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Rinascita(parte prima)

 
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Flaminea





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MessaggioAffisso: Dom 20 Mar, 2005    Oggetto del Messaggio: Rinascita(parte prima)


Tempo era trascorso da allora; e non poco. Anni, e non pochi.
Si dice che il tempo guarisca le ferite, riveli il giusto agire e, se si ha buon occhio, anche ciò che sarà.
E ciò che esso rivelò a colei che è conosciuta come Flaminea dai therialesi, momento dopo momento, nell'affermarsi della consapevolezza, non mancherebbe di agghiacciare molti: perchè se vi è qualcosa, a dir di parecchi, peggiore della morte, è la perdita della ragione. Il perdere coscienza di sè senza veder fluire via la vita, al contempo. Sì, l'idea di non essere padroni di se stessi e delle proprie azioni atterrisce e terrorizza più del pensiero di abbandonare questo mondo.

Ella si accorse di come un troppo intenso amore, il suo più grande, ultimo amore, le avesse dato la più grande felicità che mai avesse potuto immaginare, e che quello stesso amore, forse troppo per un cuore mortale, l'aveva portata a ricercare tranquillità d'animo e solitudine oltre i confini di Therial, lasciando la sua casa senza riferire a nessuno di dove stesse andando nè del fatto stesso che stesse per partire.
La solitudine portò ghiaccio nel suo animo, freddezza nel suo cuore, e già da allora si sentì come divisa in due parti, l'una splendente di un'aura dorata e l'altra avvolta in un alone di tenebra; quelle che vivono in ognuno di noi e solitamente, in chi segue la via della neutralità, restano in equilibrio l'una con l'altra.
Tutti ciò sarebbe rimasto soltanto un ricordo, una fase della sua esistenza, se lui, colui che troppo amava e che troppo l'aveva amata, non fosse stato sopraffatto dalla propria parte oscura, rimasta latente da quando il felar aveva incontrato la donna, ed era rimasto preso d'amore; quella si era imposta, e l'aveva reso insensibile alla chiamata di Aelistea.
Soltanto gli dei sanno quanto fu profonda la ferita che egli le inflisse, quel giorno, presso la fortezza di Paranor, e per quanto tempo continuò a sanguinare prima che le troppe lacrime le inaridissero il cuore e l'animo. Volle dapprima privarlo della vita, poichè non poteva perdonare chi le aveva rubato quanto avesse avuto di più grande; e tanto la loro figlia soffrì nell'apprendere queste cupe notizie. Ma tant'è che la donna fallì, per tre volte, il lancio della sua maledizione per il troppo coinvolgimento emotivo.
Col tempo, la faccenda le divenne sempre più indifferente in alcuni momenti, struggentemente presente in altri. Aveva da tempo compreso che la tenebra la desiderava e lei a sua volta l'attendeva, difatti aveva presto rinunciato a riportarlo a sè, e probabilmente non soltanto per disperazione. Ogni giorno di più aveva percepito l'oscurità annidarsi in lei, alleviarle la sofferenza, cambiarla nel profondo dell'animo.
E capì: se non avesse lei stessa accellerato i tempi facendo prevalere quella oscura, le due parti di lei, oramai fin troppo distinte, l'avrebbero portata alla pazzia. Il suo intero cuore doveva votarsi alla tenebra più profonda, prima che fosse troppo tardi.

E' facilmente intuibile, ora, il motivo per cui io sono ora libera dalle poche catene che ancora mi imprigionavano, e perchè la bontà non è che un fantasma; non voleva andarsene da sè, quell'egoista, preferiva lasciarle l'angoscia di un ricordo dolente, non intendeva porre fine al conflitto.
Per questo l'umana, una notte, si recò alla dimora dell'Imperatore Krisaore, e gli domandò, con un briciolo di riluttanza, se fosse in grado di estrapolare ciò che di buono rimaneva nel suo animo e nel suo cuore.


[continua]
_________________
Il suo cuore era un cristallo affilato come una lama,che strideva con il suo bell'aspetto da fiore appena sbocciato.Se un uomo l'avesse toccata senza fare attenzione avrebbe finito per sanguinare...
"E' facile osservare la luce, luminosa e chiara, e trarre le conclusioni, ma troppo spesso ci si dimentica delle ombre: sappiate osservare nell'oscurità e avrete ogni risposta"

"La pwk e' un apostrofo rosa tra le parole..p kill"(Nywulf detto Nywfhafah)
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