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La vera storia del finale di Tempesta del Caos (warhammer)

 
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Grivar





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MessaggioAffisso: Lun 05 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio: La vera storia del finale di Tempesta del Caos (warhammer)


Gav Thorpe: se lo conosci, lo eviti. Se non lo eviti, di sicuro fai Elfi Alti o Eldar, a Warhammer Fantasy o a Warhammer 40k.

Ma di sicuro, se c'e' una cosa che risulta odiosa a primissima vista di Gav Thorpe, e' la ferma certezza di trovarsi di fronte ad una di quelle persone che proprio non sanno perdere. Uno di quelli che quando gli hai frullato mezzo esercito bara nel conteggio dei punti, quando deve tirare un dado cerca di agitare la mano in modo strano per farlo cadere in modo da fare 6 (succede, succede, v'assicuro che succede), che quando dichiara una carica gioca con gli angoli delle basette per colpire con piu' unita' e quando la dichiari tu gioca con gli angoli delle tue basette per toglierti colpi.

O che, quando viene organizzata una campagna, stabilisce gia' prima come dovra' finire: e poco importa se i report da tutto il mondo dicono altro, cosi' e' deciso e cosi' dovra' essere.

Ovviamente, da buon Druchii non posso che avere il dente avvelenato con Gav Thorpe e gli Asur in generale, ma questo e' un raccontino che merita di essere letto: a maggior ragione se si conosce il gioco, ma lo si puo' gustare anche se non lo si conosce.

Antefatto: ogni anno la Games Workshop organizza una campagna, fornendo (a pagamento, s'intende) un background, nuove unita' per gli eserciti e nuove regole. Giocatori di tutto il mondo si affrontano sulla scia del background, e report vengono inviati da ogni dove: l'idea sarebbe di creare una campagna dinamica su vasta scala, di modo che gli esiti delle varie battaglie giocate ovunque vengano tutti considerati al pari di schermaglie e scontri nell'ottica della guerra organizzata da mamma GW. Il risultato finale DOVREBBE essere che alla fine siano i giocatori a stabilire l'esito della suddetta campagna... Ma non sempre cosi' e'.

Tempesta del Caos era la campagna uscita l'estate scorsa (era l'estate scorsa, vero?) e vedeva sostanzialmente contrapposti Archaon, condottiero del Caos Indiviso, contro l'Impero (e alleati vari, ovviamente devono pur ficcarci tutti gli eserciti in un modo o nell'altro) guidato dal prode (?) Valten, Eletto di Sigmar (divinita' imperiale).

Nei piani di Gav Thorpe, il caos (forte di una serie di miniature DAVVERO sgravate, nonche' di vantaggi abnormi negli scenari medi) avrebbe dovuto stravincere. L'impero si sarebbe (forse) dovuto salvare per il rotto della cuffia.

Cosi' non fu, e caos e soci presero tante di quelle roncolate che alla fine i possenti guerrieri del caos posarono le armature e presero ad andare in battaglia vestendo direttamente delle bare.

Ma ovviamente questo non rispecchiava i piani del buon Gav: misteriosamente quindi nelle ultime settimane si smise di conteggiare i report delle battaglie, e alla fine il caos riusci' a strappare una vittoria parecchio ridicola (tutta documentata in un racconto scritto sempre da Gav Thorpe che e' imbarazzante persino definirlo ridicolo).

Questa e molte altre furono le risposte date dai fan di un po' tutto il mondo al finale che la GW volle per la campagna: una serie di storpiature del racconto di Gav, a mio parere ognuna nettamente superiore all'originale :P

Magari non tutti capiranno, ma penso sia divertente da leggere anche per chi non conosce l'ambientazione di warhammer (che di originale non ha veramente nulla: bretonnia e' copiata paro paro dal mito di Camelot, gli elfi alti sono una combo bestiale di esercito romano mixato con elfi tolkeniani, i conti vampiro sono OVVIAMENTE del tutto ispirati a dracula e ai racconti folkloristici di quelle zone dell'est europeo, i re dei sepolcri non ve lo sto manco a dire che sono, basta guardare che gli eroi e i grandi eroi sono mummie... e cosi' via).

Il racconto e' scritto da un utente del forum della GW Italia: mi e' stato passato da Loec quindi non so chi sia l'autore originario.

Per ogni eventuale lamentela, armatevi di cric e con la mia benedizione andate a riassettare le rotule al sopracitato elfesso: la colpa e' sempre e comunque sua.
_________________
Il sangue scorre,
La furia cresce,
La morte si risveglia,
La guerra chiama...
Sangue! Sangue per il Dio del Sangue!
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Grivar





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MessaggioAffisso: Lun 05 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


La vera storia del finale di Tempesta del Caos.


Archaon, con il suo enorme seguito di guerrieri del caos, come ogni
anno era migrato verso lidi più caldi. Al solito, l'impero aveva
scambiato questa pacifica usanza per un assalto in grande stile ed
aveva irto di difese ogni suo possedimento. Non che il pericolo fosse
in realtà molto: il nomignolo con cui Archaon era universalmente
conosciuto, "il dominatore della fine dei tempi", gli era stato
affibbiato perchè quando giocava a calcio segnava sempre in zona
cesarini, ma mica per altro, perchè chi lo conosceva davvero sapeva
perfettamente che come condottiero era un emerito idiota.
Dopo 60 giorni di sanguinose battaglie, che hanno visto le possenti
armate del caos essere bloccate per giorni interi anche da allegre
famigliole contadine armate di cerbottane a pallette di carta, padelle
e salumi stagionati, era finalmente iniziato il grande assedio di
Middenheim. Dove il caos ci aveva preso così tante botte che i
generali si voltavano con occhi feroci verso Archaon, oramai
conosciuto come "il dominatore della fine del SUO tempo", mentre il
suddetto generalissimo del caos fischiettava allegro e teneva sempre
sotto mano il proprio demoniaco, velocissimo destriero.
Quando i difensori di Middenheim, respingi oggi, respingi domani,
avevano portato le armate di Archaon circa ai confini con Kislev, il
prode condottiero del Caos Indiviso decise che in fin dei conti non
faceva poi così tanto freddo al polo nord, che le pinguine alla fin
fine erano piacenti e graziose, e che comunque non esistevano più le
mezze stagioni, ché a novembre fa ancora caldo, e quindi l'annuale
migrazione del caos sarebbe ultimata prima del tempo quest'anno.
In breve le armate del caos voltarono le terga ai combattimenti e si
ritirarono, tentando di mantenere una propria dignità bofonchiando ad
alta voce, perchè gli abitanti dell'impero li sentissero, frasi come
"Eh, ma il prossimo anno giochiamo in casa...", "adesso andiamo a
chiamare gli altri mille mila eserciti", "appena tornati a casa ci
troviamo un comandante vero", "ho finito le sigarette e quelle
imperiali hanno troppa nicotina" etc.
Se non ché arrivarono anche gli eserciti di Valten e Karl Franz.
Archaon, per non saper né leggere né scrivere, ordinò di aumentare il
passo. Personalmente diede anche l'esempio fuggendo a rompicollo, ma
venne ripreso da Haargroth l'insanguinato, il cui soprannome deriva
dal suo peculiare carattere, simile a quello di una donna al
primo giorno di mestruazioni.
Kurt Helborg attaccò l'esercito del caos con la sua cavalleria,
combinando il solito sfacelo che il caos era ormai abituato a subire.
Miracolosamente, però, dopo centinaia di battaglie perse contro
eserciti che erano meno della metà di quello che stavano ora
combattendo, il caos riuscì a portare a casa la vittoria. La gente
vide sfavillare, alta in cielo, la cometa a tre teste simbolo di Gav
Thorpe. Archaon capì che quello era il suo momento.
Archaon decise di attaccare i due eserciti avversari separatamente,
grazie al fatto che il loro grande acume tattico li aveva portati a
separarsi senza la possibilità di coordinarsi o scambiarsi
informazioni. Sicchè l'attacco all'esercito di Valten fu inaspettato,
come se gente che si porta dietro giganti enormi e tempeste di magia
riuscisse a fare imboscate.
Valten, sorpreso dal massacro che intorno a lui il suo esercito
subiva, impegnò tutta la sua intelligenza ed il suo acume tattico nel
trovare una strategia vincente. Sicuro di sé, caricò da solo
l'esercito di Archaon. In quel momento l'impero seppe che, se pure
Archaon come condottiero faceva pena, pure il Prescelto di Sigmar
l'arte della battaglia l'aveva studiata alla Cepu...
Fortunatamente Valten aveva delle papagne tante, e menando colpi
all'impazzata riuscì a passare attraverso tutto l'esercito di Archaon,
un paio di volte, alla ricerca del condottiero avversario.
Dal canto suo, Archaon aveva ricordato improvvisamente un appuntamento
con il suo commercialista, Belakor, ed una volta di più ringraziò il
fatto che il suo demoniaco cavallo fosse davvero molto molto veloce.
Valten, dopo aver menato da solo metà dell'esercito del caos, si rese
conto che s'era fatta una cert'ora e tornò a casa a vedere la partita
Nuln - Altdorf, valida per la coppa dell'impero.
Calò la notte, e tutti videro che i morti dell'impero erano migliaia,
ma migliaia erano anche quelli del caos, e facendo un rapido conteggio
dei punti dichiararono che qui qualcuno stava barando e neanche di
poco...
Il giorno successivo, stranamente l'impero fece una cosa furba ed
attaccò da entrambi i lati il povero Archaon, che era sempre più
malvisto dai suoi luogotenenti e seguaci, e sempre più morbosamente si
attardava accanto al suo cavallo demoniaco veramente molto veloce.
Subito Archaon rivolse il fuoco dei suoi cannoni infernali verso
Valten. Il prescelto di Sigmar aveva pochi attimi per decidere di una
tattica che avrebbe portato l'impero alla vittoria, coordinando i suoi
sforzi con quelli di Karl Franz.
Dopo averci pensato su due secondi, Valten decise di correre dritto
per dritto, incontro alle palle di cannone, con la stessa furbizia di
chi dice che il miglior modo per attraversare una strada trafficata è
chiudere gli occhi e lanciarsi in avanti.
L'impero tutto plaudì il suo grande campione.
In quel momento Valten si accorse della tremenda trappola che gli
avevano riservato gli Elfi. Era tutto felice quando per la prima volta
salì su quello splendido cavallo elfico... quello splendido,
INGOMBRANTE, cavallo elfico... quel MALEDETTO cavallo elfico con la
basetta dannatamente GROSSA.
SDENG! Valten fermò una enorme palla di cannone demoniaca stoppandola
di petto.
Il cavallo venne spalmato su un'ampia porzione di territorio. Ma
Valten era ancora vivo. Si rialzò, sanguinante. Vide che l'esercito di
Archaon era ancora lontano. Vide dietro di sè il proprio esercito a
distanza di sicurezza che urlava tutto unito "Vai campione! Vai avanti
tu, che a noi ci viene da ridere! Facce ride a fenomeno!". Bestemmiò.
Aveva solo un istante per decidere. Ne andava della propria vita.
Sforzò tutto il suo acume tattico e...
Caricò a piedi l'esercito di Archaon.
La giustizia divina di Sigmar in compenso fece sì che l'enorme
esercito di orchi, che era ovviamente sfuggito agli occhi di tutti
fino adesso, attaccò alle spalle l'esercito di Valten, macellandolo.
L'impero vide anche arrivare l'immensa armata di demoni di Belakor.
Uno tosto, dissero, che durante l'assedio di Middenheim avevano preso
a calci solo fino ad Ulthuan. Ed adesso arrivava ad aiutare Archaon,
che in effetti di suo un po' di aiuto ne aveva bisogno, mentre vedeva
il solito Valten che, pure a piedi, menava colpi duri come la sella di
un cosacco e ripassava nuovamente attraverso tutto l'esercito del
caos, tanto che ormai lo schieramento standard del caos c'aveva di
default l' "Avenue Valten" che la passava da parte a parte.
Belakor, il demoniaco commercialista di Archaon, da oltre due mesi
imperversava sui poveri popoli dell'impero.
Troppi!
Il vigile Teclis, arrivato con il teletrasporto di Star Trek sul campo
di battaglia insieme a 300 elfi in bermuda che scattavano foto a
destra e a manca, si rese immediatamente conto che il loro permesso di
soggiorno di 60 giorni era appena scaduto. Quindi li scortò tutti
personalmente al di fuori del territorio dell'impero, sull'istante.
Questo prima di rendersi conto che la sua presenza lì sarebbe potuta
risultare troppo importante per l'esito della battaglia, e decidesse
quindi di tornare in villeggiatura ad Ulthuan fregandosene altamente
dei restanti problemi dell'impero, raggiungendo pure il Re di
Bretonnia ed Orion della foresta Silvana, che da questa pagliacciata
si erano tirati fuori da tempo.
Alla scomparsa dell'intero esercito demoniaco ci fu un gran tripudio
da parte dell'impero, mentre i luogotenenti di Archaon si fecero
ancora più stretti intorno al loro condottiero, dicendogli che, no, la
sua scelta degli alleati si era comunque rivelata vincente, che non
doveva preoccuparsi, che poi quando sarebbero tornati a casa ne
avrebbero parlato con tranquillità e da persone civili...
Nell'intanto però si frapponevano fra Archaon ed il suo ultra-rapido
cavallo demoniaco...
Arrivò in quel mentre Valten in persona, in realtà portato di peso dai
prescelti di Archaon davanti al loro comandante, al grido di "chiunque
vince, per noi va bene". Tutt'intorno a loro fiorirono le scommesse.
La forza più ottusa contro l'idiozia più acuta. Chi avrebbe vinto?
Archaon dribblò i suoi luogotenenti e corse verso il suo preziosissimo
cavallo veloce più del fulmine. Valten diede una martellata al cavallo
tale che la chiazza di sangue investì anche la foresta silvana come
una tenera pioggerellina rossa.
Archaon, incavolato come una iena, saltò su ed iniziò finalmente a
combattere, dopo che per tutta la campagna si era rifiutato adducendo
una strana, persistente, colite cronica.
Valten colpì, Archaon rispose e trafisse Valten. Valten, con il
cervello atrofico di un dinosauro, non percepì subito il dolore e
continuò a picchiare Archaon, squassandogli tutto il vestitino in
paillettes. Ma Archaon rispose e con un tremendo colpo squarciò la
corazza di Valten, ferendolo gravemente.
Tutto l'impero, insieme, disse meravigliato: "ma costui è più pippa di
Archaon!!! Ma doveva essere il protagonista assoluto! Ed è già tutto
finito? Aridatece li sordi!!!!"
Mentre Archaon arretrava inorridito alla vista del villosissimo petto
di Valten (ipotesi che trovo più realistica del fatto che si sia
spaventato per aver visto il segno di Sigmar, visto che stava
combattendo il Prescelto di Sigmar che tutti sapevano avesse quel
segno sul corpo), arrivò Luthor Huss al salvataggio, il personaggio
speciale dall'utilità più infima che abbia mai calcato la terra di
warhammer, in più tremendamente in****ato dal fatto che era una vita
che profetizzava l'avvento di Valten, ed ora si trovava per le mani un
idiota microcefalo che aveva pure perso in tre secondi.
Diede una botta secca all'elmo di Archaon, al ché tutto il caos disse
"see, mò se perde pure con Luthor Huss prendiamo e ce ne andiamo"
Archaon rispose con un colpo di scudo, facendo atterrare l'inutile
Huss direttamente al tempio di Shallya, insieme a Valten.
Però, con un colpo di scena tipico delle puntate più infime del
wrestling, dietro Archaon spunta l'occhio furbetto di Grimgor
Pallediferro.
L'enorne orco si era attraversato da solo i due eserciti nemici, tanto
ormai lo facevano cani e porci, uccidendo _decine_ di uomini con ogni
singolo fendente [Questa l'ho lasciata perchè era già divertente così!
In pratica a fare 'sti fendenti le braccia di Grimgor avrebbero dovuto
superare la velocità di fuga delle particelle dalla Terra e si
sarebbero dovute perdere nello spazio].
Trovatosi dinanzi ad Archaon, disse che era il suo modo di provare la
veridicità del suo nome con Mork, battere l'uomo più forte di
Warhammer.
Purtroppo Teclis se ne era già andato, e quindi si era rivolto verso
Archaon.
Archaon attaccò, ma subito si fermò inorridito: sulla fronte di
Grimgor era visibile un neo a forma di piatto di fagioli, il neo che
contraddistingueva il Prescelto di Bud Spencer!!!
PAFF! Ed un ****ottone dall'alto verso il basso mette a terra Archaon!
SPIFF! E con un calcione vola via l'Uccisore di Re! PAPAGN! PAFF!
SMACK! PUFF! E Grimgor giù con una serie di sberlone con l'ascia di
piatto sul povero Archaon!
Infine Grimgor si stancò dell'inutile contesa, si dichiarò vincitore
della battaglia, ed insieme a tutto il suo esercito di orchi se ne
andò al grido di "Venimmo... vedemmo... e >cut!!!"
Tutto questo mentre un demoralizzato impero si chiedeva ancora
dell'utilità di Valten nella campagna.
L'esercito del caos si ritirò in un paesino lì vicino, sicuro della
sua protezione (???), mentre Archaon finalmente comprese che il suo
vero amore non era la battaglia, bensì la danza, e fuggendo
velocemente entrò nel corpo di ballo degli elfi alti.
Allora, la situazione diviene questa: un enorme esercito composto da
soli guerrieri del caos prescelti con il marchio di Khorne si rifugia
in un villaggio. Helborg dice: "almeno noi siamo di più". Quaranta
sottoufficiali gli sputano addosso in coro. Fossero pure di meno
contro gente che costa 30 punti a pupazzetto!
Rinnegando la regola della Furia che li costringerebbe ad attaccare
come ossessi, i Khorniti attendono tranquilli, mentre il già
complicato luogo di battaglia vede l'arrivo anche dei beastmen, che
avevano trovato traffico ed erano arrivati tardi.
Visto che c'hanno fretta, non si sa perchè dopo una giornata e più di
furiosi combattimenti, invece di porre un minimo d'assedio, ragionare
con calma, attaccare prima i beastmen e poi i khorniti, o qualsiasi
altra cosa degna di un essere pensante, l'impero decide di dividere le
sue forze e caricare a man bassa, guidato in questo dal ricordo di
"furbuzia" Valten, il Prescelto dall'Alzhaimer.
Dopo che gli eroici uomini dell'impero ci hanno preso così tante botte
che un quarto bastavano, e si ritirano in silenzio, arriva pure
Mannfred von Carstein, così, giusto perchè qualcuno mancava ancora
all'appello. Con un enorme incantesimo rianima tutti i morti del
circondario in un immenso esercito di zombi, che carica dai quattro
lati i khorniti furiosi.
Ora: tutti si aspetterebbero che da una simile carica, zombi contro
guerrieri prescelti di Khorne, il caos facesse origami degli zombi.
Voglio dire: avrebbero dovuto perdere il risultato di combattimento
per un quadrillione di punti minimo, con l'effetto che non solo tutti
gli zombi sarebbero evaporati come neve all'equatore, ma pure come
minimo ogni non-morto nel raggio di quattrocento km!
Ed invece... gli zombi vincono.
Mentre la Gw decide che la prossima campagna estiva sarà
sull'invasione di un'orda di snotling furiosi, che ci fanno una figura
migliore, Mannfred si avvicina a Karl Franz. Chiedendosi perchè mai
dovrebbe dire una cosa del genere, legge comunque la parte che gli è
stata affibbiata dalla sceneggiatura, dicendo qualcosa come "mi
dareste ora per favore questo bel villaggio completamente distrutto di
cui rimane solo cenere e polvere e che non riveste nessuna importanza
strategica all'interno dell'Impero? Dai, vi ho pure aiutato... daaaai!
Daaai!"
Mentre Karl Franz, basito, si chiede quale sia il QI medio del
personaggio speciale di Warhammer, da dietro di lui spunta la
testolina pelata del redivivo Volkmar, il quale pronuncia l'immortale
frase, che da quel giorno rimarrà impressa a fuoco nel cuore di ogni
uomo dell'impero:
"Vattene. Oppure io ti faccio un squig tanto..."
Mannfred, un po' intimorito dalla minaccia, soprattutto intristito
dalla sua parte inutile nel conflitto, ragionando sul fatto che ha
lasciato senza motivo la sua casuccia proprio mentre stava arrivando
Vardek Crom ad assediarla, giusto per arrivare sin nel cuore
dell'impero a fare una richiesta idiota... prende e se ne va, mentre
gli scheletri gli lanciano contro rape marce in segno di dissenso.
Fu così che la battaglia di Middenheim fu vinta. Ogni uomo dell'impero
tirò fuori la sua brava sciarpa del Middenheim ed intonarono tutti
insieme il coro "v'aveeemo rotto il *****oooo... [ad libitum]" a segno
di vittoria.
Ma un nuovo pericolo si avvicinava all'impero.
E no, non è lo scisma.
E' Gav Thorpe.
Il quale decide che nonostante Archaon abbia miseramente fallito,
nonostante il caos non abbia fatto neppure un decimo dei danni che lui
si attendeva, il risultato è lo stesso. L'impero allo sfascio,
migliaia di morti, migliaia di disoccupati, le tasse in salita,
l'inflazione, il carovita, l'influenza, due gran teogonisti che si
fanno la guerra e così via.
Ma ancora Karl Franz ha un cruccio. La gente si aspetta da lui che
nomini Valten imperatore. Ma Valten ha il cervello di un canarino.
Cosa fare?
Mentre ragiona, un affranto Luthor Huss gli si presenta davanti,
riportandogli Ghal Maraz.
"Mio imperatore", gli dice, "Valten è stato assassinato durante la
notte"
"Accipuffa! Cioè, ciò riempie il mio cuore di cordoglio. Come è stato
ucciso?"
"Da un martello verde luccicante"
"Capisco. Ma... uh... Il tuo martello non è verde e luccicante,
Luthor?"
E Luthor Huss fu nominato comandante supremo.
_________________
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Zaorish





Avatar storico di Zaorish


MessaggioAffisso: Dom 26 Nov, 2006    Oggetto del Messaggio:


Impressionante

Io a quel tizio non lo sopporterei Neutral
E cmq bellissima la storia Wink
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DM :"Sei solo nel deserto con la tua mazza in mano...che fai?"
PG :"Ira Berserk?"
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