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Un bardo cantava al focolare

 
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Vlatel





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MessaggioAffisso: Mar 26 Apr, 2005    Oggetto del Messaggio: Un bardo cantava al focolare


Sedetevi, sedetevi qui, intorno al mio fuoco, miei spettatori, se la storia che sto per raccontare vi piacerà a me non dispiacerà veder cadere nel mio cappello qualche spicciolo per comprare il pane.

*Il bardo incappucciato si schiarisce la voce, afferra con dolcezza il suo liuto e con un leggero arpeggio incomincia la sua storia*

Questa storia narra di un drow, un drow sventurato e allietato da Gilyaren nello stesso tempo. Un drow che nell'esilio trovo' pace e, per poco, la morte.

Comincio' tutto in una delle molte città drow sparse nel sottosuolo. Tutto era normale, monotono diremmo noi superficiali, il mortale gioco di coltelli andava avanti tranquillo con le sue morti, i suoi sacrifici e... le sue nascite.

Nel momento in cui matrona Siamor diede alla luce il piccolo Vlatel, ha inizio la nostra storia.
Come tutti i maschi, Vlatel si allenava per diventare un guerriero della casata, era inferiore, dopotutto.
Il suo maestro, Dakymer, era un sanguinario. Il suo allenamento non era volto ad insegnare al piccolo Vlatel l'arte della spada ma bensì un continuo tentativo di omicidio.
Il nostro givoane drow non era certo fatto per quella vita: ogni volta che un arco raggiungeva le sue esili mani, i suoi occhi si illuminavano di qualcosa di speciale.
Arrivò un giorno speciale per Vlatel, il giorno in cui matrona Siamor venne ad assistere ad un allenamento dei due. Il maestro, con rabbia ferina si scaglio' addosso all'ormai adolescente Vlatel, un fendente, due fendenti...ZAC!
Vlatel aveva inferto un profondo taglio sul volto del maestro, la guancia sinistra era completamente squarciata e grondante sangue. L'argentina risata della matrona sembrò fare piu' male di mille pugnali nel cuore di Dakymer che si scaglio' con rabbia addosso al giovane Vlatel. Un rapido scambio di fendenti e le spade del giovane drow volavano a terra.
Vlatel si rialzò fulmineo e corse, corse forte verso l'altro lato della stanza dove erano riposti gli archi, ne prese uno, prese una freccia e... ZAC! Il dardo colpì in piena fronte il maestro che cadde a terra, morto.
Glaciale, Siamor intimò a Vlatel di seguirla.
Di colpo, Vlatel si trovò nella sala principale della casata, circondato dalle guardie della matrona.
"Vlatel. Sei sempre stato il disonore di casa Irizdak Zidraihch. Il tuo comportamento indecoroso ha portato alla morte del nostro migliore guerriero, sarai esiliato, lasciato nella foresta. Addio." disse la matrona glaciale.
Senza che potesse dire niente, il givoane drow senti' un forte dolore alla nuca. Era svenuto. Dopo quelli che sembrarono mesi di sonno, Vlatel si svegliò solo nella foresta. La luce di Kyra pungeva i suoi occhi come uno spillone. Passarono giorni, mesi... Anni. Vlatel cresceva solo nella foresta e diventava sempre più chiuso in se stesso. L'esilio nella foresta duro quasi 80 anni. Una notte, all'improvviso un grande orso lo assalì, triste destino per lui che subì lo stesso sfregio che aveva inflitto lui al maestro. Si dice che l'orso fu sopraffatto da Vlatel a mani nude. Ma questa, e' solo una leggenda.

*il bardo prende la borraccia e beve un sorso, riprende a parlare*

Fu così che Vlatel uscì per la prima volta dall'intrico del bosco ed arrivò a Kyrandor, dove tutto e tutti gli sembravano oramai ostili. Lì, in quei giorni, conobbe Margalith, sua compagna per quasi 30 anni che misteriosamente scomparve nel nulla per non farsi mai più vedere.

Di lui non si sa molto altro, si sa solamente che viaggia per le foreste in cerca di qualcosa, di se stesso forse o di una stella perduta che alcuni chiamano Melenshil. Altri dicono che il suo peregrinare sia in realtà il suo animo indomito, così simile ai flutti del vento da non poter mai rimanere fermo in un punto. Io dico che canta.

*La folla assiepata attorno al focolare rimane un momento incredula. una voce dalla folla domanda: "canta? ma che dici bardo!"*

Si, amico mio, canta. Canta la musica degli alberi e degli animali, suona la melodia del vento e sussurra la cantilena del crescere silenzioso dell'erba. Forse non c'e' essere su Therial più legato di lui alla natura.

*Un'altra voce proviene dalla folla "Massi' bardo, sono tutte storie tanto!"*

Non direi proprio amico mio. Non direi proprio. Vlatel esiste ed è un'ombra silenziosa che protegge i viandanti nelle foreste.
Io lo so che Vlatel esiste.

*Il bardo si cala il cappuccio rivelando essere in realtà un drow, la guancia sfregiata e i capelli intrecciati*

Lo so, perche Vlatel, sono io.
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