| Autore |
Messaggio |
Rheshad

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Affisso: Mar 31 Mag, 2005 Oggetto del Messaggio: La Signora dei Morti |
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Il suo volto era stanco, ma le sua ali dorate brillavano con forza, la figura dell'arial emanava ancora quell'antico potere che con fatica e sacrifici lo aveva reso uno tra i piu' potenti necromanti di Therial.
Alhazred, il necromante, conosciuto dalla maggior parte come il folle, Araldo di Mobius, nominato da Asuka comandante dell'Oscura Armata, e soprattutto il Signore dei Morti.
Alhazred mio padre...Il mio unico maestro, l'unica figura che si era presa cura di me fin da quando ero piccola.
Mai pensavo che potesse essere stanco di queste terre, mai pensavo che potesse abbandonarmi, il padre che avevo odiato e amato con tutta me stessa, a cui mai avevo detto quanto gli volevo bene.
Alhazred che ora mi guardava sorridendo, in piedi davanti a me, nella sua casa. Sembra orgoglioso di me, e le sue parole mi toccano il cuore come mai avevano fatto.
Il suo strano libro prende a girare vorticosamente e dolcemente si posa tra le mie mani.
Lo guardo stupita, ne sfioro la copertina con le dita, sento il suo potere, la sua oscura forza.
Azif, il libro dei Morti. E' la chiave per evocare i demoni Maggiori, e' la chiave per l'oscuro mondo da cui essi provengono.
Ne sono stato custode a lungo, suo guardiano, suo possessore.
E ora ha scelto te. Unica e ultima guardiana rimasta, dovrai custodirlo come io ho fatto.
Il libro ha una propria volonta', cerca di non contrastarlo, tornera' sempre dalla sua guardiana.
Ora sei tu la Signora dei Morti, chiunque lo detenga spetta questo titolo.
Ascolto con attenzione le sue parole, ne sono sorpresa, non me ne aveva mai parlato, e improvvisamente mi rendo conto di aver paura, paura di deluderlo.
Sfioro ancora il libro con le dita, ed ecco che ancora una volta esso prende a vorticare e si apre, le pagine come mosse da un vento invisibile vengono sfogliate, e creano un portale con l'oscuro mondo.
Da esso una falce compare lentamente, la piu' bella che abbia mai visto, magnifico e inquietante strumento di morte, la falce di suo padre.
La impugno con dita tremanti, risponde al mio richiamo, riconosce il suo nuovo proprietario.
Alhazred le aveva fatto anche quel dono. La falce da cui mai si era separato.
Sfioro ancora il libro e lascio andare la falce, che immediatamente torna da dove era venuta.
E infine...Il mio ultimo dono. Il Sigillo del Sangue. Con questo la Divina Asuka mi aveva nominato Comandante delle Oscure Armate.
Quando sarai pronta, anche quel posto sara' tuo. E marcerai al fianco degli altri due comandanti portando la distruzione, il terrore, come e' volonta' della divina.
Il suo sguardo ti seguira' come ha seguito me in tutti questi anni.
Sono certo che degna piu' di ogni altro tu sia in questo compito.
Sei mia figlia...E hai il diritto di avere cio' che ti spetta!
Osservo il sigillo stringendolo leggermente, mentre un sorriso piega le mie labbra. Non lo avrebbe deluso, ora ne era certa.
Avrebbe portato avanti cio' che lui aveva iniziato, avrebbe tramandato tutto cio' che sapeva a chi ne sarebbe stato degno, ai suoi figli se un giorno ne avrebbe avuti, o a un degno successore e allievo.
Ripose il sigillo con cura, un giorno lo avrebbe mostrato e stretto con gioia. Ma non era ancora quel giorno.
Guardo' ancora suo padre, libero era ora come la fenice simbolo della loro famiglia.
Stava per andare via, lo abbraccio' con forza baciando le sue guance, e sussurrandogli quelle parole di affetto che mai gli aveva detto.
Non era piu' triste per la sua partenza.
Sarebbe stato per sempre con lei, sarebbe tornato quando piu' lei aveva bisogno, come una fenice che risorge dalle sue ceneri.
Alhazred sfioro' il libro con le dita, e ancora una volta un portale si apri' verso il mondo dei demoni.
Mi guardo' un'ultima volta con affetto e sorridendo, e subito dopo scomparve in quel portale.
Sempre con lei...Nel libro, in quel mondo oscuro.
Sorrido e sento un sussurro provenire da esso...
E' giunto il tuo momento...Rheshad...Signora dei Morti |
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Gojira

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Affisso: Mar 31 Mag, 2005 Oggetto del Messaggio: Una notte tormentata |
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Si svegliò con un grido strozzato in gola.
Gli occorsero diversi secondi per capire che si trovava ancora nel Ritrovo degli Spadaccini, solo, al sicuro.
Fuori la pioggia batteva con insistenza sulle pareti e sulle finestre, quasi a urlargli il suo avviso di pericolo.
"Il Nemico si è mosso."
Gojira si alzò, a torso nudo, avvicinandosi alla finestra, come se cercasse di vedere qualcosa tra le ombre e la pioggia. I lunghi capelli neri, ancora bagnati di sudore, scendevano oltre le spalle, lungo la schiena, come un mantello d'ombra che si muovesse con lui.
"E' successo qualcosa. Lo so. Lo sento nel sangue."
Si sfiorò appena un braccio. La pelle, ancora febbricitante, rispose con un brivido. L'uomo fissò con più attenzione il buio, tra le pesanti gocce di pioggia.
"Riesco a sentirti, e so che tu in qualche modo mi senti... E so che hai fatto la tua mossa."
Con un lento movimento, estrasse la katana dal fodero poggiato sulla parete, tendendola orizzontalmente davanti a lui.
"Sono stato sciocco, e miope. Ho vinto una battaglia e pensavo di poter prendere fiato. Nulla di più falso. E ora tu conosci la mia forza, ma io non so ancora nulla della tua."
Abbassò lentamente la katana, portandola contro il corpo in posizione di guardia. Poi riaprì gli occhi, fissando ancora una volta la pioggia.
"E so che vuoi uccidermi."
Il vento ululò ancora una volta. |
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