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Druido
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Autore Messaggio
Korsath





Avatar storico di Korsath


MessaggioAffisso: Sab 11 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Pikehuan ha scritto:
Scherzi a parte, il druido sacerdote secondo me non va assolutamente bene, quoto furin su questo, e se l'unico modo per dare voce alla mia idea di druido è la cabala allora vado a cercare info sulle cabale...

Bye

ghghghghghghghghghghghghghghghghg

chissà se avremo una riedizione formato druido della cabala delle spie Very Happy
_________________
Freya(LAPT): mapperchè non fare le cose assieme?
<Roncafucker: mangiare sulla ragazza? stupendo rulez
Emiliano (Ke: un piatto di cannelloni roventi
Oolon Collup: e noi balliamo la cavalcata delle valchirie
sulle tue balle, contento? Razz
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Dauthi





Avatar storico di Dauthi


MessaggioAffisso: Sab 18 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


sul topic riguardante gli anelli di ra si e' aperto un discorso riguardanti alcune classi fra cui anche il druido e vorrei avere il piacere di continuarlo in questo topic.
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Dauthi





Avatar storico di Dauthi


MessaggioAffisso: Sab 18 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


mi pare sia stato detto da Arlisgion che il druido con lod non c'azzecca per niente perche' gli immo vogliono dare un bg fantasiaso e il piu' possibile distante da rimandi e riferimenti esplicitamente a cose gia' esistenti...ha detto anche che :" i celti non sono fantasy, i celti sono una popolazione vissuta realmente, tu i giganti a parte nelle leggende dove li hai mai visti".
Io penso che in ogni caso anche i giganti pur essendo solo una leggenda fanno parte della cultura nordica e che quindi facciano parte della storia..ogni cosa su lod a un suo rimando storico anche se modificata completamente. Poi vuoi dire che le altre classi non abbiano riferimenti alla realta'?? i samurai(spadaccini) non sono mai esistiti? infatti in lod non c'azzcavano molto ma e' bastato cambiare il nome.. poi mi pare che su therial esistano gia' dei druidi (esiste anche l'anello).. secondo me basterebbe semplicemente renderli fantasy aggiungendogli delle abilita' fantasy ed un bg diverso da quello storico..
i chierici sono esistiti veramente, ma non credo che fossero in grado di fare incantesimi e questo li rende fantasy , quindi adatti a lod..penso che per il resto il bg dei chierici non sia tanto diverso da quello quello storico..lo stesso si puo' fare per i druidi.
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Majebeau





Avatar storico di Majebeau


MessaggioAffisso: Lun 20 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Nessuno vieta di riprendere figure realmente esistite per darne una trasposizione fantasy (mazza, e le streghe? e gli spadaccini? e la gente che disotterrava cadaveri nei cimiteri per studiarne l'anatomia?), in questo caso il 'druido', sarà il druido di lod, una figura che avrà a che fare più con 'il custode magico e spirituale dei boschi' che con 'il sacerdote della religione celta'.

Faccio notare però una cosa.

-Per lo staff di lod, il lavoro sulle classi arriverà per ultimo (e per ultimissimo il lavoro per aggiungere classi ulteriori).

-Senza un chiaro background, senza una chiara idea iniziale, senza uno scheletro 'base' e senza un'equilibramento della classe paragonandola alle altre... non si farà una cippa. Potete scrivere tutto quel che volete, ma queste due sono le basi.

Maj
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Dauthi





Avatar storico di Dauthi


MessaggioAffisso: Lun 20 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


sara' fatto al piu' presto, almeno io ho gia' cominciato a scrivere qualcosa e quando finiro' lo postero' subito..
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Pikehuan





Avatar storico di Pikehuan


MessaggioAffisso: Lun 20 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Dauthi mandami quel che hai scritto via u2u, o postalo qui... sono 10 giorni che leggo vecchi libri di storia celtica ed enciclopedie per inquadrare i druidi in modo storico prima e dargli una forma decente per lod poi... inoltre ora sto finendo di leggere uno degl iultimi libri sui druidi pubblicati in italia, mancano 200 pagine ma dopodomani al massimo avrò finito, e solo di quest'ultimo ho tirato giù 4 pagine di appunti formato A4...
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Siamo sempre stati, sempre siamo e sempre saremo... il Fuoco della Conoscenza ci rende vivi e non si spegnerà mai.
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PAIK-HUAN
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Arlisgion





Avatar storico di Arlisgion


MessaggioAffisso: Mar 21 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Nel contesto di quel post, io stavo parlando dei Druidi celtici che essendo realmente esistiti (fisicamente intendo non nelle leggende) non potevano essere presi, così per come erano, assieme agli egiziani, come spunto per una classe, magari se si creasse un qualcosa di vagamente simile, senza riferimenti troppo espliciti ai druidi, si riuscirebbe a creare una classe oppure una cabala, ma altrimenti si scende nel ridicolo a parer mio, e poi abituato al pugno di ferro di AryHann sul bg non mi troverei mai a giocare classi con bg riferiti a cose totalmente esistenti, i giganti fanno parte delle leggende ma i druidi vivevano, come se adesso fra 400 anni su un mud mettessero gli italiani come popolo mitico vissuto nel mediterraneo attorno al 2000 d.c., basta trovare spunti fantasiosi e in linea con l'idea fantasy di lod fin.
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Così è se 'mi' pare..... non c'è limite all'impossibile , ci son solo strade non ancora intraprese....
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Pikehuan





Avatar storico di Pikehuan


MessaggioAffisso: Mar 21 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Infatti, Arlis, sto trovando difficoltoso ciò che hai espresso, cioè rendere fantasy sti benedetti druidi: più che altro ci va un po' di tempo. ma alla fine verrà un bel lavoro, ne sono certo, e spero che poi verrà preso con la dovuta considerazione.
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Arlisgion





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MessaggioAffisso: Mar 21 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Quando qualcosa è difficoltosa dà più soddifazione quando è terminata Smile, sarebbe semplice prendere i druidi e le loro usanze e cambiargli nome e via, invece è molto meglio ispirarsi e creare ex novo a parer mio fin.
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Pikehuan





Avatar storico di Pikehuan


MessaggioAffisso: Mar 21 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


ma no Arlis, il bell osta proprio lì, a veder cosa erano realmente i druidi (costumi, usanze, cultura, rituali, potere, ecc) e prendere le caratteristiche buone e coerenti per un bg di LoD; poi, sulle cose non buone, si lavora di fantasia, cercando di scervellarsi e creando una classe con skills originali e sensate.
ma lo sfondo storico è importantissimo, ovviamente tralasciando le date che che non servono a na cippa.
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Arlisgion





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MessaggioAffisso: Mar 21 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


La fantasia è più veloce dello studio, quindi un consiglio pike invece di sfrigolarti gli occhi su volumi riguardanti i celti ed i duridi, usa la tua fantasia e crea una nuova classe, vedrai che ti diverti di più, non sarà fedele ai druidi ed alle loro usanze ma di sicuro ci guadagni di più che a prendere di buono da qualcosa già esistente.
Una cultura ed i suoi costumi non sono cosa così semplice, da poter essere spogliata delle cose negative o positive, belle o brutte, per poter divenire uno spunto per noi, non possiamo dire cosa ci fosse veramente di buono e bello xkè fondamentalmente non la conosciamo questa cultura con le sue tradizioni, possiamo provare ad avvicinarci ma resterà sempre qualcosa di generalizzato e precario, quindi io opterei per la fantasia che non guasta mai Smile (sarà che odio le cose generalistiche e qualunquiste) fin.

p.s. non pensare troppo al contesto storico, perchè non puoi pensare una cultura, in modo completo, al di fuori del suo contesto storico-culturale, e lod non è un contesto storico così demarcato da permetterti un accurata trasposizione di quella data cultura.
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Pikehuan





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MessaggioAffisso: Mar 21 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


Sarà, principe dei gatti...
allora faccio che finire sto libercolo qua e poi metto tutte le info assieme, masticandole con fantasia.
Ho notato però che l'antico irlandese potrebbe essere modificato leggermente per costituire un ottimo spunto rpg per i druidi, come dialetto...
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Pikehuan





Avatar storico di Pikehuan


MessaggioAffisso: Lun 04 Ott, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Druido


E finalmente riesco a scrivere qualcosa a proposito dei druidi. Ho raccolto un bel po’ di informazioni, totalmente estratte dal libro Il segreto dei druidi di Peter Berresford Ellis (traduzione del 1998), uno dei maggiori studiosi al mondo della cultura druidica (in effetti credo che l’autore stesso sia irlandese...), che qui ho riassunto MOLTO ma MOLTO brevemente, per dare degli spunti a chi era interessato a creare la classe druido, e soprattutto per diffondere un po’ di storia e di cultura di quel fantastico gruppo di uomini sapienti. Quello che riporto qui, in effetti, non è un possibile bg dei druidi e nemmeno una serie di regole da seguire in modo ferreo per la creazione della classe, assolutamente no. Questa è solo un po’ di informazione che secondo me può fornire molto aiuto e molti utili spunti per approfondimenti della classe. Come diceva Arlisgion, tantissime cose si possono benissimo inventare spremendo il nostro cervellino, ma per una base occorre sapere alcuni riferimenti reali:

1. il loro nome significa sapienti della foresta, poiché vi abitavano e soprattutto perché furono costretti a nascondersi nei boschi per non essere uccisi dagli invasori; avevano alcune piante predilette che consideravano supreme a tutte le altre, come il nocciolo, il sorbo, il tasso, il vischio, e su tutte quante, la quercia, considerata l’albero degli dei;
2. costituivano la classe intellettuale ed erudita dei celti, quindi la più elevata; erano i druidi a reggere le sorti delle nazioni celtiche e di ogni singola comunità;
3. erano i conservatori della memoria, della storia, delle tradizioni e del sapere della civiltà celtica, poiché la loro causa era portare la conoscenza nelle persone ignoranti, attraverso l’unione dello studio della natura alla filosofia morale;
4. passavano anche più di 20 anni a studiare attraverso l’insegnamento orale, basato sulla memorizzazione delle informazioni (ecco spiegata la durata degli studi), e imparavano dai druidi maestri (i Grandi Druidi) tutto ciò che riguardava la conoscenza dei celti; ripudiavano la forma scritta perché poteva essere compresa da tutti, compresi eventuali nemici; le uniche forme di scrittura permesse erano iscrizioni runiche su bastoni (in possesso dei soli druidi), pergamene di corteccia e rocce simboliche o ritenute importanti;
5. le scuole dei druidi erano isolate e ben protette dal punto di vista morfologico e territoriale e in caso di invasione erano organizzate clandestinamente all’interno di grotte, nel profondo dei boschi e in luoghi poco accessibili al nemico;
6. i maestri (druidi con più esperienza e sapienza e quindi più anziani) portavano colori diversi nelle vesti dai colori degli allievi per essere distinti anche nei lunghi viaggi dalle varie minoranze etniche della civiltà celtica;
7. erano il collante di tutte le nazioni celtiche: ogni popolazione celtica era guidata dalla sapienza dei druidi, che era la stessa con leggere variazioni poiché dislocata geograficamente nei 5 centri più importanti dei celti: Irlanda, Gallia, Britannia, Italia, Galazia (moderna Turchia).
8. portavano armi e le impiegavano anche in battaglia (e probabilmente erano anche ottimi combattenti): erano dediti alla decapitazione dei nemici morti rimasti sul campo di battaglia, poiché credevano che l’anima non risiedesse nel cuore ma bensì nel cervello, quindi nella testa;
9. i più importanti e saggi tra i druidi indossavano il tugen, il mantello fatto di piume d’aquila o di falco, che era simbolo di potere, saggezza e comando, oltre a vesti simili a quelle del mondo greco, ma più semplici e di colore vario (bianco, verde, marrone, nero) a seconda della situazione (viaggio, insegnamento, cerimonie, battaglia, ecc); erano soliti portare monili, anelli, amuleti o talismani (di pietra, legno e metallo) considerati magici e che venivano tramandati di maestro in allievo dopo la morte del maestro: in questo modo il potere veniva tramandato e conservato nel tempo;
10. credevano nell’immortalità dell’anima: quando un uomo muore in questo mondo il suo corpo degenera ma l’anima rinasce nell’altro mondo (aldilà) per vivere una vita intera esattamente come in questo mondo; quando poi l’uomo muore nell’altro mondo, il suo corpo degenera e la sua anima torna in questo mondo per ricominciare un nuovo ciclo, continuo e infinito; la morte era considerata un cambiamento di luogo, poiché la vita continuava, in un ricambio ciclico di anime tra questo e l’altro mondo, e non una fine triste e fredda; addirittura in caso di morte si celebrava la festa per la rinascita dell’anima nell’altro mondo;
11. avevano riti di iniziazione particolari e che coinvolgevano sia lo spirito, che l’anima che il corpo, per vedere se si trattava di persone forti abbastanza da sopravvivere anche in condizioni pessime, coraggiose e dedite all’apprendimento e allo studio della natura: camminata nelle fiamme (fiamme, non braci ardenti come i santoni new age, fiamme alte e vive), rito di purificazione con l’acqua (poi rubato dai cristiani che non erano riusciti a soppiantarlo e chiamato in modo diverso: il battesimo), viaggio in solitario in luoghi isolati e poco raccomandati, sopportazione del dolore, prove di coraggio varie;
12. avevano molti animali sacri: il falco, l’aquila, il lupo, lo scricciolo, il corvo, il toro, il gufo;
13. affermavano che il dolore e la morte non sono il male, ma parti essenziali della vita umana: l’unico male secondo loro è la debolezza morale: invece è forte, cioè uomo vero, chi dà prova di coraggio e chi utilizza la parola con capacità, sapienza e saggezza;
14. erano filosofi, studiosi, consiglieri politici e militari, insegnanti, storici, poeti, musicisti, medici, astronomi, profeti, strateghi, capi la cui autorità era indiscussa (si dice che la parola di un druido valesse molto di più che la parola di un re, anche perché spesso i re celti erano consigliati da druidi che prendevano le vere decisioni e davano consigli molto influenti ai monarchi), astronomi, educatori, ministri di culto, giudici, veggenti, narratori di storie, alchimisti, conoscitori dei luoghi più strani e pericolosi;
15. erano sia maschi che femmine: le femmine hanno dato poi origine al mito delle driadi (druidae) poiché erano molto più propense ad abitare isolate, nel profondo delle foreste; delle driadi poi i cristiani invasori ne fecero delle streghe e nacquero così le varie leggende di fate e folletti irlandesi, e la conoscenza alchemica pagana fu chiamata magia nera, poi eresia, e infatti molte presunte Òstregheó furono condannate al rogo dalla Chiesa dopo torture, processi farsa e false testimonianze;
16. erano esperti delle scienze naturali: cercavano spiegare l’universo fisico e i suoi rapporti col genere umano e affermavano che ÒlÕuomo deve vivere in armonia con la natura per non essere travolto dalla sua furiaó;
17. erano grandi conoscitori delle tecniche mediche: conoscevano le erbe e le loro proprietà curative, le tecniche di trapanazione del cranio e asportazione di ossa; facevano parti cesarei, amputazioni, chirurgia elementare con cuciture e punti di sutura; operavano in strutture simili a primitivi ospedali con norme igieniche e legislazione particolari dove venivano offerti ai malati cibo, cure, assistenza, riparo; come strumenti medici utilizzavano uno stetoscopio rudimentale (chiamato corno del druido), alcune sonde chirurgiche, infusi di erbe per indurre al sonno (moderna anestesia), e poi pietre considerate magiche, le quali possedevano doti di guarigione, chiamate Òpietre del serpenteó; i druidi medici esperti avevano da uno a quattro allievi che imparavano l’arte medica attraverso l’esperienza sul campo e la pratica diretta (tanto è vero che durante la fuga dei cervelli dall’Irlanda, avvenuta dopo l’invasione inglese avvenuta nel XIX secolo, molti medici irlandesi, i migliori d’Europa, vennero assunti come medici privati nelle più prestigiose corti reali d’Europa o come professori nelle università italiane e tedesche); utilizzavano bagni pubblici per evitare il dilagare di epidemie;
18. conoscevano, attraverso calcoli matematici, osservazioni e studi approfonditi, molti fenomeni astronomici, quali il movimento delle stelle e del sole, la ciclicità delle fasi lunari, le dimensioni del mondo e l’ampiezza delle isole, i fenomeni atmosferici collegati al cielo, la durata del giorno e della notte nel corso dell’anno;
19. predicevano il futuro attraverso i sogni (culto del sogno rivelatore), la meditazione, i rituali, l’osservazione del volo degli uccelli, l’osservazione della forma delle radici dei grandi alberi (soprattutto querce e vischio), l’osservazione della forma e della velocità delle nuvole, i lamenti che precedevano la morte di qualcuno, la caduta sul terreno dei frutti e delle ghiande, l’uso di bastoni runici, i sacrifici di animali (compresa l’osservazione delle loro viscere) e attraverso lo studio della ruota del druido, una ruota di legno che girando in un senso o nell’altro dava al druido la conoscenza di eventi futuri;
20. erano gli eredi dell’antico culto indoeuropeo dell’acqua (la dea Danu, da cui il Danubio prende il nome) intesa come fertilità della terra (dea madre), e della quercia sacra (la quercia dava ghiande, le ghiande erano cibo, il cibo significava sopravvivenza e continuazione della vita); in proposito, molte analogie con la religione indù;
21. amministravano la giustizia e valutavano le controversie tra i singoli, cioè prendevano decisioni legali sia di carattere pubblico che privato: erano giudici il cui giudizio era inappellabile (addirittura si dice che un druido avesse impedito con le proprie parole una battaglia tra due eserciti nemici, ponendosi tra le due fazioni) e avevano sviluppato due codici di leggi (dette leggi Brehon, come anche i giudici erano detti allo stesso modo) tra cui era inclusa la legge degli innocenti, cioè il divieto di uccidere i civili nel corso di una guerra; il loro compito principale era dare giustizia al popolo e proteggere i deboli, e ovviamente allontanare dalla comunità i soggetti che non rispettavano i codici; per questo loro ruolo i druidi erano considerati ancora di più dai popoli come Òi più retti tra gli uominió (ruolo riconosciuto persino dai filosofi greci che ne conobbero qualcuno);
22. erano tenuti in gran conto dal popolo, tanto che si temevano sciagure e calamità naturali quando un druido si ammalava o veniva ferito; inoltre mancare di rispetto a un druido o non dare importanza alle sue parole significava alienarsi anche la benevolenza e la collaborazione della comunità nella vita quotidiana, quindi isolamento sociale; erano molto rispettati per la loro sapienza, la loro semplicità, per l’insegnamento, l’integrità morale e per il rifiuto di eccessi e lussi di qualsiasi tipo;
23. erano esenti da tributi, da ogni dovere, da ogni obbligo, da ordini e dal servizio militare, a cui invece erano tenuti tutti gli altri;
24. veneravano molti dei dedicati alla natura, il più importante era il Dagda, il padre di tutti gli dei e di tutti gli esseri viventi e creatore del tutto; per i druidi gli dei erano loro antenati, e la loro sapienza era tramandata di generazione in generazione per portare il messaggio degli dei a tutti i loro discendenti;
25. credevano che ogni uomo fosse formato da tre parti complementari (corpo, anima, spirito), che il mondo fosse formato da tre parti equivalenti (terra, mare e aria), che ogni cosa fosse classificabile in tre gruppi (animali, vegetali, minerali) e che tutti i colori discendessero da tre colori originari (giallo, rosso, blu) che poi ancora oggi sono chiamati colori primari e sono la base dell’arte del colore;
26. tenevano in gran considerazione la parola (anche per via dell’insegnamento orale): la parola dei druidi era considerata verità, e la verità era sacra e non doveva essere profanata o alterata; la parola aveva potere magico (rituali cantati e gridati, canzoni magiche per far rivivere gli eroi del passato nel presente) ed era considerata sempre con importanza; la verità era il fondamento del discorso e tutte le parole si basavano sulla verità, anche perché attraverso essa la terra perdurava (conoscenze agricole tramandate a parole); la parola costituiva il mezzo attraverso cui si esprimeva ogni druido e rappresentava quindi l’intera sapienza druidica: la verità costituiva il vero potere dei druidi, al pari della conoscenza; davano molta importanza a giochi di parole, scioglilingua, filastrocche, poesie, canzoni e indovinelli;
27. utilizzavano l’alfabeto ogamico (praticamente composto da rune) e conoscevano quello greco, latino ed etrusco poiché compivano lunghi viaggi per conoscere, studiare, esplorare e imparare cose nuove;
28. le pietre e le rocce venivano considerate come le dimore e i rifugi degli spiriti, poiché erano concepite come Òantiche al di là del tempoó;
29. erano i garanti della civiltà egualitaria: non esisteva la proprietà privata assoluta, ne la concezione della primogenitura (eredità al primo figlio maschio); alle cariche pubbliche si accedeva infatti tramite elezioni (questo anche nel caso del monarca, eletto dal consiglio dei guerrieri e dai druidi);
30. sempre in base alle conoscenze delle popolazioni indoeuropee, avevano sviluppato un calendario molto complesso, tenendo conto del periodo agricolo di semina e di raccolta e di trattamento della terra (decisi in base all’osservazione degli astri), del movimento delle stelle e delle fasi lunari (una fase durava circa 9 notti); il riferimento di tale calendario era la notte, non il giorno, e prendeva in esame 62 mesi consecutivi di 29 o 30 notti l’uno, per un totale di 5 anni (lustro); la divisione del tempo era molto accurata, e divideva un anno in circa dodici mesi, ogni mese in 3-4 periodi, mentre il periodo più lungo considerato dal calendario era il saecula, che durava ben 30 anni;
31. avevano stabilito le feste della nazione celtica, che si manifestavano con accensione di fuochi e falò in tutte le comunità, con balli e canzoni attorno al fuoco, con giochi sportivi e di abilità varie, con il racconto di storie e leggende soprattutto ai giovani; tra le più importanti erano Beltaine (1¡ maggio, notte delle fate e dei folletti che solo questa notte possono attraversare il mondo), Imbolc (festa della fertilità della terra, notte tra il 31 gennaio e il 1¡ febbraio), Samhaine (festa degli spiriti, la notte ritenuta più importante a causa dell’unione tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, in cui i morti potevano vendicarsi in caso avessero ricevuto torti o sgherri dai vivi quando erano in vita, notte tra il 31 ottobre e il 1¡ novembre) e Lughnasadh (festa in onore al raccolto, notte del 1¡ agosto);
32. tra i poteri occulti dei druidi figuravano tradizionalmente: maledizioni, invocazioni della forza della natura (neve, vento, pioggia, sole accecante, tempeste, valanghe, nebbia, spostamento di montagne, formazione di crepacci, terremoti, ecc.), protezione personale attraverso un Òmantello oscuro di nebbiaó che rendeva invisibili, l’uso di bastoni magici per evocare gli spiriti del mondo dei morti, l’uso di potenti amuleti che comandavano la volontà altrui, l’uso di talismani in grado di guarire le ferite (come le Òpietre del serpenteó), il potere di metamorfosi e di autometamorfosi in animali o in altre persone (come conferma l’influenza sulla leggenda di re Uther Pendragon, che grazie al potere di Merlino assume le sembianze di re Vortigern per condividere una notte con sua moglie Ygraine e dalla cui unione nascerà Artù), l’ipnosi con la sola forza delle parole e la modulazione del tono di voce, l’invocazione di potenti spiriti dei boschi e la comunicazione con essi e con il mondo dei morti, l’induzione della perdita della memoria attraverso la Òbevanda dellÕoblioó chiamata anche la pozione nera, l’evocazione di animali particolarmente forti e totalmente alle dipendenze del druido (lupi, orsi, falchi, gufi, ecc), il saper combattere come i più valorosi guerrieri dopo aver bevuto la cosiddetta Òpozione magicaó (probabilmente un infuso di erbe che alterava le facoltà psichiche, in poche parole, droga);
33. furono quasi completamente eliminati dai romani durante le loro campagne militari di conquista in Italia, Gallia, Galazia e Britannia, mentre in Irlanda sopravvissero conoscenze e insegnamenti druidici come se si trattasse di una roccaforte dei druidi il cui mare (sottoforma del dio dell’oceano Mannan Mac Lyr che da il nome all’isola di Man) abbatteva ogni nemico; i druidi furono poi soppiantati dall’invasione cristiana anche in Irlanda, dove i druidi furono trasformati in santi e le abitudini e le tradizioni pagane non cedettero all’eliminazione tanto da dover essere reimpiegate dal cristianesimo; con l’invasione inglese (trattasi di genocidio in piena regola) poi quasi tutto è stato distrutto, travisato, occultato, cambiato, falsificato, politicizzato, ecc. Oggi ci sono nuovi ordini druidici legati alla mssoneria del Ô700 e dell’800, di cui il primo ministro inglese Winston Churchill fu membro, ma che hanno ben poco a che vedere con la filosofia druidica dei veri druidi celtici.

Non voglio creare nessuna allusione a qualcosa di reale o troppo sputato ai druidi celtici, però ci sono molti spunti meravigliosi e su cui vale la pena di lavorarci sopra. Alcune cose, che per esempio non si possono inserire nel bg e nemmeno sotto forma di abilità o magie, si possono tenere buone per la storia del personaggio e la sua ambientazione, per bellissimi spunti di rpg e per caratterizzare molto di più questo tipo di personaggi davvero unici.
Poi credo che bisogna fare attenzione al bilanciamento con dotazione di abilità e magie in proporzione anche alle altre classi: inutile creare un druido che già al 20 livello sembra superman e altrettanto inutile dare vita a un personaggio che ancora al 15 livello perde 10 minuti a combattere con un pedone alla scacchiera...

Per le skills di un’ipotetica classe druido si possono approfondire magari alcune cose, tralasciarne altre che non servono assolutamente a nulla, prendere parte di alcune e mischiarle con altre: si può fare di tutto, secondo me. Sicuramente verrebbe una classe caster, o comunque con ampio utilizzo della magia, però con abilità assolutamente uniche.
Solo che non so muovermi con le abilità e le magieé Se qualcuno ha già buttato giù delle cose: scrivete vi prego, rendiamo vivi questi portatori di sapienza!!!
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