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Un viaggio verso i ricordi

 
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Autore Messaggio
Kanyn





Avatar storico di Kanyn


MessaggioAffisso: Mar 08 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Un viaggio verso i ricordi


Ali argentate fendevano dolcemente l'aria, lunghi capelli neri danzavano attorno al viso che ai pallidi raggi di Marhis sembrava etereo, mentre gli occhi grigi scrutavano con attenzione la zona circostante, cogliendo ogni movimento, ogni particolare.
La figura volteggiava nel cielo oscuro seguendo una strada ben precisa, una strada che ogni anno percorreva, sempre nello stesso giorno, sempre nelle stesse ore.
Una viaggio che sarebbe durato tre giorni, un viaggio tranquillo di solito, con poche fermate per riposare un po' e per mangiare, un viaggio che l'avrebbe condotta in una citta' ormai in rovina e decadenza, ma dove aveva lasciato una parte del suo cuore, per sempre.
Ed era in quei momenti che ripensava al passato, che lo riviveva in ogni particolare, ogni singolo giorno, ogni singolo momento, e dove sentimenti sopiti riemergevano, colpendola con forza.

Danza Kanyn! Danza piccola mia...Il tuo corpo deve essere flessuoso, agile e aggraziato...Accarezza l'aria intorno a te ma non romperne l'equilibrio, devi diventare parte di essa, ascolta i suoi sussurri, percepisci le forme e i movimenti attorno a te, concentrati e mai la tua mente deve chiudersi, ma deve essere flessibile e imparare a distinguere ogni singolo suono, del tuo corpo e di cio' che ti circonda, non ti fidare dei tuoi occhi, ma osserva con la mente, vai oltre...

Sorrise al ricordo della madre, e la vedeva ancora con i capelli neri al vento che la teneva per le mani insegnandole a danzare, a conoscere il suo corpo e a renderlo piu' veloce e flessuoso senza mai perdere la grazia. Il suo sorriso la incitava, i suoi occhi brillavano solo per lei quando la guardava, perfetta sotto ogni punto di vista, sapeva essere dolce ma anche dura, in lei tenacia e forza...

'''Non ce la faccio mamma! Sento solo il vento...E mi fa cadere e' forte! Mamma non lasciarmi qui ti prego! Non ti vedo piu'! Ho paura...il vento...mi porta via...e' forte...mamma!'''

Piangeva impaurita mentre il vento la trascinava via, e spalancava le ali tentando di contrastarlo, le sentiva piegarsi e sul punto di spezzarsi, sentiva il suo cuore battere con forza contro il suo petto, sentiva i suoi lamenti e i suoi ansiti per lo sforzo, ma soprattutto sentiva la paura sopraffarla, il panico crescere dentro di lei.
E poi ancora la voce di sua madre...flebile e lontana...La chiamava e la incitava, ma non capiva bene le sue parole confuse dal vento...
Poi finalmente capi' a cosa servivano i suoi insegnamenti...Respiro'a fondo placando i battiti del suo cuore, freno' il suo respiro e scaccio' la paura...Doveva solo concentrarsi sulla voce di sua madre...Isolare gli altri rumori e concentrarsi...

Per ogni trappola c'e' una fuga, per ogni problema c'e' sempre una soluzione...Se non puoi combattere qualcosa al di sopra delle tue forze non abbandonarti alla disperazione, ma rifletti e trova una via, aggira l'ostacolo, e osserva con la mente perche' l'ostacolo stesso puo' indicarti la soluzione...
Il vento puo' essere tuo amico, ma anche un tuo nemico, osserva il suo ciclo, e se non puoi contrastarlo abbandonati ad esso...


Ora osservava con occhi diversi le spire di vento che con forza la scuotevano, sollevandola e facendola roteare con forza inaudita, ora vedeva oltre e considerava elementi che prima le erano sfuggiti...
Richiuse le ali abbandonandosi al vento senza piu' tentare di contrastarlo, calcolava gli intervalli di forza inaudita con cui soffiava a quelli di calma, calcolava le direzioni a cui le spirali sembravano portare e concentrava ancora di piu' l'attenzione sulla voce che la chiamava...
Furono pochi secondi, dove reagi' fulmineamente, spalanco' le ali di colpo dopo aver calcolato il giusto tempo e si ritrovo' fuori dalla barriera, scaraventata via dal vento stesso.
Sorrideva per la vittoria, esausta e con una delle ali rotte, e sorrideva ancora quando crollo' tra le braccia della madre che prontamente la sorressero...

Ecco la mia principessina delle ombre, curiosa e attenta. Cosa ci fai nascosta li? Avvicinati e osservami bene, presto anche tu imparerai ad usarla...Si chiama Kusarikama...vedi? Questa catena sorregge sia questa falce da un'estremita' che questo peso a forma di sfera dall'altra...
E' un'arma di difesa e offesa, ma bisogna ben calibrare la forza altrimenti perde ogni efficacia.
Bisogna roteare la catena attorno al corpo con l'estremita' della sfera, vedi cosi'...Esso crea una barriera con cui puoi bloccare i colpi sia a distanza che ravvicinati, ma i tuoi occhi devono ben imparare a calcolare i lanci e il momento giusto, e in base ad essi far roteare la catena piu' o meno velocemente.
Naturalmente non e' solo questo, puoi usare la sfera per lanciarla e disarmare il tuo avversario, oppure per fargli perdere l'equilibrio, invece la falce viene usata per dare il colpo di grazia, tagliente e letale, puoi lanciarla quando meno il tuo avversario se l'aspetta.
Per chi e' molto abile fa roteare sia la sfera attorno al corpo che la falce per attaccare, in questo modo la forza di attacco e' pari a quella difensiva...Ma e' pericoloso, un piccolo movimento sbagliato e si rischia di ferirsi da soli anche gravemente.
E' la seconda arma per eccellenza che usiamo nella nostra famiglia, utile quando hai di fronte piu' nemici, utile per proteggere chi ti e' stato assegnato.
E ora osserva Kanyn...ancora e ancora...


E lei guardava affascinata suo padre, imponente e maestoso, a torso nudo, che faceva vibrare la catena con maestria, i muscoli tesi nello sforzo, il petto e la schiena segnati da antiche cicatrici, le ali nere perfettamente immobili e richiuse in modo da non provocargli fastidio.
I lunghi capelli biondi leggermente bagnati di sudore aderivano al viso abbronzato, dai tratti forti e affascinanti, tesi in un'espressione concentrata e dura che gli conferivano un'aria pericolosa e letale.
E guardava ancora quegli occhi, grigi come il piu' bel metallo, intensi e capaci di mettere a disagio, occhi che quando si posavano su di lei sembravano sorridere e la colmavano di affetto, occhi che l'amavano scaldandole il cuore.
Adorava guardarlo a lungo, anche di nascosto, e da lui imparava i segreti delle ombre, il modo di comportarsi, come combattere al meglio a mani nude e sfruttare tutta la potenza.
Da lui aveva imparato a indossare le maschere e a celare i veri sentimenti, da lui aveva imparato ad amare quello che faceva e quello per cui era destinata ad essere...Una guardia del corpo.
Amava e invidiava i suoi genitori, per il legame che li univa, per la loro forza, per la loro bravura, uno sguardo senza parlare bastava tra loro, un gesto...Semplicemente perfetti...

A tutto questo pensava mentre continuava a volteggiare nel cielo, e come sempre sentiva le sue ali pesanti, pesanti di un dolore che da sempre portava dentro di se'...
Amore e morte...
Rivedeva gli occhi di suo padre, spalancati e sofferenti, la disperazione di sua madre sostituita dalla rabbia e dall'odio mentre si avviava per vendicare il compagno...E tornava con un sorriso soddisfatto e uno squarcio troppo profondo al petto...
E insieme il loro respiro si spense, per amore, per odio, per vendetta...Insieme vennero accolti tra le braccia di Tricksty, abbandonandola quando aveva ancora bisogno di loro, ma forte perche' cosi' le avevano insegnato...Doveva sempre andare avanti...

Noto' una piccola locanda e dopo una lieve indecisione decise di riposarsi per alcune ore, era stanca come non mai, stanca dentro per quei ricordi che non la volevano abbandonare e la tormentavano...
Affitto' una camera e prima di riposarsi consumo' un pasto caldo a un tavolo solitario, senza rendersi conto di alcune figure ferme in un angolo che parlavano tra loro guardandola con fin troppo interesse, mentre le loro labbra sembravano piegarsi in sorrisi poco rassicuranti...
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Kanyn





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MessaggioAffisso: Mer 09 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Un viaggio verso i ricordi


I suoi occhi erano spalancati nel buio della stanza, non riusciva a dormire e se ne stava li, seduta in un angolo della stanza, le ali avvolte attorno al corpo, ammantata dal buio, che la proteggeva come una nera e fredda madre.
Il suo respiro era appena percettibile, i suoi muscoli tesi come pronti a balzare su una preda invisibile, eppure era sola nella stanza, stava lottando contro fantasmi che solo lei vedeva.
Improvvisamente si alzo' di scatto avviandosi verso l'uscita e decise di riprendere il viaggio, di volare fino a raggiungere lo stremo delle forze per poi cadere in un sonno profondo senza sogni.
Era vicina alla sua meta, poche ore di viaggio e avrebbe raggiunto la citta' deserta ormai da tempo.
Il cielo' sembro' accoglierla con un sorriso a cui lei rispose con uno sguardo privo di qualsiasi emozione, aveva isolato la sua mente, non pensava piu' ormai, ne' al suo passato, ne' al suo presente, ne' al suo futuro.
Semplicemente volava, senza piu' fermarsi, finche' il cielo si tinse delle sfumature del fuoco, e lei finalmente riusci' a distinguere le rovine della citta'.
All'entrata della citta' sfioro' dolcemente la terra con i piedi e richiuse lentamente le ali sulla schiena.
Rimase ferma a lungo a osservare la polvere sollevata dalla brezza che ricadeva sulle rovine, la desolazione, e con la mente cercava di immaginare quella citta' pullulare di vita, gli edifici nel pieno del loro splendore...Le voci, le risate, le urla...Ma niente poteva cancellare la tristezza che le provocava quella vista.
Attraverso' la citta' camminando con passo leggero e silenzioso, dirigendosi verso una fitta foresta che di colpo svoltava, e si ritrovo' al centro di uno spiazzo completamente coperto di fiori colorati...
Un piccolo e quasi invisibile tumulo si trovava posto a un lato, all'ombra di un fiore piu' grande degli altri che solitario sembrava fargli la guardia.
Si avvicino' al tumulo e davanti ad esso si inginocchio' lasciandosi semplicemente cadere, stremata senza nemmeno rendersene conto.
Affondo' le dita nella fresca terra e chino' il capo mentre piccole lacrime scivolavano lungo le sue guance e cadevano sul fiore.
Sorrideva e come era sempre solita fare quando andava li si strappo' una piuma e la poso' dolcemente vicino il fiore.
Le sue labbra si muovevano ora sussurrando piano con voce dolcissima, mentre con dita lieve accarezzava ora i petali ora il tumulo.

'''Ecco mio tesoro, sono arrivata hai visto? La tua mamma non ti ha dimenticato...Come dimenticare l'esserino che tenevo tra le braccia e che mi avrebbe amato indipendentemente da quello che sono?
Cosi' piccolo, cosi' debole, cosi' dolce...Come hanno potuto strapparti via a me?
Non nato dall'amore ma dalla violenza, non sono riuscita a proteggerti,
non sono riuscita a darti amore...
Eppure ne ho cosi' tanto dentro piccolo mio, ma e' celato, soffocato, che forse aspetta di essere invitato a uscire...
Ma nessuno deve avvicinarsi al mio cuore, come potrei proteggere chi amo? Finirebbe come te...sepolto nella fredda terra...come te...mio piccolo angelo e io in fondo vivo solo per morire, sfido la nera signora in ogni stante, la chiamo, la invito, stare al mio fianco e' come camminare perennemente sul bordo di un burrone...
Avrei voluto vederti crescere insegnarti quello che so come insegnarono a me, e vivere felice come i miei genitori, amare come loro, l'ho sempre negato...Ma a te posso dirlo...Solo a te...
E quando ci incontreremo nella fredda sala delle anime perdute...'''


Continuava a mormorare, concentrata solo su quello che dice, immaginando il volto del figlio che le sorrideva, alzandosi e fissando il cielo ora avvolto dalle tenebre e in quello stesso istante senti un sibilo alle sue spalle e si volto' di scatto...
Spalanco' gli occhi mentre la freccia si piantava nel suo petto vicina all'altezza del cuore.
E mentre ricadeva all'indietro pensieri attraversavano la sua mente veloci come lampi, sentiva il dolore lancinante ma non le importava...

Sto morendo...Ho perso la concentrazione, ecco a cosa hanno portato i miei sentimenti...Se senti un sibilo alle tue spalle non voltarti ma scatta di lato...Questa volta la tua voce padre non mi ha avvertito in tempo...Sto morendo...Dov'e' il soffio di amore madre? Quello che mi avrebbe raggiunto al cuore, quello di cui tanto parlavi...Nati con un cuore a meta' siamo alla ricerca della parte mancante, e c'e' chi la trova e chi invece si perde per strada senza mai trovarla...E prima di emettere l'ultimo respiro un soffio al cuore giunge, un soffio di amore, il sussurro che chiede perdono per aver fallito, e che ama anche se solo per pochi istanti, per morire cosi' con un sorriso sulle labbra...Dov'e' madre?? Non lo sento, non lo sento...Solo una dolce storia per consolarmi...Sto morendo...

A questo pensava, mentre il suo corpo pesantemente cadeva a terra, non un gemito usci' dalle sue labbra, non un suono.
Le giunsero voci e rumori di colluttazione, poi un volto comparve nella sua visuale, un volto che lentamente andava sfuocandosi, un volto che conosceva...
Schiuse le labbra e riusci' a sussurrare solo poche parole...'''Non gli ho detto...che lo amo...non...'''
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