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Messaggio |
Un poeta errante

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Affisso: Ven 13 Gen, 2006 Oggetto del Messaggio: Il riposo del guerriero |
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In una baracca abbandonata nella foresta di Haon Dor, da un giovane viaggiatore sono state rinvenute vecchie pagine di diario ingiallite e rovinate, la cui calligrafia ordinata, ma rude e tremolante, malgrado l'età era leggibile.
Il ragazzo, quando trovò i documenti in quelle quattro mura che avrebbero dovuto ospitarlo per una notte, rimase commosso nel lasciar scorrere lo sguardo su quelle pagine. Contenevano una tristezza più profonda del luogo da cui nascono le lacrime, più profonda e rabbiosa dell'universo che riesce a contenerle...
La bellezza di ciò che aveva letto lo colpì a tal punto, che decise di dare un titolo al suo ritrovamento, poiché aspirava ad inserire quella storia nella sua raccolta di novelle.
Lo aveva colpito a tal punto, da voler lasciar trasportare nel vento e nel tempo le memorie senza nome contenute in quegli ingialliti fogli di pergamena...
"Solo quando il cuore rallenta i suoi battiti di fronte al nemico esanime, ti rendi conto delle lacrime di sangue che gocciolano dalla punta della spada fino a dissetare la terra..."
Così inizia la storia, senza annunciare alcunché...
"...e quando ogni goccia cade nel silenzio, accanto al corpo senza vita e senza più memoria si riesce a percepire il forte odore della vittoria. La vita che vince la morte..."
Parole che paiono venir sussurrate dal ronzio metallico d'una spada estratta da una guaina d'acciaio. Fredde come il vento del Nord, scorrono sulla carta portando con sè l'urlo dell'immortale desiderio di poter trovare la pace dello spirito, o la gloria della leggenda.
"...L'orgoglio della supremazia giunge quando anche l'ultimo soffio della battaglia si perde nel vento, assieme agli ultimi sospiri dei caduti che paiono quasi gridar pietà alla loro eterna consapevolezza di essere soli, oltre l'orizzonte. Ma per chi sa di che colore è il sangue, nel crepuscolo non può che vedere la sofferenza dell'immortalità delle anime che rispecchia, attraverso l'azzurro chiarore della luce morente."
Man mano che il testo prosegue, la calligrafia diviene sempre più tremolante, come se sentimenti nefasti avessero macchiato la mente di chi ha scritto e oscurato il suo cuore.
Il giovane poeta tuttavia riesce a leggere senza alcun problema, cercando di commettere meno errori possibile, cercando di far capire chiaramente le parole a chi ascolta.
"Lacrime senza ricordi, senza passato e senza un futuro. Una spada e tutto finisce; nessuno può rammentare un uomo che non è mai esistito, che non ha mai lottato. Chi vive nel passato muore senza una lacrima, ma chi sopravvive impugnando l'acciaio di un brando lucente vive con gli stendardi della gloria, posti sui monti più alti della Terra, affinché anche le stelle possano scorgere i nomi dei guerrieri che hanno costruito la storia della loro leggendaria esistenza.
Che vita può essere se non viene vissuta..."
Leggiadre come le dita del bardo che scorrono sulle corde di una dolce lira, quest'ultima frase viene assaporata dalla mente prima di venire annebbiata dal tempo. È difficle per il giovane poeta proseguire nella lettura, poiché un silente pianto impedisce alla gola di emettere un fiato...
Calmandosi piano piano e ingoiando un nodo alla gola con un sorso di birra riesce a proseguire.
"Esiste chi arriva alla vecchiaia senza aver mai scostato lo sguardo dalle proprie paure, le stesse paure che impediscono, a chi non riesce ad affrontarle, di compiere il destino dell'eroe. E quanta tristezza quando si è consapevoli che si verrà sepolti in un camposanto dove riposano le salme dei popolani...
Nemmeno io sono mai riuscito a distaccare lo sguardo dalle mie paure più profonde, ed ora sono giunto alle soglie della vecchiaia. Solo.
Gli unici ricordi che bruciavano del mio nome sono svaniti nel vento sessantotto anni fa, con la morte di mio padre. Ora, chi mi ricorderà quando verrò richiamato alla mia ultima battaglia... forse i corvi e i vermi che pranzeranno con la mia carne decomposta, mentre le pioggie ed i venti si occuperanno di seppellire poco a poco, anno dopo anno, il mio corpo senza nome e senza onore."
Brevi attimi di silenzio, riflettendo...
La mente che lavora cercando di carpire un significato logico a delle parole che compongono frasi da cui trasuda una profonda tristezza; un desiderio mortale che forse non si è mai avverato, logorando un cuore che conteneva dei sogni.
"Solo quando il cuore rallenta i suoi battiti, ti rendi conto di quanto la vita sia triste e vuota; ma quando te ne rendi conto, è ormai troppo tardi..."
Così finisce la storia, senza annunciare alcunché...
| O F F | Informazione off-gdr: | | Chi vuole partecipare al gioco è libero di farlo. Il gioco è ambientato alla Locanda del Topo. | _________________ - Non possono esistere occhi che non vedono lacrime - |
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Decalagon

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Affisso: Sab 14 Gen, 2006 Oggetto del Messaggio: |
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Rivestito nella sua armatura, seduto ad un tavolo assieme ad alcuni vecchi beoni dal volto arrossato per l'acool, un uomo era silente ad ascoltare la storia narrata dal giovane, sorseggiando solo di tanto in tanto la sua pinta di birra scura.
Immobile, staturio. Solo se muoveva il braccio sinistro per bere si poteva notare che era vivo, poiché la sua immobilità lasciava intuire una scultura in bronzo.
Il guerriero, volgendo lo sguardo al giovane poeta che lentamente si incamminava verso l'uscita stringendo fra le mani le pagine da lui lette, mormorò a denti stretti una sola frase, mentre fra le mani guantate d'acciaio e pelle stringeva il boccale in legno di pino...
"Bella storia, ragazzo... Bella storia..."
Con una lunga sorsata finì la sua birra, per poi passarsi il dorso della mano destra sul labbro, traendo un profondo sospiro di piacere, nel sentire in bocca il forte sapore del malto stagionato.
"Bella storia..."
Mormorando quest'ultima frase, seguì il giovane con lo sguardo finché non si chiuse la porta della locanda alle spalle, lasciandosi andare sullo schienale della sedia e rilassandosi, perdendo il suo sguardo sul fondo vuoto del boccale, meditabondo... _________________ Tu dici (off-gdr) a Kensun: 'Il bash di Decalagon ti =*=* ATOMIZZA =*=* !'
Kensun ti dice (off-gdr): 'brutto maledetto che paura'
Kensun ti dice (off-gdr): 'ero su msn ti venisse il cagotto cronico'
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Keliash dice: 'Sei imbattibile...' |
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