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Druymor e i primi giorni a Kyrandor

 
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Druymor





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MessaggioAffisso: Gio 21 Ott, 2004    Oggetto del Messaggio: Druymor e i primi giorni a Kyrandor


Druymor aveva attraversato la Via Oscura dalla porta orientale fino alla radura urbana, che aveva poi saputo essere una piazza, la Piazza dei Mercanti, poi si era diretto a nord fino al Tempio di Kyrandor.
Non sopportando pi? la vista di edifici e abitazioni in muratura aveva deciso di ritardare le sue ricerche in città per proseguire il suo cammino sul sentiero che si dipartiva dal tempio. Dopotutto era notte fonda e oltre a guardie e pochi vagabondi nessuno si aggirava per le strade. Quindi optò per il sentiero, magari avrebbe incontrato qualcuno in grado di aiutarlo anche a notte fonda.
Ai lati della pista in terra battuta figuravano alberi e arbusti, e il druido pensò che anche se non si trattava di possenti abaryss quegli alberi erano davvero belli e forti.
Il sentiero continuava svoltando verso varie direzioni. Druymor seguì tal sentiero senza porsi troppe domande su dove potesse condurlo, un po’ stanco e un po’ affamato.
Così si addentrò nella boscaglia, scelse un grosso albero adatto al riposo, una quercia dell’età di circa sessant’anni. Si sedette ai suoi piedi, appoggiando la schiena al tronco e distendendo le vecchie ali in modo che poggiassero a terra per tutta la loro lunghezza.
Si tolse lo zaino riponendovi il libro dei druidi che teneva sempre stretto tra le mani, poi rivolse un pensiero ai suoi allievi e uno a Ganeidon, suo protettore, quindi socchiuse gli occhi lentamente, rilassando tutti i muscoli del proprio corpo e distendendo la mente per indirizzare i propri sogni sereni anche a coloro che avevano fiducia in lui.
Prima di addormentarsi, pensò che se l’albero fosse stato un grande abaryss dalle foglie grandi e dal tronco ricoperto di muschio, si sarebbe sentito a casa, proprio come nella sua vecchia Foresta.

La quercia, sentendo il calore che il druido le trasferiva con la propria presenza, sembrò prender vita, e le sue foglie per qualche istante apparvero pi? verdi del solito.
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MessaggioAffisso: Dom 24 Ott, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druymor e i primi giorni a Kyrandor


Il druido si svegliò intorno alle dieci del mattino del giorno seguente, riposato e desideroso di vedere dove avrebbe condotto il sentiero. Quindi riprese lo zaino, si stiracchio un po’ le ali e dopo aver abbracciato l’albero che lo aveva ospitato, ritornò sul sentiero, questa volta alla luce del sole.
La sua barba rossa luccicava al riflesso della luce a causa di varie stellette di metallo che vi erano impigliate, e quando arrivò dinanzi ad un edificio in muratura con mura alte vide un gruppetto di umani vestiti con tuniche scure intenti a riempire d’acqua due enormi barili ad una fontana, posta vicino al portone aperto. Druymor si avvicinò di qualche metro, osservando la scena e sorridendo a quelli che riconobbe essere monaci, capì di essere giunto al monastero di Kyrandor.
I monaci si voltarono verso di lui e rimasero abbagliati quasi dal suo sorriso, espressione di fiducia, calore e bontà d’animo. Druymor si fermò, li salutò con un cenno della mano e attese, sempre sorridendo. I monaci ricambiarono il saluto e uno di essi, il quale sembrava più anziano, gli disse di avvicinarsi, dicendogli che i viandanti e gli stranieri potevano godere dell’ospitalità dei monaci del monastero se lo avessero voluto e se avessero avuto buone intenzioni.
Il druido ci pensò per qualche istante, poi si avvicinò ancora e annuì al monaco, ma a condizione che il tempo trascorso al monastero fosse servito a dargli informazioni sulla città di Kyrandor.
Il monaco, che ora poteva distinguere gli occhi del druido, blu e senza pupilla, si chiese chi poteva essere quell’arial dalla barba rossa e dalla veste verde. Incuriosito e meravigliato del suo nuovo ospite, il monaco fece portare dai suoi confratelli i barili d’acqua all’interno del monastero, dopodichè il druido entrò nel monastero attraversando il pesante portale di legno.

In quel momento Druymor capì che forse gli umani delle terre occupate non erano tutti uguali, e che anche in quelle lande degenerate esisteva un certo valore di fratellanza.
Il vecchio arial si ritrovò a sorridere, immaginando il monastero sorretto da un gigantesco abaryss millenario.
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MessaggioAffisso: Lun 25 Ott, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druymor e i primi giorni a Kyrandor


Druymor ascoltò a lungo i seguaci di Marhis e di Althea, che avevano fatto del monastero un rifugio per stranieri, avventurieri e viaggiatori d’ogni sorta: ai monaci non interessava se si trattava di criminali o di spiriti buoni, davano asilo a chiunque lo chiedesse, in qualsiasi momentoé salvo a coloro che si introducevano nel Monastero di nascosto o con l’inganno: questi venivano imprigionati nelle celle sottostanti le abitazioni dei monaci.
Il vecchio druido fu commosso quando scoprì che gli abitanti del Monastero allevavano animali domestici per non essere costretti a cacciare nella foresta, era un gesto di profondo rispetto e di grande bontà d’animo nei confronti di quelle creature a lui tanto care.
I monaci gli fecero visitare tutto il Monastero: le camere, lo studio, la palestra, le stanze della preghiera e della meditazione, e infine anche un pozzo buio e nero dove i monaci avevano rinchiuso una bestia assassina. Essi erano davvero lieti delle continue domande del druido, delle sue curiosità e di tutto ciò che il Druido faceva notare loro per migliorare le proprie opere e la propria vita. Condivisero con lui il pasto di mezzodì, costituito da carne essiccata, verdura fresca colta nell’orto del Monastero e una mela appena caduta da un albero nel giardino.
L’arial fu meravigliato dell’ospitalità dei monaci, e si chiese se anche in città avrebbe avuto un’accoglienza tanto calorosa nei giorni seguenti, all’interno delle varie locande e delle varie taverne descrittegli dall’Anziano del Monastero.
Dopo aver ammirato la dedizione al lavoro e il rispetto della diversità attuato quotidianamente dai monaci, Druymor li salutò con affetto, invocando la protezione di Ganeidon su tutto il Monastero: quel gruppo di umani dediti alla fratellanza e all’aiuto reciproco tra i viaggiatori si meritava l’appoggio del dio e di tutti i suoi fedeli. Aveva donato ai monaci un po’ delle sue storie, una piccola parte della sua conoscenza, e in cambio aveva ricevuto da essi una mappa della città di Kyrandor con un po’ di informazioni sui suoi luoghi più significativi.

Ripartì nel tardo pomeriggio: era deciso a tornare in città ed esplorarla tenendo conto delle informazioni avute dai monaci del Monastero, per trarre il massimo vantaggio nella propria ricerca.
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MessaggioAffisso: Gio 02 Dic, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druymor e i primi giorni a Kyrandor


Il vecchio arial tornò davanti al Tempio di Kyrandor. Mancavano ancora diverse ore prima del tramonto, aveva ancora molto tempo per visitare l’intera città.
In poco tempo riuscì a capire come fosse strutturata la città, anche se le costruzioni in muratura gli davano un senso di sporco, chiuso, opprimente, senza possibilità di cambiamento o variazione nel tempo, al contrario delle sue meravigliose e profumate foreste, dove ogni singola foglia è in costante movimento.
Druymor decise di iniziare dal Tempio, dall’Altare e dalla piazza posti vicino ad esso, per poi proseguire a sud verso la Piazza dei Mercanti e visitare gli edifici posti lungo la Via Oscura. Tra questi notò che la maggior parte erano negozi o servizi a pagamento, come ad esempio il fabbro, la rivendita delle armature, il panificio e l’armeria; ma il negozio che più attirò l’attenzione del druido fu la bottega degli oggetti magici, dove un anziano umano (comunque ben più giovane di Druymor) viveva della vendita di articoli magici, come pergamene su cui erano vergati incantesimi, bacchette cariche di chissà quali artifizi e pozioni incantate. Il druido scambiò molte parole con il mago, e scoprì che per materiale del genere poteva rivolgersi anche al vecchio alchimista che aveva anch’egli un negozio di pozioni nel Vicolo Corto, a fianco del Negozio di Animali.
Druymor, da sempre abitante delle foreste e fermamente convinto che non potesse essere concepito un Negozio di Animali, decise di visitarloé e quello che vide fu sconcertante e spaventoso. C'erano animali in gabbia ovunque, uccelli, rettili, mammiferi grandi e piccoli... Persino i lupi erano rinchiusi in gabbie di ferro, guaivano come cuccioli, e solo il druido sentiva la sofferenza e la voglia di tornare in libertà degli animali. Le altre persone vivevano comunemente pensando che un animale fosse un oggetto inanimato, il cui valore fosse legato alla sua bellezza: questo comprese il druido in quel momento, questo gli fece gonfiare gli occhi dalle lacrime pesanti come nuvole cariche di pioggia, che non poteva versare su quella terra ingiusta: in quel momento capì che in nessun caso avrebbe potuto abitare in città, o diventare cittadino della Federazione.
Uscì in fretta da quella prigione, sperando che in futuro cose del genere non potessero avvenire in nessun luogo, e levando un pensiero a Ganeidon, si allontanò ricordando intensamente il canto dei lupi che si ritrovavano sempre vicino al lago quando Marhis si levava in cielo.
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