Phabol

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Affisso: Gio 17 Mar, 2005 Oggetto del Messaggio: Nella Valle delle Nebbie. |
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Filthy fregò il bancone usando la buona vecchia mistura di sputo e olio di gomito, mentre parlava alla Donna delle Uova, nella nebbiosa mattinata.
"Che Chastil mi fulmini, Donna, raramente ho visto un avventore così abbattutto e soprattutto così strano!!!" disse il vecchio puleno freneticamente.
"E poi faceva spavento!! Un cappuccio buttato sul volto totalmente in ombra, non fosse per due occhi che mandavano dei lampi che neanche le monete d'oro dei miei clienti più ricchi!!!
Gentile, rassegnato, intristito...e la sa la cosa più..." si fermò un secondo per trovare la parola " incredibile? impossibile? strana? Era un drow, che Chastil mi fulmini! Un drow TRISTE, ma quando capita una cosa del genere dico io???! E' rimasto a parlare per tutta la notte con gli avventori di cose che un drow non si sarebbe maisognato di nominare!!! Probabilmente era il più pazzi di quei pazzi che si dicono reietti fra i drow!!! Allucinante!!! E ha addirittura cantato una canzone in elfico corrente! Una specie di ninnananna, sembrerebbe!! Tutta la notte, a discorrere della Fondazione di Cetrim, dell'Armata del Falco, delle conquiste di Loec e dei sentieri più belli da prendere nei dintorni di Kyrandor... Incredibile, spaventoso!!! E poi, poco prima dell'alba, quando anche l'ultimo elfo era addormentato e l'ultimo nano ubriacato -ed io, parola mia, avevo la schiena spezzata- lui si è alzato e ha preso la porta e mi ha pagato con un sacco di.." Filthy si bloccò per un secondo, pensando che forse non era il caso di far sapere a tutta Kyrandor di essere stato pagato con un buon sacco di pietre preziose e monete d'oro di vario conio, con la gentaglia che girava da certe parti "...di monetine d'argento, SOLO SPICCI, per pagare giri e giri di birra e sidro!!! UNA MONTAGNA DI SPICCIOLI D'ARGENTO!!! Certa gente bisognerebbe impiccarla prima che arrivi in città, Signora!!!"
Al limitare del Boschetto Sacro
L'Anziano Ierofante raggiunse la sommità della collina. Una quercia secolare era posta sulla sua cima, svettando sopra gli altri alberi, contro di essa, Phabol osservava una grande valle colma di nebbia aprirsi al di sotto del Boschetto Sacro.
Scricchiolando nelle giunture come se queste fossero fatte di legno vecchio, lo Ierofante si appoggiò di fianco al giovane drow, il cui sguardo dorato fissava la nebbia in movimento, come a volerla bucare e scrutarne le profondità.
Rimasero in silenzio, la giornata era nuvolosa e tetra, autunnale.
"Allora?"
disse lo Ierofante un pò spazientito.
"Andrò."
rispose in un soffio Phabol.
Lo Ierofante accusò il colpo, il ragazzo aveva più volte pensato a quell'opportunità, almeno altre dieci volte si era soffermato a guardare la valle che si apriva al di sotto della Collina del Non Ritorno e almeno altre dieci volte aveva rinunciato, perchè qualcosa lo legava ancora alla zona conosciuta di Therial, quella che può essere costretta in mappe, parole, codici e grafìe.
Ma non questa volta. Diceva lo sguardo di Phabol.
Non Questa.
Più volte allo Ierofante era toccato il compito di aprire il passaggio per la Valle delle Nebbie... uno dei tanti passaggi dalla Therial Limitata alla Therial Senza Limite, l'ultimo viaggio per tanti vagabondi e tanti raminghi.
Uno dei tanti Confini Ultimi, aldilà nessun confine, nessun punto di riferimento, l'ultima sfida per coloro che erano sempre andati sbandando senza bussola o che della bussola non avevano mai avuto bisogno... Niente più stelle, alberi, rocce o animali a guidarli, oltre la Valle delle Nebbie l'unica bussola era il Cuore.
E il cuore di Phabol era sempre stato una bussola impazzita.
Ma ora non più, tutto il suo corpo era teso verso l'Oltre che ora gli si stagliava di nuovo davanti, il suo Cuore puntava quell'Oltre con l'inflessibile volontà di un ago tutt'uno -non costretto- con le forze magnetiche.
Lo Ierofante pensò qualcosa di simile a questo, osservando il Ragazzo che stava diventado Uomo, teso verso l'Oltre.
Un pò di rugiada gli inumidì gli occhi dell'Antico in comunione con la Natura.
Non disse nulla, si alzò con il consueto rumore di legno vecchio e avanzò di due passi. Attese.
Phabol si alzò a sua volta, portò con sè lo zaino.
Un colpo feroce del bastone nodoso dello Ierofante, lo bloccò.
Lo sguardo dello Ierofante era severo.
Phabol capì e lasciò lo zaino a terra, assieme alle armi e ad alcuni gioielli.
Lo Ierofante tossicchiò:
"Ripeti."
"Giunto al termine del giorno, Madre, nel tuo grembo cerco rifugio
giunto al termine del viaggio, Madre, al tuo seno cerco speranza."
Lo Ierofante indicò a Phabol di scoprire il volto. L'elfo oscuro sorrise alla dimenticanza di entrambi.
Preda e Cacciatore, Madre, Padre e Figlio, Ramo e Roccia, Piuma e Artiglio..
Bosco e Montagna, Prato e Lago, Mare e Deserto, Corpo e Anima,
Mente e Cuore, Arco e Freccia, Piana e Dirupo, Fuoco e Legno,
Acqua e Terra, Vento e Ombra...
Unito e poi Diviso.
Vivo e poi Morto.
Giunto e poi Partito.
Trovato e poi Perduto
Sano e poi Ferito.
Giovane e poi Vecchio.
Così vissì su di te, Madre, ogni voce del giorno, ogni sussurro della notte, ogni silenzio del crepuscolo. Così debbo partire, da te, Madre, verso una nuova alba. Concedimi la tua forza, Madre, concedimi la Perseveranza del Cacciatore e la Prudenza del Cacciato, lo Sguardo della Lince e la Pazienza del Ragno, la Fierezza dell'Orso e il Valore del Lupo, le Radici degli Alberi e la Bellezza Feconda dei fiori, la Forza dell'Acqua e la Cedevolezza della Roccia, poichè ciò che è Sotto diventerà Sopra, ciò che è Sopra, Sotto.
Ciò che è Primo, Ultimo.
Ciò che è Ultimo, Primo.
E allora tornerò a te, Madre.
Antico e poi Nuovo.
Diviso e poi Riunito.
Morto e poi Redivivo.
Partito e poi Ritornato.
Perduto e poi Ritrovato.
Ferito e poi Sanato.
Vecchio e poi Saggio.
Perchè il Cerchio si chiuda, infinite volte ancora, infinte Terre ancora, infinite Acque ancora, Infiniti Fuochi ancora, Infiniti Venti ancora, infiniti Legni ancora, infinite Ombre ancora, fino alla Luce. Ancora.
Madre, grazie per ciò che mi hai donato e grazie per ciò che mi hai precluso.
Ora tuo figlio parte, Madre.
Non piangere, altri figli ti attendono, e per loro sorrisi, non lacrime.
Possa tu fiorire in eterno.
E detto questo, Phabol discese nella Valle e di quel che trovò, cosa vi accadde e dove portasse la Via che la percorreva, nessuno su Therial sa dirne alcunchè.
[FINE] |
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