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Protesio
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Affisso: Lun 01 Ago, 2005 Oggetto del Messaggio: Cronache del Castello dei Cavalieri |
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Parte I
Protesio, l'anziano cavaliere, aveva notato da qualche tempo che la discordia era un piatto ben servito tra i cavalieri più giovani. Quando iniziò a scorrere il sangue tra i confratelli dell'Antico Ordine, egli comprese che il favore degli dei si era rivolto altrove, sicuramente ben lungi dal castello che governava. Il Sacro Ordine dei Cavalieri si era macchiato di sangue e disonore! Non poteva più tollerare una vergogna simile perché ciò che rappresentava era santo e giusto.
Ma l'Antico Ordine non esisteva più... e il castello fu chiuso.
L'anziano Protesio serrò l'entrata con la trave più pesante che aveva a disposizione, facendo ricorso per un'ultima volta a quella forza leggendaria che tanto avevano temuto gli invasori di tutti i tempi che si erano intrufolati nel castello.
Era come una diga, quel portone chiuso, una barriera per la speranza della gente che si fermava infrangedosì lì, supplicante di dolore; un lamento che da Gerighelm si estendeva su tutta Therial. |
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Protesio
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Affisso: Mar 02 Ago, 2005 Oggetto del Messaggio: |
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Parte II
L'anziano cavaliere si ritirò nella cappella dove tanto in gioventù aveva pregato i suoi dei che gli avevano dato la forza per proteggere quel castello per tutti quegli anni. Ma se il castello era salvo, così non era per l'Antico Ordine.
Protesio pianse di fronte a quei simboli che da sempre avevano vegliato sui Cavalieri e rappresentavano i loro ideali.
Fu proprio in quel momento che i simboli sparirono, lentamente, confermando col miracolo quelle che fino ad allora per il cavaliere erano solo state semplici ipotesi, per quanto tristi e fondate, ora più che mai.
Gli dei l'avevano abbandonato? All'improvviso una luce, come in risposta della sua domanda: era l'Albero che si accendeva, e la sua luce penetrava dalle finestre di vetro istoriato.
Capì. Capì che era lui... erano loro che avevano abbandonato gli dei, cadendo nell'astio e nel fratricidio, disonorando il nome di coloro che li proteggevano. E di conseguenza gli dei avevano abbandonato i Cavalieri.
Ma si poteva ancora fare qualcosa: Protesio passò molti giorni in preghiera e in meditazione, forse in preda della disperazione o della speranza, a lui poco importava. |
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Protesio
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Affisso: Gio 15 Feb, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Parte III
"Sogni e visioni turbano il grande curatore... e anche il mio cuore.
Decadenza e silenzio risuonano tra i corridoi del castello, come un'eco inesorabile.
Anche le guardie di Cetrim se ne sono infine andate...
Un solo pilastro sostiene la volta, e la illumina a stento immobile... a stento... sì...
Capita che un destriero non è sufficiente, se il fossato è troppo ampio, per oltrepassarlo.
Il mio posto è qui, il tuo non lo è mai stato, il tuo cuore è distante, mia dama, da tempo immemore, ormai.
Addio."
Protesio fissa assorto le vetrate della cappella illuminarsi nuovamente, ancora una volta, poi chiude la lettera con un sigillo di ceralacca mentre un cavalier servente si avvicina attirato da quei gesti che si concludono nel consegnargli il manoscritto, in maniera insicura, quasi restìa o forse, semplicemente, incredula. |
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