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Perche' la notte?

 
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Autore Messaggio
Bastur





Avatar storico di Bastur


MessaggioAffisso: Lun 06 Feb, 2006    Oggetto del Messaggio: Perche' la notte?


Entro al Topo... i tavoli sono tutti occupati… Per la maggior parte mendicanti che si riscaldano bevendo vino. In uno di questi vedo Hermann, un bardo mezz’elfo conosciuto anni fa al mio arrivo a Kyrandor. Lo saluto con un gesto del capo e mi dirigo verso il bancone.

Sono un Duergar e i banconi delle locande li ho sempre odiati.. troppo alti per noi e ogni volta che siamo ubriachi ci versiamo la birra addosso. Per un semplice nano di superficie questo può essere divertente, ma per un nano come me è assolutamente inaccettabile.

‘Oste!’ dico. Ed ecco corrermi incontro Filthy, viscido quanto il suo stesso nome, già proteso in un sorriso alla mia vista. Un cliente, non un mendicante, É un cliente!! Starà pensando.
‘Portami un boccale di birra ’ chiedo con tono deciso.
‘Ma signore… oggi abbiamo un vino buonissimo e costa solo poco più della birra!’ risponde Filthy.
‘Allora portamene una bottiglia ’ Parlo molto male il Therialese e mi limito a usare piccole frasi.
Filthy corre sul retro a prendere la bottiglia. Quando torna trova le dieci monete d’argento sul bancone che spariscono immediatamente tra le sue mani.

Comincio a bere. I primi due boccali vanno giù molto bene. Come nano sono uno schifo a reggere l’alcool e sono già ubriaco. Hermann si alza dal tavolo sul fondo e mi viene incontro. Sa già cosa sto pensando, un giorno gliene ho parlato. Gli ho detto di come odio queste notti dove la luna illumina tutto.. che mi rende nervoso. Poi gli raccontai anche la mia storia, quella di quando giunsi a Kyrandor.

Continuo a bere e adesso ho anche offerto a Hermann un paio di bicchieri. La bottiglia è praticamente finita. E fuori la luna è piena. Faccio gesto a Filthy di portarmene un’altra.
Quando l’oste ritorna dal retro con la nuova bottiglia.. lo guardo sorridendo. Sono molto nervoso e comincio a tossire. Una, due volte, poi la tosse si calma.

‘Ehi Filthy’ dice improvvisamente Hermann ‘vuoi sentire una bella storia? ‘. Poi si rivolge a me: ‘Dai Bastur… raccontagliela’.
In un’altra circostanza avrei preso Hermann e l’avrei portato fuori seduta stante.. ma stanotte non riesco nemmeno a tenere in mano il bicchiere.
Prendo fiato, ‘Cof’ un colpo di tosse, e comincio:


Chi guarda le stelle vede i propri sogni, Knut...
Questa era la frase che ripeteva spesso Lorha, mia sorella minore..
Il mio vero nome e’ Bastur.. ma dalle mie parti mi conoscono come knut, in nanesco coniglio.
Non certo perché sono codardo, ma grazie alla mia agilità insolitamente grande, persino per un nano oscuro.

‘Cof’ Un altro. E poi ancora due. Mi brucia la gola. Mando giù un bicchiere intero di vino e mi diventano gli occhi rossi. Ho il fiato corto.

‘Hermann’ mi rivolgo al bardo ‘Già che la conosci… raccontala tu. E’ il tuo lavoro ’.
‘Immediatamente’ mi risponde. Sa che se sarà bravo probabilmente avrà qualcosa da bere dopo.
Prende la sua cetra tra le mani e pizzicandone le corde in un cupo accompagnamento, comincia:


Quella che segue e’ una storia triste.. intrisa di morti, di sangue e di ombre.

Bastur sedeva in un angolo della grotta, intento a contare le monete d’argento estratte da un sudicio astuccio. Evidentemente soddisfatto dal ricavato del piccolo furto, si alzò dal pavimento e sistemò le monete dentro a un vecchio giocattolo di Lorha, tenendosene qualcuna in mano.
Si voltò vero Lorha e gliene lanciò un paio. Era il loro patto. Lorha non diceva nulla a Hofna, la madre, in cambio di qualche piccolo pezzo d’argento. Bastur era molto severo con la sorellina su questo punto. La madre si sarebbe preoccupata troppo, avendo già perso un marito e trovatasi con un figlio in prigione per via di un furto. Quel furto era costato la vita a suo marito Ottar, a due giovani artigiani di Kyrandor e il carcere al suo figlio maggiore Rholo.. Oggi però Rholo sarebbe tornato a casa e per questo Hofna era più agitata che mai, intenta a preparare una piccola festa di benvenuto per il figlio.

-Knut, Lorha… andate a prendere vostro fratello. Dovrebbe essere già qui a quest’ora. Sarà felice di vedervi andargli incontro- disse Hofna.
-Sì andiamo..- urlò Lorha.
Bastur non aveva molta voglia di uscire al freddo, tuttavia doveva accompagnare Lorha fuori. Per lui uscire all’aperto non era pericoloso, al massimo si incontrava un cinghiale, ma per Lorha questo cinghiale sarebbe potuto essere fatale. Prese così il suo coltello nascosto nella caviglia sinistra e facendo attenzione a non essere visto dalla madre se lo sistemò all’interno della manica.
-Arrivo- rispose Bastur.

Dalla loro grotta la strada alla superficie era lunga non più di dieci minuti, tuttavia nascosta da numerose gallerie secondarie. Bastur procedeva speditamente, indugiando solo una volta, disturbato da un rumore che poi si rivelò essere un knut, quello vero.
Lorha scoppiò a ridere guardando i due Knut, ma dovette trattenersi perché lo sguardo di Knut, quello grande, era furioso.
Nel giro di pochi minuti arrivarono all’uscita della grotta. La notte era meravigliosa, con una luna quasi piena, molto luminosa, che ammantava tutto il paesaggio circostante. Lorha, che non era abituata certo ad uscire fuori la notte, strinse forte la mano di Knut, quasi come fosse spaventata da tanta bellezza. Bastur invece veniva sempre qui solo per questo.. ad osservare il meraviglioso bosco, con alberi dai rami tanto fitti che il sentiero principale era quasi nella più totale oscurità. I Duergar però non hanno mai avuto di questi problemi e per questo Bastur sapeva di avere un notevole vantaggio sugli ignari viandanti ai quali riusciva a rubare pochi oggetti.
L’entrata della grotta poi era ben nascosta da cespugli e quindi poteva perpetrare i suoi piccoli furti proprio qui, vicino a casa sua. Conosceva questa terra meglio di qualunque altro, e probabilmente avrebbe potuto muoversi anche bendato.
-Knut guarda- urlò Lorha con grande entusiasmo –Là in fondo, guarda, è Rholo. E lasciando la mano di Bastur, corse verso quella direzione.
Bastur scrutò dove Lorha gli aveva indicato e notò una figura muoversi sul sentiero. Non poteva che essere suo fratello, identico a lui nella corporatura, ma talmente diverso in viso da far credere al padre di essere diventato un grattasoffiti. Bastur non aveva voglia di andargli incontro, e si appoggiò alla parete della grotta.

La piccola Lorha fu la prima ad accorgersi di quello che stava accadendo. Mentre correva incontro a Rholo scorse delle ombre scattare dai cespugli e lanciarsi su suo fratello.
Rimase impietrita osservando i tre uomini lanciarsi su Rholo, incapace della ben che minima possibilità di fare qualcosa. Rholo venne preso alla sprovvista e fu subito immobilizzato a terra.
-Sporco duergar, tu e tuo padre avete ucciso due miei fratelli.. io sono qui per vendicarmi- disse l’uomo con tono molto duro
-Bastard- ebbe appena il tempo di esclamare Rholo prima di essere colpito da una spada in mezzo allo stomaco.
La vista di tutto questo fece scattare una scintilla in Lorha che cominciò ad urlare selvaggiamente, dopo aver assistito a questo massacro. Bastur si riprese immediatamente sentendo la voce della sorellina, e scattò dentro gli alberi, in direzione dei tre uomini. Questi avendo visto che l’urlo proveniva da una bambina scoppiarono a ridere, mentre uno di loro si alzò, dirigendosi verso la piccola.
Bastur, nella sua rapida corsa, era a pochi metri dal gruppo. Osservò l’uomo che si dirigeva verso la sorella e capì che se si fosse avventato contro, si sarebbe trovato con gli altri due alle spalle. Morte certa. Allora con un agile movimento, spiccò un salto verso uno dei due uomini che frugavano nel cadavere di Rholo. Piantò il suo coltello direttamente in mezzo alle spalle dell’assalitore che non ebbe nemmeno il tempo di soffrire, tuttavia la lama si era bloccata nella schiena dell’uomo. E ora anche l’altro assalitore si era reso conto della situazione. Bastur mollò la presa dal proprio coltello e con un rapido gesto estrasse il pugnale dell’uomo morto dal corpo del fratello. Buttandosi su un lato riuscì a colpire il bandito in un fianco, facendolo accasciare al suolo.
Ripreso fiato, diresse lo sguado verso Lhora. Ormai era troppo tardi, il terzo assalitore aveva già sollevato la mano con la quale impugnava la lama e con un deciso fendente dilanio il corpo di Lhora.
Bastur era scioccato, aveva perso in pochi minuti tutti i suoi fratelli. Poco a poco si sentì scivolare nella notte. La luna, i cui raggi filtravano debolmente tra le fronde, non riusciva più a illuminare Batur.
Il giovane Duergar provò una sensazione nuova, che gli dava molta energia, ma della quale aveva timore. Quella notte decise di abbandonarsi in questa energia e improvvisamente svanì dalla vista dell’uomo. Con un veloce scatto era riuscito a portarsi dietro un albero e a nascondersi con la sua ombra. L’avversario urlava e bestemmiava, non riuscendo più a vedere il nano oscuro.
Bastur invece, protetto dall’ombra, sentiva la sua rabbia crescergli dentro e pronta ad esplodere. Lentamente si avvicinò alle spalle dell’uomo e quando fu abbastanza vicino lanciò un sasso a lato dell’assalitore. Questi si voltò in tempo per vedere il sasso, ma non abbastanza per vedere la lama del coltello del Duergar infilata nel suo fianco. Gli mancò il respiro e stramazzò al suolo. Bastur corse verso la piccola Lorha, morente. Gli occhi di entrambi erano, per diversi motivi, bagnati di lacrime.
Con piccole sillabe intervallate da grida di sofferenza, Lhora sussurrò:
-Knut.. guarda le s…telle… sono i nos….tri sogni..-.
Detto questo svenne. Bastur osservò la piccola, ormai prossima alla morte. Si asciugò gli occhi e infilò tutto il pugnale dritto nel cuore della sorellina.. Non doveva soffrire ancora.

Quella notte Bastur capì che non erano le stelle o la luna i suoi sogni.. ma l’oscurità. Si sentiva un figlio dell’ombra. Le stelle le avrebbe lasciate nel ricordo degli occhi di Lhora.. Si alzò da terra, rinfoderò il suo pugnale e saccheggiò qualche moneta dai corpi degli assalitori. Salutò per l’ultima volta i suoi fratelli e si diresse verso le porte di Kyrandor, facendo credere a sua madre di essere morto anche lui.

Rimase ore e ore a piangere sul selciato prima di partire. Attendeva un segno dalla notte. L’ombra dell’oscurità gli aveva portato via due fratelli, ora era il tempo di ricevere qualcosa, fosse stato anche solo un piccolo segno!
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In un mondo dove regna Denari... c'è ancora chi carica a Bastoni!!
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Nywulf





Avatar storico di Nywulf


MessaggioAffisso: Sab 11 Feb, 2006    Oggetto del Messaggio:


E' la sera del giorno di Dheotium, l'ho sempre odiato semplicemente perche' e' quello che segue il giorno di Dheadis e si porta via le festivita', la mia testa e' preda di pensieri a cui per ora non trovo soluzione, Ediliwyn lontana ed i recenti accadimenti a kyrandor mi occupano troppo.
Guidato dalla consuetudine vado da esme, ma mi riprendo un'attimo all'altezza di Piazza del popolo, mi fermo, oggi si cambia aria, mi volto e vedo la locanda del topo.
Entro dentro attraversando rapido una cortina acre di fumo, vado verso il bancone nonostante ci siano ancora dei tavoli liberi, non conosco il locandierie so' solo che sia chiama Filthy.
"Locandiere che mi consigli" chiedo, guardandomi attorno solo ora.
"Ti consiglio del vino oggi mezz'elfo..." Filthy mi risponde dall'altro lato del bancone guardandomi con la coda dell'occhio.
Il vino sicuramente sara' uno schifo, prendo una birra, che mi viene servita all'istante con un sorriso che non so interpretare.
Saluto con un cenno un mezzo elfo poco distante, l'unica faccia conosciuta, se non ricordo male un bardo, tutti viandanti al topo, meglio cosi, faccie che magari non vedrai mai piu' e la cosa stranamente mi mette allegria.
La porta si spalanca, entra un duergar.
Lo conosco, ci siamo conosciuti in piazza delle erbe, si chiama Bastur, fortunatamente non mi riconosce.
"Oste!" dice con un filo di tracotanza, pur arrivando a stento al bancone, Filthy accorre, evidentemente i modi dei duergar gli piacciono di piu', "Portami un boccale di birra" aggiunge Bastur.
La risposta del locandiere e' quanto mai prevedibile.
"Ma signore… oggi abbiamo un vino buonissimo e costa solo poco più della birra!".
Il duergar ci casca in pieno, "Allora portamene una bottiglia " esclama.
Filthy porta una bottiglia dal retro, ha una faccia soddisfatta, io sorrido, lui mi gela con uno sguardo di intesa, non vuole gli rovini gli affari...e' giusto cosi, osservo Bastur bere quella brodaglia scura spacciata per vino, e penso:"Duergar, non riconoscerebbero una fregatura neanche se gli venisse servita su un vassoio d'argento".
Il Bardo d'un tratto rompe il brusio discreto della locanda, "Ehi Filthy, vuoi sentire una bella storia?...Dai Bastur… raccontagliela".
Bastur tossisce, non so se per imbarazzo o per il fumo acre, fa' per iniziare, ma poi si interrompe.
"Hermann, Già che la conosci… raccontala tu. E’ il tuo lavoro".
"Immediatamente" risponde il mezz'elfo, sembra quasi aspettasse questa richiesta, la sua cetra comincia a spargere note cupe, "Quella che segue e’ una storia triste.. intrisa di morti, di sangue e di ombre..." Hermann e' bravissimo nel suo mestiere, trasforma la nostra indifferenza iniziale in coinvolgimento, in passione. Il mio sguardo si divide tra il cantastorie ed il duergar, che sembra essere l'unico a non ascoltare piu' il racconto che lo riguarda man mano che il vino invade il suo sangue, la storia narrata e' quella di Bastur, e di come sia divenuto avventuriero, dell'assassinio del fratello e della sorellina, e della sua vendetta.
il racconto mi libera la mente e mi riporta al passato, a come io abbia iniziato le mie avventure, agli anni di Haon Dor, ai miei occhi sbiancati dall'ombra, ai lupi nella foresta, al mio vero nome che io stesso fatico a ricordare.
Hermann finisce il racconto, tutti fissano Bastur mormorando, io pagho Filthy senza salutare mi allontano dal bancone ed esco dalla locanda avviandomi verso la porta est della citta', e' tardi voglio dormire qualche ora.
camminando per kyrandor ripenso alla serata appena passata, " Bastur..un duergar, magari questo nome mi tornera' utile, meglio ricordarlo, forse l'ho giudicato troppo presto...che Aryhann mi perdoni".
sparisco rapidamente divorato dalla foschia...
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