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Affisso: Sab 19 Feb, 2005 Oggetto del Messaggio: Ultimo respiro.. |
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Faceva molto freddo quella sera.. I venti del nord portavano nella grande citta' il soffio dei ghiacciai eterni che dominano quelle terre.
Era nuvoloso e si annunciava un temporale, tuonando all'orizzonte l'ira dei fulmini e del vento. La locanda era popolata di allegri avventori che cercavano un riparo dal freddo, vicino alla grande stufa a legna che ardeva nel centro della locanda. Innalzavano i loro boccali al cielo, brindando la loro vittoria nei confronti del tempo avverso che li costringeva attorno al fuoco.
La porta della locanda si apri', accompagnata da un violento colpo di vento; alla soglia fece capolino una figura avvolta da una lunga veste nera, il viso era coperto da uno spesso cappuccio, l'unica cosa visibile in quell'uomo, o forse donna, era una lunga ciocca di capelli argentati che faceva capolino da sotto il cappuccio.
Dopo aver chiuso la porta, assicurandosi che il gelido vento che soffiava sulle strade non intralciasse ancora i suoi tentativi di riscaldarsi, dopodiche' ando' a sedersi ad un tavolo, ordinando una birra.
Un cliente, seduto accanto al fuoco assieme ad altri, si volse osservando il nuovo arrivato.
"Ehi tu! Perche' non ti unisci al gruppo? Vieni qua a scaldarti e porta la tua birra!"
Disse l'ometto sorridendo al viandante, che pero' parve ignorarlo, proseguendo nel sorseggiare dal suo boccale di tanto in tanto, mentre tra le mani rigirava uno strano anello.
L'ometto si alzo' per poi avvicinarsi al viandante, sempre con un sorriso stampato in volto. Era un vecchio di circa settanta anni, il suo fisico era gracile e al viso portava una lunga barba bianca e incolta, sporca di birra.
"Ehi, qualcosa non va?"
Il viandante alzo' lo sguardo. Il suo viso era totalmente in ombra, e da sotto quel cappuccio si riusciva a notare il fuoco della studa riflesso nei suoi occhi. Il vecchio si intimori' appena per poi posare lo sguardo sull'anello che l'uomo stava rigirando tra le dita.
"Che cos'hai li? Quell'anello mi pare di averlo gia' visto.." Prosegui' quindi, senza badare troppo all'uomo.
Lo straniero abbasso' lo sguardo, tornando a sorseggiare la sua birra.
"La gente di citta' non e' solita farsi gli affari propri, a quanto pare."
Affermo' con acidita' il losco figuro, mentre posava il suo boccale sul tavolo, fissando l'anello che teneva in mano.
Il vecchio sorrise divertito, per poi accomodarsi meglio a sedere sulla panca, rimanendo di fronte allo straniero.
"Io sono il vecchio Seehl, so tutto di tutti in questa locanda, e non e' mio solito farmi gli affari miei."
Rispose il vecchio ridendo divertito, mentre impugnava saldamente il boccale della sua schiumosa birra.
"Il mio nome non ha importanza..."
Disse l'uomo. La sua voce era roca e profonda, come se parlasse bisbigliando.
"...e sono venuto alla locanda per trovare riparo dal freddo."
Il vecchio annui', scrutando il suo interlocutore, quasi divertito dalla sua risposta.
"E che cos'e' quell'anello che hai in mano, uomo senza nome? Mi pare di averlo gia' visto.. molti anni fa, a Paranor, mi pare."
Lo straniero era molto infastidito dal vecchio impiccione, tuttavia tento di nasconderlo e rispose alle sue domande senza pero' dargli troppa importanza.
"E' l'anello di una antica armata che un tempo difendeva la fortezza di Paranor.. l'ho sfilato dalle dita di un cadavere che ho trovato nella foresta di Haon Dor.."
Il vecchio inarco' lievemente un sopracciglio, spegnendo il suo sorriso, per poi tramutarlo in un'espressione esterrefatta.
"Da.. un cadavere?"
L'uomo annui' appena, per poi tornare a fissare l'anello.
Il vecchio si passo' una mano sul volto, osservando anch'egli la reliquia.
"Capisco.. Non conosci il nome del portatore di quel sigillo?"
Lo straniero scosse il capo, rimanendo in silenzio.
"Che mi prenda un colpo.. la credevo estinta quell'armata.."
Lo straniero fini' la sua birra, per poi gettare l'anello nel boccale vuoto.
"Ora lo e'..."
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Affisso: Dom 20 Feb, 2005 Oggetto del Messaggio: Re: Ultimo respiro.. |
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Il vecchio alzo' lo sguardo dal boccale del suo interlocutore, per poi scrutarlo, nel vano tentativo di guardarlo in volto.
La sua espressione divenne leggermente sorridente, forse compiaciuta dalla risposta dello straniero. Dopodiche' alzo' il boccale e sorseggio' un ultimo sorso di birra.
"Bah! Meglio cosi', quegli uomini non mi sono mai piaciuti!"
Lo straniero alzo' il capo, per osservare meglio l'anziano che stava pronunciando quelle parole con una punta di gioia ed ironia. Dopo aver allontanato il boccale, ormai vuoto, incrocio' le braccia sul tavolo e lo osservo'.
"Va' avanti."
Disse quindi. Le sue parole contenevano una punta di acidita' e rancore, probabilmente nei confronti del vecchio impiccione, che ora stava bevendo la sua birra.
"E' cosi' ti dico!"
Esclamo' l'anziano ometto.
"Uomini pericolosi! Diamine! Dovevi sempre guardarti le spalle quando ne incontravi uno. Probabilmente il morto che hai trovato non era poi cosi' furbo."
Il vecchio scoppio' a ridere per poi battere amichevolmente una mano sulla spalla del vagabondo, che nonostante cio' egli non emise un fiato, continuando ad osservare il vecchio.
L'ometto tuttavia, era incusiosito sempre piu' dallo strano comportamento dello straniero, e ricambio' il suo silenzio con uno sguardo molto intenso.
"Perche' non ti togli quel cappuccio? Non amo parlare con chi non si mostra."
L'anziano sorrise per poi tornare a sorseggiare la sua birra, tenendo gli occhi addosso al suo interlocutore.
"Nessuno ti ha chiesto di parlarmi.."
Mormoro' egli, per tutta risposta. Erano parole dure e con tutta probabilita' anche nervose, la presenza di quel vecchio lo infastidiva molto.
L'ometto scoppio' nuovamente a ridere, credendo fosse una battuta scherzosa.
"Beh, diamine! Se gli uomini non avessero la parola non avrebbero mai costruto grandi citta' per poi vivere tutti assieme in armonia!"
Lo straniero lo studio' per un poco con lo sguardo, poi alzo' un braccio, facendo segno all'oste di preparargli un'altra pinta.
"Ci sono cose.. che uccidono piu' della morte.."
Il vecchio rimase in silenzio, non sapendo cosa rispondere a quell'affermazione, vomitata cosi' bruscamente.
In quel mentre arrivo' Filthy brandendo una pinta di schiumosa birra, per poi sbattere il boccare sotto il naso dell'uomo incappucciato.
"Fanno venti pezzi d'argento, straniero."
Il vagabondo infilo' una mano in tasca, tirando fuori un sacchetto colmo di tintinnanti monete, per poi lanciarlo all'oste.
Filthy torno' dunque ai suoi mestieri, riponendo le monete nel suo forziere.
Il vecchio seduto al tavolo dello straniero, intanto, pensava ancora alla sua risposta; poi, come colpito da un lampo di genio, sorrise e osservo' il suo interlocutore.
"Per esempio?"
Il vabondo sogghigno' appena, forse divertito dalla domanda. Cosi' porto' una mano al volto, e lentamente si tolse il cappuccio. Poco a poco sembrava emergere un viso luccicante, come fosse di metallo.
L'anziano sgrano' gli occhi alla vista della maschera ch'egli portava al volto. Era una maschera di ferro, fissata alla nuca con dure e strette cinghie di cuoio. L'espressione di quella maschera era quasi inquietante; una smorfia maligna e sadica era raffigurata in essa, mentre le fessure degli occhi erano strette, serrate in uno sguardo cupo e arrabbiato, aldila' di esse brillava come una specie di fioca luce rossa, forse il riflesso del fuoco negli occhi dell'uomo. Le fessure per la bocca erano a griglia, in esse era raffiguranto un ghigno inespressivo e malefico.
Il vecchio cadde dalla panca per lo spavento, sbattendo violentemente la schiena sul pavimento.
"Tu.. tu sei un folle!"
Grido' l'anziano avventore, mentre stava disteso a terra con il boccale della sua birra che ancora gocciolava sul pavimento.
In quel mentre tutti i clienti si voltarono, osservando il vecchio a terra e l'uomo mascherato seduto al tavolo. Calo' un silenzio irreale, solo lo scopiettare delle braci ardenti all'interno della grande stufa si udiva in locanda.
"...ad esempio, le parole.."
Prosegui' lo straniero, ignorando cio' che lo circondava. Nascose un ghigno e poi fini' la sua seconda pinta, voltando lo sguardo verso coloro che lo fissavano a bocca aperta e occhi spalancati.
"Fatevi gli affari vostri.. voialtri!"
Dopo queste parole il vecchio avventore si rialzo' in piedi e corse fuori dalla locanda in preda al panico, dopo aver raccolto il suo giaccone e la sua sciarpa. |
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Affisso: Lun 21 Feb, 2005 Oggetto del Messaggio: Re: Ultimo respiro.. |
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Mentre la massa ebete e avvinazzata non riusciva a far altro se non deglutire la sorpresa nel proprio gozzo, un uomo, vicino al camino si alzo'. In volto aveva una vera Maschera Teatrale, qualcosa di buffo e inquietante allo stesso tempo, ma non certamente come avrebbe potuto esserlo il copricapo dello straniero.
"Ehi, cosa hai fatto a Seehl" -segui' un rutto che indicava un ventre saziato dal liquido- "no, e' meglio non intromettersi..solo i pazzi portano quei mascheroni..", sussurro' qualcuno vicino a lui;
"Allora devo chiamarlo fratello..? haaahahahaha, e' proprio vero.." aggiunse la nuova figura "Pazzo...solo un fallito come te potrebbe rivelare una maschera di ferro a questa gente! Hips...cosa sei, uno di quei poveracci con storpiature che il destino ha segnato sul volto malamente?"
"Adesso sono anche affari nostri!" -"Sei nella locanda..", diceva, mentre prese uno spiedo con del grasso arrostito al focolare del caminetto.
Sollevandosi leggermente la maschera, ebbe la possibilita' di assestare il suo avido morso sulla cibaria..
Soltanto il crepitio della fiamma e l'atmosfera densa di odori riempiva il vuoto innaturale di quel momento..latrati di cani potevano udirsi accompagnati dall'umidita' che penetrava oltre la porta aperta della locanda. _________________ Mi presento! Io sono l'intrepido e invincibile guerriero misterioso, il ninja mascherato πR²!! |
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Gara

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Affisso: Lun 21 Feb, 2005 Oggetto del Messaggio: Re: Ultimo respiro.. |
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L'unico ad aver risposto era certamente un'essere umano, dalla presenza forse particolare, come chiunque lo avrebbe giudicato a prima vista; non soltanto per la maschera indossata, ma anche per i vestiti, alcuni simili a quelli che i teatranti sono soliti indossare, altri tipici di coloro che sono avventurieri, o raminghi -o anche, per citarne altri- i disadattati del mondo.
Le tinte piu' ricorrenti negli abiti erano un nero di china e un color cuoio con tonalita' rosse. Attaccato sulla sinistra della cintola, era il fodero color piombo della sua arma: uno stocco probabilmente.
Sul camiciotto di colore nero cupo indossato, si poteva anche notare un piccolo fregio rosso in corrispondenza del lato sinistro alto, occultato soltanto in parte, poiche' egli teneva la giacca aperta, probabilmente per sentire meno caldo.
La sua statura era leggermente piu' alta rispetto alla media, ma normale entro i canoni della razza umana, cosi' come si poteva intuire del suo fisico: normale, nulla di particolare o insolito poteva trasparire.
La maschera indossata presentava una variegata mistura di tutti i colori, ed era modellata in modo tale che somigliasse ad una figura che, al contempo, sorridesse lievemente o mostrasse una piccola smorfia di disgusto; cosi' pure erano le fessure per gli occhi - mentre una poteva ispirare leggerezza o felicita', l'altra indicava l'opposto. _________________ Mi presento! Io sono l'intrepido e invincibile guerriero misterioso, il ninja mascherato πR²!! |
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Prix

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Affisso: Lun 28 Feb, 2005 Oggetto del Messaggio: Re: Ultimo respiro.. |
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Prix volse un breve sguardo al ragazzo che portava la ridente maschera colorata, per poi tornare a bere la sua birra.
Torno' a coprirsi il capo con il cappuccio, oscurando nuovamente il suo volto. Il suo atteggiamento pareva turbato, forse irritato.
Non degno' di una sillaba le affermazioni del giovane, tuttavia di tanto in tanto prestava a lui uno sguardo.
Nella locanda scese un breve silenzio, poi ognuno prosegui' la sua serata parlando di cio' di cui stavano discorrendo poco prima che l'incappucciato mostrasse la sua maschera, spaventando il vecchio Sheel.
La sua lunga veste era leggermente macchiata di birra, tuttavia non parve prestarci troppa attenzione.
| O F F | Informazione off-gdr: | | ]] | |
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