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Messaggio |
Vania

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Affisso: Lun 25 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Una locanda nella tempesta |
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Fuori dalla locanda si era scatenato un temporale. La gente correva nelle strade, cercando di bagnarsi il meno possibile e di raggiungere le proprie case o un riparo qualsiasi.
Un ragazzo entrò correndo nella Locanda del topo, avvolto in un semplice mantello inzuppato d'acqua.
I pochi avventori presenti nel locale si voltarono verso l'entrata per la corrente d'aria fredda che era entrata quando il ragazzo aveva aperto la porta.
Ancora annaspando per la fatica, il ragazzo infreddolito si diresse verso un tavolo posto contro il muro. Lentamente sciolse il nodo che legava il mantello, e lo appese sulla sedia affianco a quella su cui si era seduto, facendo cadere l'acqua rimasta imprigionata nelle pieghe del vestito.
Nel frattempo gli avventori erano tornati ai loro discorsi e alle loro birre.
Vania guardò meglio il locale: sebbene la sporcizia albergasse in quella locanda, almeno aveva un posto caldo e asciutto dove potersi riposare un poco.
Prese una piccola sacca da cui tirò fuori un libro e una penna con dell'inchiostro, posandoli sul tavolo.
Poco dopo un uomo basso e tarchiato sporco di grasso gli si avvicinò.
- Se vuole restare qui dentro deve ordinare qualcosa- disse
Vania distolse lentamente lo sguardo dal libro su cui si stava annotando alcune cose, per guardare incuriosito l'uomo.
- Allora, sei sordo o che? Se ordini qualcosa puoi rimanere, altrimenti te ne vai o ti faccio andare io!- disse scontrosamente l'oste
Vania tenne a freno la lingua e la spada per il quieto vivere di tutti, il suo compreso.
- Portatemié un bicchiere d’acqua, oste-
Gli avventori scoppiarono in una risata di scherno.
- Un bicchiere d’acqua? Non ne hai già presa abbastanza fuori?Ahahahahahaé.- rise l’oste, cercando subito dopo di ricomporsi soffocando la risata- Va beneé arrivo subito- concluse ridacchiando ancora un poco
Il ragazzo, respirando profondamente represse tutti i suoi istinti, e riprese a scrivere. Era stata una giornata dura, piena di allenamenti e scoperte, quale la presenza di molti usufruitori di magia, cosa ben rara nei luoghi in cui era vissuto.
Si riprese dai suoi pensieri solo quando l’oste arrivo con un bicchiere d’acqua.
- Quanto vi devo?- chiese Vania
- Nulla, giovanotto, hai già dato per questo locale, oggi-
- Dato cosa?-
- Il buon umore, ragazzo. Ci hai fatto ridere- e con questo l’oste si allontanò tornando al suo lavoro
Vania rimase a guardare l’oste ancora per un po’, ma poi alzando le spalle, bevve il bicchiere d’acqua.
Slegò dalla sua cintura un sacchetto, e ne svuotò il contenuto sul tavolo. Il ragazzo si mise a contare le monete che aveva guadagnato in giro, e ne annotò la quantità sul lato opposto del libro su cui aveva già scritto.
Si porse per guardare dalla finestra, e vide che stava smettendo di piovere.
Rimise le monete nel sacchetto riappendendolo alla cintura, e mise con cura tutto nella borsa. Silenziosamente si alzò indossando il mantello in parte asciutto, per poi mettersi la borsa a tracolla e uscire senza salutare, nuovamente al freddo. _________________ E' libero solo colui che basta a se stesso, e non avendo bisogno di nessuno, si rivolge ai suoi simili in totale gratuità d'animo, in armonia con il respiro del mondo intero. |
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