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Annuncio: aspiranti revisori storie
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Aelistea
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Lascio tre post vuoti per la comodità di poter confrontare le revisioni e l'originale nella stessa pagina del forum. Le persone che mi hanno reinviato la storia sono quattro, li metto qui in forma anonima dopo l'originale e la mia revisione.
Attenzione, vorrei precisare una cosa: non "vince" chi si è avvicinato di più alla mia versione, ognuno ha corretto e rivisto il racconto secondo quello che riteneva più giusto fare. C'è chi ha avuto più mano libera, chi ha ritoccato solo alcuni punti, ognuno ha scelto di intervenire come voleva. Ogni cambiamento ha i suoi motivi, rientra nello stile personale della revisione, più o meno sensibile; quello che invece voglio evidenziare sono i punti dove si sarebbe dovuto intervenire e non è stato fatto.
Il mio scopo è far capire il metodo, più o meno come è stato insegnato a me, di come debba essere reso un testo: racconto, articolo o documento che sia. Una sorta di regole universali, che vanno dai Promessi Sposi alla multa del vigile urbano. La finalità non è rendere più bello il racconto, ma renderlo più leggibile; una bella storia che nessuno legge e non leggerà mai vale quanto, o meno, di una brutta storia. E rendendola più leggibile, spesso, la si fa diventare più bella, migliorando il racconto senza introdurre cambiamenti pesanti.
Per comodità, diciamo che la revisione dovrebbe seguire quattro punti cardine su cui lavorare: aspetto grafico, ritmo, semantica e dialoghi.

L'aspetto grafico riguarda il come viene presentato visivamente il testo: l'utilizzo dei rientri e dei paragrafi, principalmente. Il rientro all'inizio del paragrafo migliora la leggibilità (molto importante sullo schermo evitare un tipo di lettura stancante) e la memorizzazione di un testo; la paragrafazione invece permette di dividere meglio i punti e i concetti del testo (principalmente in un articolo o in un testo divulgativo), ma anche di scandire meglio le vicende di un racconto. I paragrafi devono avere lunghezza simile tra loro e racchiudere al loro interno un concetto o un lasso temporale; in poche parole il paragrafo è una piccola unità del testo che scandisce il testo stesso.
Nella presentazione del testo rientra anche l'uso degli accenti: è importante la differenza della è accentata aperta e é accentata chiusa, è inoltre da evitare l'uso dell'apostrofo al posto dell'accento (e' al posto di è).

Il ritmo del racconto è essenzialmente un fatto di un punteggiatura (oltre che di paragrafi). Rifare la punteggiatura vuol dire rendere le pause, la tensione, la rapidità e mettere l'accento su una parola chiave o su un'altra. Il metodo più semplice è leggere il testo mentalmente in maniera espressiva, oppure direttamente ad alta voce: se il racconto fila via veloce, senza punti noiosi, probabilmente è stato scritto bene; se a un certo punto vi manca il fiato, forse è il caso di aggiungere qualche punto in più.
Oltre a questo, il ritmo è fatto anche di come sono resi i tempi lunghi o le situazioni frenetiche. Esempio: "Gurther estrasse fulmineamente la spada sacra degli dei, benedetta dalle lacrime della luce; il guerriero osservò intensamente l'avversario cercando, mentre ancora stava caricando il colpo, quale potesse essere un suo punto vulnerabile. Mentre la spada era a metà dell'arco che stava compiendo per colpire, egli vide una giuntura, tra la spalla e il collo, dove appariva la pelle nuda, e fu in quel punto che colpì. Il suo nemico si trovò morto senza neanche averlo visto estrarre la spada, per la rapidità del gesto compiuto."
Sembra un combattimento a rallentatore stile Matrix, non dà nulla di velocità e frenesia. Se poi l'autore aggiunge subito dopo "Ma dopo tre mesi rivide il suo avversario ancora vivo!", a chi legge sembrerà che il tempo vada a singhiozzo.

Con semantica intendo tutta la sfera delle scelte dei termini e dei loro significati, le sfumature dei concetti, l'uso appropriato delle parole e anche l'evitare ripetizioni e ridondanze. Introdurre sinonimi, cercare la parola più giusta in un determinato contesto, scegliere l'aggettivo più adatto sono tutte attività che riguardano attività di rifinitura ma non per questo meno importanti. In genere occorrono fantasia e la conoscenza di un buon vocabolario.

I dialoghi e il discorso diretto sono una parte delicata del racconto, mediamente più difficile da affrontare. Bisogna rendere realisticamente un dialogo (una persona non può parlare una mezz'oretta prima o durante un combattimento) senza far perdere di vista il succo del racconto. Inoltre, un dialogo composto solo da scambio di frasi in discorso diretto, se troppo lungo, rischia di diventare dispersivo e di confondere il lettore: a volte mi è capitato in alcuni libri di risalire le battute contandole due a due per capire chi diceva cosa.
Per quest'ultimo caso, ma anche più generalmente, è importante l'uso e la revisione dei turn ancillaries, cioè di quelle frasi tipo "gli rispose beffardo", "disse con voce tremante", "annunciò sospirando", frasi che servono per rendere il tono della conversazione e arricchiscono la scena definendo meglio gli stati d'animo dei personaggi, oltre a scandire il ritmo e a non annoiare il lettore.

Ecco infine le varie versioni del racconto, commento alla fine i punti su cui, secondo me, andava effettuato un intervento.
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Aelistea
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: VERSIONE ORIGINALE


Nacqui il 17^ giorno del mese di Xanathon, in una notte buia e tempestosa. La mia famiglia fu sterminata quando ero ancora in fasce, riuscii a salvarmi; non so come, non so perche', ma la mia vita fu risparmiata.
Alcuni miei simili mi trovarono ancora nella culla in una baracca alla Valle dei Titani, da li' mi portarono al monastero di Kyrandor, ove i Maestri m'insegnarono a prendere coscenza e volonta' dei poteri gia' innati della mia mente usando solo la concentrazione per potermi difendere e curare. Alcuni Maestri cercarono di farmi seguire la luce di Kyra, ma una voce dentro me mi spingeva ad altre vie. Una mattina,se non ricordo male era il 14^ giorno del Mese di Zeius,decisi di scappare dal Monastero,una forza oscura si stava impadronendo della mia anima e del mio corpo, sentivo l'odio crescere lentamente nella mia mente, andai nelle celle situate nei sotteranei ove si trovavano quattro prigionieri in punizione, i miei occhi s'illuminarono di un rosso intenso, sentivo una fiamma ardere dentro il mio corpo, fissai un prigioniero e gli lanciai contro un missile magico, fu il primo contro una creatura vivente, basto' un colpo e quel corpo si accascio' senza vita ai miei piedi, decisi di depradare il cadavere presi qualsiasi cosa mi potesse servire, andai dagli altri prigionieri e lasciai loro lo stesso saluto, non fu semplice scappare, le Guardie del Monastero mi stavano cercando, avevano scoperto i cadaveri, riuscii a scovare una porta segreta non molto distante dalle celle; il cuore mi batteva forte, era il mio primo giorno di vita all'esterno di quelle maledette mura, mi sentivo spaesato non conoscevo nessuno, sapevo che la mia vita non sarebbe stata delle piu' semplici, decisi d'incamminarmi cercando altri avventurieri con cui mi sarei potuto allenare per affinare la mia forza e la mia concentrazione. Da quel giorno i miei allenamenti furono molto intensi, dovevo vendicare la morte dei miei genitori, durante il mio lungo cammino conobbi molte persone disposte ad aiutarmi a scovare quegli assassini, ma non fu semplice, anche molti nemici mi si sbarrarono davanti. Ogni urlo di morte che udivo faceva rinascere l'Odio dentro di me, come una fiamma eterea che scaldava il mio corpo.
Un giorno mentre ero alla ricerca di me stesso, conobbi un valoroso guerriero, Prix Xhaart cosi' mi disse di chiamarsi, era disposto ad affiancarsi a me. Affrontammo molte battaglie, l'uno al fianco dell'altro. Un giorno dopo una lunga battaglia affrontata al mio fianco, mi accorsi che qualcosa non andava in lui, lo guardai e gli chiesi con voce preoccupata: "Prix, cosa avete?Mi sono accorto che non siete voi stesso" Lui volto' il capo altrove, pareva titubante a fissarmi negli occhi, poco dopo con un filo di voce mi rispose: "Skia, le nostre strade hanno raggiunto un bivio molto intricato, in cui io stesso ho perso l'orientamento. Sento che la strada seguita da me fino ad ora non e' quella che io desideravo." Rimasi incredulo a quelle parole, non potevo credere a quello che le mie orecchie avevano udito, lo fissai diritto negli occhi, un odio immenso si spanse dentro la mia anima, la mia mente stava scoppiando. Un nodo alla gola m'impediva di pronunciare alcuna parola, mi sentii soffocare, disperatamente con un cenno della mano feci segno al guerriero di fermarsi lui m'ignoro', si giro' e con passi fermi e decisi si allontano', lasciandomi, li', in preda alla mia disperazione.. Alzai lo sguardo verso il cielo, mentre una lacrima naque dai miei occhi pieni di rabbia, una lacrima nera, una lacrima di OdiO. Sentivo un fuoco bruciare dentro il mio corpo, una nube mi avvolse e mi addormentai. Non ricordo per quanto riposai, al mio risveglio vidi Therial sotto un altro aspetto, troppa bonta' fluttuava nelle menti degli avventurieri che varcavano quelle lande. Decisi che era il momento di agire, OdiO e Dolore dovevano essere sparsi, e la mia vendetta doveva essere compiuta. Dopo lunghi anni passati a creare Chaos, odio e dolore, rincontrai Prix, quella lacrima, ormai pietrificata sul mio viso s'illumino', rimasi sbalordito nemmeno io ero consapevole di cosa stava succedendo, la mia fedele lama Xhiun emise una strana aura nera, il guerriero mi fisso' e con un cenno del capo mi saluto', lo fissai con occhi in cerca di vendetta e con voce distrutta dai ricordi dissi: "Voi!" puntai il dito contro il guerriero "Siete stato un traditore, ed ora e' giunto il momento della mia vendetta!" Il guerriero rimase attonito, il suo sguardo' si poso' su di me..
Prix:"Per quale motivo dovreste vendicarvi?"
Skia:"Il vostro tradimento nei miei confronti e' stato immenso, come tale sara' la mia vendetta!"
Prix:"La vostra vendetta e' inutile, era destino che le nostre vie dovessero dividersi, Skia."
Skia:"Forse per voi e' cosi', non per me, con la vostra morte rinascero' e il Dolore varchera' anche la vostra mente.." A quel punto fissai il guerriero, posai lo sguardo sulla mia lama che ancora era avvolta da quella strana aura nera.. Mi concentrai piu' che potevo, sapevo che non sarebbe stato uno scontro semplice, evocai lo Spirito della Terra per infierire contro il guerriero, che subito mi contrattaccò, molti fendenti stavano sfregiando il mio corpo, riuscivo a stento a curarmi, fino a quando dalla mia lama fuoriusci' una fiamma nera, quella fiamma colpi' al volto Prix che si accascio' al suolo agonizzante, decisi di risparmiare la sua vita, rimarginai le ferite causatemi da quel guerriero, lo fissai con occhi pieni di odio e gli dissi: "Ritenetevi fortunato, la vostra vita sara' risparmiata..per questa volta, magari la prossima volta non sarete cosi' fortunato." Mi rispose con un filo di voce..
Prix:ÓStaremo a vedere, Skia, non mi stancherò mai di sfidarvi a duello, dovessi morire tra atroci tormenti. Comunque sia ho deciso di rimanere al vostro fianco, almeno finchè le mie forze me lo permetteranno, ma anche voi dovrete fare la vostra parteÉó L’Aura nera che avvolgeva la mia lama spari', non ero sicuro di quello che stava succedendo, decisi di rimarginare le ferite del guerriero, tesi la mano verso di lui aiutandolo ad alzarsi, si aggrappo' alla mia mano e si alzo' innanzi a me. Una profonda cicatrice dominava il suo viso..
Skia:"Ora la mia vendetta e' compiuta, avrete per sempre il mio ricordo sul vostro corpo, se mi dimostrerete fiducia, potrete essere perdonato.." Il guerriero si specchio' nella sua spada e si sfioro' la cicatrice.. Prix sorrise malignamente fissando la ferita riflessa nella sua lama, dopodichè si volto’ verso di me:"Fiduciaé.E sia, ma ricordate una cosa Skia, Prix Xhaart non prende ordini da NESSUNO! Vedete di non dimenticarlo."
Annui' al guerriero, decisi di fidarmi, lui mi porse la sua mano, esitai qualche istante, dopodiche' la strinsi..
Passarono lunghi anni, la nostra amicizia si rinforzava ogni giorno di piu',decise di aiutarmi a scovare chi fu ad uccidere i miei genitori.. anni e anni alla ricerca di quegli assassini, grazie ad informazioni avute da entrambe le parti arrivammo ad un punto, riuscimmo a scoprire i nomi di codesti, ancora oggi sto varcando queste lande alla ricerca di queste persone, OdiO e Dolore saranno sparsi all'interno di queste famiglie..proprio come loro fecero con la mia...
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Aelistea
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: REVISIONE DI AELISTEA


Nacqui il diciassettesimo giorno del mese di Xanathon. La mia famiglia fu sterminata quando ero ancora in fasce, ma io riuscii a salvarmi; non so come, non so perché, la mia vita fu risparmiata.
Alcune persone mi trovarono ancora nella culla in una baracca alla Valle dei Titani; da lì mi portarono al monastero di Kyrandor, ove i maestri m'insegnarono a prendere coscienza dei poteri innati della mia mente per potermi difendere e curare usando solo la concentrazione. Alcuni maestri cercarono di farmi seguire la luce di Kyra, ma una voce dentro me mi spingeva verso altre vie.

Una mattina, se non ricordo male era il quattordicesimo giorno del mese di Zeius, decisi di fuggire dal Monastero: una forza oscura si stava impadronendo della mia anima e del mio corpo, mentre sentivo l'odio crescere lentamente nella mia mente.
Andai nelle celle situate nei sotteranei ove si trovavano quattro prigionieri in punizione; i miei occhi s'illuminarono di un rosso intenso, mentre sentivo una fiamma ardere dentro il mio corpo. Fissai un prigioniero e gli lanciai contro un missile magico, fu il primo contro una creatura vivente; bastò un colpo e quel corpo si accasciò senza vita ai miei piedi.
Presi dal cadavere qualsiasi cosa mi potesse servire, agli altri prigionieri lasciai lo stesso saluto, ma non fu semplice scappare. Le guardie del monastero mi stavano cercando dopo aver scoperto i cadaveri, ma riuscii a scovare una porta segreta non molto distante dalle celle.
Il cuore mi batteva forte: era il mio primo giorno all'esterno di quelle maledette mura e mi sentivo spaesato non conoscendo nessuno. Decisi d'incamminarmi per cercare altri avventurieri, con i quali avrei potuto affinare la mia forza e la mia concentrazione.
Da quel giorno i miei allenamenti furono molto intensi, ero deciso a vendicare la morte dei miei genitori. Durante il mio lungo cammino conobbi molte persone disposte ad aiutarmi, ma anche molti nemici. Ogni urlo di morte che udivo faceva rinascere l'odio dentro di me, come una fiamma che scaldava il mio corpo.

Conobbi un valoroso guerriero, Prix Xhaart, che si disse disposto ad affiancarmi. Un giorno, dopo una lunga battaglia, mi accorsi che qualcosa non andava; lo guardai e gli chiesi preoccupato:
"Prix, cosa avete? Non siete voi."
Lui voltò il capo, pareva titubante a fissarmi negli occhi, e poco dopo mi rispose con un filo di voce: "Skia, le nostre strade hanno raggiunto un bivio, per me molto difficile, in cui io stesso ho perso l'orientamento. Sento che la strada da me seguita fino ad ora non è quella che io desideravo."
Rimasi incredulo a quelle parole, non potevo credere a quello avevo udito; lo fissai diritto negli occhi mentre un odio immenso si spanse dentro la mia anima. La mia mente stava scoppiando. Un nodo alla gola m'impediva di pronunciare parola alcuna; mi sentii soffocare, con un cenno della mano feci segno al guerriero di fermarsi ma lui m'ignorò, si girò e si allontanò con passi fermi e decisi, lasciandomi lì in preda alla disperazione.
Alzai lo sguardo al cielo, mentre una lacrima spuntò dai miei occhi pieni di rabbia, una lacrima nera, una lacrima di odio. Sentivo un fuoco bruciare dentro il mio corpo, ebbi la sensazione di una nube che mi avvolgeva e mi addormentai.
Non ricordo per quanto riposai, ma al mio risveglio Therial mi apparì sotto un altro aspetto: troppa bontà albergava nelle menti degli avventurieri che giravano per quelle lande. Decisi che era giunto il momento di agire, odio e dolore dovevano essere diffusi, così la mia vendetta si sarebbe compiuta.

Dopo lunghi anni passati a portare caos, odio e dolore, rincontrai Prix: quella lacrima sul mio viso, ormai secca, s'illuminò. Rimasi sbalordito io stesso quando vidi la mia fedele lama Xhiun emettere una strana aura nera.
Il guerriero mi fissò e mi salutò con un cenno del capo; ricambiai con uno sguardo vendicativo e gli parlai con la voce distrutta al pensiero dei ricordi.
"Voi!" dissi puntandogli il dito contro "Mi avete tradito, e ora è il momento della mia vendetta!"
Il guerriero rimase attonito. "Per quale motivo dovreste vendicarvi?"
"Il vostro tradimento nei miei confronti è stato immenso, come tale sarà la mia vendetta!"
Prix sospirò di rimando: "La vostra vendetta è inutile, era destino che le nostre vie dovessero dividersi, Skia."
"Forse per voi è così, ma non per me, con la vostra morte rinascerò e il dolore varcherà anche la soglia della vostra mente."
La mia lama era ancora avvolta da quella strana aura nera, mentre mi concentravo al massimo delle mie forze. Non sarebbe stato uno scontro semplice: evocai lo Spirito della Terra per aiutarmi contro il guerriero, il quale però mi attaccò sorprendendomi.
Molte volte fui ferito da colpi andati a segno, e riuscivo a stento a curarmi, fin quando dalla mia lama scaturì una fiamma nera: la fiamma colpì al volto Prix che immediatamente si accasciò al suolo, ferito. Decisi però di risparmiare la sua vita; mi curai le ferite e lo fissai con occhi pieni di odio.
"Ritenetevi fortunato, la vostra vita sarà risparmiata... per questa volta. Magari la prossima volta non sarete così fortunato."
Prix mi rispose con un filo di voce: "Staremo a vedere, Skia, non mi stancherò mai di sfidarvi a duello, anche se mi dovesse costare una morte orribile. Comunque sia, ho deciso di rimanere al vostro fianco, finché le forze me lo permetteranno; ma anche voi dovrete fare la vostra parteÉó
L’aura nera che avvolgeva la mia lama sparì; non capivo esattamente cosa stesse succedendo, ma decisi comunque di curare le ferite del guerriero. Gli tesi la mano aiutandolo ad alzarsi; il suo viso ora era sfregiato da una profonda cicatrice. Ripresi a parlargli.
"Ora la mia vendetta è compiuta, porterete per sempre il mio ricordo sul vostro corpo; se mi dimostrerete di meritarvi fiducia, potrete essere perdonato."
Il guerriero si specchiò nella sua spada e si accarezzò la cicatrice, sorridendo malignamente. Solo allora si voltò verso di me a rispondermi:
"Fiduciaé E sia, ma ricordate una cosa, Skia: Prix Xhaart non prende ordini da NESSUNO! Vedete di non dimenticarlo."
Annuii al guerriero decidendo di fidarmi. Lui mi porse la sua mano; esitai qualche istante, ma infine la strinsi.

Passarono lunghi anni, mentre la nostra amicizia si rinforzava ogni giorno di più. Prix decise di aiutarmi a scovare chi fu ad uccidere i miei genitori: passammo anni e anni alla ricerca di quegli assassini e, incrociando le informazioni avute da entrambi, riuscimmo a scoprire i loro nomi.
Ancora oggi sto solcando queste lande alla ricerca di quelle persone; odio e dolore saranno seminati all'interno delle loro famiglie, proprio come loro fecero con la mia.
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Aelistea
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: REVISIONE A


I miei primi ricordi sono legati alla scomparsa della mia famiglia perpetrata ad opera d’ignoti quando ero ancora in fasce. Non so bene come e ne il perché ma a me venne risparmiata la vita.
Alcuni viandanti mi trovarono poco dopo in una baracca presso la valle dei titani.
Il loro buon cuore li spinse ad affidarmi alle cure dei monaci di Kyrandor.
Qui venni istruito dai migliori sacerdoti di Therial che mi aiutarono a prendere coscienza e volontà dei poteri già innati della mia mente.
Usando la preghiera ero ora in grado sia di difendermi che di curare.
Alcuni di loro, cercarono di farmi seguire la luce di Kyra, ma una voce nel profondo mi spingeva altroveé
Seguendo quella voce una mattina, se non ricordo male era il 14^ giorno del Mese di Zeius, decisi di scappare dal Monastero.
Una forza oscura si stava impadronendo della mia anima e del mio corpo.
L'odio celato dagli insegnamenti dei sacerdoti prese a crescere lentamente nella mia mente.
Guidato da questo nuovo sentimenti andai nelle celle situate nei sotterranei ove si trovavano quattro prigionieri in punizione.
Alla loro vista i miei occhi s'illuminarono di un rosso intenso: sentivo una potente fiamma maligna ardere dentro il mio corpo.
Fissai a lungo un prigioniero e quando l’odio s’impadronì di me, per lui fu la fineé
Bastò un colpo solamente e quel corpo si accasciò senza vita ai miei piedi.
Pervaso dall’essenza stessa del dio dell’odio riservai la stessa sorte agli altri prigionieri.
L’allarme si diffuse presto tra le mura del monastero.
Non fu semplice scappare: le guardie mi stavano cercando avendo scoperto i cadaveri, fu facile per loro collegarli alla mia fuga.
Il fato, in quella circostanza mi fu favorevole.
Riuscii a scovare una porta segreta non molto distante dalle celle: il cuore mi batteva forte, era il mio primo giorno di vita all'esterno di quelle maledette mura!!!
Mi sentivo spaesato non conoscevo nessuno, inconsciamente sapevo che la mia vita non sarebbe stata delle più semplici.
Decisi perciò d'incamminarmi cercando altri avventurieri con cui mi sarei potuto allenare per affinare la mia forza e la mia concentrazione.
Da quel giorno i miei allenamenti furono molto intensi e finalizzati ad una sola cosa: la vendetta!!!
Vendetta contro quegli ignoti che avevano trucidato la mia famiglia, privandomi delle mie origini.
Durante il mio lungo cammino conobbi molte persone disposte ad aiutarmi a scovare quegli assassini, ma altrettante mi si pararono contro.
Ogni urlo di morte che udivo faceva rinascere l'Odio dentro di me, rinnovando il patto che indelebile mi univa al Dio mio signore.
Uno degli avventurieri il cui incontro segnò la mia vita fu un guerriero di nome: Prix Xhaart.
Dal giorno del nostro incontro il numero di battaglie che ci vide insieme, fianco a fianco, non mancò mai d’accrescere.
Dopo l’ennesima avventura che ci vide insieme, mi accorsi che qualcosa non andava in lui.
Il suo animo sembrava combattuto.
Guardandolo non potei fare a meno di domandargli: "Prix, cosa avete?Ó
ÒMi sono accorto che oggi non siete voi stesso"
Lui voltò il capo altrove, pareva titubante nel fissarmi.
Decise però di confidarsi e con un filo di voce mi rispose: "Skia, le nostre strade hanno raggiunto un bivio molto intricato, in cui io stesso ho perso l'orientamento. Sento che la strada seguita da me fino ad ora non e' quella che io desideravo".
Rimasi incredulo a quelle parole, non potevo credere a quello che le mie orecchie avevano uditoé
Lo fissai diritto negli occhi, un odio immenso si accese nella mia anima.
La mia mente stava scoppiando!!!
Un nodo alla gola m'impediva di pronunciare parola alcuna.
Tale era lo sgomento per le parole pronunciate dall’avventuriero che mi sentii soffocare.
Disperatamente con un cenno della mano feci segno al guerriero di fermarsi ma lui m'ignorò. Girandosi con passi fermi e decisi si allontanò, lasciandomi, lì, in preda alla mia disperazione.. Alzai lo sguardo verso il cielo, mentre una lacrima scendeva dai miei occhi pieni di rabbia, una lacrima nera, una lacrima di OdiO.
Sentivo l’essenza stessa del fuoco ardere dentro il mio corpo quando una nube di natura divina mi avvolse consegnandomi a Moldemir.
Non ricordo per quanto riposai, al mio risveglio vidi Therial sotto un’altra ottica!
Troppa bontà albergava nei cuori degli avventurieri che calcavano quelle lande.
Decisi che era il momento di agire, OdiO e Dolore dovevano essere sparsi, e la mia vendetta doveva essere compiuta.
Dopo lunghi anni passati passati a diffondere i precetti del dio dell’odio, rincontrai Prixé
Era ancora vivo in me il doloroso ricordo del nostro ultimo incontroé
Forse per quello la mia fedele lama Xhiun emise una strana aura nera.
Il guerriero mi guardò e con un cenno del capo mi salutò, di rimando lo fissai con occhi bramosi di vendetta e con voce distrutta dai ricordi dissi: "Voi!"
additandolo "Mi avete tradito!!!Ed ora e' giunto il momento della mia vendetta!!!"
Il guerriero rimase attonito, il suo sguardo si posò su di me..
Prix:"Per quale motivo dovreste vendicarvi?"
Skia:"Avete tradito la mia fiducia, in misura uguale si riverserà su di voi la mia vendetta!!!"
Prix:"La vostra vendetta e' inutile!Era destino che le nostre vie dovessero dividersi, Skia."
Skia:"Forse per voi e' così, non per me!!!Con la vostra morte rinascerò e il dolore varcherà anche la vostra menteé".
Fissai il guerriero, con una mano mi avvicinai all’elsa della mia lama che era ancora pervasa dalla misteriosa aura nera.
Mi concentrai al meglio delle mie capacità: sapevo che non sarebbe stato uno scontro semplice!!! Evocando lo Spirito della Terra iniziai lo scontro con il guerriero, che subito mi contrattaccò.
Molti fendenti stavano sfregiando il mio corpo: riuscivo a stento a curarmi.
L’equilibrio di quello scontro fu interrotto nell’istante stesso in cui dalla mia lama fuoriuscì una fiamma nera che colpì al volto Prix.
Vedendolo accasciato al suolo agonizzante, decisi di risparmiare la sua vita.
Lo fissai a lungo con occhi pieni d’odio e gli dissi: "Ritenetevi fortunato, vi faccio un dono raro: la vita!!!Per questa volta almenoé".
Mi rispose con un filo di voce :ÓStaremo a vedere, Skia!Non mi stancherò mai di sfidarvi a duello, dovessi morire tra atroci tormenti. Comunque sia ho deciso di rimanere al vostro fianco; almeno finché le forze me lo permetterannoó.
A quelle parole l’aura nera che avvolgeva la mia lama sparì così come era venuta.
Non ero sicuro di quello che stava succedendo, decisi di rimarginare le ferite del guerriero, aiutandolo a rialzarsi.
Una profonda cicatrice dominava il suo viso...
Skia:"Ora la mia vendetta e' compiuta, avrete per sempre il mio ricordo sul vostro volto, se mi dimostrerete fiducia, sarete perdonato, in caso contrarioé".
Il guerriero si specchiò nella sua spada sfiorandosi la cicatriceé Un sorriso maligno si disegnò sul suo volto :"Fiduciaé.E sia!Ricordate una cosa Skia, Prix Xhaart non prende ordini da NESSUNO!!! Vedete di non dimenticarloó.
Non fu necessario nessun altro gesto o parola, entrambi avevamo deciso di legare le nostre vite verso il raggiungimento dello scopo comune.
Passarono lunghi anni, durante i quali la nostra amicizia si rinforzava ogni giorno di più.
La ricerca degli assassini della mia famiglia ci portò a scoprirne i nomié
Ora non restava che ripagarli con la stessa moneta!
Odio e Dolore sue sentimenti che diffonderò per tutta la vita a cominciare da loroé
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Aelistea
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: REVISIONE B


Nacqui il diciasettesimo giorno del mese di Xanathon, in una notte buia e tempestosa. La mia famiglia fu sterminata quando ero ancora in fasce, riuscii a salvarmi; non so come, non so perche', ma la mia vita fu risparmiata.
Alcuni miei simili mi trovarono ancora nella culla in una baracca, nella Valle dei Titani, da li' mi portarono al monastero di Kyrandor, ove i Maestri m'insegnarono a prendere coscienza e volonta' dei poteri gia' innati della mia mente, attraverso tecniche che sfruttavano solamente la concentrazione per difendere e curare. Alcuni Maestri cercarono di farmi seguire la luce di Kyra, ma una voce dentro me mi spingeva ad altre vie. Una mattina, se non ricordo male era il quattordicesimo giorno del Mese di Zeius, decisi di scappare dal Monastero. Sentivo che una forza oscura si stava impadronendo della mia anima e del mio corpo, sentivo l'odio crescere lentamente nella mia mente. Mi recai quindi nelle celle situate nei sotterranei ove si trovavano quattro prigionieri in punizione. I miei occhi s'illuminarono di un rosso intenso mentre sentivo una fiamma ardere dentro il mio corpo. Fissai un prigioniero e gli lanciai contro un missile magico, fu il primo incantesimo atto ad offendere che scagliai contro una creatura vivente. Fu sufficiente a privarlo della vita ed il suo corpo si accascio' immediatamente senza vita ai miei piedi. Decisi di depredare il cadavere prendendo qualsiasi cosa mi sarebbe potuta tornare utile. Andai dagli altri prigionieri e riservai loro lo stesso trattamento. Non fu semplice scappare, le Guardie del Monastero mi stavano cercando, avevano scoperto i cadaveri. Riuscii a scovare una porta segreta non molto distante dalle celle; il cuore mi batteva forte, era il mio primo giorno di vita all'esterno di quelle maledette mura e mi sentivo spaesato, non conoscevo nessuno, sapevo che la mia vita non sarebbe stata delle piu' semplici ma decisi nonostante cio’ d'incamminarmi cercando altri avventurieri con cui mi sarei potuto allenare per affinare la mia forza e la mia concentrazione. Da quel giorno i miei allenamenti furono molto intensi, dovevo vendicare la morte dei miei genitori, durante il mio lungo cammino conobbi molte persone disposte ad aiutarmi a scovare quegli assassini, ma non fu semplice visto che anche molti nemici mi sbarrarono il cammino. Ogni urlo di morte che udivo faceva rinascere l'Odio dentro di me, come una fiamma eterea che scaldava il mio corpo.
Un giorno mentre ero alla ricerca di me stesso, conobbi un valoroso guerriero di nome Prix Xhaart il quale era disposto ad affiancarsi a me. Affrontammo molte battaglie, l'uno al fianco dell'altro, fino a quando, un giorno, dopo una lunga battaglia affrontata al mio fianco, mi accorsi che qualcosa non andava in lui. Lo guardai e gli chiesi con voce preoccupata:
"Prix, cosa avete? Mi sono accorto che non siete piu’ voi stesso" Lui volto' il capo altrove, pareva titubante a fissarmi negli occhi. Poco dopo con un filo di voce mi rispose:
"Skia, le nostre strade hanno raggiunto un bivio molto intricato, in cui io stesso ho perso l'orientamento. Sento che la strada seguita da me fino ad ora non e' quella che io desideravo."
Rimasi incredulo a quelle parole. Non riuscivo a credere a quello che le mie orecchie avevano udito. Lo fissai diritto negli occhi e un odio immenso si spanse dentro la mia anima mentre la mia mente stava scoppiando. Un nodo alla gola m'impediva di pronunciare alcuna parola. Mi sentii soffocare. Disperatamente con un cenno della mano feci segno al guerriero di fermarsi ma lui m'ignoro', poi si giro' e con passi fermi e decisi si allontano', lasciandomi, li', in preda alla mia disperazione. Alzai lo sguardo verso il cielo, mentre una lacrima nacque dai miei occhi pieni di rabbia, una lacrima nera, una lacrima di Odio. Sentivo un fuoco bruciare dentro il mio corpo, poi una nube mi avvolse e mi addormentai. Non ricordo per quanto dormii, ma al mio risveglio vidi Therial sotto un altro aspetto. Mi accorsi che troppa bonta' fluttuava nelle menti degli avventurieri che varcavano quelle lande. Decisi quindi che era il momento di agire, Odio e Dolore dovevano essere sparsi e la mia vendetta doveva essere compiuta.
Dopo lunghi anni passati a fomentare Chaos, odio e dolore, rincontrai Prix. Quella lacrima, ormai pietrificata sul mio viso s'illumino'. Rimasi sbalordito, nemmeno io ero consapevole di cosa stava succedendo, mi accorsi pero’ che la mia fedele lama Xhiun stava emettendo una strana aura nera. Il guerriero mi fisso' e con un cenno del capo mi saluto'. Lo fissai a mia volta con occhi carichi di vendetta. Con voce distrutta dai ricordi dissi:
"Voi!" puntando il dito contro il guerriero "Siete stato un traditore, ed ora e' giunto il momento della mia vendetta!" Alle mia parole, il guerriero rimase attonito e il suo sguardo si poso' su di me.
"Per quale motivo dovreste vendicarvi?" mi chiese con voce incredula
Senza neanche fermarmi a riflettere risposi: "Il vostro tradimento nei miei confronti e' stato immenso, come tale sara' la mia vendetta!" Prix mi guardo’ per un attimo, non riuscivo a capire cosa gli stesse passando per la mente in quel momento, poi si rivolse a me con tono pacato:
"La vostra vendetta e' inutile, era destino che le nostre vie dovessero dividersi, Skia."
A quel punto fissai il guerriero, posai lo sguardo sulla mia lama che ancora era avvolta da quella strana aura nera. "Forse per voi e' cosi', non per me, con la vostra morte rinascero' e il Dolore varchera' anche la vostra mente." Mi concentrai piu' che potevo, sapevo che non sarebbe stato uno scontro semplice. Evocai lo Spirito della Terra per infierire contro il guerriero, che subito contrattaccò. Diversi fendenti stavano sfregiando il mio corpo, riuscivo a stento a curarmi. D’improvviso pero’ dalla mia lama fuoriusci' una fiamma nera colpendo al volto Prix che si accascio' al suolo agonizzante. Decisi di risparmiare la sua vita. Intanto io rimarginai le ferite causatemi da quel guerriero. Mentre lo facevo lo fissai con occhi pieni di odio e gli dissi: "Ritenetevi fortunato, la vostra vita sara' risparmiata, per questa volta, magari la prossima volta non sarete cosi' fortunato." Mi rispose con un solo filo di voce

ÓStaremo a vedere, Skia, non mi stancherò mai di sfidarvi a duello, dovessi morire tra atroci tormenti. Comunque sia ho deciso di rimanere al vostro fianco, almeno finchè le mie forze me lo permetteranno, ma anche voi dovrete fare la vostra parteÉó
L’Aura nera che avvolgeva la mia lama spari' di colpo. Non ero sicuro di quello che stava succedendo ma decisi ugualmente di rimarginare le ferite del guerriero, poi tesi la mano verso di lui aiutandolo ad alzarsi. Lui si aggrappo' forte al mio braccio e si alzo' innanzi a me. Una profonda cicatrice dominava ora il suo viso.

"Ora la mia vendetta e' compiuta, avrete per sempre il mio ricordo sul vostro corpo, se mi dimostrerete fiducia, potrete essere perdonato." Il guerriero si specchio' nella sua spada e si sfioro' la cicatrice. sorridendo malignamente mentre fissava la ferita riflessa nella sua lama. Subito dopo Prix si volto’ verso di me:"Fiduciaé E sia! Ma ricordate una cosa Skia: Prix Xhaart non prende ordini da NESSUNO! Vedete di non dimenticarlo."

Annui' al guerriero, decidendo di fidarmi di lui. Quando Prix mi porse la sua mano, esitai qualche istante, dopodiche' la strinsi..

Passarono lunghi anni e la nostra amicizia si rafforzava ogni giorno di piu'. Prix decise di aiutarmi a scovare chi fu ad uccidere i miei genitori. La ricerca di quegli assassini si prolungo’ per molto tempo ancora, ma, grazie ad informazioni che entrambi eravamo riusciti a raccogliere, riuscimmo a scoprire i nomi di chi stavo cercando. Purtroppo ancora oggi cammino per queste lande alla ricerca di queste persone. Odio e Dolore saranno sparsi all'interno di queste famiglie esattamente come loro fecero con la mia.
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: REVISIONE C


Si narra che prese vita nel mese di Xanathon, il 17¡ giorno, in una notte buia e tempestosa. Quand'egli era ancora lattante la sua famiglia incontrò un ben triste destino ed appare ancora un mistero il motivo per cui la sua vita sia stata risparmiata.
Fu trovato da alcuni suoi simili ancora nella culla in una baracca alla Valle dei Titani. Lo portarono al monastero di Kyrandor ove i Maestri gli insegnarono a prendere coscienza e volontà dei poteri della sua mente, Egli imparò dunque a curarsi e difendersi con la sola concentrazione.
Alcuni Maestri cercarono di fargli prendere la strada della luce di Kyra, ma una voce dentro di lui lo spingeva verso altre vie. Un mattino, pare fosse il 14¡ giorno del Mese di Zeius, egli decise di abbandonare il Monastero. Una forza oscura si stava impadronendo della sua anima e del suo corpo, e l'odio cresceva lentamente nella sua mente. Si diresse alle celle situate nei sotterranei, ove si trovavano quattro prigionieri in punizione e i suoi occhi s'illuminarono di un rosso intenso, una fiamma ardeva dentro il suo corpo.
Il suo sguardo si posò su uno dei prigionieri e dalle sue mani nacque un missile magico che colpì l'indifeso carcerato. Quello fu il primo dardo lanciato contro una creatura vivente, ma bastò a far accasciare quel corpo senza vita ai suoi piedi.
Depredò il cadavere di qualsiasi cosa poté essergli utile e andò dagli altri prigionieri porgendo loro lo stesso saluto. Non fu semplice scappare, le Guardie del Monastero stavano cercandolo, avevano scoperto i cadaveri.
Riuscì a scovare una porta segreta non molto distante dalle celle; il suo cuore batteva forte, era il suo primo giorno di vita all'esterno di quelle mura. Solo e spaesato sapeva che la sua vita non sarebbe stata delle più semplici.
Decisi d'incamminarsi alla ricerca di altri avventurieri con cui allenarsi per affinare la forza e la concentrazione. Da quel giorno gli allenamenti divennero molto intensi, doveva vendicare la morte dei genitori. Durante il lungo cammino conobbe molte persone disposte ad aiutarlo a scovare quegli assassini, ma non fu semplice; molti furono i nemici che gli si sbarrarono davanti.
Ogni urlo di morte che udiva faceva rinascere l'Odio dentro di sé, come una fiamma eterea che scaldava il suo corpo.
Un giorno mentre era alla ricerca di sé stesso, ei conobbe un valoroso guerriero: Prix Xhaart così disse di chiamarsi. Era disposto ad affiancarsi a lui. Affrontarono molte battaglie, l'uno al fianco dell'altro. Un giorno dopo una lunga battaglia affrontata fianco a fianco, si accorse che qualcosa non andava in lui.
Lo guardò e gli chiese con voce preoccupata: "Prix, cosa avete? Mi sono accorto che non siete voi stesso".
Lui voltò il capo altrove, evitando di incontrare i suoi occhi e con un filo di voce rispose: "Skia, le nostre strade hanno raggiunto una situazione molto intricata, in cui io stesso ho perso l'orientamento. Sento che la strada seguita da me fino ad ora non e' quella che io desideravo".
Rimase incredulo a quelle parole, non poteva credere a quello che le sue orecchie avevano udito e, fissandolo dritto negli occhi, un odio immenso si spanse dentro la sua anima, la sua mente stava scoppiando.
Un nodo alla gola gli impediva di pronunciare parola alcuna. Si sentiva quasi soffocare e, disperatamente, con un cenno della mano fece segno al guerriero di fermarsi, ma questi lo ignorò. Si voltò e con passi fermi e decisi si allontanò lasciandolo in preda alla sua disperazione.
Egli alzò lo sguardo al cielo, mentre una lacrima nasceva dai suoi occhi pieni di rabbia. Una lacrima nera, una lacrima di OdiO.
Sentiva un fuoco bruciare dentro il corpo, poi una nube si avvolse su di lui e si addormentò. Difficile dire per quanto abbia riposato, ma al suo risveglio vide Therial sotto un altro aspetto. Troppa bontà fluttuava nelle menti degli avventurieri che vagavano in quelle lande.
Decise che era il momento di agire, OdiO e Dolore dovevano essere sparsi, e la vendetta doveva essere compiuta. Dopo lunghi anni passati a creare Chaos, odio e dolore egli incontrò nuovamente Prix e quella lacrima, ormai pietrificata sul suo viso s'illuminò.
...Rimase anch'egli sbalordito, inconsapevole di quello che stava succedendo. La sua fedele lama Xhiun fù avvolta da una strana aura nera.
Il guerriero lo fissò e con un cenno del capo porse il suo saluto.
Egli lo guardò con occhi in cerca di vendetta e con la voce distrutta dai ricordi, puntando il dito contro il guerriero, disse: "Voi! Siete stato un traditore, ed ora e' giunto il momento della mia vendetta!".
Il guerriero rimase attonito, il suo sguardo si posò sul suo interlocutore...
Prix: "Per quale motivo dovreste vendicarvi?"
Skia: "Il vostro tradimento nei miei confronti e' stato immenso, come tale sarà la mia vendetta!"
Prix: "La vostra vendetta è inutile, era destino che le nostre vie si dividessero, Skia.".
Skia: "Forse per voi è così, ma non per me! Con la vostra morte rinascerò e il Dolore varcherà anche la vostra mente...".
Fissò dunque il guerriero posando lo sguardo sulla lama che ancora era avvolta da quella strana aura nera... Si concentrò più che poteva, sapendo che non sarebbe stato uno scontro semplice. Evocò lo Spirito della Terra per infierire contro il guerriero, che subito contrattaccò.
Molti fendenti stavano sfregiando il suo corpo, riusciva a stento a curarsi. Improvvisamente dalla sua lama fuoriuscì una fiamma nera che colpì al volto il guerriero scagliandolo al suolo agonizzante.
Decise di risparmiare la vita al guerriero, riemarginò le ferite che quest’ultimo gli aveva provocato e lo fissò con occhi pieni di odio dicendo: "Ritenetevi fortunato, la vostra vita sarà risparmiata...per questa volta. Magari la prossima volta non sarete così fortunato.".
Il guerriero rispose con un filo di voce...
Prix: "Staremo a vedere, Skia, non mi stancherò mai di sfidarvi a duello, dovessi morire tra atroci tormenti. Comunque sia ho deciso di rimanere al vostro fianco, almeno finché le mie forze me lo permetteranno, ma anche voi dovrete fare la vostra parte...".
L'Aura nera che avvolgeva la lama sparì improvvisamente. Incerto sul da farsi decise di curare le ferite del guerriero e tese la mano verso di lui per aiutarlo ad alzarsi. Prix si aggrappò alla mano e si tirò in piedi innanzi a lui.
Una profonda cicatrice dominava il suo viso...
Skia: "Ora la mia vendetta è compiuta, avrete per sempre il mio ricordo sul vostro corpo, se mi dimostrerete fiducia, potrete essere perdonato...".
Il guerriero si specchiò nella lama della sua spada e si sfiorò la cicatrice, indi sorrise malignamente fissando la ferita riflessa, dopodiché si voltò e disse:
"Fiducia...E sia, ma ricordate una cosa Skia, Prix Xhaart non prende ordini da NESSUNO! Vedete di non dimenticarlo."
Egli annuì al guerriero, decise di fidarsi. Prix porse la sua mano verso Skia che dopo qualche attimo di esitazione la strinse...
Passarono lunghi anni e la loro amicizia si rinforzava ogni giorno di più.
Il guerriero decise di aiutare Skia a scovare il carnefice dei suoi genitori...anni e anni alla ricerca di quegli assassini. Grazie ad informazioni ottenute da entrambi riuscirono a scoprire i nomi degli uccisori.
Ancora oggi egli vaga per queste lande alla ricerca di queste persone. OdiO e Dolore saranno sparsi all'interno di queste famiglie...proprio come loro fecero con la sua...
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Aelistea
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: REVISIONE D


Nacqui il 17^ giorno del mese di Xanathon, in una notte buia e tempestosa. La mia famiglia fu sterminata quando ero ancora in fasce, riuscii a salvarmi; non so per qual motivo, ma la mia vita fu risparmiata.
Alcuni miei simili mi trovarono ancora nella culla in una baracca alla Valle dei Titani, da lì mi portarono al monastero di Kyrandor, ove i Maestri m'insegnarono a prendere coscienza e volontà degli innati poteri della mia mente. Alcuni Maestri cercarono di farmi seguire la luce di Kyra, ma una voce dentro di me mi spingeva ad altre vie.
Una mattina, se non ricordo male era il 14^ giorno del Mese di Zeius, decisi di scappare dal Monastero, una forza oscura si stava impadronendo della mia anima e del mio corpo, sentivo l'odio crescere lentamente nella mia mente, andai nelle celle situate nei sotterranei ove si trovavano quattro prigionieri in punizione. I miei occhi s'illuminarono di un rosso intenso, sentivo una fiamma ardere dentro il mio corpo, fissai un prigioniero e gli lanciai contro un missile magico, fu la prima volta che usai i miei poteri su un essere vivente, bastò un colpo e l’uomo s’accasciò ai miei piedi senza vita. Subito dopo decisi di depredare il cadavere, presi qualsiasi cosa mi potesse servire, andai dagli altri prigionieri e diedi a loro lo stesso saluto. Non fu semplice scappare, le Guardie del Monastero mi stavano cercando, avevano scoperto i cadaveri, riuscii comunque a scovare una porta segreta non molto distante dalle celle. Il cuore mi batteva forte, era il mio primo giorno di vita all'esterno di quelle maledette mura, mi sentivo spaesato non conoscevo nessuno. Nonostante sapessi che la mia vita non sarebbe stata delle più semplici, decisi d'incamminarmi cercando altri avventurieri con cui poter affinare la mia forza e la mia concentrazione.
Da quel giorno i miei allenamenti furono molto intensi, dovevo vendicare la morte dei miei genitori, durante il mio lungo cammino conobbi molte persone disposte ad aiutarmi, ma non fu semplice, anche molti nemici mi sbarrarono la strada. Ogni urlo di morte che udivo faceva rinascere l'Odio dentro di me, come una fiamma eterea che scaldava il mio corpo.
Un giorno mentre ero alla ricerca di me stesso, conobbi un valoroso guerriero, Prix Xhaart cosi' mi disse di chiamarsi, era disposto ad affiancarsi a me. Affrontammo molte battaglie, l'uno al fianco dell'altro. Un giorno dopo una lunga battaglia affrontata al mio fianco, mi accorsi che qualcosa non andava in lui, lo guardai e gli chiesi con voce preoccupata: "Prix, cosa avete?Mi sono accorto che non siete voi stesso" Lui voltò il capo altrove, pareva titubante a fissarmi negli occhi, poco dopo con un filo di voce mi rispose: "Skia, le nostre strade hanno raggiunto un bivio molto intricato, in cui io stesso ho perso l'orientamento. Sento che la strada seguita da me fino ad ora non è quella che desideravo". Rimasi incredulo a quelle parole, non potevo credere a quello che le mie orecchie avevano udito, lo fissai diritto negli occhi, un odio immenso si spanse dentro la mia anima, la mia mente stava scoppiando. Un nodo alla gola m'impediva di pronunciare alcuna parola, mi sentii soffocare, disperatamente con un cenno della mano feci segno al guerriero di fermarsi ma m’ignorò, allontanandosi, lasciandomi in preda alla mia disperazione.. Alzai lo sguardo verso il cielo, mentre una lacrima nacque dai miei occhi pieni di rabbia, una lacrima nera, una lacrima di odio. Sentivo un fuoco bruciare dentro il mio corpo, una nube mi avvolse facendomi assopire. Non ricordo per quanto riposai, al mio risveglio vidi Therial sotto un altro aspetto, troppa bontà fluttuava nelle menti degli avventurieri che varcavano quelle lande. Decisi che era il momento di agire, odio e dolore dovevano essere sparsi, e la mia vendetta doveva essere compiuta. Dopo lunghi anni passati a portar caos, odio e dolore, rincontrai Prix, quella lacrima, ormai pietrificata sul mio viso s'illumino', rimasi sbalordito. Nemmeno io ero consapevole di cosa stesse accadendo, la mia fedele lama Xhiun emise una strana aura nera, il guerriero mi fissò e mi salutò con un cenno del capo. Lo fissai con occhi in cerca di vendetta e con voce distrutta dai ricordi dissi: "Voi!" puntai il dito contro il guerriero "Siete stato un traditore, ed ora e' giunto il momento della mia vendetta!" Il guerriero rimase attonito, il suo sguardo si pose su di meé Con mezza voce disse "Per quale motivo dovreste vendicarvi?","Il vostro tradimento nei miei confronti e' stato immenso, come tale sarà la mia vendetta!" risposi sempre più furioso. Mantenendo lo stesso tono replicò:"La vostra vendetta e' inutile, era destino che le nostre vie dovessero dividersi, Skia". Quella sua calma mi infastidiva: "Forse per voi e' così, non per me, con la vostra morte rinascerò e il Dolore varcherà anche la vostra mente.." A quel punto fissai il guerriero, mentre la mia lama era ancora avvolta da quella strana aura neraé
Mi concentrai più intensamente, sapevo che non sarebbe stato uno scontro semplice, evocai lo Spirito della Terra per infierire contro il guerriero, che subito mi contrattaccò, molti fendenti stavano sfregiando il mio corpo, riuscivo a stento a curarmi, fino a quando dalla mia lama fuoriuscì una fiamma nera, la quale colpì al volto Prix che si accasciò al suolo agonizzante. Ristoratomi dalle ferite dello scontro, decisi di risparmiarlo, lo fissai con occhi pieni di odio e gli dissi: "Ritenetevi fortunato, la vostra vita sara' risparmiata..per questa volta, magari la prossima volta non sarete cosi' fortunato". Mi rispose con un filo di voce: ÓStaremo a vedere, Skia, non mi stancherò mai di sfidarvi a duello, dovessi morire tra atroci tormentié.Ó Dopo un attimo di pausa continuò ÒÉComunque sia ho deciso di rimanere al vostro fianco, almeno finche le mie forze lo permetteranno, ma anche voi dovrete fare la vostra parteÉó. L’Aura nera che avvolgeva la mia lama sparì, non ero sicuro di quello che stava succedendo, decisi di rimarginare le ferite del guerriero, tesi la mano verso di lui aiutandolo ad alzarsi, si aggrappò alla mia mano e alzandosi notai la profonda cicatrice che dominava il suo viso..
"Ora la mia vendetta e' compiuta, avrete per sempre il mio ricordo sul vostro corpo, se mi dimostrerete fiducia, potrete essere perdonato..". Il guerriero si specchiò nella sua spada e si sfiorò la cicatrice.. Prix sorrise malignamente fissando la ferita riflessa nella sua lama, dopo di che si voltò verso di me dicendo:"Fiduciaé.E sia, ma ricordate una cosa Skia, Prix Xhaart non prende ordini da NESSUNO! Vedete di non dimenticarlo."Annuì al guerriero, decisi di fidarmi, lui mi porse la sua mano, esitai qualche istante, ma infine la strinsi..
Passarono lunghi anni, la nostra amicizia si rinforzava ogni giorno di più, decise di aiutarmi a scovare chi fu ad uccidere i miei genitori.. Anni e anni alla ricerca di quegli assassini, grazie ad informazioni avute da entrambe le parti arrivammo ad un punto, riuscimmo a scoprire i nomié
Ancora oggi sto vagando per queste lande alla ricerca di queste persone, odio e dolore saranno donati a queste famiglieé.proprio come loro fecero con la mia...
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Piccolo e veloce commento alle modifiche mie e degli altri aspiranti revisori, in alcuni punti che ritenevo interessanti approfondire. Ovviamente, chi ne ha voglia può tormentarmi in privato con domande.

Nacqui: il C ha convertito tutta la storia in terza persona, scelta lecita e interessante.
17^: a me non piace, in un testo non formale, trovare date o numeri scritte in modo così da documento ufficiale ("Nacqui il 5/8/1459", bruttino vero?).
in una notte buia e tempestosa: un cliché un po' abusato, meglio tagliare. La revisione A risolve questo punto e quello precedente modificando completamente l'inizio del racconto.
monastero... Maestri... Monastero... Mese... Odio...: non amo le maiuscole, soprattutto se legate a parole comuni (come mese). Io in genere le abbasso tutte, quando non sono legate a nomi propri o a titoli precisi e identificabili; solo il B mette monastero minuscolo.
scappare dal Monastero,... del mio corpo,... nella mia mente,... in punizione,... rosso intenso,... (15 virgole prima di un punto e virgola): decisamente troppi, meglio mettere un punto e magari andare a capo. Tutte le revisioni concordano, differendo solo nella scelta di dove spezzare il periodo.
fiamma eterea: a me quell'"eterea" non piace, mi sembra un aggettivo fuori luogo in una similitudine, soprattutto se riferito al concetto di "odio". Io ho tolto l'aggettivo, l'A ha preferito correggerlo in "maligna".
mentre ero alla ricerca di me stesso: frase poco gradevole, dà il senso che la ricerca di se stessi equivalga quasi a cercare le chiavi. La revisione A taglia la frase andando al dunque, mentre B lascia (fuori dal racconto) un appunto per spiegazioni.
Prix Xhaart cosi' mi disse di chiamarsi: o era lui o non era lui e si faceva semplicemente chiamare così. La revisione A cambia completamente la frase con una bella presentazione.
affiancarsi a me: una ridondanza, "affiancarmi" è più semplice e pulito. A e C modificano la frase entrambi, anche se in maniera diversa.
Affrontammo molte battaglie, l'uno al fianco dell'altro. Un giorno dopo una lunga battaglia affrontata al mio fianco...: brutta ripetizione. Anche la revisione A, pur modificando sensibilmente la frase, cade nella ripetizione (ci vide insieme... ci vide insieme...).
"Prix, cosa avete?": B mette tutti i dialoghi in corsivo, altra scelta lecita, soprattutto per far risaltare visivamente la differenza. Io preferisco utilizzare il corsivo per i pensieri o i monologhi interiori.
negli occhi, poco dopo: la virgola(pausa breve) con l'avverbio dopo senza altra congiunzione (che dà il senso di pausa forte) stride. Io ho aggiunto la congiunzione per rendere il tempo più rapido, come C che ha tagliato l'avverbio di tempo; A e B invece hanno scelto di rallentare, spezzando la frase aggiungendo con il punto.
un bivio molto intricato: un sentiero, un percorso possono essere intricati, non una biforcazione, che semmai può essere oscura o sofferta. La revisione C, con fantasia, cambia bivio in situazione, risolvendo il problema.
naque: errore di battitura: nacque, o sinonimi.
OdiO: discorso fatto più su, in particolare con una maiuscola in mezzo alla parola. B mette minuscola la seconda "o", D le mette minuscole entrambe.
troppa bontà fluttuava: la bontà che fluttua non piace né a me (mi sembra un ectoplasma) né a A, entrambi preferiamo "albergava".
avventurieri che varcavano quelle lande: si varcano delle soglie, dei confini, insomma, delle linee, non dei piani o delle aree (d'altronde varcare deriva da varco). Giravano(mia), calcavano (A), vagavano (C) sono tutte soluzioni accettabili.
Chaos: un termine che non è piaciuto né a me, né a A, che ha cambiato direttamente la frase.
con un cenno del capo mi salutò: "mi salutò con un cenno del capo" è più corretto e più scorrevole (versione mia e di D), oppure si imposta la frase in maniera diversa (C).
Siete stato un traditore: se lo è stato, allora non lo è più (come dire "siete stato sposato", è implicito il concetto di non esserlo più). "Avete tradito", con tutte le sfumature di come si può rendere (mia, A e B) è più corretto.
Skia:... Prix:...: vale il discorso fatto sopra riguardo i dialoghi. B e D hanno risolto il passaggio con creatività.
Dolore: sempre sulle maiuscole, io e A mettiamo la minuscola.
varchera' anche la vostra mente: se la varca, logicamente le passa oltre, come si varca un ostacolo o una difficoltà.
fissai il guerriero, posai lo sguardo sulla mia lama: involontario effetto comico, il personaggio sembra affetto da strabismo o ha gli occhi da camaleonte? Meglio aggiungere un avverbio di tempo, o usare il gerundio come C, o stravolgere più o meno la frase come A, D o me.
Mi concentrai... evocai... contrattacco',... molti fendenti... riuscivo a stento...: manca di ritmo, ed è da rifare la punteggiatura. Ognuno a modo suo ha risolto il punto.
infierire: secondo me, si infierisce su uno sconfitto, non su uno che sta in piedi e risponde ai colpi. La versione A cambia la frase togliendo il verbo.
sfregiando il mio corpo: mmmhh, a me non piace per niente, e a quanto pare solo a me, ma un altro sinonimo proprio no?
risparmiata..per questa volta, magari...: anche qui, la punteggiatura può dare il ritmo alla frase. O si mette il punto dopo la parola "volta", come me e C, o si cambia la frase, come A e B, il quale preferisce fare scorrere via veloce il periodo senza soste.
voce.. parte... viso.. perdonato.. Fiducia.... strinsi.. famiglie.. mia...: non amo particolarmente i puntini di sospensione, in particolare al termine della frase; mi danno un senso di incompiuto, di appeso, di non concluso. Se posso, o se per me hanno poco senso, li elimino.
vostro corpo, se mi dimostrerete: le due frasi si riferiscono a cose diverse, meglio dividerle con un segno più forte (punto o punto e virgola) o un avverbio avversativo.
Il guerriero si specchiò... Prix sorrise...: attenzione, stesso soggetto con due nomi, può generare confusione e far sembrare che siano due persone diverse a fare le cose. Tutte le versioni hanno evitato questa ambiguità.
Annui': grave disattenzione, io annuii con due "i" o con la i con l'accento circonflesso. Annuì è terza persona singolare.
varcando queste lande
OdiO e Dolore
famiglie.. mia...: ho già detto di questi punti che secondo me devono essere modificati, evito di ripetermi e di annoiare.
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Alisterion





Avatar storico di Alisterion


MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Chiaro ed efficace.... Smile


Appunto:
Citazione:
non amo particolarmente i puntini di sospensione, in particolare al termine della frase; mi danno un senso di incompiuto, di appeso, di non concluso. Se posso, o se per me hanno poco senso, li elimino.


Sono bellissimi!!
capisci niente :P


Dave Wink
_________________
Non avrai altro Dave all'infuori di me!!

Krandor e' morto a Un umido ripostiglio. (lol)
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Krisaore





Avatar storico di Krisaore


MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Io la penso invece come Aelistea sui punti in quel modo. Per me vanno bene in un discorso diretto, dove qualcuno prende una pausa, senza dover per forza sempre esplicitarlo.

Non sono invece d'accordo sull'uso delle maiuscole. Ma questa è una mia opinione. Infatti, spesso si usa il detto: Amore con la "A" maiuscola o Odio con la "O" maiuscola, appunto per intendere che è qualcosa di profondo. In uno scritto non si puo' scrivere qualcosa del genere che viene invece espresso proprio dalla lettera maiuscola.

Per il resto sono piu' o meno d'accordo con Aelistea con il quale mi complimento per l'analisi.

Scusate la domanda diretta: ci sarà qualcuno che alla fine ti aiuterà nel tuo compito?

Krisaore
_________________
Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci!
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Nathien
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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Citazione:
è inoltre da evitare l'uso dell'apostrofo al posto dell'accento (e' al posto di è).


Su questo si potrebbe discutere. In un foglio stampato sarei d'accordissimo, ma mi e' stato insegnato a utilizzare due caratteri "universali" al posto delle singole lettere accentate perche' non tutti i sistemi potrebbero supportarle.

Ovviamente si parla di stranieri, quindi essendo i testi in italiano non e' poi quel gran problema...

Citazione:
(una persona non può parlare una mezz'oretta prima o durante un combattimento)


Holly lo faceva sempre grin
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Kull





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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Citazione:
Citazione:
è inoltre da evitare l'uso dell'apostrofo al posto dell'accento (e' al posto di è).


Su questo si potrebbe discutere. In un foglio stampato sarei d'accordissimo, ma mi e' stato insegnato a utilizzare due caratteri "universali" al posto delle singole lettere accentate perche' non tutti i sistemi potrebbero supportarle.

Ovviamente si parla di stranieri, quindi essendo i testi in italiano non e' poi quel gran problema...

Piu' che altro consideriamo che chi, come ad esempio il sottoscritto, usa editor di testo come pico o similari puo' aver problemi a leggere testi che usano i caratteri accentati... imho e' sempre meglio creare un documento che sia totalmente leggibile da tutti con qsiasi software...
Se poi si vuole stare a "cavillare" sulla differenza tra è ed é e' un altra storia ma penso che a parte qche rarissimo caso nessuno ci faccia nemmeno caso, nicht wahr? [NdKull: si ringrazia Krisaore per i termini in tedesco ^^]

Citazione:
(una persona non può parlare una mezz'oretta prima o durante un combattimento)


Holly lo faceva sempre grin
E allora Ken e Raul? ^^
_________________
E c'è chi dice che, forse,
egli si conceda anche qualche battito del suo
cuore per pregare per la propria anima...
Kull , Spirito del Lupo
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Krisaore





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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Se andiamo sul sottile basta guardare i Cavalieri dello Zodiaco. Nessuno resiste alla tentazione di raccontare la propria storia al nemico nel bel mezzo del combattimento, affinchè lui capisca perchè combatte :D

Krisaore
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Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci!
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Xao





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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Vi faccio solo notare una cosa: a prescindere dal fatto che sia più o meno corretto scrivere il 17^ giorno o d i c i a s e t t e s i m o, come fa un orfano trovato a muzzo da delle persone di passaggio a sapere con precisione quando e' nato?

Un solerte impiegato dell'ufficio anagrafe di Therial
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Yoda
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Krisaore





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MessaggioAffisso: Sab 05 Feb, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: Annuncio: aspiranti revisori storie


Piu' che altro come fa' a sapere che i genitori sono stati sterminati (il diacessetesimo giorno del mese è come la notte buia e tempestosa grin), visto che è stato trovato, risparmiato, in una culla nella Valle dei Titani, dove naturalmente un massacro del genere passa inosservato. Io direi che la colpa e' dei Legislatori che non riescono ad evitare certe tragedie grin:D

Krisaore
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