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Affisso: Lun 12 Lug, 2004 Oggetto del Messaggio: Colui che non voleva morire.. |
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"Non dire idiozie sporco parassita!" sbraito' Filthy da dietro il bancone, pulendo dei bicchieri con uno straccio sporco.
"Non sto mentendo sguattero! Sto dicendo il vero!" l'uomo sbatte' con violenza il boccale sul tavolo, irritato.
"Ehi Khor stai calmo! Noi ti crediamo, davvero.." gli disse uno dei suoi amici.
Khor era un uomo alto e molto robusto, capelli corti castani e occhi azzurri profondi come le viscere della terra.
"So quel che dico, sguattero!" prosegui' Khor,"Questa leggenda fu tramandata per due generazioni al mio paese..ed io vidi con i miei stessi occhi quel palazzo ove un tempo il sovrano della Terra di Mezzo imprigiono' la Dea Morte!"
"Modera i termini pulcioso o ti faccio risputare le panzane che hai detto assieme a tutti i denti che hai in bocca.." rispose il vecchio barista distrattamente, mentre passava una pezza logora sul bancone.
Khor s'avvento' su Filthy prendendolo per il collo e lentamente lo alzo' da terra, fece per caricare un pugno ma..
"Fossi in te non lo farei montagna di lardo.." disse una voce proveniente da un'angolo deserto della locanda.
Khor si volto’ lentamente, fissando lo straniero con occhi pieni di rabbia.
"Fatti gli affari tuoi straniero!" sbraito'
L’uomo s'alzo' dal tavolo e si avvicino' lentamente a Khor.
Era ricoperto da un lungo mantello nero ed uno spesso cappuccio gli copriva il viso, ma da sotto quel mantello si intravedeva una lucente armatura dorata, e alla vita spuntava il manico d'una spada.
"Me li sto facendo, montagna di lardo" rispose l'incappucciato.
Khor scheggioÕ il bicchiere sbattendolo sul tavolo e lo volse verso lo straniero.
"Vattene vagabondo! Non farmi perdere temp......"
Khor non riusci' a finire la frase, lo straniero colpi' Khor con un pesante pugno, colpendolo al volto.
Egli crollo' al suolo, poco dopo si rialzo' piu' infuriato che mai:
"Muori cane bastardo!" detto questo Khor sguaino' un lungo pugnale.
"..accomodati, forse tu non lo sai ma sei gia' morto.." sussurro' l'incappucciato, sguainando la spada.
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaarg!!" Khor si lancio' verso lo straniero, ma egli con un rapido gesto scivolo' sotto le gambe di Khor e vibro' un fendente al ginocchio, tagliandogli la gamba.
"Aaaah!!!! La mia gamba!!! Maledetto cane!!! Che l'inferno ti inghiotta!!!" Sbraito' il povero Khor, tra le urla di dolore e di disperazione.
"Ho paura che la precedenza spetti a te, tra pochi minuti morirai dissanguato, sacco di lardo." Sbotto' lo straniero incappucciato.
"Portate fuori di qui quella sottospecie di gorilla prima che mi insozzi tutto il locale, dannazione!" Grido' Filthy.
Due clienti trascinarono Khor fuori dalla locanda mentre gemeva e implorava pieta'.
"No! Non voglio morire!! Aiutatemi!! Vi prego!"
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"Comunque sia lo scimmione diceva il vero." disse il guerriero sorseggiando dal suo boccale.
"Molto tempo fa, in una citta' che era sorta all'estremo nord della Terra di Mezzo, esisteva un re, Sakhkara era il suo nome.
Egli era un monarca saggio e buono, governava il suo regno come avrebbe fatto un buon re." Prosegui'.
"Ma un giorno, si rese conto che il suo popolo era affetto da terribili pestilenze.
Soffrendo molto a causa di cio', chiamo' alla sua corte i Sacerdoti piu' potenti e saggi della Terra di Mezzo."
Il guerriero sorseggio' dal boccale e si schiari' lentamente la voce, passandosi una mano fra i capelli.
"Tramite un rito, racchiusero la Dea Morte all'interno d'una cella, nelle segrete del maniero.
Passarono giorni e giorni, finche’ il sovrano, si rese conto a sue spese, che il popolo viveva in condizioni di vita pietose, malattie, vecchiaia, fameé La gente non moriva, ma al posto della morte, arrivo’ una sofferenza ben peggioreé lÕeternitaÕé
La sua consorte fece di tutto per cercar di fare cambiare idea al marito, il popolo soffriva le pene dell’inferno..
Ma egli rispondeva:ÓHo donato al mio popolo la vita eterna! Mi saranno tutti riconoscenti Rebecca! E’ inutile che continui a farmi questi discorsi inutili!Ó
Ando’ avanti per molti anni questa storia, finche’ un giorno, la vecchiaia prese il sopravvento anche sul buon re, e con essa arrivo’ il dolore e la sofferenza..Ó
Il guerriero sorseggioÕ la sua birra scrutando i presenti che lo fissavano attoniti, con occhi gonfi di terrore e paura.
ÒAlla fine Sakhkara decise di liberare la Dea Morte, il suo popolo mori’ d’una morte lenta e indolore, milioni di vite si spensero come la fiamma d’un lume..
Il sovrano e la consorte, furono puniti severamente dalla Divina, furibonda per il crimine che Sakhkara aveva commesso, pensando solo a se’ stesso in un’atto di pura aviditaÕ.
La sua morte fu atroce, mille tormenti dilaniarono le sua carni, il passato laceraroÕ la sua anima, e di lui, non ne rimase che il ricordoÉó
Filthy e i clienti della locanda mi fissavano con sguardo interrogativo e impaurito..
ÒE tu che ne sai di queste cose guerriero!Ó esclamo’ Filthy.
L’uomo volse lentamente il capo verso il locandiere e si alzo’ dal tavolo, sotto gli sguardi straniti di tutti.
Il guerriero s’avvio’ verso lÕuscio della locanda il silenzio, ma appena mise piede fuori dalla portaé
ÒEhi verme! Non mi hai risposto! Dimmi almeno il tuo nome!Ó grido’ Filthy fissando il guerriero di spalle.
Ci fu un attimo di silenzio, il vento che spirava tra le fronde degli alberi fece sentire la sua voce in quei pochi istanti.
ÒTu chiamami, Lacrima di Tenebra..Ó rispose l’uomo senza voltarsi. |
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