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Il Libro Verde prima parte

 
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Autore Messaggio
Dhora








MessaggioAffisso: Dom 22 Ago, 2004    Oggetto del Messaggio: Il Libro Verde prima parte


L'arial entro' nella caverna...
Li' dentro faceva caldissimo, le rocce attorno erano fuse
e tutto era illuminato da una grandissima fiamma che si muoveva in modo strano sembrando quasi viva in mezzo alla caverna.
La gioane sapeva chi aveva di frobta e saluto' con una rispettosa riverenza... era una Fenice un essere tra i piu' potenti di Therial: la luce che emanava il suo corpo era fortissima tanto da far male agli occhi, inoltre quel caldo incredibile era soffocante, ma la giovane arial sembrava non risentirne affatto: si concentro' e come le era stato insegnato trasmise i suoi pensieri:

_Perdonami mia potente amica e maestra...sono venuta a chiedere del cucciolo che avevo lasciato alle tue cure..._
La Fenice annui' solennemente:
_Sta bene ora ma lo sai che e' un essere molto particolare...devi curarlo di piu' sai bene che e' strettamente legato a te...sai cosa accadrebbe se lui morisse prematuramente...non voglio piu' vederlo in quelle brutte condizioni deve poter crescere e svilupparsi per completarti col suo potere..._
La arial chino' il capo imbarazzata dala ramanzina meritata:
_Hai ragione, ho trovato difficolta' a proteggerlo perche' ancora non ero in grado di farlo pienamente... lo sai mio padre ....e' morto prima di insegnarmi...ma quello che e' successo non si ripetera' piu' ti do la mia parola..._
_Bene...ricorda che io sono in grado di comunicare con lui quindi ti terro' costantemente sotto controllo, no dimenticare i miei insegnamenti e tutto andra' bene_


Detto questo la splendida fenice allargo le sue ali e chiamo' a se' una piccola fiammella gialla: era un cucciolo di fenice d'oro...i picolo si guardo' attoro poi riconobbe la sua amica arial e le svolazzo' incontro fino a posarsi sulla sua spalla...la giovane arial lo coccolo' scusandosi con lui e giurando di proteggerlo meglio da oggi in poi:

_ Dove sei diretta questa volta mia piccola amica?_ chiese la Fenice
_Non lo so nemmeno io, ho deciso di scoprire la fonte di strani sussurri che arrivano fino le mie orecchie ormai da un paio di giorni...mi parlano di una magia che nessuno vede dice che basterebbe guardare oltre..._

La Fenice sembro' riflettere:
_Capisco...mm...ho sentito delle strane vibrazioni in effetti in questo periodo ... posso dirti che qualcuno sta usando un'antica magia molto potente ... ti cosiglio di cercare verso il mare o l'oceano non so bene da che parte provenga ma so che e' stato usato l'energia delle acque unita a quella dei venti..._
La giovane arial ascolto' i pensieri della Fenice con attenzione decdendo di seguire i suoi consigli:
_Ora vai mia piccola amica...ti sara' molto utile questo viaggio...a presto..._

La giovane arial se ne ando' scomparendo in un lampo di luce portando con se il suo cucciolo di fenice la sua avventura era iniziata...
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Dhora








MessaggioAffisso: Mer 01 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Il Libro Verde prima parte


Una delle storie all'interno del libro verde

LA MALEDIZIONE DI UNA STREGA

Dopo un lungo cammino la giovane Arial si fermo' in una locanda per riposare.
Era notte fonda e nella sua stanza la giovane stava leggendo un vecchio libro,appartenuto a sua madre... veniva riportata una storia di qualcuno che lei aveva gia' incontrato:


Ci sono cose che accadono e mettono i brividi, sono ombrose, marce, violente... lasciano un solco profondo e doloroso in un cuore ancora innocente e possono mutarlo in freddo e tagliente caricandolo di odio e vendetta...

La bambina era rimasta sconvolta da quello che aveva visto, continuava ad avere incubi: i volti sanguinanti dei suoi genitori la guardavano con occhi sbarrati e la bocca spalancata per l'evidente dolore che avevano provato, i corpi, orrendamente martoriati e mutilati, giacevano ai suoi piedi emanando un fetore che la nauseava...
Le ali argentee della madre, che l'avevano sempre cullata, ora giacevano lontane dal corpo completamene tinte di rosso come rossi erano diventati i bianchi capelli del padre, che fino a quel momento era riuscito a sfuggire alla vendetta della sua casata drow...
Lei li fissava con occhi vacui e gonfi per le lacrime che aveva silenziosamente versato e capiva che non li avrebbe piu' rivisti, che non avrebbe piu' giocato e sorriso con loro: era cresciuta bruscamente e non poteva dimenticare i volti spietati degli assassini, li avrebbe cercati e puniti uno ad uno anche se ancora non sapeva come.

L'uomo che la trovo' quel giorno, in quelle condizioni, la prese con se', lavandola, sfamandola e offrendole un tetto :
- Come ti chiami? - le chiese.
La bimba, stropicciandosi il vestito, sussurro':
- ... Jhanyra ...-
- ... Jhanyra ... vuoi vendicarti? - Le chiese, scandendo bene l'ultima parola.

La bambina, che non poteva avere piu' di cinque, forse sei anni, non capiva ancora bene quel che voleva significare vendetta, ma la strana luce che noto' negli occhi penetranti dell'uomo, mentre le faceva quella domanda, l'attiro' piu' delle parole stesse.

Fu cosi' che l'uomo divenne il suo maestro, insegnandole a combattere con ogni tipo di arma fino a renderla un abile guerriera al servizio del Beholder. Accumulando sangue su sangue, morte su morte, nonostante la sua giovane eta', compiva il suo dovere con somma fierezza di quello che lei ora considerava suo padre.

Crescendo si rese conto della sua unicita' tra tutti gli altri cosi' diversi da lei, costretta a nascondere la sua natura arial fasciandosi le piccole ali al corpo.
Quel giorno pero' era diverso... suo padre si era svegliato molto presto per svolgere il compito che il Beholder gli aveva affidato, non succedeva molto spesso, ma le volte che accadeva lei poteva rimanere sola per giorni interi. Senti' bussare alla porta e quando apri' rimase immobile per la sorpresa: una bellissima straniera dalle enormi ali nere era venuta a cercare suo padre.

- Cerco l'Attendente - Affermo' la straniera con un tono gelido e distaccato, i suoi occhi neri fissavano Jhanyra scrutandola tra il curioso e il divertito. La donna mosse leggermente le ali come se averle fosse la cosa piu' naturale del mondo e non una deformazione da tenere celata:
- Allora? dov'e' l'Attendente? - Ripete' alterandosi leggermente per non aver ricevuto risposta la prima volta.

Jhanyra nemmeno la sentiva: era completamente presa ad osservare con curiosita' quelle enormi ali e provo' un senso di vergogna per il fatto che lei le teneva fasciate. La donna spazientita la spinse di lato entrando in casa:
- Insomma dove si e' cacciato ! - Esclamo' in quello che sembro' essere un ringhio facendo sussultare Jhanyra. In quello stesso istante entro' suo padre:
- Che accade qui? come mai la porta era aperta?- Egli si guardo' attorno e non appena noto' la straniera il suo volto si apri' in un sorriso di benvenuto:
- Oh siete voi mia bella signora... via sedetevi come mai ho l'onore della vostra presenza ? -
La donna si volto' verso Jhanyra e immediatamente l'Attendente fece cenno alla figlia di avvicinarsi. Senza parlare le consegno' un rotolo di pergamena indicando con un cenno del capo la porta. Non c'era bisogno di spiegazioni tanto quel gesto le era familiare, il rotolo andava consegnato al Beholder senza perdere tempo. Jhanyra saluto' formalmente ed usci' chiudendo la porta dietro di se'.

Si sa come la curiosita', a volte, possa essere foriera di notizie in grado di cambiare drasticamente la vita colmando il cuore di amarezza, rabbia e delusione...cosi' la giovane arial decise di restare nascosta ad ascoltare:
- Perche' e' qui? - Chiese la straniera all'Attendente
- Per il mio divertimento personale... - Fisso' la arial divertito - ...lo sai che mi chiama padre?-
La donna esplose in una sonora risata:
- Davvero divertente...e degno di te non c'e' che dire... - Commento' la straniera - ...ma la matrona lo sa? -
- Certo che no! - Esclamo' lui - Jhanyra e' mia... nessuna matrona e nessun drow deve sapere che e' ancora viva...-

Jhanyra ascoltava confusa... per di piu' che cosa c'entravano con lei le matrone. Ad un tratto un flash improvviso le fece capire: ricordo' il massacro dei suoi genitori e ricordo' i loro visi, quando ancora erano in vita... suo padre era un drow!
Sconvolta era tentata di non udire altro, ma ormai la verita' l'aveva ferita e tanto valeva ascoltare tutto fino alla fine. Si costrinse ad ascoltare e il suo cuore fu lacerato...

Mai piu' avrebbe permesso a qualcuno di prenderla in giro in quel modo... tutti fino all'ultimo, compresa qella straniera, l'avrebbero pagata cara per quello che le avevano fatto. Si affretto' a consegnare il rotolo di pergamena al Beholder per poi tornare poco dopo.

La straniera e suo padre stavano terminado di prendere accordi proprio in quel momento e si voltarono a guardarla:
- Jhanyra! - la sgrido' l'Attendente - ti sembra forse il modo di entrare? sapevi che avevo un ospite -
Jhanyra li fisso'... avrebbe voluto ucciderli all'istante, ma sapeva che attaccarli ora sarebbe stato un suicidio, erano troppo forti per lei, cosi' riprese il controllo di se stessa:
- Scusatemi padre pensavo che se ne fosse gia' andata...- Saluto' con un cenno del capo ed usci' nuovamente per spiarli ancora.
La straniera voleva un alleanza con gli elfi scuri, si trattava poi della stessa casata drow a cui era appartenuto il suo padre naturale.

Attese il giorno seguente, si reco' nelle stanze dell'Attendente e lo sveglio' con la scusa che voleva fare un allenamento:
- Adesso? -
- Certo adesso. Voglio arrivare alla carica di legionario ... li ho visti allenarsi ieri quando ho portato il rotolo di pergamena...-
L'uomo la guardo' fiero e decise di accontentarla.

- Decidi l'arma piccola -
- La spada - rispose lei con decisione e l'uomo annui'.

Iniziarono come fosse un vero e proprio allenamento ma ben presto l'Attendente si accorse che Jhanyra non stava scherzando:
- Hei hei piccola non starai un po' esagerando? - Le chiese costringendola ad arretrare di qualche passo.
- No anzi non ho nemmeno iniziato... - Si fermarono a fissarsi con le spade incrociate - ... a fartela pagare ... PADRE...- detto questo ricomincio' ancora piu' furiosa di prima. L'Attendente rimase sorpreso:
- Ci hai spiati ragazzina - Ringhio' per lo sforzo di parare i fendenti della giovane.
- Si' - Rispose lei seccamente, ma mentre rispondeva l'Attendente l'atterro' rapidamente facendole anche cadere la spada.

Ora si trovava la lama puntata alla gola:
- Hai fatto male a spiare, avresti potuto vivere e diventare una potente guerriera...invece tu no! hai rovinato tutto -
I due si fissarono:
- Beh dov'e' tutta la tua rabbia ora ragazzina ... sai? la cosa che ora mi diverte di piu'e' che ti uccidero' con la stessa spada di tua madre ... - L'uomo sogghigno' guardando l'espressione meravigliata della giovane - ... ebbene si' fatta con tanto amore da tuo padre per tua madre...una splendida spada davvero...- La stava prendendo in giro prima di ucciderla, ma lei ancora piu' furiosa reagi' in un istante.

Jhanyra sussurro' un qualcosa che poteva somigliare ad una preghiera e l'Attendente si ritrovo' improvvisamente indebolito, poi subito afferro' la spada e la conficco' nel petto dell'uomo:
- Ho sentito la straniera parlare di una divinita' di nome Asuka...mi e' piaciuta e vedendo come in questo luogo viene venerato quello schifoso Beholder... che tra l'altro non mi e' mai stato simpatico... ho pensato che un innoqua preghiera poteva essermi utile... sai? non avrei mai pensato che avrebbe potuto rispondermi, ma a quanto sembra e' stato cosi'...-
Detto questo estrasse bruscamente la lama dal petto dell'uomo e con un movimento secco gli taglio' la testa...

Prese la spada di sua madre,raccolse le sue cose e si libero' delle fasciature che le nascondevano le ali ancora piccole.
Da quel giorno vago' per le terre d'ombra, pregando Asuka di tanto in tanto e sfruttando l'oscurita' dei cuniculi per cercare quegli assassini ed ucciderli uno ad uno ...

Quando concluse la sua vendetta decise di esplorare la superfice... non poteva nemmeno immaginare che uccidendo l'Attendente aveva anche mandato all'aria i piani di quella straniera alata...

Erano ormai un paio di mesi che girava nei pressi di Kyrandor scoprendo, dall'uomo del tempio, l'esistenza di altre divinita' oltre che Asuka... imparo' proprio da quell'uomo come rivolgersi agli dei per proteggersi, curarsi e aumentare la sua forza in battaglia... sviluppo' un odio profondo verso quelli che venivano definiti paladini: erano troppo presuntuosi per i suoi gusti.

Stava per abituarsi finalmente alle sue ali ... solo ora stava riuscendo a convincersi di non essere una creatura deforme, ma ecco comparire in un lampo di luce la straniera che aveva gia' incontrato:
- Finalmente ti ho trovata piccola strega...- Commento' la straniera con odio.
- Beh ce ne avete messo di tempo per trovarmi... cosa volete?- Chiese freddamente.
- Tu! sei riuscita ad intralciare i miei piani ... per questo verrai punita...- detto questo prese a pronunciare le parole di un incantesimo ed in pochi istanti Jhanyra si trovo' mutata in una drow . La giovane sgrano' gli occhi.
- Ti maledico ragazzina e ti condanno ad essere in eterno un' elfa scura...- Scomparve in un lampo di luce.

Jhanyra si ritrovo' tramutata in drow proprio quando finalmente stava accettando se stessa... ora doveva ricominciare tutto da capo per colpa di quella strega ... inizialmente le piacque l'idea di non essere piu' una mezzosangue, ma si ritrovo' di nuovo di fronte agli sguardi e agli atteggiamenti razzisti ... e questi erano addirittura peggiori di quelli che aveva subito alle terre d'ombra...

All'eta' di tredici anni decise di tornare in quelle terre per andare a vivere tra i drow...almeno non sarebbe piu' stata considerata una mezzosangue. Raggiunta la citta' sotterranea, salvo' la vita alla figlia di una delle matrone drow piu' in vista per questo venne accettata. Cosi' visse per diversi anni tra gli elfi scuri e veniva impegnata sia come chierica che come guerriera ... all'eta' di diciassette anni era diventata la migliore combttente tra i drow della sua casata, purtroppo pero' si scopri' la sua vera natura e lei fu cotretta alla fuga rifugiandosi di nuovo in superfice....

Ormai pero' si era abituata alle fughe e alle persecuzioni...aveva sviluppato un carattere freddo,impenetrabile e molto sanguinario l'unica cosa che le interessava era se' stessa tutto il resto non contava piu' nulla ...



Chiuse il libro riflettendo...pensare che l'aveva proprio considerata male quella tipa...beh comunque ci avrebbe pensato la prossima volta che l'avrebbe incontrata...
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Dhora








MessaggioAffisso: Sab 18 Set, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Il Libro Verde prima parte


Usci' chiudendosi la porta della locanda alle spalle.
Tra poche ore sarebbe giunta l'alba e lei sarebbe stata li' a godersi lo spettacolo che ogni nuovo giorno Kyra offre agli abitanti di Therial portando con se' la Luce.

Il freddo vento delle ultime ore della notte soffio', costringendola ad avvolgersi nel suo caldo ed ampio mantello rosso, mentre accostava le grandi ali bianche al corpo e sorrideva verso il cucciolo di fenice che le volava accanto:

""_Tu non hai problemi e' Fenil...heheh beato te_ ""penso' e subito la raggiunse la risposta mentale dell'amico.
""_Potresti riscaldarti anche tu allo stesso modo non capisco perche' ti ostini a non usare questa simpatica capacita' che hai acquisito grazie a me._ "" Era un po' offeso.
""_...Fenil lo sai che se lo facessi le mie vesti brucerebbero...non offenderti uffi vuoi forse farmi girare nuda?_ "" Il cucciolo fece un verso strano che voleva significare una risatina.

Improvvisamente la Arial distese il braccio indicando davanti a se...una Lucciola apparve lontana mandando segnali con la sua lucina per poi attraversare la strada e posarsi sul dito indice teso per lei:

_Hai notizie per me mia piccola amica?_

Chiesto cio' porto' il dito vicino al viso, fisso' il vuoto per un attimo mentre il piccolo insetto si illuminava ad intermittenze strane, poi lascio' libera la Lucciola facendola volare via.
Rimase a riflettere: aveva parlato di quegli strani sussurri anche a Merlino e lui le aveva consigliato di "rivivere il passato" poiche' era convinto che si trattasse di un incantesimo molto antico e ormai dimenticato, ma non le seppe dire di piu'. Fu cosi' che lei decise di contattare l'arcimago di nuova ofcol: si erano sempre raccontate storie su di lui e sui suoi viaggi strani.
La Lucciola le aveva detto che egli avrebbe atteso all'alba al portale del passato...

Si volto' a guardare Fenil sperando che le trasmettesse un qualche consiglio:

""_ ...La tua famiglia non si sa che fine abbia fatto sono spariti tutti... e tu hai un solo indizio se vuoi scoprire l'origine di questi sussurri: il passato.. andiamo almeno ad ascoltare quello che ha da dirci..._"" Questo le disse tramite il legame mentale che avevano.
""_Bene andremo ..._"" Rispose poco convinta e Fenil se ne accorse.
""_...Non preoccuparti torneremo...e poi ricordati che tu sei una grande strega, la magia ti appartiene da quando sei nata, sai come usarla e gestirla..._""

Lei annui' proprio' in quel momento Kyra si illumino' portando la luce, l'alba era passata erano in ritardo.
La strega rapida pronuncio' le parole di un incantesimo, viaggiarono attraverso i piani astrali giungendo ad Anon al negozio di libri. Xanafax sussulto' per l'apparizione improvvisa:

_Sempre cosi' e'? Ti avevo chiesto di finirla ...!_ Brontolo' lui
_Scusatemi Xanafax e' che ho fretta..._ Si scuso' lei.
_Si' si' tu hai sempre fretta...ah ti ho preparato quei libri che mi avevi chiesto_ Fece un cenno di intesa indicando il cucciolo di Fenice.
_Ah magnifico! cosi' posso iniziare a consultarli per poi scrivere il mio libro_
Xanafax cerco' velocemente tra le sue cose e le diede un pacco:
_Ecco qua...tienili te li regalo...ora va che se hai fretta sarai gia' in ritardo!_
Lei lo ringrazio' di cuore e si incammino' verso il luogo dell'appuntamento.

L'Arcimago dalle vesti nere era accanto al portale e la stava osservando con i suoi freddi occhi a clessidra:

_Scusatemi per avervi fatto attendere Raistlin...vi ringrazio di esservi disturbato per me_

Lui annui' semplicemente come risposta poi parlo':

_Mia cara...in seguito alle mie ricerche ho potuto capire che la voce che sentite e che ripete sempre le stesse cose in realta' e' un incantessimo per comunicare con qualcuno..._ Si soffermo' a guardate la giovane e il suo Cucciolo_ ...e'carica di una grande energia magica che deve essersi accumulata nel tempo sfruttando la forza degli elementi...ho provato ad ascoltare il vento e ho udito anche io, purtroppo pero' si tratta di una lingua a me sconosciuta..._ Si soffermo' di nuovo riflettendo _ ...deve essere frutto di un antica magia e l'unico modo per scoprire le sue origini sara' quello di viaggiare nel passato..._ Fisso' la Arial in attesa.

La strega e Fenil si guardarono per qualche istante forse si scambiarono qualche pensiero per decidere sul da farsi:

_Attraverseremo il portale...ovvio che voi dovrete interferire con la vostra magia ... e so che sapete come fare..._ Si avvicino' al portale _...noi siamo pronti ah...Raistlin...avrete una ricompensa per il vostro aiuto, se pero' capitero' in un luogo assurdo tornero' a cercarvi e non sara' per un compenso._

L'arimago sogghigno' annuendo:
_ Mi sembra anche giusto _

Cosi' la Strega e il cucciolo entrarono nel portale e Raistlin esegui' il suo incantesimo con una strana espressione divertita sul volto.
Ci fu un lampo accecante seguito da un assordante rombo di tuono poi silenzio...Mentre la stanza del portale del passato era ora vuota...


N.B.(le frasi scritte tra ""_ ...._"" sono comunicazioni mentali)
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MessaggioAffisso: Ven 08 Ott, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Il Libro Verde prima parte


Era notte e, sfruttando le ombre, il cucciolo di Fenice si posò nel punto più alto della cattedrale. Non aveva mai visto quel luogo ... Guardò dall'alto la piazza sottostante piena di gente, con torce in mano, che urlava attorno ad un palchetto di legno rettangolare illuminato, in ogni angolo, da una torcia sorretta da un piccolo palo.
Sopra il palchetto si muovevano una decina di persone incappucciate che indossavano lunghe tuniche celesti, uno era al centro del palco con accanto una giovane donna e urlava alla folla:

_La dignità... è propria degli uomini semplicemente perché nascono e vivono... _ Allargò le braccia per poi continuare _ ...prestate ascolto alle mie parole! L'Angelo Celeste ci insegna che anche le persone più povere hanno la loro dignità e i loro diritti!_ Alzò una mano verso il cielo per istigare le urla della folla che in risposta gridò all'unisono
<<LIBERTA!>>

Quell'unico grido risvegliò la giovane arial che si guardò attorno:

""_Fenil!?_"" pensò preoccupata, ma subito le giunse il messaggio mentale dell'amico.
""_Sto bene...coraggio alzati e segui le urla vedrai una cosa assurda..._""

Così fece. La stessa parola Libertà veniva gridata ad interventi regolari di ogni minuto e non le fu difficile seguirle l'urlo : percorse il vicolo e camminò fino a che non arrivò alla piazza che a lei sembrò veramente enorme. Si avvolse nel mantello restando nascosta.
Ci fu un ultimo urlo unisono poi l'uomo al centro del palco fece un gesto secco e la piazza venne avvolta nel silenzio, aveva l'attenzione totale di tutta la folla.
La giovane notò subito che si trattava di tutti umani: non scorgeva elfi, non un drow, nè giganti, nè arial, niente gnomi e nemmeno nani!
Rapida pronunciò le parole di un incantesimo tramutandosi in umana e proprio mentre faceva ingresso nella piazza l'uomo al centro del palco di legno riprese ad urlare:

_Questa ragazza si è sposata dieci anni fa..._ Indicò la giovane donna che aveva accanto _ ...da allora continua a subire violenze dal Marito! patisce la povertà! è succube dei tanti ingiusti maltrattamenti perpetuati dalla chiesa!!_ Spinse la giovane un pò più avanti incitandola a parlare. La ragazza stava piangendo, ma trovò comunque il coraggio di urlare:

_Voglio ... essere libera!!Non voglio sentirmi una cosa! Non voglio essere trattata come una mucca o un cavallo!io... chiedo il divorzio!!!!_

L'uomo che le era accanto le posò una mano sulla spalla mentre la folla commentava scandalizzata per quella richiesta.

_Noi ripudiamo il matrimonio istituito dalla chiesa!... e in nome del sommo Angelo Celeste approviamo il divorzio di questa ragazza!_ le parole furono dette con foga e convinzione alcuni della folla esultarono, alcuni applaudirono, ma la maggior parte delle persone si ammutoli' dopo quella sentenza mentre la ragazza sorrideva sollevata.
Gli incappucciati scesero dal palchetto e la folla si disperse...

""_Fenil? Dove sei?_"" Chiese la giovane cercando di comunicare mentalmente con l'amico.
""_In cima alla Cattedrale..._""
""_Hai scoperto per caso dove siamo?""_
""_No mi dispiace da quassu' potevo sentire solo le urla""_
""_Va bene...Resta lassù questo posto è strano vado a fare un giro._""
""_ Mi raccomando stai attenta..._""
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MessaggioAffisso: Gio 04 Nov, 2004    Oggetto del Messaggio: Re: Il Libro Verde prima parte


Raggiunse la ragazza che aveva visto sul palco e che stava per entrare in un vicolo. La fermo' per chiedergli delle informazioni e scopri' di non trovarsi piu' a Therial, era in una citta' chiamata Lipano. Parlarono di religione e di usanze che lasciarono scolvolta l'arial. Parlando scopri' che quello che veniva chiamato Angelo Celeste si trovava in una citta' del sud chiamata Lonal. Infine la ragazza le aveva chiesto il significato del tatuaggio che lei portava, quando le spiego' essere il tatuaggio di Althea la ragazza la prese quasi per pazza definendola eretica.

L'arial resto' in quella citta' per qualche giorno assieme alla sua fenice che pero' teneva perennemente nascosta dalla magia: aveva ben capito che in quel luogo, o meglio nell'intera penisola in cui si trovava, girare con una fenice poteva portare dei problemi non indifferenti..
Quando aveva provato a fermarsi a raccontare un po' di storie fantanstiche a qualche bambino che giocava per la strada, le guardie che l'avevano sentita, l'avevano interrotta brutalmente ed l'avrebbero portata in prigione se lei non avesse avuto la protezione della sua magia.

Un giorno camuffata sempre da umana vide passare una carrozza che portava lo stemma di una strana croce, attorno alla carrozza uno svariato numero di guardie a cavallo. La segui'.

La carrozza si fermo' davanti ad una casa e le guardie irruppero all'interno trascinando fuori una ragazza urlante, usci' anche un uomo che sembrava essere davvero soddisfatto del tutto. L'arial riconobbe la ragazza: era quella che aveva fisto qualche giorno prima sul palco di legno.

Nel bel mezzo della piazza, sopra al palco di legno era stato sistemato un palo con intorno svariata paglia. Al palo venne legata la ragazza.
L'arial capi' che costa stava accadendo grazie alle informazioni che aveva chiesto trasformandosi di volta in volta. la ragazza era stata accusata di essere una strega ed ora veniva messa al rogo.

_Assurdo..._ Penso' l'arial _ ... quella ragazza non ha un filo di magia in se' come fa ad essere una strega..._
*** Fenil dobbiamo fare qualcosa non possiamo lasciare che la brucino e' innocente!***
***...Lascia stare non sono cose che devono interesarti questo non e' il tuo mondo...e poi siamo in un passato anche se non nostro... non dobbiamo interferire col passato o cambieremo la stori...***

Non fece in tempo a finire il messaggio telepatico che dhora era gia' partita in aiuto della ragazza che iniziava ad essere lambita dalle fiamme. Fenil sospiro' che parlava a fare lui sapeva come era fatta quella testa dura.

L'arial riprese subito il suo vero aspetto e comparve volando sopra il rogo... Qualche candida piuma delle sue ali raggiunse alcune persone della folla che la guardavano sbigottiti. Con un semplice gesto l'arial spense le fiamme e si poso' sul palco slegando la ragazza. Quindi si accorse che tutti la stavano osservando e riprese a volare guardando la folla:

_Che non si facciano piu' roghi in questa citta', le streghe non esistono esiste solo la cattiveria che porta a fare gesti imperdonabili come questo!_ urlo' mentre Fenil che era rimasto nascosto dalla magia sospiro' pensando:
_Ecco il guaio e' fatto poteva almeno evitare di parlare_

L'arial indico' i responsabili che avevano permesso il rogo poi sussurrando un incantesimo scomparve in un lampo di luce.
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