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Diarmuid

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Affisso: Sab 28 Ago, 2004 Oggetto del Messaggio: ...il mitico guerriero... |
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Si fermo' per un istante, inspirando profondamente e a pieni polmoni l'aria tersa e pulita del mattino. Valutando che non fossero passate piu' di tre ore dalla sua partenza da Kyrandor, e sapendo di trovarsi ormai vicino alla cittadina, decise che poteva anche fermarsi a riposare per qualche minuto: sedette quindi all'ombra di un grande salice, accanto ad un laghetto, prendendo tra le mani la borraccia e svitandone con movimenti lenti e calmi il tappo.
Fu piacevole sentire l'acqua fresca discendere giu' per la gola secca e riarsa, e la radura era un'oasi di pace ormai rara: piccoli uccelli e innoqui animali sbucavano ogni tanto, per nulla intimoriti dalla sua presenza, distraendolo con il loro cinguettare terso e dolce.
"...che pace...", mormoro' tra se e se Diarmuid, allungandosi completamente sotto l'albero e poggiando la sacca da viaggio sotto la testa. Il polso destro gli doleva ancora, la dove poche settimane prima era stato apposto il tatuaggio: era stato incauto, e aveva continuato ad allenarsi nonostante gli fosse stato detto che un po' di riposo era necessario per evitare che il tatuaggio, eseguito con precisione ma con poca attenzione alla pulizia della lama, gli provocasse una pericolosa infezione.
Ma ovviamente, preso dallo studio delle nuove tecniche di combattimento, si era completamente dimenticato del monito del Saggio, e ora ne pagava i risultati: il sudore aveva fatto infettare il tatuaggio, e dunque il riposo era diventato un ordine diretto anziche' un monito.
Poco male, penso' tra se e se l'uomo chiudendo gli occhi. A Solace, dove la sua compagna Elyandra gia' lo aspettava, avrebbe trovato tutta la pace e il riposo che gli erano necessari per guarire...
Elyandra... Chissa' come l'avrebbe presa, quando gli avesse detto che era alfine stato accettato dalla cabala.
Non riusci' a trattenere un sorriso: ovviamente, l'avrebbe picchiato.
E lentamente il sonno ebbe la meglio, complice l'ombra e la fresca carezza del vento, e l'uomo si addormento' pigramente alla base del grande e maestoso salice della foresta sacra...
Era ormai tarda sera quando Diarmuid mise piede nella locanda dell'Ultima Casa. Aveva dormito per tutto il giorno, svegliandosi al tramonto, e aveva ricoperto in fretta la distanza che lo separava dalla citta' di Solace.
Ora, con passo allegro e deciso, si apprestava ad entrare all'interno della locanda, abbondantemente rischiarato da un grande e allegro fuoco che scoppiettava nel camino posto al centro dell'ampia sala centrale.
All'interno poteva sentire il chiacchiericcio dei clienti, e gli schiamazzi che gia' dalle prime ore del pomeriggio iniziavano a farsi udire, ma che a quell'ora tarda raggiungevano sempre il loro apice.
Dall'interno, il profumo delle patate speziate di Otik si mescolava al forte odore della birra del grasso locandiere, e tutto questo non fece che ricordare a Diarmuid che aveva una gran fame.
"Scusi, signore", fece una vocina sotto di lui. Abbassando lo sguardo, Diarmuid noto' un piccolo capannello di ragazzini non piu' grandi di 7 anni che si era raccolto attorno a lui. Sorridendo con aria amichevole, l'uomo si chino' verso la bambina che gli aveva parlato. "Si, piccola?"
"...ecco... lei e' un forestiero, vero?", chiese la bambina, fissando la sua sacca da viaggio impolverata.
Diarmuid annui', aggrottando leggermente le sopracciglia con aria incuriosita.
"...ecco... vede... noi ci chiedevamo... non e' che avrebbe visto un guerriero, venendo, signore? Lei e' appena arrivato, no?"
Diarmuid reclino' leggermente il capo, fissando la bambina con aria interrogativa. "...un guerriero?", chiese con aria incredula.
La bambina annui' vigorosamente, e un mormorio di assenso si levo' dagli altri bambini attorno.
"si, un guerriero... Un uomo alto tre metri, molto muscoloso, con una grande enoooorme spada sulla spalla e pieno di tatuaggi, giovane e con gli occhi azzurri, con dei lunghi capelli biondi e il sorriso forte e deciso e..."
Agitando le mani, Diarmuid scoppio' a ridere, interrompendo la bambina.
"piano, piano... cosi' non mi fai capire nulla!", fece, sorridendo. "Un guerriero, hai detto?"
I bambini annuirono all'unisono, fissandolo con aria eccitata.
"beh.... lasciami pensare.... no, direi proprio di no, piccolina", termino' infine, scuotendo il capo. "Come si chiama questo guerriero, e perche' lo cerchi?", domando' incuriosito.
"...ecco, deve sapere", fece la bambina, facendogli cenno di abbassarsi e prendendo a sussurrargli nelle orecchie "che abbiamo saputo che deve arrivare in citta' un Supremo Combattente!", concluse con aria eccitata.
Diarmuid si rizzo' in piedi, fissandola con aria stupita.
"Un supremo combattente? A Solace?", chiese infine.
"Si!!", fece la bambina, emettendo un gridolino e saltando a pie' pari. "doveva arrivare oggi, cosi' ci avevano detto... L'alto comando dei Supremi Combattenti ha mandato una lettera al sindaco, dicendo che deve essere trattato bene... Sapete, viene qui per riprendersi da una brutta ferita, avuta mentre combatteva con un grande drago malvagio!!"
Diarmuid aggrotto' le sopracciglia, carezzandosi il mento con aria perplessa.
"...un grande drago... malvagio?"
"Si!!!", risposero in coro i bambini. Quindi iniziarono a urlare a squarciagola, asserendo di conoscere la storia: nel volgere di due minuti, il drago si era improvvisamente moltiplicato, diventando tre draghi enormi e sputafiamme, ognuno a sei teste.
"...ca...capisco...", fece Diarmuid con aria imbarazzata, levandosi in piedi. "no, mi spiace ragazzi, non ho visto nessun guerriero per strada... ma se dovessi incontrarlo, state pur certi che vi avvertirei immediatamente.", concluse sorridendo.
"Grazie signore!", fecero in coro i bambini. Quindi iniziarono ad andare via, sciamando verso il cortile davanti alla locanda e urlando il loro proposito di andare ad aspettare alle porte della citta' l'arrivo del colossale guerriero, uccisore di ben sei draghi.
La bambina che aveva rivolto la parola a Diarmuid invece si fermo', fissandolo e tornando a sorridergli.
"Tu come ti chiami?", fece quindi con aria incuriosita.
"Io sono Diarmuid... e tu, invece, chi sei?", fece l'uomo, tornando a issare sulla spalla la leggera sacca da viaggio.
"Il mio nome e' Denna. Molto piacere, Diarmuid", fece la piccola, eseguendo una buffa e goffa riverenza. Quindi abbasso' gli occhi sulle spade che pendevano dalla cintura alla vita dell'uomo, fissandole incuriosita.
"Sei un guerriero, Diarmuid?", domando' infine.
"...uh.... beh... non proprio....", rispose l'uomo con aria imbarazzata, prendendo le due spade e sfilandole dalla cintura insieme ai foderi, e conservandole infine nella sacca da viaggio.
"...davvero? Beh, in effetti non sembri un guerriero, no.", concluse la piccola, annuendo tra se e se. "E cosa sei allora?"
Diarmuid si carezzo' il mento con aria meditabonda, riflettendo per qualche minuto, infine scosse le spalle e sorrise ancora alla bambina. "Nel paese da cui provengo, chiamano quelli come me Kensai...", rispose infine.
"...Kansai? Oh... E cos'e' un Kansai, Diarmuid?", prosegui' la bambina, sedendosi su uno scalino della locanda.
"...beh... ecco... non e' semplice... letteralmente significa "santo della spada", e..."
"Ah! Ho capito!!", fece Denna, balzando in piedi e rivolgendo un grande sorriso all'uomo.
"...hai... capito?", le fece eco Diarmuid, con aria sempre piu' perplessa. La bambina annui' vigorosamente, mentre il suo sorriso si allargava.
"Sei un prete!!!", fece quindi, facendo una piccola giravolta su se stessa.
Diarmuid la fisso' con aria interdetta, aprendo la bocca per controbattere.
"Beh, e' stato bello conoscerti, Diarmuid, ma ora devo andare. Tu capisci, sei una persona tanto simpatica, ma devo vedere quel Supremo Combattente che arrivera' tra poco in citta'... E' tutto il giorno che l'aspettiamo!"
"...ma...", fece Diarmuid con aria attonita.
"....non e' per cattiveria," prosegui' la bambina, scendendo dalle scale e sorridendogli "ma di preti ne vedo tanti, durante l'anno. Invece.... Un supremo combattente!! Ci pensi, Diarmuid?! Dev'essere bellissimo!!"
Sospirando con aria rassegnata, Diarmuid annui', sorridendo alla bambina.
"E' meglio che tu vada, Denna", fece infine "piu' stai qui a parlare con me, e piu' probabile diventa che tu ti perda l'arrivo del nobile guerriero uccisore di draghi", concluse, strizzandole l'occhio.
La bambina annui' con aria seria. "Hai ragione, vado. Sei simpatico, sai Diarmuid? Spero di rivederti!", gli urlo' mentre gia' stava correndo verso le porte della citta'.
Diarmuid si gratto' la nuca, fissando la minuscola bambina sparire dietro un angolo di un vicolo. Trattenendo una risata, si carico' nuovamente la sacca da viaggio in spalla e apri' la doppia porta della locanda, entrando nel locale ora caldo e confortevole...
[CONTINUA (manco a dirlo )] _________________ "The crystal is the heart of the blade. The heart is the crystal of the Jedi. The Jedi is the crystal of the Force. The Force is the blade of the heart." |
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Diarmuid

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Affisso: Sab 28 Ago, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: ...il mitico guerriero... |
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I primi raggi dell'alba bagnarono il suo viso, inondandolo d'un caldo e tenue bagliore dorato e lambendole dolcemente il corpo nudo steso sopra le coperte.
La stagione era calda, ben piu' degli altri anni, e non si poteva fare a meno di tenere aperte le finestre durante la notte.
Alzandosi lentamente in piedi, la ragazza si avvicino' alla vaselliera nell'angolo della stanza; per un attimo rimase a guardarsi nel grande specchio ovale davanti a se, annuendo con aria soddisfatta nel controllare la muscolatura, forte ma appena accentuata, e le forme morbide e toniche. Quindi prese una brocca d'acqua fredda, versandola nel largo vaso posto sopra il treppiede in ferro battuto e lavandosi lentamente e con cura il corpo sudato, levandosi cosi' di dosso tutto il torpore del risveglio.
Finito che ebbe di lavarsi, si avvicino' all'uomo ancora sul letto, che seguitava a dormire.
Per un istante, Elyandra ebbe la tentazione di svegliare Diarmuid con una bella doccia fredda; poi, sogghignando tra se e se al pensiero della faccia del compagno, la ragazza scosse la testa, abbandonando l'idea.
Dopotutto gli era mancato... erano stati mesi lunghi, quelli in cui lui era stato via. Anche se non l'avrebbe mai e poi mai ammesso davanti a lui, aveva sperato ogni giorno che una sua lettera arrivasse. E quando infine era arrivata, dicendole che era in viaggio per solace, dove contava di fermarsi per qualche tempo per guarire da "certe ferite", la ragazza si era precipitata.
Ovvio, quando se l'era trovato sulla soglia, con quasi otto ore di ritardo e quel suo sorriso perennemente calmo e dolce, non era proprio riuscita a trattenersi.
Ma non l'aveva poi strapazzato troppo, no, concluse tra se e se con aria soddisfatta, carezzando il viso del compagno ancora profondamente addormentato proprio sopra il grosso livido bluastro che gli circondava l'occhio destro.
Tornando in piedi, la ragazza si diresse verso la sedia su cui giacevano le sue spade: si aggancio' alla vita il fodero con la lama corta, e sistemo' sulla schiena il balteo che manteneva il fodero della spada lunga sulle sue spalle, quindi usci' di buon passo, dirigendosi verso il cortile esterno per gli esercizi mattutini...
"DIAAAARMUUUIIIIDDDDDD!!!!!"
Diarmuid apri' gli occhi di scatto, rizzandosi a sedere sul letto e impiegando almeno dieci secondi per ricordarsi dove si trovasse, cosa facesse e, cosa ancora piu' importante, chi fosse.
Appena ebbe fatto mente locale, la vocina stridula e infantile torno' ad echeggiare prepotentemente nell'aria.
Sospirando, l'uomo scese dal letto e si stiracchio': quindi si stupi' di constatare che dovevano essere ormai le dieci passate, e che aveva dormito per almeno undici ore. Scuotendo la testa si avvicino' alla finestra, mormorando tra se e se che stava proprio invecchiando.
Quando la spalanco', una folata di aria tiepida e leggera lo investi' in pieno petto, e si sporse dalla finestra per vedere chi lo stesse chiamando.
Sul marciapiede, la piccola Denna si stava sbracciando per attirare la sua attenzione.
"...Denna?", fece l'uomo con aria perplessa, fissando la bambina. Quindi, rinunciando a capirci qualcosa, le fece cenno di aspettare e rientro' dentro, cercando i suoi vestiti.
Pochi minuti piu' tardi era gia' in strada, stiracchiandosi pigramente e sbadigliando.
"Non dovresti dormire cosi' tanto", fece la bambina sorridendogli "voi preti dovreste alzarvi prima".
Diarmuid annui', sospirando. "Gia', credo tu abbia ragione..."
"OH!", esclamo' la bambina, interrompendolo "dimenticavo! La signorina ha detto di chiamarti!"
"...la signorina?", le fece eco Diarmuid, inarcando il sopracciglio con aria incuriosita. La ragazzina annui' a piu' riprese.
"si si, devi andare, perche' ha detto che le serve una mano per il gigante che..."
"Gigante??", la interruppe Diarmuid con aria allarmata.
"Si, gigante... Ah, ma tu non sai niente!"
Diarmuid scosse lentamente il capo in cenno di diniego, fissando la bambina.
"beh, devi sapere che ieri notte ci siamo tutti appostati all'ingresso della citta'", inizio' a spiegare lei con tono paziente "sai, aspettavamo il guerriero dei Supremi Combattenti, ricordi?"
Diarmuid annui'. "Quello dei sei draghi?"
"Nooooooo... ne aveva uccisi venti, di draghi!", fece la bambina, ridendo. "comunque... Eravamo li che lo aspettavamo, perche' sapevamo che doveva venire, no? Voglio dire, il sindaco ci aveva detto cosi', e il signor Bangle non sbaglia su queste cose... cioe', a volte, ma non sempre... beh, insomma, eravamo li che lo aspettavamo, quando a un certo punto... verso l'alba... Lo vediamo arrivare."
Diarmuid aggrotto' le sopracciglia, fissando la bambina. "...il guerriero?", le chiese quindi in tono scettico.
"Nooooooooooooooooooooooooo... Il gigante!!", fece lei con aria spazientita, come se lui non volesse capire.
"ah, il gigante..."
"si, il gigante"
Diarmuid la fisso' con aria sempre piu' perplessa, aspettando che continuasse.
"beh, insomma... eravamo la che aspettavamo, quando arriva questo gigante. Un enorme gigante, alto piu' di cinque metri, con una buffa armatura rossa scintillante decorata d'oro, un testone cosi'", fece mimando una grande dimensione con le braccine sottili e piccole "e un buffo tatuaggio sul braccio..."
"...ah... ma... cosa c'entra...", fece Diarmuid alla bambina, cercando di recuperare il bandolo di quella intricata matassa.
"eravamo li che lo fissavamo arrivare, quando notiamo che in mezzo alla strada c'e' la tua amica Elyandra che fa cose strane...."
"...cose... strane?"
La bambina annui', incrociando le braccia al petto. "Si, con due spade in mano... faceva un balletto... e' braavaa.. sembra una delle ballerine che ogni tanto vediamo quando andiamo alla festa del..."
"...insomma, c'era questo gigante ed Elyandra davanti a lui che si all..." Diarmuid si interruppe bruscamente, sbarrando gli occhi. Un gigante che passava accanto ad Elyandra mentre si allenava. Brutta, brutta storia.
"...si... allora hanno iniziato a litigare", riprese la bambina "perche' il gigante voleva passare e lei diceva che non gliene fregava nulla, passasse al bordo... e lui no, non poteva assolutamente, perche' era un disonore... Insomma, il gigante sfodera le spade."
"le spade?!?!", fece Diarmuid con aria preoccupata.
"si, le spade... E allora lei ride e si gira verso di lui... e lui allora... beh..."
"LUI COSA?! PARLAMI, DENNA! COSA HA FATTO A ELYANDRA??"
La bambina lo fisso' con aria stupita, scuotendo il capo.
"beh... non so... si e' messo a fare pose strane... chiudeva gli occhi, e diceva che si stava concentrando... poi ha iniziato a fare piegamenti, dicendo 'ecco, ora sono piu' resistente'... e si guardava attorno con aria strana..."
"......eh?"
La bambina annui' ancora con aria convinta.
"Si si, e' proprio cosi'... allora Elyandra e' scoppiata a ridere e l'ha caricato... dovevi vedere... pum, pam...."
Diarmuid sospiro', portandosi una mano al volto.
"...e il gigante che urlava 'ah, osi affrontare un supremo combattente, quindi??' pero', devo dire che non sembrava un supremo combattente, no..."
Diarmuid inarco' un sopracciglio, fissando la bambina.
"E tu cosa ne sai, Denna?"
La bambina sorrise con aria serena, facendo una piccola piroetta su se stessa. "Ma e' facileeeeeeeee", fece quindi, ridendo.
"se fosse stato un supremo combattente", spiego' infine, "adesso Elyandra sarebbe ridotta male male, e non mi avrebbe chiesto di venire a chiamarti per aiutarla a sgomberare il cadavere di quel gigante dalla strada!", termino' con un sorrisone.
Diarmuid si fece sfuggire un sospiro di rassegnazione, incamminandosi con la bambina al suo fianco che gli mostrava la strada.
"Diarm?"
"...cosa?"
"...ma tu dici che viene, questo supremo combattente?", chiese la bambina, alzando gli occhi verso di lui con aria un po' scocciata.
[CONTINUA...] _________________ "The crystal is the heart of the blade. The heart is the crystal of the Jedi. The Jedi is the crystal of the Force. The Force is the blade of the heart." |
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Diarmuid

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Affisso: Mar 31 Ago, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: ...il mitico guerriero... |
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Camminando a passo veloce, Diarmuid supero' la curva nel sentiero. Dietro di lui, Elyandra trotterellava al suo passo con discreta noncuranza, guardando la bella foresta che stavano attraversando per tornare verso Kyrandor, sorridendo con aria soddisfatta e felice.
All'improvviso Diarmuid si blocco' di colpo, voltandosi verso di lei con aria accigliata.
"Io continuo a dire che non ce n'era bisogno.", fece l'uomo, con aria alquanto seccata.
Elyandra rispose con una scrollata di spalle, senza neppure degnarlo di uno sguardo.
"...voglio dire...", prosegui' imperterrito "...che bisogno avevi di ucciderlo? Era solo uno sbruffone... Come se ne trovano molti, tra i giganti. E tu vai a ucciderlo!"
Questa volta la donna giro' lo sguardo verso di lui, portando le mani ai fianchi e sospirando con aria esasperata. "Che avrei dovuto fare, secondo te? Invitarlo a bere qualcosa da Otik? Mi aveva aggredito! Doveva morire!", termino' con aria categorica, portando una mano all'elsa della spada e stringendola in modo esplicito e significativo.
Diarmuid scosse il capo, incrociando le braccia al petto e fissandola severamente. Questa volta era deciso a non dargliela vinta.
"E le guardie?", fece infine, mantenendo il cipiglio corruciato.
"...mi stavano seccando... troppe domande... E poi che razza di domanda e' "perche' l'avete ucciso"? L'ho ucciso perche' era una schiappa! Se si fosse addestrato meglio non sarebbe morto!"
"...ma non puoi uccidere qualcuno solo perche' non possiede la tua stessa abilita', Ely!!", esplose Diarmuid, gettando le braccia al cielo.
Elyandra lo fisso' per qualche secondo, senza scomporsi minimamente. "...e perche'?", fece infine, inarcando un sopracciglio con aria scettica.
Diarmuid sospiro', massaggiandosi le tempie e chiudendo gli occhi... E meno male che doveva essere una vacanza di tutto riposo, penso' tra se e se...
Elyandra gli si avvicino', carezzandogli il viso e sorridendogli.
"Su, su... ci sono cosi' tante cittadine tranquille e locande confortevoli... Non esiste mica solo Solace! Non vuol dire niente il fatto che ci abbiano banditi..."
Diarmuid emise un cupo brontolio di protesta. La parola "bandito" gli suonava ancora cosi' aliena che ci mise qualche istante a rendersi conto che era riferita anche alla sua persona.
"Banditi!", sbotto', tornando a fissare Elyandra "come sarebbe a dire banditi??"
Elyandra tossicchio', prendendo dalla sacca sulle spalle un paio di deliziose scarpette rosa con tacco alto, estremamente femminili.
"Uh... Diarm... Ti ho fatto vedere come mi stanno, queste? Sono tremendamente sensuali, si si si..."
"...Elyandra...."
"...e poi... uh... pensavo di prendere un bel vestito da sera..."
"...Elyandraaa...."
"...si, si, uno di quelli con lo scollo vertiginosamente ampio e uno spacco da urlo su un..."
"...ELYANDRA!!!"
La ragazza si volto', fissando il compagno con aria piena di infantile e giovanile innocenza.
"...siiiii, cucciolotto?"
Diarmuid inspiro' lentamente, contando mentalmente fino a dieci per calmarsi... Quindi, trovata un minimo di calma, riprese con tono di voce il piu' possibile calmo e controllato.
"....cosa vuol dire esattamente... BANDITI?"
"...uh... beh.... Banditi significa che l'autorita' locale ci..."
"SO COSA VUOL DIRE!!! MA COSA SIGNIFICA CHE CI HANNO BANDITI?!? AVEVI DETTO CHE ERI STANCA DI SOLACE E VOLEVI ANDARE VIA!!! COS'E' QUESTA STORIA!?!?"
"...e infatti ero stanca... non mi piace rimanere nelle citta' da cui mi esiliano..."
Per un istante, Diarmuid penso' di controbattere che era OVVIO non rimanere nelle citta' da cui ti esiliano. Poi pero' rinuncio' alla spiegazione, pensando che bene che fosse andata sarebbe stata fatica sprecata.
"...io non capisco...", fece Diarmuid, massaggiandosi gli occhi con aria stanca "eri andata nella caserma a chiarire la cosa con il capitano... e sei tornata tutta felice dopo neppure mezzora, dicendo che era tutto chiarito..."
"E infatti e' tutto chiarito", fece lei, sorridente.
"Chiarito un accidenti!!! Ci hanno banditi e lo chiami "chiarire"?!?"
"...beh, tecnicamente non so se ci abbiano proprio "banditi"..."
Diarmuid aggrotto' le sopracciglia, fissando la compagna. "...come sarebbe a dire? Ma si puo' sapere cosa ti ha detto il capitano delle guardie?"
Elyandra distolse lo sguardo, concentrandosi sulle scarpette rosa. "ma nieeente..."
"Elyandraaaaaa..."
Elyandra sospiro', scrollando le spalle e prendendo a sistemare le scarpe. "Faceva un sacco di domande..."
"...si?"
"...beh, a me le domande fanno irritare..."
"...oddio... Non dirmi che l'hai insultato, Elyandra...", gemette Diarmuid, sbarrando gli occhi.
"No, no...", fece lei in tono rassicuramente.
Diarmuid tiro' un profondo respiro di sollievo, asciugandosi il sudore freddo dalla fronte.
"...gli ho detto che me ne andavo... lui mi ha afferrata, sbraitando che sarei rimasta li finche' non avessimo chiarito tutto..."
Diarmuid degluti' a vuoto, fissandola con gli occhi sbarrati. "...e quindi..?"
"...e quindi gli ho chiarito tutto."
"..."
"...a proposito, mi passi un panno asciutto? Nella fretta mi sono scordata di ripulire la spada..."
"...va bene... dovevi farlo..."
Elyandra annui' vigorosamente, comodamente seduta sulla roccia piatta proprio sotto al grande salice. Diarmuid sospiro' ancora una volta, sfregandosi gli occhi con aria stanca. Non c'e' mai niente di facile, lamento' a se stesso. Era da un paio d'ore che discutevano, e ancora non erano giunti a nessuna conclusione: cercare di convincere Elyandra che non tutto si poteva risolvere in massacri era come cercare di sbriciolare un masso di granito a testate.
"...sei arrabbiato con me, tesoro?"
Diarmuid sospiro', quindi si volto' verso di lei, e la guardo' negli occhi. Quando noto' il labbro inferiore sporgente e gli occhioni umidi e supplichevoli non riusci' a trattenersi, e scoppio' a ridere scuotendo il capo. "no, lo sai che non sono arrabbiato", le rispose abbracciandola. Giusto per darle la possiblita' di nascondere il ghigno di trionfo che sicuramente aveva sostituito l'espressione di prima, ne era certo.
"Pero' c'e' una cosa ancora che non capisco..."
"...si?"
Diarmuid si volto' verso la piccola Denna, addormentata ai suoi piedi, completamente avvolta nella sua coperta da viaggio.
"...perche' hai permesso alla bambina di venire con noi?"
"Perche' mi piace!"
"...ma... non possiamo certo portare con noi tutti i bambini che..."
"E' orfana, Diarm."
Diarmuid si zitti', fissandola con aria interdetta.
"E tu come lo sai? Quando ci hai parlato?"
"Lo so, punto e basta.", fece lei, abbassando lo sguardo sulla bambina.
"...ma... Le hai promesso di addestrarla e di prenderla come tua allieva... Sei sicura di poterlo fare? Fare il maestro non e' semplice come potrebbe sembrare, Ely...."
"Lo so", fece lei con un sorrisetto.
"...e allora... te la senti...?"
"Assolutamente no. Infatti sarai TU il suo maestro."
Diarmuid sospiro', scuotendo la testa. "...chissa' perche' non mi stupisce..."
Elyandra sorrise alla bambina, senza neppure ascoltarlo. "...Guardala... non e' stupenda, nostra figlia?", fece infine in un sussurro.
Diarmuid avverti' un gelido brivido corrergli lungo la schiena, e sbarro' gli occhi, fissandola. "........nostra FIGLIA?"
"sssshhhh... la svegli!"
"...beata Kyra....", fece l'uomo in un sospiro, carezzandosi la nuca...
[Nota: per motivi particolari, ho dovuto cambiare il nome della bambina. La "Denna" che compare in quest'ultima parte del racconto altri non e' che la piccola Cara, gia' vista nelle due parti sopra.] _________________ "The crystal is the heart of the blade. The heart is the crystal of the Jedi. The Jedi is the crystal of the Force. The Force is the blade of the heart." |
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