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Messaggio |
Seifer

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Affisso: Sab 18 Feb, 2006 Oggetto del Messaggio: La locanda maledetta |
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Un giovane mezzelfo era seduto in disparte nella locanda quella sera…
Intento a bere il suo idromele non aveva prestato attenzione ai presenti, mah……
Un bardo cantava di una locanda…. In tutto e per tutto simile a questa, ma non qui a kyrandor, non sapeva dove era ubicata, ma di sicuro in un luogo che Kyra aveva dimenticato da tempo…
Di colpo il giovane comincio a ripercorrere nella sua mente alcune fasi della sua vita, degli episodi gli apparivano chiari, ma al tempo stesso era come se la mente si sforzasse a non ricordare….
Non era la prima volta che accadeva da quando era tornato a Nuova Ofcol, la sua patria, e le altre citta della federazione……
Un tonfo.
L’elsa della spada urtò violentemente contro lo spigolo del tavolo nell’impeto di alzarsi del giovane.
I presenti, sentito il tonfo sordo, si voltarono potendo riconoscere in lui il viso di un uomo votato al bene nonostante il sudore freddo gli scendesse in viso segnandolo con una smorfia di dolore….Ricordò…
Ricordò di quella notte diversa dal solito, con sforzo, incredibile sforzo iniziò a parlare ai presenti…le parole uscivano come fiumi di lava dalla bocca pietrificata dalla paura del ricordoé
Era partito mesi prima in cerca di una donna, Serel, l’aveva incontrata una notte a Kyrandor salvata da un vagabondo che l’assalì, era certamente la prima missione affidata da Hazon al giovane paladino Seifer per provare il suo senso di giustizia……
E cosi fù; in un attimo i due si trovarono a parlare della loro vita, Seifer la portò all’interno del ciliegio nei pressi di Kyrandor e li parlarono per tutta la notte………
Seifer raccontò la sua storia, come era diventato un paladino….riscontrò in quella donna la dolcezza di una donna ingenua, quasi come una bambina in cerca di aiuto, d’altronde egli era poco piu che un ragazzino…….
Era la prima volta che si sentiva attratto da una donna, stava crescendo eppure qualcosa lo bloccava, forse proprio la sua ingenuità…
Serel, anch’ella era presa dal mezz’elfo di bell’aspetto, Seifer se ne accorse come si accorse del fatto che voleva nasconderglielo…….
Andò avanti la serata ed alle prime luci di Kyra i due si incamminarono verso casa aspettando con impazienza la notte successiva.
Non la vide più…un vuoto incolmabile si creò dentro di luié
Lunghe furono le ricerche prima di partire per cercarla al di fuori della federazioneé.
E…una notte tutto ebbe inizio………
Girò Therial in lungo e largo, solo, solo con la sua spada e la sua fede che scemava sempre di più.
Le notti erano tristi e difficili, passate tra una locanda e l’altra per cercare riparo dalla furia della natura, potè notare la corruzione degli uomini, il poco valore ormai dato alla vita……
Si sentiva spaesato, fuori dal mondo in quei posti sconosciuti, mentre la sua fede lo abbandonava sempre di più……..
L’ennesima giornata di ricerche, infelici ovviamente, andava avanti con la sola forza che lo spingeva a sopravvivere, entrò in una locanda……….
In un attimo il giovane percorso da brividi di freddo si ritrovò a sedere incapace di portare avanti la sua storia……..ordinò alla sua mente di continuare a ricordare, ora aveva ritrovato la fede, non c’era più motivo di preoccuparsi.
Entrò in una locanda, in tutto e per tutto simile a questa, ma le persone erano diverse, non un rumore, non una rissa che potesse rendere tutto normale, lo guardarono tutti, come se lo stessero aspettando. Era serata inoltrata quando il giovane si sedette al tavolo per rifocillarsi.
L’oste arrivò ed egli chiese una camera per la notte, fù con soma sorpresa che scoprì che le camere erano tutte libere nonostante la locanda fosse piena di persone, solo più tardi ne avrebbe scoperto il motivo.
Non fece caso a diverse stranezze nella locanda: qualche macchia di sangue velocemente occultata, il puzzo di carne marcia provenire dal magazzino, il continuo fissare dell’oste verso di lui.
Un bardo era seduto vicino al caminetto, Seifer gli prestò attenzione quasi ammaliato dal suo sguardo, cantava di una locanda, una locanda costruita su un cimitero, lì la dea della morte aveva creato il suo esercito di non morti comandati da alcuni sacerdoti, lì, nei sotterranei…..
Il bardo cantava di una leggenda:
“Una volta al mese,
La dea così decise,
una volta al mese ci sarà un evento,
le ceneri le porterà via il vento,
cercheranno una via d’uscita,
bloccata, serrata è la via cercata,
del sangue fresco son custodi,
nessuno si opporrà ai miei sacerdoti”
Seifer restò a guardare il bardo che lo fissava con un ghigno malefico,
si sentì a disagio, i presenti si girarono verso di lui……….
Delle campane suonarono…..
Mezzanotte.
I preparativi erano compiuti…….
Prima di capire cosa stesse succedendo, alcuni uomini con lunghe vesti nere spuntarono dal retro del bancone, uno ad uno cominciarono a sbranare e dissanguare i malcapitati…..
Schizzi di sangue volavano sulle pareti, Seifer guardò inorridito lo spettacolo….
Poi ricordò le parole del bardo: “nei sotterranei”
Un attimo di panico, chiuse gli occhi, e vide una luce, pensava di scappare ma non c’era via d’uscita, bisognava superare la notte indenni…..La luce della fede pensò, forse c’era una speranza.
Si alzò, mettendo in pratica tutto ciò che aveva imparato dal suo maestro incolonnò fendenti mortali per i sacerdoti, ma erano troppi…..
Di nuovo le parole del bardo gli saltarono limpide alla mente: “nei sotterranei”, si girò, un’occhiata al bancone, notò una botola dietro di esso, si fece coraggio e scese…..
La sua lanterna vacillò nel pieno dell’oscurità, ma nello stesso istante la sua spada comiciò a brillare donandogli la luce necessaria, non c’era dubbio che Hazon fosse dalla sua parte.
Un lungo corridoio e due sole porte ai lati oltre ad un portone di bronzo alla fine, aprì la prima di esse, a destra, c’erano due sacerdoti a pregare di fronte alla blasfema figura di un uomo scarnificato.
Questo era il loro esercito.
Entrò, lo videro, ma prima che potessero immaginare qualcosa la sua spada li aveva già trafitti entrambi,cominciò a correre fuori dalla stanza, incurante del pericolo aprì di scatto la porta alla sinistra del corridoio. Uno spettacolo immondo lo aspettava; decine di non morti si girarono vedendo il giovane….non poteva ucciderli tutti, non ce l’avrebbe fattaé..cominciò a pregare Hazon, pronunciò la parola sacra, un’ondata di collera distrusse i non morti mentre il corpo del giovane appariva rinvigorito, una parola di conforto sentì nella sua mente distrutta dagli eventi negativi.
Senza esitare uscì dalla stanza, con uno spintone aprì il portone di bronzo……..
Una grande stanza, una statua della dea della morte che tendeva le mani…..
Sotto di esse un sacerdote era senza vita, disteso su una pietra e chiuso in una campana di vetro, potè notare un’ampolla all’interno, conteneva del liquido che partiva dalle mani della statua fino ad arrivare alla bocca del sacerdote.
Una scritta c’era sull’ampolla: “Il sangue dei vivi per la vita dei morti”
Le parole del bardo ricordò: “del sangue fresco son custodi”
Tutto era chiaro, la locanda era la fonte di vita per i sacerdoti nell’attesa del risveglio del sommo, aspettavano una notte di ogni mese per risalire e far del sangue degli ospiti il loro cibo….
Seifer pensò, doveva fermare quello scempio…….
Si fece coraggio…e….con la sua spada distrusse la campana di vetro che copriva il sommo sacerdote…….il corpo del sommo che stava per rinascere di colpo si polverizzò, aveva avviato la procedura contraria….
Si sedette esausto, ma prima che la pace potesse donargli qualche istante di tranquillità sentì dei passi affrettati da corridoio,si nascose in un angolo, al buio e aspettò….
Tre sacerdoti urlavano vittoriosi mentre portavano con loro diverse ampolle piene di sangue.
Si fermarono allo spettacolo che videro: la campana di vetro spaccata e il corpo del sommo sacerdote polverizzato….grida di rabbia echeggiarono nella cripta, i sacerdoti pregavano la dea affinché trovassero l’autore di tutto……
Seifer mosso dalla rabbia uscì dall’oscurità, guardò i sacerdoti e urlò: “Ecco avete trovato l’autore dello scempio…..ma avete trovato anche la vostra morte!”
Due sacerdoti lo attaccarono mentre uno si allontanava e intonò delle preghiere......
Si sentì abbandonare dalle forze mentre i due lo colpivano con le loro mazze di distruzione…
Un’aura, la più forte che avesse mai sentito, si levò nella stanza, era in fin di vita ma di colpo le ferite si chiusero, il dono di Hazon gli permetteva di curarsi nei momenti di difficoltà, ancora quella parola di conforto nella mente, un balzo e con un fendente decapitò i due sacerdoti mentre il terzo mosso dalla paura cominciò a correre per il corridoio.
Seifer lo raggiunse, lo guardò negli occhi dicendo: ÒQuesto è il volere di Hazon” e il sacerdote si accasciò al suolo all’udire della sua voce.
Salì di nuovo, uno spettacolo indecente lo attendeva: cadaveri mutilati, sacerdoti polverizzati dalla parola sacra, l’unico ancora vivo oltre a lui era il bardo che sorridendolo si smaterializzò.
Le prime luci di Kyra risplenderono dopo tanti anni su quel luogo, la maledizione era stata spezzata.
I cadaveri dei sacerdoti divennero cenere.
Aprì le porte della locanda, liberate dalla maledizione, e si diresse fuori…..
La luce anche se pallida lo guidava verso la via giusta, la fede.
Si incamminò verso casa, triste per non aver trovato la sua amata ma con forza rinnovata dalla fede che lo riscaldava di nuovo…….
Se ne andò a testa bassa verso est mentre la locanda cominciò a bruciare…pensò: Òle ceneri le porterà via il vento”, e un urlo di dolore si levò dal sottosuolo……………
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