Leirsom

|
Affisso: Sab 14 Ago, 2004 Oggetto del Messaggio: Il cantastorie |
|

|
Un cantastorie entra nella locanda con il suo cane e il suo buffo costume, sendendosi al bancone
-"Una caraffa d'acqua, di quella buona e fresca, che non sia piscio di cane!"
Filthy guarda l'uomo inizialmente con perplessita', poi lo serve con rigore*
Il cantastorie beve in fretta l'acqua, poi si mette su una panca e si corica, fino a che
un gruppo di giovani miliziani entra nella locanda facendo baccano.
Riconosce uno dei giovani e li invita a sedersi al suo tavolo.
-Ragazzi! La volete sentire una storia?
-Che storia sarebbe?- risponde quasi irritato uno del gruppo
-La storia di un guerriero, che domande!
-Su, racconta...
-Molto tempo fa, nella provincia di Thirdhorn, il re Thorn, dopo l'alleanza con il regno
di Magras, sposo la principessa di quest'ultimo, Lythalen, una mezz'elfa dall'incredibile
bellezza e grazia. Non fu un matrimonio forzato, i due si amavano, e vivevano felicemente
governando un regno che viveva nell'armonia e nella pace.
Poi, un giorno, Lythalen diede alla luce il piccolo Leirsom, il viso angelico, i capelli
castani e una corporatura quasi gracile alla nascita.
I due sposi, sempre piu' felici, decisero di far crescere il piccolo a palazzo, tra i tomi
custoditi dai saggi, e le armi maneggiate dai forti.
Leirsom cresceva a vista d'occhio, la sua maestria nel maneggiare le armi migliorava di giorno
in giorno.
Il regno era sempre piu' splendente, le campagne erano produttive e il bestiame prolificava,
si viveva in una situazione di perfetta armonia.
Ma come ogni cosa splendente a il suo periodo d'ombra, anche il regno era destinato a cadere,
schiacciato dal male che lo perseguitava.
Le trattative con il regno malvagio di Camaar erano sempre piu' difficili, il regnante Orek era
sempre piu' assetato di potere e non si accontentava delle semplici condizioni che Thirdhorn offriva.
Thorn non era intenzionato comunque a cedere ai compromessi che Orek imponeva, i rapporti si facevano
dunque tesi e pericolosi, i contatti rari e spesso portatori di morte.
Finche' un giorno Orek decise di smettere di chiedere, e cominciare a conquistare. Mando a Thorn un
ultimatum, che lui, uomo d'onore, rifiuto'. Nella missiva vi era la richiesta di consegnare al nemico
i terreni adiacenti a Thirdhorn e la moglie Lythalen.
In una calda mattina del mese di Althea, un esercito infinito di barbari oscuri, attacco' da nord.
Erano uomini imponenti, dalla pelle grigia, lo sguardo truce e le armi pesanti ed arrugginite, un'
inquietante massa di guerrieri assetati di sangue.
Saccheggiarono le colline e si apprestarono ad invadere la citta' con un violento attacco.
Fu cosi' che il padre del giovane Leirsom diede lui una spada, il leggendario scudo della casata e
il suo mantello, e gli disse:
-Va Leirsom, corri via di qui e tieni alto il nome dei Lyonarshall, in una terra migliore!
Fu cosi' che Leirsom si diresse nelle stalle del castello e fuggi velocemente al galoppo del suo
cavallo argentato.
Orde di barbari lo inseguivano, sapendo che era l'unico superstite, finche' non si addentro nella foresta
proibita di Drunhak. I barbari, sorprendentemente intimoriti dall'idea di addentrarvisi anch'essi, indietreggiarono
e si ritirarono verso la citta'.
Passarono gli anni, Leirsom si abituo' alla vita selvaggia, mangiava carne cruda, erbe sporche e funghi infangati.
Si allenava con cio' che aveva, sollevava tronchi, tirava fendenti con bastoni simili a spade, sviluppo'
intensamente la muscolatura, ma la tecnica sopraffina del maneggiare le armi non migliorava.
Finche' un giorno, in mezzo alla foresta, scorse una figura umana, un selvaggio, come lui, pareva piu' vecchio, aveva
legate alla cinta numerose armi, era un combattente anche lui.
Leirsom li si avvicino', e il vecchio si mise in guardia.
Parlarono pacificamente e si presentarono, l'anziano guerriero era il vecchio maestro d'armi perduto, Jaghan.
Costui insegno' al giovane Leirsom i segreti della natura, la forza dello spirito e del cuore.
Un giorno pero', i due, a caccia, si spinsero oltre i confini della foresta ed incontrarono una truppa di barbari.
Lo scontro fu sanguinoso, i barbari sotto i colpi dei resistenti bastoni non sembravano soffrire, anche se la forza
dei due guerrieri era troppo esagerata, lo scontro pero' non sembrava avere fine, quando, rimasti due contro due, i bastoni
erano ormai troppo rovinati, spezzati, c'era poco da fare contro le pesanti ascie avvelenate, che finirono per colpire
mortalmente il vecchio, e ripetutamente Leirsom, che venne tramortito dalle tossine del veleno.
Si risveglio' una settimana dopo, in un letto elfico. Era nel villaggio di Bosco Scuro.
Qui conobbe i saggi maghi elfici, gli esploratori piu' veloci e i guerrieri piu' abili.
Passava le giornate in avanscoperta tra i fitti boschi, tra i tomi magici, tra le spade e le lance.
Imparo' la lingua elfica, imparo' a vivere in pace come un'elfo anche se il suo ardore era ancora quello di un umano.
La sua esperienza, di combattimento e di vita aumento' a dismisura.
Ormai si sentiva pronto per andare nella landa leggendaria di cui tutti parlavano, Therial. _________________ Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da
combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Anon...
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Paranor...
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia...
E' tempo di morire. |
|