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Lunga Lancia

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Affisso: Mar 31 Ago, 2004 Oggetto del Messaggio: Misteri di Bosco Sacro |
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Nella locanda, vi sono diversi viandandi che parlan fra di loro di un'ombra misteriosa che secondo loro si aggira in Bosco Sacro, aiutando i viandanti che smarriscono la via.
"Stento a crederci, non vive nessuno in quel bosco, si aggirano solamente dei druidi che ogni tanto vanno a curare gli animali feriti.." mormoro' Anthur, un uomo molto alto e anziano, dalla folta barba e lunghi capelli bianchi.
"Lo so perche' sono un boscaiolo, e abito nei pressi di Bosco Sacro"
"Sto dicendo la verita', vecchio Anthur, ero stato disarcionato da cavallo e avevo battuto la testa; quando ho ripreso i sensi mi sono ritrovato la testa fasciata e sdraiato su un travois." rispose prontamente Rihoma; un ometto calvo e anziano, dall'espressione severa e dura.
I presenti si voltarono verso Riohma, parlottando fra di loro..
"Secondo me la botta gli ha dato alla testa." borbotto divertito un uomo al banco.
Rihoma si volto' di scatto, furioso.
"Non sto mentendo, ubriacone da quattro soldi! Posso giurarti di esser stato soccorso da qualcuno, in quel dannato bosco!"
"Ehi non ti scaldare vecchio; devi ammettere che la tua storia e' piuttosto assurda, non credi?"
"Assurda ma vera, giuro sulla testa dei mie figli, maledizione!"
Imprecando e borbottanto, Rihoma si avvio' al banco, ordinando un boccale di birra scura.
"C'e' qualcuno in quel maledetto bosco, e io voglio scoprire chi!"
Prosegui' l'ometto, innervosito.
"Chiunque sia ti ha salvato la pellaccia, che ti importa di scoprire chi e'?"
Gli rispose Anthur, accennando un sorriso.
"La curiosita' mi sta uccidendo, Anthur, DEVO scoprire chi e' quel tizio."
Rihoma fini' il suo boccale e fisso' Filthy negli occhi.
"Un'altra birra oste! E dai un boccale anche a questa banda di cialtroni, offro io."
Disse Rihoma indicando il tavolo dove erano seduti dei suoi amici e il vecchio Anthur.
Filthy annui' brontolando qualcosa fra i denti, riempiendo quattro grandi boccali di birra schiumante.
L'ometto si alzo' dal bancone e torno' a sedersi al tavolo dei suoi amici.
"Ho sentito strani rumori in quel bosco.."
Disse Rihoma.
"Strane grida, forse un CANTO molto solenne, ed era una lingua che mai avevo sentito prima d'ora."
"Sicuro di non essertelo immaginato?" domando' Anthur, scrutando l'amico.
"Sicurissimo!! Mi prendi per un visionario forse??" Sbraito' Rihoma con una buffa espressione arrabbiata.
"No no, non ho detto questo." Si giustifico' egli "..pensavo solo che, bhe', ecco, all'alba si e' molto stanchi, percio' puo' capitare..."
"Anthur! Sei mio amico o no?!" lo interruppre Rihoma "Non mi sono immaginato nulla maledizione!!"
Detto questo, Rihoma si alzo' di scatto e si avvio' verso l'uscio della locanda.
"Rihoma! Dove stai andando?" Gli grido' dietro Anthur.
"A cercare la verita' in quel dannato bosco, uomo di poca fede!!"
Usci' sbattendo la porta, sotto gli sguardi attoniti e divertiti dei presenti.
"Ma dico io, c'era bisogno di scaldarsi tanto?"
Chiese Anthur agli amici, che risposero alzando le spalle.
[continua..] _________________ "Oh Grande Spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza." |
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Lunga Lancia

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Affisso: Mer 01 Set, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Misteri di Bosco Sacro |
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Il giorno dopo, in locanda, si parlava di Rihoma, che era partito all'improvviso, dicendo di essere andato a caccia di un misterioso individuo che abiterebbe in Bosco Sacro.
"Chissa' che fine avra' fatto quel vecchio pazzo.." disse Filthy, pulendo un bicchere con uno straccio unto e bisunto.
"E' andato a caccia di fantasmi!" esclamo' un viandante seduto ad un tavolo.
Scoppio' una risata generale.
"Basta parlare di una persona che non e' qui e non puo' difendersi! Razza di ubriaconi!" sbraito' Anthur, alzandosi bruscamente dal tavolo.
"Io credo alle parole di Rihoma, altrimenti non sarebbe partito cosi' all'improvviso. In fondo non e' poi cosi' assurdo che qualcuno abiti in quel bosco.." prosegui'
"Non ti ci mettere anche tu Anthur! Quel bosco e' pieno di belve feroci, nessuno sopravviverebbe per piu' di un giorno fra quella vegetazione! Probabilmente il tuo amico ha saziato un orso." disse Dekhor, mentre sorseggiava il suo boccale.
Dekhor e' un uomo basso e dalla corpuratora massiccia, dai corti capelli castani e un buffo pizzetto sfoggia sul mento.
Anthur punto' un dito verso l'uomo, con fare minaccioso.
"Non dirlo nemmeno per scherzo, razza di farabutto! Rihoma e' un cacciatore esperto e saggio, ha la testa sulle spalle e sa mantenere il controllo anche in situazioni critiche!" sbotto'
"Ma davvero? Allora come spieghi la sua esplosione di rabbia ieri?"
Dekhor abbozzo' un sorriso acido nei confronti di Anthur, fissandolo con il suo sguardo ironico.
"A tutti puo' capitare un momento di stizza, palla di lardo, siamo esseri umani in fondo! Tu invece sei solo lo scarto di un troll! Nemmeno il Rahl ti accetterebbe come cena!"
Dekhor si alzo' di scatto, furibundo. Si avvicino' con fare minaccioso a Anthur, fissandolo negli occhi.
"Ripetilo se hai il coraggio, montagna di muscoli e niente cervell....!"
Un sonoro pugno di Anthur lo interruppe, e l'omino volo' a terra con un sonoro tonfo.
"Peste! Hai le mani pesanti vedo.." disse Dekhor, massaggiandosi il viso.
"..Ma io non sono da meno!"
Detto questo, il grassone balzo' addosso al vecchio Anthur, e da li' incomincio' una rissa furiosa.
"Per la miseria! Smettetela! Finirete per sfasciarmi il locale, maledizione!!"
Urlo' Filthy, in prenda al panico, preoccupato piu' per i mobili che per i due lottatori.
I presenti si riunirono attorno ai due e li incoraggiavano.
"Forza! Vai cosi'! Ammazza quel vagabondo!" gridarono tutti.
All'improvviso, la porta della locanda sbatte' con violenza, tutti si fermarono, e nel silenzio totale si voltarono verso il rumore.
Era Rihoma! Era pieno di lividi e chiazze di sangue, ma il suo volto esprimeva piu' rabbia e delusione che dolore.
"Rihoma!" grido' Anthur, che ancora stringeva il collo di Dekhor nel pugno.
Il vecchio si alzo' in piedi correndo verso l'amico.
"Che cosa diavolo e' successo in quel dannato bosco?"
Rihoma alzo' lo sguardo, ricambiando quello di Anthur.
"Un dannato orso mi ha scambiato per la colazione, ecco cosa e' successo!!" sbraito' l'omino.
Ci fu' un'altra risata generale.
"Aspettate prima di ridere, razza di bifolchi da osteria!"
"Che e' successo Rihoma?" gli domando' l'amico
"Quando quel maledetto orso mi ha attaccato, ho udito un grido, sembrava un richiamo, non lo so con precisione, ma quando l'orso udi' quell'urlo, se ne ando'. Quel qualcuno mi ha salvato nuovamente la vita!" esclamo' il vecchietto, con stupore.
"Se non ci fosse stato lui, a quest'ora la mia carcassa sarebbe nello stomaco di quel puzzolente animale." prosegui'
"Andiamo! Non puo' essere piu' puzzolente di te!" esclamo' qualcuno, fra la folla.
Vi fu nuovamente una risata generale, questa volta rise di gusto anche Anthur, divertito.
"Al diavolo!" borbotto' Rihoma.
L'omino si sedette al tavolo con Anthur, ordinando due boccali di birra.
"Su Rihoma, raccontami cos'e' successo in quel bosco.." lo incito' l'amico.
Rihoma alzo' lo sguardo dal boccale e lo fisso' negli occhi.
"Pensi anche tu che mi sia inventato tutto, non e' cosi'?" Rihoma tiro' un'occhiata gelida ad Anthur.
"Ehm.. no affatto, solo che volevo saperne di piu', ecco tutto."
"Che c'e' da raccontare? Quando quell'orso mi ha attaccato, si e' udito un grido, e quella bestia si e' inoltrata nella fitta vegetazione, niente di piu', niente di meno."
Rihoma sbatte' il boccale sul tavolo, con violenza.
"Oste! Preparami un'altra birra! E alla svelta!!" grido Rihoma.
"Hai sete eh?" domando Anthur, fissandolo con stupore, essendo che si era bevuto una pinta.
"Ci puoi giurare satanasso! Sono ore che non tocco boccale."
L'amico annui' lentamente..
"Un'altra pinta?" gli grido' Filthy.
"E me lo domandi??" rispose Rihoma "e nel boccale piu' grande che hai!"
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Lunga Lancia

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Affisso: Ven 03 Set, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Misteri di Bosco Sacro |
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"Un'altra pinta?? Di' Rihoma, sei diventato matto??" sbotto' Anthur, severo.
"Baaah, sta' zitto! Sono ore che non bevo un goccetto, e se permetti voglio festeggiare, dato che sono sopravvissuto all'attacco di quel dannatissimo animale!!" rispose Rhioma, seccato e innervosito.
Filthy porto' la birra all'ometto, che intanto rimproverava l'amico.
"Ecco la tua birra." disse l'oste mentre sbatteva il boccale sotto il naso di Rhioma.
"Finalmente!" Il vecchietto diede una moneta d'oro a Filthy e si attacco' al boccale.
"Sei ancora intenzionato a tornare in quel bosco, Rihoma?" domando' Anthur, fissando Rihoma, mentre si scolava la sua seconda pinta.
"Ci puoi giurare vecchio gufo, Rihoma non si arrende mai! Nemmeno di fronte ad un enorme... orso.." la sua voce cominciava diventare flebile e tremante "..bah! Comunque sia non andro' da solo!" prosegui'
Il vecchio cacciatore si volto' verso la gente seduta agli altri tavoli, innalzo' il suo boccale e grido':
"Chi di voi, branco di beoni, ha tanto fegato da accompagnarmi tra le fronde di Bosco Sacro, per aiutarmi a scovare il selvaggio che ci abita?"
Nessuno si volto', rimasero a parlottare e a bere come se niente fosse successo.
"Bah! Tanto non ho bisogno di voi! Andate all'inferno!"
Rihoma si volto' verso Anthur e lo fisso negli occhi, con sguardo triste.
"Anthur, tu verrai vero? Non abbandonerai il tuo migliore amico, non e' cosi'?"
Anthur si alzo' di scatto dal tavolo.
"Scordatelo! Non ti accompagnero' mai in quest'impresa assurda, Rihoma! E' pericoloso e stupido! Toglietelo dalla testa!" sbotto'
Il giorno dopo, Rihoma e Anthur si misero in viaggio per Bosco Sacro; i due baldi avventurrieri, piu' felici che mai di andare in contro a quest'avventura, si organizzavano sul da farsi.
"Accidenti a te, Rihoma! Non so come diavolo hai fatto a convincermi, ma so che me ne pentiro'... Oh se me ne pentiro'!"
"Chiudi il becco vecchio gufo, non ci succedera' nulla." rispose egli, piu' convinto che mai.
In poche ore giunsero a Bosco Sacro, inoltrandosi nella fitta boscaglia, alla ricerca di questo fantomatico "selvaggio".
"Per la miseria!!" grido' Anthur.
Rihoma si volto' di scatto e corse verso l'amico.
"Che cosa e' successo?!" grido' il vecchio cacciatore, visibilmente preoccupato.
"Un maledetto ramo mi ha strappato la camicia, dannazione!" sbraito' il vecchio Anthur.
"Idiota! Mi hai fatto prendere un accidente! Piantala di fare la femminuccia e proseguiamo!" Rihoma si volto' seguendo il sentiero, brontolando qualcosa fra i denti.
Piu' tardi, giunsero ai piedi di un grande salice piangente, l'albero ombreggiava gran parte di quella piccola radura, e i due bardi avventurrieri riposarono sotto le sue fronde, al fresco e apparentemente al sicuro.
"Ahhh, si sta davvero bene qui." disse Anthur, sdraiandosi ai piedi del grande salice.
"Gia' gia'... ma non abbassare mai la guardia, e tieni occhi e orecchi spalancati, non sia mai che quel dannato selvaggio si faccia vivo." rispose Rihoma, scrudando attorno a se'.
"Ma piantala una buona volta e rilassati, goditi la bellezza di questo posto, prima di venirci seppellito!" rispose ridacchiando l'amico, che intanto pisolava sdraiato sul prato.
Rihoma borbotto' qualcosa dopodiche' si sedette accanto ad Anthur.
"Non mi piace."
Che cosa?" rispose Anthur.
"Questo silenzio, non c'e' nemmeno un fringuello che canticchia."
"Come sei paranoico." sbotto' Anthur, per poi voltarsi dall'altra parte, poggiando la testa su una radice del salice.
Rihoma lancio' un'occhiata glaciale al suo compare, dopodiche' si volto' sgranando gli occhi.
"Ehi! Hai sentito??"
"Mmmm...Sentito cosa?" mormoro' Anthur con la voce impastata dal sonno.
"Un grido!"
"Te lo sarai immaginato, sdraiati e non pensarci piu'."
"Al diavolo! ti dico che ho sentito un grido dannazione!"
Sbraito' l'anziano cacciatore, visibilmente innervosito.
In quel momento, fra le fronde del bosco, echeggio' un secondo grido, questa volta molto piu' forte.
"Ora hai sentito, vecchio gufo??"
Anthur si alzo' in piedi di scatto.
"Maledizione! Avevi ragione! C'e' qualcuno in questo bosco!"
Anthur sguaino' un lungo pugnale da caccia, mentre Rihoma mise mano al suo fedele arco.
"CHI SEI!! FATTI VEDERE!!" Grido' Rihoma, un po' impaurito.
Silenzio...
"NON VOGLIAMO FARTI DEL MALE! SOLAMENTE PARLARTI!" Continuo' Anthur, lanciando un'occhiataccia a Rhioma, che rispose anzando le spalle.
Improvvisamente un'ombra salto' giu' dalle fronde del grande albero, era un ragazzo!
Vestito con una pelle d'orso attorno al corpo, pantaloni logori in cuoio e due lunghe piume d'aquila appese in una striscia di cuoio che portava al capo.
I due cacciatori si spaventarono, Rihoma sobbalzo' e punto' l'arco verso il giovane, incoccando una freccia.
"Non avvicinarti! Chi diavolo sei??" sbraito' Rihoma.
Egli non rispose, scrutandoli incuriosito.
"R-rispondi!" gli fece eco Anthur, brandendo il suo coltello da caccia "..sai parlare??" prosegui'.
Il ragazzo ripose il suo arco nella sacca e sorrise ai due.
"Woah! Certamente straniero, io essere Lunga Lancia, capocacciatore della tribu' di Orso Giallo, voi chi essere?"
Rispose Lunga Lancia, continuando a sorridere ai due.
I cacciatori si fissarono negli occhi per pochi secondi, dopodiche riposero le armi.
"Ehm, noi siamo Rihoma e Anthur, cacciatori della citta' di Kyrandor..."
Anthur annui', come per confermare le parole del suo compare.
"Aaah, voi essere abitanti di grande villaggio! E' un onore conoscere gente di grande villaggio. Essere mesi che Lunga Lancia non vedere persone."
Il giovane sorrise e si avvicino' ai due, stringendogli infine la mano.
Poco piu' tardi, i tre baldi avventurrieri si strinsero accanto ad un falo', cucinando delle succose bistecche di selvaggina.
"E cosi' tu saresti un guerriero dell'ovest eh?" disse Rihoma, addentando un pezzo di carne "non shapeo ghe eshistesshe ua thibu' nelle tegge sevagge." mormoro' l'anziano cacciatore, masticando il boccone.
Lunga Lancia scoppio' a ridere, non seppe trattenersi di fronte alla buffa affermazione del vecchio.
"Woah! Tribu' di Lunga Lancia vivere in pace, a contatto con natura. Popolo di est non conoscere nostra gente, essi troppo occupati a fare guerre, che a esplorare terre inesplorate." Lunga Lancia sorrise a Rihoma, porgendogli una borraccia colma di idromele.
Rihoma bevve dalla borraccia e mando' giu' il boccone.
"Grazie."
"Di nulla." rispose Lunga Lancia, sorridendo.
Anthur si guardo' attorno e vedendo che si stava facendo notte disse all'amico che era ora di rientrare.
"A presto Lunga Lancia! E' stato un piacere fare la tua conoscenza." disse Anthur, stringendo la mano al giovane.
"Anche per me." Rihoma non volle esser da meno, e strinse anche lui la mano al suo giovane amico.
"A presto amici! Tornate ancora a trovare Lunga Lancia, ne sara' felice!"
Lunga Lancia saluto' i suoi nuovi amici e si addentro' nella foresta.
"Bah.. chissa' perche' parla in terza persona.. qualcuno deve insegnarli a parlare.. sembra un selvaggio.." mormoro' Anthur, spegnendo il fuoco.
"Ehm.. lui E' un selvaggio, zuccone!" rispose Rihoma, strattonando l'amico per trascinarlo fuori dal bosco.
Infine i due baldi cacciatori tornarono in citta' prima di notte, in attesa di raccontar agli amici della loro nuova avventura.
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Lunga Lancia

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Affisso: Dom 05 Set, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Misteri di Bosco Sacro |
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Il giorno dopo, Rihoma e Anthur, si svegliaron di buon'ora e si avviarono in locanda, per raccontare agli amici della loro avventura.
"Ehi gente! Non indovinerete mai che cosa e' successo ieri!" grido' il vecchio Rihoma, non appena mise piede nella locanda.
I presenti si voltarono, un po' sorpresi di vedere Rihoma cosi' presto.
"Non dirmi che ti sei lavato, finalmente." rispose Dekhor, ridacchiando.
Scoppio' una risata generale.
Rihoma lancio' una gelida occhiata all'ometto seduto al tavolo.
"Va' all'inferno! Le tue stupide battute ormai hanno fatto storia!" sbotto' Anthur, visibilmente innervosito per l'intervento di Dekhor.
Rihoma si avvicino' al banco, ordinando una birra.
"Filthy! Portami della buona birra fresca, birra di malto!"
Anthur lo segui', ordinando anche lui un boccale.
"Gente, ammucchiatevi qua che vi devo raccontare una cosa, forza forza!"
Esclamo' Rihoma, facendo dei gesti per far capire agli altri di avvicinarsi.
"Che cosa ci devi raccontare?" domando' un mendicante incuriosito.
Quando i presenti si accerchiarono attorno a Rihoma ed Anthur, il cacciatore inizio' il suo racconto.
"Proprio ieri, io ed Anthur ci siamo inoltrati in Bosco Sacro, alla ricerca del selvaggio che ci ab..." Rihoma venne interrotto da Dekhor.
"Storie! Non ci abita nessuno in quel bosco."
"Fammi finire uomo di poca fede!" sbraito' Rihoma.
Rihoma racconto' l'avventura a cui il giorno prima era andato incontro con l'appoggio di Anthur.
Gli ascoltatori rimasero esterrefatti, mai avrebbero potuto immaginare che un selvaggio potesse abitare in quel bosco pericoloso e pieno di insidie.
Dekhor scoppio' a ridere.
"Ma piantatela di dire stupide panzane, razza di idioti!" esclamo' fra le risa "Non vive nessuno tra le fronde di quegli alberi, solo orsi, serpenti e altri stupidi animali."
Dekhor sorseggio' un po' di birra dal suo boccale e ricambio' ai due cacciatori un sorriso ironico, convinto che la ragione stesse dalla sua parte.
Rihoma divenne pallido dalla rabbia e la sua buffa espressione nervosa prese lentamente forma tra le rughe del suo viso.
"Rimangiati quello che hai detto dannatissimo verme!! Tu che non fai altro che vegetare seduto a quello stupido tavolo scolandoti la cantina di Filthy ogni maledettissimo giorno!! Sta' zitto!! Non sai nemmeno che forma abbia un orso!!" sbotto' il vecchietto, calmandosi quasi subito.
Calo' lentamente il silenzio, come se tutti si aspettassero qualche strana reazione da parte di Dekhor; invece se ne rimase li' in silenzio, osservando il vecchio cacciatore con sguardo di sfida.
"Non faro' un accidente dalla mattina alla sera ma almeno non spreco la mia vita dando la caccia a puzzolenti e stupidi animali!! Ti fai tanto grosso che riesci ad atterrare un orso a mani nude e l'altro giorno sei tornato coperto di sangue!!" ringhio' Dekhor "Torna nel tuo bosco a cacciare insetti, scarto d'un troll!" prosegui'
"Aaaah!! Questa volta non la passi liscia furfante!!"
"No! Fermo!" esclamo' Anthur, afferrando l'amico per la vita, mentre egli sferrava pugni a vuoto e sgambettava nel vano tentativo di colpire Dekhor.
"Calmati accidenti!! Non vorrai abbassarti al suo livello!" prosegui' Anthur.
"Bah!! Chiudi il becco tu! L'altra volta l'hai quasi ammazzato quel verme!!"
Rihoma si calmo' poco a poco e Anthur lascio' la presa.
I bisticci e le minacce preseguirono fino a tarda notte, le grida si udirono in tutta la citta' e alcune guardie fecero un sopralluogo per vedere che stava succedendo.
Dopo qualche minuto, una decina di guardie cittadine portarono nuovamente l'ordine ed il silenzio alla Locanda del Topo.
"Filthy! Portami una pinta! Veloce!" esclamo' Rihoma, seduto ad un tavolo assieme al suo vecchio amico Anthur.
"Finirai con prenderti un accidente se continui a bere cosi', pari una vecchia spugna." disse Anthur, con disinvoltura.
"Al diavolo! Si vive una volta sola, e voglio godermi questa maledetta birra finche' la mia carcassa non e' dentro una bara!" esclamo' Rihoma sbattendo un boccale vuoto sul tavolo.
All'improvviso, la porta della locanda si apri', dall'uscio fece capolino una figura avvolta da una lunga pelliccia, probabilmente di un qualche animale selvatico.
I presenti si voltarono per vedere il nuovo arrivato, essendo che nessuno in questa citta' e' capace di farsi i propri affari.
Lo straniero entro' chiudendo la porta, si avvicino' al banco e si tolse la pelliccia, poggiandola su uno sgabello.
Rihoma ed Anthur sbiancarono.
"Lunga Lancia!!" esclamarono all'unisono.
Filthy si volto' verso il giovane e gli sorrise.
"Salve giovanotto, noto con piacere che sei tornato a farci visita. In cosa posso servirti?"
"Birra fresca in grande boccale!" rispose Lunga Lancia con un grande sorriso, impaziente di assaggiare la fresca birra del "grande villaggio"
Filthy sbatte' un boccale sotto il naso del ragazzo.
Fece per sorseggiare un po' di birra ma venne interrotto da Rihoma e Anthir, che si precipitarono da lui.
"Amici!" Esclamo' Lunga Lancia sorridendo "Anche voi a dissetarvi?"
"Che cosa diavolo ci fai qui??" esclamarono i due cacciatori, perplessi.
"Woah! Lunga Lancia mettere fine a sua sete." rispose abbozzando un sorriso.
"Ma.. non abitavi in Bosco Sacro?" disse Rihoma, scrutanto il suo giovane amico.
"Lunga Lancia volere costruire suo Tepee in foresta di piccoli uomini, in grande spiazzo, dove fratello Lupo grida nelle notti di Luna piena."
I due cacciatori annuirono, piu' perplessi di prima.
"Ora Lunga Lancia deve andare." disse finendo la sua birra.
"A.. a presto dunque.." mormoro' Rihoma.
"A presto amici!"
Lunga Lancia si avvio' verso l'uscita salutando i due cacciatori, che lo fissavano perplessi.
[fine.. ? ..] _________________ "Oh Grande Spirito, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare; il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare e la saggezza di capirne la differenza." |
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