← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio
 Profilo  Forum FAQ  Lista Avventurieri  Gruppi di Avventurieri  Login per vedere i messaggi  Cerca  Registrati  Login

De necrodaemonibus

 
Apri Nuova Discussione   Rispondi   Versione stampabile    Indice Generale delle Bacheche -> Alla Locanda del Topo
Autore Messaggio
Zorg





Avatar storico di Zorg


MessaggioAffisso: Sab 05 Giu, 2004    Oggetto del Messaggio: De necrodaemonibus


Charta I

Sono le 3 di notte del Giorno di Deothium, 28o del Mese di Hazon...

Riporto in questo manoscritto quanto osservato e letto riguardo a un fenomeno che ha coinvolto personalmente me e alcuni allievi dell'Accademia della Fenice...

All'inizio era solo un dubbio, una supposizione che diveniva con il correre dei miei pensieri sempre più terribilmente verosimile.

Quando Soldrathir me ne accennò, in un primo momento pensai che fosse un semplice esperimento di banale Arte Necromantica dei miei pur validi allievi...

Ma man mano che l'elfo oscuro parlava, compresi realmente a cosa stesse abbozzando: il coinvolgimento di Kashaza mi fece inizialmente dedurre che poteva esserci di mezzo qualche esperimento che andasse al di là della semplice Necromanzia, ed ero leggermente seccato per il coinvolgimento di Soldrathir, che invece avrebbe dovuto dedicarsi a studi più semplici e specifici...

Fui invece sorpreso di sentir nominare il nome della Sacerdotessa e subito mi resi conto che sarebbe stato necessario il mio diretto interessamento alla faccenda.

Congedato Soldrathir, incontrai Kashaza la notte stessa ed ella poté parlarmi più approfonditamente di cosa c'entrasse la Nera Sacerdotessa in tutta questa faccenda...


Zorg Kuraidhel, Fondatore dell'Accademia della Fenice, Rettore dell'Accademia Necromantica di Cha'el Balan
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Kashaza





Avatar storico di Kashaza


MessaggioAffisso: Sab 05 Giu, 2004    Oggetto del Messaggio: De Necrodaemonibus - Charta II


Charta II

Sono le 6 della sera del Giorno di Deothium, 28o del Mese di Hazon.

Fantastico... fantastico! Potrei avere a disposizione addirittura qualcosa di meglio, per studiare il fenomeno!
Calma... devo stare calma. Ponderare tutti i dati, riflettere, e solo dopo andare avanti. Altrimenti si rischia di fare errori. Sì.

La Sacerdotessa mi pare non abbia nulla in contrario ad operare un trasferimento, se ci riesce. L'umana le ha chiesto di guarirla, non di distruggere il male che la tormenta.
Bisogna essere certi, però. Se è quel che sembra, se è davvero quel che il Maestro pare aver trovato in quel libro...

Vediamo. Ferita che non si rimargina, sul fianco. Bordi anneriti, come bruciati. Liquido nero che fuoriesce alla pressione. Spossatezza generale, deperimento. Raptus omicidi incontrollabili.
La ferita potrebbe essere una Porta.
E se lo è...

Il Maestro era chino sul De Necrodaemonibus, assorto, e io leggevo ad alta voce una delle pergamene di rituali scovate nella Biblioteca della Torre della Stregoneria.

"...E là, nelle profondità, dove i Maledetti giungono per l'iniziazione, si dice vi sia un Custode. Ed Egli si occupa così della nascita di nuovi Maledetti, che poi vagheranno gemendo su Therial, maledicendo la maledizione e lordando i loro visi del sangue delle vittime innocenti. Il Custode trovasi là dove il Primo dorme il suo sonno senza sogni..."

A questo punto ho alzato gli occhi dalla pergamena, e il Maestro era voltato verso di me, con uno strano sguardo.
Dev'essere qualcosa di grosso. Ci siamo.

Kashaza, allieva di Zorg Kuraidhel, tutor di Soldrathir Xan'ss d'streea
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Zorg





Avatar storico di Zorg


MessaggioAffisso: Mer 09 Giu, 2004    Oggetto del Messaggio: De Necrodaemonibus - Charta III


Charta III

Sono le 3 di pomeriggio del Giorno di Deothium, 28o del Mese di Hazon...

Pur avendo ormai visto quasi di tutto, stentavo a credere al fenomeno che mi veniva descritto...
Eppure ero certo di averne già sentito parlare da qualche parte, di averne letto qualcosa...

Sembrava proprio trattarsi di una possessione di qualche forza oscura... Il liquido nero contenuto in quella fiala e poi lo scontro col demone sotto quella forma eterea, così insolita...
Tutti questi elementi collegati tra loro sembravano già appartenere alle mie conoscenze... come se ne avessi già letto da qualche parte al riguardo...

Lentamente ricostruii i miei ricordi e mi tornò alla mente un antico tomo, che avevo consultato tempo fa per alcune ricerche riguardo l'anima e la possessione dei corpi...

Purtroppo la memoria sembrava non aiutarmi oltre, perché non ricordavo precisamente dove mi ero imbattuto in quel libro.

Presi con me Kashaza e mi recai alla Torre, alla biblioteca, dove trovai alcune pergamene che parlavano dell'argomento, ma in maniera non del tutto esaustiva...
Io cercavo quel libro.
Cercai di rammentarne il titolo... ricordavo solo che era rilegato completamente di nero, con un rubino scarlatto incastonato al centro della prima copertina... ma non ne ricordai il titolo...

La pazienza, in questi casi, è l'unico vantaggio che avevo a mia disposizione rispetto al tempo, e Kashaza era ben disposta a dimostrarmene altrettanta: iniziammo a cercare tra gli scaffali della biblioteca un volume dalle caratteristiche simili, ma senza risultati...

Non troppo scoraggiati ci recammo allora in altre biblioteche... cominciando con quella della Valle dei Titani... ma con nostra delusione il libro non si trovava...

Eravamo alla biblioteca del Reame dello Specchio e ormai non sapevamo più dove cercare quando da un portale apparve un membro del Consiglio Imperiale, tra l'altro un necromante di non poco potere...
Ascoltai cos'aveva da dirmi e pensai che forse lui mi avrebbe potuto aiutare: gli chiesi infine se sapeva dove avrei potuto trovare un volume che trattasse di necro-demoni, ma anche lui sembrava alquanto sorpreso dalla mia domanda e mi indirizzò alla Torre...

"é il primo luogo in cui mi sono recato, Consigliere..."
"Avete cercato bene? Ci sono due biblioteche nella Torre..."


A quelle parole realizzai di colpo dove avevo visto quel libro: mi sembrò di essere lì, come tanti anni or sono, in quella piccola libreria adiacente alla Camera delle Udienze dell'Alta Maestra della Magia... Lì, in una piccola stanza piena di scaffali polverosi e libri antichi che non collegavo più alla Torre perché così poco congruo ad un simile luogo, illuminato da una semplice lampada ad olio...

Cercando di non tradire con la mia fretta la mia cortesia nei riguardi del Consigliere, mi congedai e mi recai nuovamente alla Torre, seguito dalla mia fidata allieva...
Teneva ancora in mano le pergamene prelevate dall'altra biblioteca alla nostra visita precedente, non eravamo neanche passati in Accademia a posarle e quasi le caddero dalle mani per l'emozione quando, sicuro di me, mi avvicinai ad uno scaffale ed estrassi il volume impolverato...

Lo poggiai su uno scrittoio, ne sollevai la pesante copertina e lessi il titolo che giaceva sulla prima pagina che si frapponeva tra i miei occhi e i segreti che copriva, sotto di sé...

"De Necrodaemonibus"

Sì... era lui...

Ne ottenni la custodia dall'Alta Maestra della Magia per un breve periodo, affinché potessi consultarlo in accademia, dove mi recai subito dopo con Kashaza... e insieme iniziammo a studiare il contenuto dei materiali reperiti.


Zorg Kuraidhel, Fondatore dell'Accademia della Fenice, Rettore dell'Accademia Necromantica di Cha'el Balan
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Kashaza





Avatar storico di Kashaza


MessaggioAffisso: Gio 10 Giu, 2004    Oggetto del Messaggio: La fiala


Charta IV

Sono le 2 di notte del Giorno dell'Ombra, 29o del Mese di Hazon

Nero.
Nero come la pelle di un Drow purosangue, come il cuore dei Giusti, come una notte senza luna.
Nero come il sangue di demone. Di un necrodemone.

Non riuscivo a staccare gli occhi dalla fiala, non c'era più dubbio: il suo sangue, la sua essenza vitale, spillata direttamente dalla ferita dell'umana, sgorgata dalla Porta.
Delle due fiale che la Sacerdotessa diede a me e Soldrathir, la mia la portai a Zorg. E' il Maestro, dovevo avere il suo benestare... ma ero già sicura, nessun dubbio, nessun bisogno di analizzare alcunché.
E infatti...
La fiala che scivola di mano al Maestro... furbo, molto furbo; benché umanoide devo dire che è davvero abile, il Maestro. Quasi ho creduto davvero che fosse stato un errore maldestro.
Il vetro che si infrange, la pozza di sangue nero a terra.

Ed eccolo, Lui, il Necrodemone.
Colui che mai avrei sperato di poter vedere un giorno, lì, davanti a me, in tutta la sua orrida bellezza, il suo Potere.
Mio! Bastava allungare un dito per toccarlo...
Con Tabitha non ero riuscita, forse ero ancora troppo poco esperta, nessun demone era entrato nel suo corpo... ma qui! Qui era perfetto: l'umana era posseduta, e non da un demone qualsiasi... da qualcosa di davvero potente!
Come si può non contemplare con reverenza un risultato tanto perfetto?
Qualsiasi cosa... qualsiasi, pur di conoscere l'artefice di questa impresa!

Kashaza, allieva di Zorg Kuraidhel, tutor di Soldrathir Xan'ss d'streea
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Zorg





Avatar storico di Zorg


MessaggioAffisso: Mar 06 Lug, 2004    Oggetto del Messaggio: De necrodaemonibus - Charta V - Il 'De necrodaemonibus'


Charta V

Sono le 5 del mattino del Giorno dell'Ombra, 29o del Mese di Hazon

Era lì.
Giaceva chiuso su un rialzo di pietra in una nicchia, che solitamente funge da scrittoio...
Kashaza se n'era andata da un pezzo e io lo stavo ancora fissando dall'altra parte della stanza, assorto.
La copertina nera, e quel rubino di quel rosso scarlatto incastonato nel centro...
Sembrava possedere un potere suo, quel libro, e io ne percepivo la forza.

C'era silenzio. Il solito silenzio familiare dell'accademia, un silenzio che evidenzia all'udito il rumore dello scorrere dell'acqua nel vicino flusso sottostante il locale...
Ma la vista di quel volume occupava la mia mente più del gorgogliare dell'acqua in quel solito silenzio... ed ero già lì, col capo chino, con lo sguardo perso in quel rosso, in quella pietra che sembrava piena di quel colore scarlatto... e mi accorsi che non era una visione fissa, non era un rubino comune: perché la tinta sanguigna sfumava e sembrava muoversi lentamente all'interno, quasi fluire, come quell'acqua che si udiva scivolare solitaria e remota nella grotta adiacente.

Allora mi stupii di trovare le mie timide mani sfiorarne la copertina, in un misto di brama e reverenza, continuando a fissare la pietra nel centro... e lentamente sollevai la pesante pelle che proteggeva le pagine interne, inclinando leggermente la testa verso sinistra, quasi a non voler staccare lo sguardo da quel rosso ipnotico che scompariva, lasciando spazio all'incipit sulla prima pagina, la stessa scritta che avevo già letto alla Torre...

Ma ora avevo più tempo, potevo leggere tutto quello che ci stava oltre, tutti i segreti e le conoscenze arcane che si celavano oltre quella pagina.
E la bramosìa di sapere cresceva in me, cosicché sfiorai velocemente la scritta col dorso della mano, percorrendo tutta la pagina, in un'intima carezza, fino all'angolo superiore destro del foglio che voltai delicatamente, in un gesto colmo di deferente attenzione che ripetei più volte quella notte...

"Il Primo dei Maledetti si addormentò e uno alla volta lo seguirono gli altri Anziani, cadendo in un sonno profondo e senza volontà alcuna di risveglio...
Alle notti seguirono i giorni, e di nuovo le notti, e di nuovo le stagioni, e gli anni...
E accadeva che il corpo dormiva, ma lo spirito pian piano si risvegliava, d'apprima assopito, poi condannato a una veglia flemmatica, tendendo i sensi spirituali a percepire i nuovi rumori del mondo che mutava...
"

L'indice affusolato scorreva veloce per la pagina, sfiorando le righe scritte in inchiostro rosso scuoro, da una grafia esperta ed elegante, ma ormai passata di moda...

"Delle volte la curiosità spingeva lo spirito dell'Anziano a lasciare il proprio mausoleo, abbandonandovi il proprio corpo assopito e inanimato, per librarsi in volo sul mondo, scrutandone i mutamenti e cercando di comprenderne le novità..."

Deglutii... Non stava descrivendo esattamente ciò che è un Necrodemone?

"Ma non c'e' ritorno per il corpo di un Maledetto da quel sonno eterno e volontario, quella sensazione di pace e di sospensione dei proprio sensi, un epoché esistenziale, indotta dalla disperazione del veder ripetersi troppi autunni nella consapevolezza di non poter vivere mai il proprio... un rifugio... una sospensione della propria essenza in un eterno equinozio."

Ma mi accorsi che c'era anche dell'altro... continuai nella lettura, ancora più incuriosito...

"Nessun Maledetto brama il risveglio da tale sonno, in quanto egli stesso ne ha desiderato l'abbraccio.
Talvolta capita che qualche giovane che ha provato ad esserne accolto si risvegli da solo, per troppa residua brama di vivere... e compito del Custode è quello di mostrargli il mondo mutato e guidarlo finché non è nuovamente in forze per imporre al mondo la propria volontà.
Il Custode, lo stesso adepto che veglia sul sonno del Primo, creature mortali che di generazione in generazione attendono il suo risveglio profetizzato...
"

Saltai ciò che già sapevo e dopo alcune righe...

"E solo l'odore del sangue può indurre il risveglio di un giovane, ma un Anziano è troppo logoro per bramare sangue comune...
Così capita che quando il suo spirito vaga per Therial, scelga di incarnarsi in un corpo, per farne strumento, per ricercare l'unica cosa in grado di risvegliare le sue membra, e per la quale valga la pena l'abbandono del sonno eterno...: il sangue del Primo.
"

Sgranai gli occhi e avvicinai il volto alla pagina, come se non credessi a ciò che stavo leggendo...

"Un Maledetto che beve la vita del Primo ne acquisisce i poteri, la forza, i saperi... Per questo motivo il luogo in cui giace è tenuto per lo più nascosto, così come l'identità del Custode..."

Saltai ancora una volta alcuni paragrafi e finalmente trovai un'altra parte interessante...

"é vero anche che il Primo stesso talvolta si libra come spirito per sua curiosità, ma ciò accade raramente, e ancora più raramente s'incarna in un corpo, lui per comunicare e interagire con altri Maledetti desti o col Custode..."

Sfogliai velocemente delle pagine con delle incisioni, rappresentazioni di ombre che ben conoscevo.

"I casi di risveglio parziale dello spirito di un Maledetto qui esposti sono propri solo degli Anziani e costituiscono l'essenza stessa di un Necrodemone, essenza di Mobius, fautore della sua maledizione: una via di mezzo tra un fantasma ed un'ombra, un'anima oscura che talvolta s'insinua nel corpo di un mortale, osservando il mondo attraverso i suoi occhi, utilizzandone in modo discreto gli arti e la sua materialità, per condurre la sua personale ricerca segreta."

Sempre più interessato girai velocemente la pagina... il discorso continuava...

"Ma è sempre stato che un Necrodemone facesse ritorno al proprio mausoleo, nuovamente stanco del mondo, bramoso di riprendere parte dell'eternità in quel sonno profondo che il suo corpo non ha mai sospeso..."

Ero ormai giunto all'ultima pagina e mi concessi un rallentamento nel ritmo della lettura...

"Qui è detto quanto sul Necrodemone, in questo tomo scritto col mio sangue, rilegato con la mia stessa pelle e dettato da voci eteree in questa necropoli più antica del tempo. E qui concludo ciò che ho riportato, custodendovi il sapere all'interno e la chiave all'esterno. Perché anche ciò che è divino è mutevole, ma troppo lento per esser percepito dai nostri occhi mortali. Ma gli Spiriti mi hanno parlato, e io ho riportato ciò che mi è stato riferito... io, Zariel, primo Custode del Primo."

Trasalii all'idea di stare toccando la pelle del primo Custode, e accompagnai lentamente la copertina sopra le pagine, chiudendo il tomo e tornando a fissare il rubino dalle fluide tonalità sanguigne, ripensando a quanto letto... Si trattava per forza di un Necrodemone ciò che avevo visto coi miei occhi, quel che conteneva la fiala... e l'essenza tenebrosa che si era rivelata rompendola... sì, il libro non faceva altro che confermare le mie ipotesi...

Ora dovevo capire come e se agire... e non trovando una soluzione nella mia testa, tornai ad immergermi tra le pagine di quel tomo così antico, nella speranza di carpirne altri segreti...


Zorg Kuraidhel, Fondatore dell'Accademia della Fenice, Rettore dell'Accademia Necromantica di Cha'el Balan
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Kashaza





Avatar storico di Kashaza


MessaggioAffisso: Mer 30 Mar, 2005    Oggetto del Messaggio: Re: De necrodaemonibus


Charta ....

* il titolo è cancellato con uno scarabocchio. L'aspetto complessivo dello scritto è quello di un mazzo di appunti, non di un documento stilato con ordine. *

Sono le 3 del pomeriggio del Giorno della Luce, 30o del Mese di Marhis.

Sono successe così tante cose, tante... devo assolutamente cominciare a mettere ordine nelle Chartae. Che numero è questa?

*una frase scarabocchiata al margine, a matita: chiedere al Rettore*

Il corpo deve essere ancora là, sotto i ghiacci, dove accadde quello strano episodio, poco prima che Soldrathir ed io...

*qualche frase è stata cancellata*

Questa parte non è ancora stata trattata, deve essere scritta la Charta VI.
Il necrodemone nel rubino: Charta VII.
La liberazione del necrodemone: Charta VIII.
L'attacco del necrodemone: Charta IX
Il rito: Charta X
____________________
Kashaza M'uncse dji Dennope, Tutor Magistri e Scriba dell'Accademia della Fenice
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Kashaza





Avatar storico di Kashaza


MessaggioAffisso: Mer 30 Mar, 2005    Oggetto del Messaggio: De necrodaemonibus - Charta VIII


Charta VIII - del come la Tutor Magistri si macchiò di una grave colpa, le fu tolto l'incarico di Bibliotecaria e il Rettore divenne Custode

Sono le 4 del pomeriggio del Giorno della Luce, 30o del Mese di Marhis.

Non tratterò i motivi che mi spinsero a liberare il necrodemone dal sigillo, perché irrilevanti per la trattazione scientifica della vicenda.
Dirò solo che per gravi e personali motivi decisi di liberare il necrodemone e stipulare un patto con lui: la libertà in cambio di un difficile e altrimenti impossibile esaudimento del mio desiderio.

Si manifestò in forma di ombra demoniaca, quella apparentemente da lui preferita. I contorni indistinti e - nota caratteristica - gli occhi lucenti, di luce fredda, con la pupilla verticale.
Il suo potere è davvero grande: esaudì la mia richiesta senza alcuna difficoltà, e si allontanò, ormai libero.
Il sigillo era ora vuoto, e dovetti confessare al Rettore quanto avevo fatto. Consegnai a lui il volume rilegato, e mi sottomisi alla punizione. Devo annotare, per giustizia, che il Rettore non mi cacciò dall'Accademia; mi tolse l'incarico di Bibliotecaria ma mi assegnò quello di Scriba accademico. Sarà mia cura tener conto di questa sua considerazione, in futuro.

Dopo la sparizione del necrodemone, si verificò uno sgradevole episodio di possessione della mia persona, da parte del demone stesso. Ciò avvenne alla presenza del Rettore e del Sacerdote di Xanathon, Xao. Ciò che io ricordo è il potere, immenso, di questa entità. Un potere sovrannaturale che ho percepito nettamente. E lui voleva che lo percepissi. Lo voleva.

Come si sono svolti gli eventi, penso sia meglio lasciare la penna al Rettore, che ha potuto osservare il fenomeno meglio di me.
____________________
Kashaza M'uncse dji Dennope, Tutor Magistri e Scriba dell'Accademia della Fenice
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Kashaza





Avatar storico di Kashaza


MessaggioAffisso: Mer 30 Mar, 2005    Oggetto del Messaggio: De necrodaemonibus - Charta IX


Charta IX
Sono le 6 del mattino del Giorno dell'Ombra, 8o del Mese di Pharadia.

Di quanto accadde solo io, Kashaza M'uncse dji Dennope, sono stata testimone. Lo cercavo ancora, lo sapeva, io lo sapevo. Ho consumato energia magica in quantità incredibili, per cercarlo, per trovarne una traccia, un segno.

Finalmente, il tempio maledetto sotto la fortezza di Lord Krothgar ne portava qualche segno. Cercare di scoprire qualcosa da quei sacerdoti folli era inutile... sono solo umani, animali insignificanti e deboli. Mi serviva di più, mi serviva qualcosa degno di attenzione. E infine, dietro una porta nascosta e sbarrata, il lich. Antico, più antico della fortezza stessa, un lich dei più potenti e forse il più antico del mondo.
Sorrisi leggermente... anche lui, in un certo qual modo, era il Primo.

Ciò che cercavo era lì, davanti a me. Solo la padronanza dei giusti incantesimi, della concentrazione, mi divideva dalla conoscenza. Ero ormai esperta, perché avrei dovuto fallire? La paura non poteva fermarmi, il timore di non riuscire era sciocco, dunque, agii.
Avevo studiato assai bene il rituale, decine di volte l'avevo letto e ripetuto, in attesa di un momento come questo: la Sfida, lo scontro della mia volontà con quella di un avversario degno, finalmente! Il lich mi guardava, gli occhi vuoti e senza vita sembravano chiamarmi, aizzare la mia bramosia!

I passi prodromi furono facili; depositai a terra quanto avevo di metallo su di me, e iniziai, sicura, a pronunciare le parole. Il lich fremette, e questo mi soddisfò, e mi incitò a proseguire, ormai certa del successo. La sua volontà si piegava, la sua immagine sfumava, tremolante, il mio cuore esultava per il potere che stavo padroneggiando... iniziai i passi secondi.
Il distacco dello spirito dal mio corpo era ormai una sciocchezza, per me, tanto ero pratica in quest'arte. L'unica difficoltà era per me nel mantenere il potere sul lich e sincronizzarlo con il distacco, ma riuscii.

Fu proprio mentre il trasferimento era era nel punto più cruciale che arrivò. Il necrodemone non perse tempo a sogghignare o bearsi della trappola che aveva stretto su di me, agì direttamente: si impossessò del mio corpo, riducendolo in fin di vita, e bloccò il trasferimento facendo lo stesso col lich.
La sorpresa si mutò in ammirazione, per la perfezione del suo piano, poi ancora si mutò in rabbia sorda, per esser caduta nel tranello, e infine in ira feroce, per aver fallito e perduto potere.
Pochi altri attimi, il tempo di pensare con sgomento a... una persona... e infine, l'oblio.

Ciò che il mio spirito visse, negli infiniti eoni successivi, nei luoghi senza tempo e senza materia, non è scritto per queste pagine, e così resterà. E così lo saranno anche i motivi e il modo in cui il mio spirito riebbe un corpo, e tornò in questo mondo.
____________________
Kashaza M'uncse dji Dennope, Tutor Magistri e Scriba dell'Accademia della Fenice
Torna all'inizio
Mostra profilo Invia messaggio privato  
Mostra i messaggi dal precedente:   
Apri Nuova Discussione   Rispondi   Versione stampabile    Indice Generale delle Bacheche -> Alla Locanda del Topo Le date sono mostrate rispetto al fuso orario GMT + 1 Ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi affiggere nuove discussioni qui
Non puoi rispondere qui
Non puoi modificare i tuoi messaggi qui
Non puoi eliminare i tuoi messaggi qui
Non puoi votare nei sondaggi qui


Powered by phpBB 2.0.14 © 2001, 2005 phpBB Group

Il tema grafico è tratto da Elveron (Copyright © Ulf Frisk, Michael Schaeffer 2004) e Connections (WPThemes.info)
Adattamento by Marhis
©2026 Restaurato con amore da Riccardo De Leo (Shod)

Archivio storico in sola lettura. Profili e contatti privati non pubblicati.