere capitato, al suo più grande amico?
Che cosa!...
_________________
"La luce di Althea s'affievoli' cosi' come il mio spirito si spense, mai piu' scaldato dai raggi d'una luce leggendaria. Ora solo raggi vaganti nelle tenebre, pallidi come il soffio d'un Drago Argentato, vengono ingoiati dall'ombra.."
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Timil





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


il racconto del vecchio entro come uno stiletto nello stomaco di timil : alle parole cavaliere e spadaccino il suo stomaco si rivolto'......
'lo sapevo' ripeteva nella sua mente..... 'lo sapevo'.... solo questo....
si alzo' guardo il vecchio e chiese : sapete descriverli? probabilmate il vecchio l avevo gai' fatto ma timil si era assentato dal discorso dopo aver sentito le parole 'cavaliere e spadaccino.... fisso il vecchio e attese ,come una mannaia sulle sue speranze, la risposta....
_________________
Preferisco essere il piu umile dei sognatori aspettando cio che verra' che essere signore tra coloro che hanno perso ogni fantasia e speranza.
Timil
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Korsath





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


*dal fondo della locanda una voce nota svela l'arcano*


Aral, Timil, é stato Aral
_________________
Freya(LAPT): mapperchè non fare le cose assieme?
<Roncafucker: mangiare sulla ragazza? stupendo rulez
Emiliano (Ke: un piatto di cannelloni roventi
Oolon Collup: e noi balliamo la cavalcata delle valchirie
sulle tue balle, contento? Razz
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Timil





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


timil si gira verso korsath e senza fare una piega,con gli occhi ardenti, ' l altro?' chiede...
_________________
Preferisco essere il piu umile dei sognatori aspettando cio che verra' che essere signore tra coloro che hanno perso ogni fantasia e speranza.
Timil
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Korsath





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


*sogghigna pregustandosi già il seguito*

non ha importanza
_________________
Freya(LAPT): mapperchè non fare le cose assieme?
<Roncafucker: mangiare sulla ragazza? stupendo rulez
Emiliano (Ke: un piatto di cannelloni roventi
Oolon Collup: e noi balliamo la cavalcata delle valchirie
sulle tue balle, contento? Razz
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Timil





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


'ne ha'.....continuo con tono normale.... mai visto cosi calmo.......
_________________
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Timil
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Korsath





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


*scrolla le spalle sorseggiando una birra*




per te forse...per quanto mi riguarda non ho motivo di dirti chi é il secondo
_________________
Freya(LAPT): mapperchè non fare le cose assieme?
<Roncafucker: mangiare sulla ragazza? stupendo rulez
Emiliano (Ke: un piatto di cannelloni roventi
Oolon Collup: e noi balliamo la cavalcata delle valchirie
sulle tue balle, contento? Razz
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Timil





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MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


se ne va....inespressivo..... e calmo...
_________________
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Timil
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Flaminea





Avatar storico di Flaminea


MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


*scrolla le spalle*

I motivi di Aral gli appartengono, a lui e a chi egli ritenga valido li conosca.
Escludendo il fatto che non sarà una città in fiamme a sconvolgermi, e che poco mi importa dell'accaduto, non ho intenzione alcuna di giudicare quest'azione.
Dopotutto, ora quelle anime sono nelle mani della mia Signora, e non soffrono più della precarietà del corpo mortale.
_________________
Il suo cuore era un cristallo affilato come una lama,che strideva con il suo bell'aspetto da fiore appena sbocciato.Se un uomo l'avesse toccata senza fare attenzione avrebbe finito per sanguinare...
"E' facile osservare la luce, luminosa e chiara, e trarre le conclusioni, ma troppo spesso ci si dimentica delle ombre: sappiate osservare nell'oscurità e avrete ogni risposta"

"La pwk e' un apostrofo rosa tra le parole..p kill"(Nywulf detto Nywfhafah)
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Nagash





Avatar storico di Nagash


MessaggioAffisso: Lun 12 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


A stento trattenne le risate, stando li nell'ombra.

Daltronte ormai nessuno si accorgeva piu' di Lui e molti dicevano che mai fosse esistito. Il Gitano guardò allontanarsi il legislatore per cui nutriva un insana simpatia e la bella Flaminea che da ragazzotto aveva insidiato quanto era sposa di uno spadaccino iroso.

Si portò al tavolo del suo Generale e gli disse:

Combatte bene come vi avevo detto, non trovate?

E si portò la mano sulla bocca per celare una risatina
_________________
Serietà, professionalità e discrezione
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Batezdu





Avatar storico di Batezdu


MessaggioAffisso: Mar 13 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


Sapevo che sarebbe potuto accadere...
Era nell'aria...
Era voluto...
Era richiesto...

Sulla montagna che porta al canyon, mentre un venditore ambulante cercava di rifilarmi uno strano elisir contro i ciclopi che non volevo, rischiando di procurarsi la morte, accadde....
In lontananza si vedevano le fiamme alzarsi dalla citta'...
L'aria era tremula per il riverbero del calore....
Il cielo arrosiva per il pudore di scontrarsi con l'ira del fuoco...
Sorrisi, sereno, quando in quello scuarcio di mondo vidi riflesso l'Inferno fiammeggiante...quasi una nostalgia di casa mi pervase...un sentimento di purezza...una melanconia calda e profonda...
Fuoco!Fiamme!Devastazione!Incendi!Urla!....e l'oscurita' della notte che giungeva....
Vedevo e non pensavo, poiche' cio' che i miei occhi scorgevano era un simulacro della bellezza...
Solo il ronzio delle parole viscide del venditore urtavano il mio ego...e cosi' lo zittii...col piede...e per sempre....
Passarono cinque minuti in cui altro non feci che ammirare...
Poi, in fine, pensai...
La sua potenza era nota...
La sua lama affilata...
Ora anche il suo spirito mi appare sulla giusta via...
Ha fatto cio' che doveva fare....l'ha fatto per quello che voleva essere....

Mi allontanai da li',pensando: e' un segno forte....
_________________
Batezdu, il Demone
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Ykkra Olthan





Avatar storico di Ykkra Olthan


MessaggioAffisso: Mar 13 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


"Come anche il fiume piu' imponente e' in grado di deviare il suo corso, gli uomini sono noti per la loro malleabilità.."

"Laddove le fiamme ardono avverra la purificazione, e dalla grigia citta' che fu ritroveremo comparsa la vita"

*Il githyanki continuava a sorseggiare il suo bicchiere con aria di indifferenza... *

"Come dici vecchio mio? Perche' non sono contrariato?.. "

"La tua domanda e' sensata ma vedi.. secondo me ad alcuni delle scelte possono sembrare non le piu' adatte, ma e' una cosa bilaterale..

credo che ognuno possa decidere del suo destino.. sia esso costernato dalla pace, sia esso compreso tra il sangue.. "

*Sembra parlare con il corvo che poggia sul suo braccio sinistro..*

"Andiamo ora, la lunga notte ci attende"

*inumidisce indice e pollice della mano destra e spegne il lume sul tavolo, dopodiche' conta delle monete d'argento sul palmo e ne lascia una manciata vicino al suo piatto*

"Ricorda solo vecchio mio..

Che un fiore, chiamato con altro nome, mantiene sempre il suo dolce profumo.. "
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