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Una serata in locanda

 
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Autore Messaggio
Raen





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MessaggioAffisso: Ven 12 Nov, 2004    Oggetto del Messaggio: Una serata in locanda


- E' proprio cosi' mie ragazze! Ah ah ah! Credetemi, davvero in quel momento sono dovuto correre! -

Il mezzelfo era ormai evidentemente sotto gli effetti dell'alcool del buon vino rosso di Antharia. E' l'unica spiegazione plausibile, altrimenti non avrebbe mai rivelato a tutte quelle donne e agli avventori i dettagli del suo ultimo incarico.

- Mentre pedinavo questo tizio ho visto chiaramente un bardo! Un bardo, vi dico! Uno gnomo! Dei di Elgalir com'era simpatico... Tutto attorniato da un sacco di gente attirata dalla sua musica! - Trangugio' un bicchiere di vino in un solo sorso, sospiro' come per assaporare tutto il suo sapore, e lo appoggio' con noncuranza sul tavolino che aveva davanti a se, attorno al quale si era radunata la piccola folla.

- Cosa potevo fare, se non intrufolarmi tra la folla e lasciar vivere ancora un po' quel pover uomo? NULLA VI DICO! NON HO AVUTO ALTRA POSSIBILITA'! - Scoppio' a ridere come se avesse fatto la piu' bella battuta del mondo, e si protese per baciare una delle splendide donne che lo attorniavano... Il suo bacio fu ricambiato con una passione straordinaria. Staccatosi non senza evidente dispiacere dalle labbra della giovane donna bionda e avvenente, continuo': - E devo dire che lo gnometto era proprio bravo, cantava imprese cantate da chissa' qual guerriero contro eserciti interi... Nel frattempo stavo controllando che le tasche di quel capannello, capite, perche' non ci fossero pericoli! Ho cura dei miei concittadini, io! -

Sorseggio' dell' altro vino e bacio' un' altra donna, per poi riprendere a parlare con una eccitazione nel racconto stranamente crescente: - Solo che poi ho creduto di vedere una mia vecchia fiamma... proprio identica, ragazze mie, con i capelli neri lunghissimi e la carnagione cosi' chiara... Veramente uno splendore... - Il mezzelfo Si tuffo' per un momento nei propri ricordi - E alzai la mano per chiamarla! Ma non si va a girare proprio il proprietario della taverna dell' Orso che chissa' che stava facendo li ad Anon??? - Incespico' nell' ultima frase, e si mise a imitare la voce del locandiere che lo insegui': - LADRRROOOOO, ASSSSASSSSINOOOO, DEVI PAGAREEEEE!!! -

- Ragazze una cosa mostruosa! Tutto il crocchio che si gira verso di me - Altro bacio, e altro sorso di vino - e delle guardie che sopraggiungono mentre cala il silenzio, perfino il bardo smette di cantare... Ho avuto la prontezza di correre e di lasciarmi alle spalle solo un po' di urla insignificanti... Sono proprio troppo intelligente per loro! - E scoppio' in una fragorosa risata.
Decise che seduto com'era stava scomodo, e si assesto' sulla sedia protendendo in avanti le gambe lunghe e scrutando i volti dei suoi ascoltatori... Non ne era completamente sicuro, ma stavano sghignazzando, e questo gli fece piacere. Trasse a se' una donna, anche se non guardo' neanche di chi si trattasse... una cameriera, forse. La prese in grembo e comincio' a palparla e a baciarla come solo il perfetto amante sa fare, con evidente gradimento di lei... e non occorreva essere sobri per capirlo. Ma evidentemente a qualcuno non piaque quel gesto. Da un altro tavolo un grosso uomo armato di sciabola si lancio' contro il mezzelfo urlandogli contro delle bestemmie degne di uno scaricatore di porto.

[continua]
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Raen





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MessaggioAffisso: Lun 22 Nov, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Una serata in locanda


In quel momento si spalanco' la porta d'ingresso nella taverna ed entrarono altri tre uomini molto robusti e dall'aria minacciosa tanto quanto la sciabola che avevano alla mano. Mentre tra i tavoli serpeggiava il panico, e mentre l'oste gia' sbuffava sapendo che avrebbe dovuto pulire di piu' quella notte, il mezzelfo continuava a sorridere... ma nessuno sapra' mai se lo faceva perche' era sicuro di se, o perche' semplicemente era ubriaco fradicio.
Tant'e' che, ad ogni modo, mentre i quattro omoni si avvicinavano lentamente a lui accompagnati da frasi tipo: "Bastardo mezzosangue, mi hai portato via il padre e la sorella...", il mezzelfo gia' aveva la mano destra nell'interno della giacca di cuoio.

Quel che successe dopo si svolse in pochi secondi, ma sarebbe rimasto per sempre nei ricordi dei presenti: Non appena i quattro furono scattati verso il mezzelfo con la chiara intenzione di fargli la pelle, la porta della locanda si spalanco' e una figura abbastanza alta e longilinea vestita di nero corse dentro, alle spalle dei quattro uomini. Con un movimento rapido pianto' un lungo coltello tra le scapole dei tre piu' vicini, mentre nello stesso momento cadevano con dei pugnali piantati nel petto. Il quarto fu raggiunto da una pugnalata nei fianchi da parte della stessa figura proprio mentre stava colpendo il mezzelfo.

I quattro corpi caddero scompostamente per terra, mentre il silenzio nella taverna era spaventoso. Il mezzelfo si tolse la mano dalla giacca e sorrise alla figura, che ora guardavano tutti con malcelato stupore: Una mezzelfa abbastanza alta e vestita di cuoio nero, con una benda sull' occhio e una espressione feroce. Quest'ultima si avvio' a passo svelto verso il mezzelfo, afferrandolo per il colletto degli abiti e urlandogli contro: "Raen, maledetto stupido imbecille! Io lavoro per tutto il giorno e tu stai qui ad ubriacarti con queste sciacquette!"

Se Raen non avesse saputo che sua sorella era fatta cosi', e se fosse stato appena piu' lucido, sarebbe stato terrorizzato. Invece disse: "Su Dan non fare cosi'... Non vuoi conoscere i miei nuovi amici? Perche' non bevi qualcosa anche tu? Lavori troppo ragazza mia... Ah, a proposito, non mi raccoglieresti i pugnali? Sono prez..." Non fini' la frase perche' venne praticamente strozzato da una mezzelfa isterica, che si volto' ed usci' di corsa dalla locanda.

[continua]
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Raen





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MessaggioAffisso: Gio 30 Dic, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Una serata in locanda


Il silenzio duro' ancora un minuto buono, durante il quale Raen non manco' di ricominciare a baciare le donne sconvolte che lo attorniavano.
Non mancarono i curiosi che vennero da lui a chiedergli dove avesse imparato a lanciare pugnali, o chi fosse quella donna, ma ricevettero solo risposte evasive miste a risate incontrollabili.
Quando l'ordine fu ristabilito bacio' le labbra di ciascuna delle ragazze che aveva accanto, lancio' un sacchettino tintinnante ed usci' barcollante dalla taverna. Cammino' fino ad un altra locanda, dove si sarebbe fermato per la notte e avrebbe fatto nuove amicizie. E sarebbe stato lontano dalla sorella.
Scosse il capo, allontano' tutti i pensieri riguardanti il programma che avrebbe messo in atto non appena fosse giunto, e si avvio' ridacchiando per un vicolo buio, proprio al centro di esso, fino a voltare un angolo con una grossa insegna.
La notte era ancora lunga.
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