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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: Una delle tante Favole del Libro Scarlatto... |
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La Vecchia Eudora, nel retro del suo negozio, aprì un libro Scarlatto senza titolo e prese a leggere una pagina a caso...
IL CAVALIER SANGUINARIO
(Storia di Sogni e Realtà)
"V'era una tempo, un cavalier nero
che cavalcando un bianco destriero,
giunse nel paese delle fate.
Lì, con la lancia color della notte, trafisse ogni creatura, spiritello e folleto
crudelmente ma con Soave Grazia,
come solo un artista ed amante della morte può fare.
Infine, del sangue delle fate ricoperto, si riposò sulla verde radura spoglia;
levatosi l'elmo, scoprì un volto umano senza fantasia; espressione della grigia realtà senza sogni.
Lì rimase sino a quando la morte in vecchiaia lo colse ed una fata di lago, pose un fiore senza petali in quel triste loco."
"Per Chastil! Che storia brutta e macabra!" commentò a bassa voce la vecchia..
"Chissà come son le altre storie...", ma per quella sera chiuse il Libro Scarlatto. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
I'll not leave this World of living till she has said goodbye... |
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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: |
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La vecchia Eudora cercava di riposare nel suo lettone, stanca dopo una lunga giornata di lavoro nel solito negozio.
Eppure la calura di quei giorni le impediva il sonno...così, per cercar di passar il tempo (e con la lieve speranza d'addormentarsi) prese a leggere un racconto del libro scarlatto lasciatole dal defunto marito.
IL CONTADINO E LA DAMA DELLE STELLE
"Un tempo si narra, un contadino trascorreva tutte le sue notti ad ammirar le liete stelle,
Dorate, argentee oppur celate dalle candide nubi, o ancor nascoste dai cieli in tempesta.
Sin da giovincello ardeva dal desiderio di conoser 'La Dama delle Stelle',
così infatti veniva chiamta la stella più lucente, frutto d'un racconto popolare.
Ebbene, che crediate o meno alle favole, il contadino in una notte calda,
mentre sonnecchiava sotto il cielo, disteso in un praticello di campagna; si sentì sfiorare il braccio da un tocco leggero e vellutato;
aprerto gli occhi, subito li saplancò! innanzi a lui, candida come la neve e soave com'un canto elfico, in piedi stava una dama.
Ella senza nulla dire, lo fece alzare e con esso danzò..ed i due danzarono (l'uno goffo, l'altra leggiadra) attorniati da
spiritelli e luci evanescenti.
Al fine delle danze, quando ormai l'alba era prossima, il lavorator della terra chiese alla dama quanto nella mente gli balenava.
"Sei tu, oh graziosa fanciulla, La Dama delle Stelle?"
Ella nulla disse né risposta alcuna diede, ma un leggero bacio sulla fronte di lui lasciò ed esso sull'erba soffice s'assopì.
Quando l'alba infine empì il cielo sereno, il contadino si destò, attorno cercò a lungo la fanciulla incantata..ma nulla trovò..e d'un sogno allora trattarsi pensò.
Eppure a seguito di quella notte e del bacio lieve, i figli dei figli dei figli del contadino,
sempre ebbero una voglia a forma di stella sul loro corpo.
Ed ancor oggi si dice, che nel cielo, un uomo un poco goffo ma di grande caparbietà, cavalchi alla ricerca d'una dama splendente."
Non era certo una gran favola pensò infine Eudora, ancora accaldata e soprattutto ancor desta..eppure non potè far a meno d'osservar fuori dalla finestrella della sua casetta
e notò in quella calda notte, le stelle brillar come mai prima aveva scorto. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: |
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Quella notte, la vecchia Eudora non aveva letto alcuna storia del Libro Scarlatto, com'era sua consuetudine fare prima di coricarsi per il sonno;
s'addormentò invece assai spossata per il lavoro giornaliero e leggermente febricitante..o almeno tale si sentiva.
Sprofondò subito in profondi Sogni....Sogni o Incubi?
in entrambi i casi, avrebbe preferito non farli..
Ella si trovava in una stanza..così scura ch'era impossibile intraveder alcunche'...man mano ch'il tempo passava, la luce iniziò a filtrar da delle finestre
con vetri talmente opachi che permettevan solamente a flebili sospiri di luce di farsi strana nel nero della stanza stessa.
Eudora non capiva..attorno a se, vi eran molti mobili...antichissimi senza dubbio, eppure su di essi, vi eran stracci e lezuola a ricoprirli tutti;
alcuni di questi tessuti, parevan trasparenti, tanto che la vecchina poteva ammirare l'incredibile fattura dei divaneti.
"Chissà quanto valgono! si potrebbe far un affar con un solo di questi..." pensava tra se e se.
V'eran anche alcuni quadri..ma essi rappresentavano figure orrende da vedersi; da essi Eudora fu talmente scossa che cercava di non osservarli..convinta ch'essi la seguissero in ogni suo spostamento nella buia stanza.
Ad un tratto, improvviso com'un tuono, il Pianoforte a muro, iniziò a suonare con frenesia...e tutta la stanza parea girare..girare..girare...
La vecchietta si sentiva soffocare..pensava d'esser finita nell'antro di qualche diavolo infernale ed esser prossima alla morte, vittima di qualche allucinazione escogitata da quest ultimo....
ma perchè lei? lei era solo una vecchia! la sua bellezza l'aveva perduta tempo addietro! Così si mise a pregare la Triade della bontà, supplicando il loro intervento...
Tutto si fermò...Eudora sentì una fresca arietta accarezzargli il viso...si trovava nel suo lettone...e la finestra aperta permetteva all'aria d'entrare, accompagnata dai primi raggi mattutini di Kyra.
Un sogno...e di questo Eudora ne era sollevatissima....s'alzò, non avvertiva nemmeno la febbre di cui pensava esser vittima..si lavò e vest'..ed dopo una magra colazione...scese per il lavoro.
La cosa buffa..è che Eudora, trovò la sera seguente, un racconto nel suo libro intitolato
LA STANZA DEI TEMPI E DEI DESIDERI
Dove si narra d'un loco, ove l'età perde il significato...
Sempre ammeso n'abbia uno...
Pare inoltre, che quel racconto, non abbia mai finito di leggerlo... _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: |
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Era una fredda e cupa giornata del Mese di Pharadia... Mentre la tramontana flagellava la città, Eudora dormicchiava su una sedia davanti alla stufa del suo retrobottega...
Il colpo di un'imposta che sbatteva la fece svegliare dal sonno improvviso in cui era piombata, complice l'età e la stanchezza del giorno.
La vecchia aprì gli occhi di colpo e si guardò intorno, agitata, vide la finestra aperta sbattere, frustata da un vento crudele che annunciava bufere e tempeste...
S'alzò andò a chiudere la finestra e la sprangò per bene come aveva già fatto per le altre, dando un'occhiata al cielo ferrigno e blu elettrico che la sovrastava...
"La Crudele Pharadia," mormorò "...invia le sue fredde torme rabbiose, i suoi mastini dei ventosi, dalle sue fredde montagne, a flagellare la città... Nemmeno un ghoul affamato avrebbe il coraggio di girare con questo tempo..."
Terminò di parlare e sprangò anche l'ultima finestra e, stanca, fece per salire al piano superiore, quando qualcosa in movimento attirò la sua attenzione sul tavolo.
Il Libro Scarlatto aveva appena cessato di muoversi, come se fosse stata appena chiusa l'ultima finestra, come se ci fosse ancora corrente nella casa.
Eudora ne fu sorpresa, quasi spaventata, ma si disse che solo l'Età giocava certi scherzi, non gli Spiriti.
S'avvicinò così al libro, attratta dalla curiosità di sapere su che pagina fosse rimasto aperto...
La pagina era priva di titolo, più rovinata rispetto alle altre ed interamente scritta con un inchiostro di colore rosso cupo. Chi aveva eseguito quel lavoro era stato molto preciso e puntiglioso, nonostante alcune lievi sbavature e tremolii nella pur elegante calligrafia...
Eudora notò che alcune lettere, come quelle ai capoversi, erano state miniate con arabeschi d'infinita bellezza, altre lettere nel testo, erano state appena ritoccate, come a darle importantanza rispetto alle altre.
S'alzò sopra alle Ombre, fredda, crudele e sicura,
i capelli li accarezzarono il Vento e la Paura.
S'alzò sopra Therial, Maligna Signora:
"Male che non s'era mai visto finora".
S'erse fra i Mausolei, Stelo Sinuoso di un Fiore,
La videro i Ghoul e provarono Amore.
La Chioma sbocciò come Vampa Splendente
e gli occhi congelarono il momento presente.
Un demone assunse Bellezza Fatale...
Il Fiore stillò un Miele Letale...
Un canto s'alzò dall'Abisso Crudele.
La Morte consolò mentre Crudele fu Amore...
Quando il Veleno peggiore è quello che non smetti di bere.
Danzava ai suoi piedi una strana foschia,
il volto esalava una Nera Malìa.
Sposalizio d'Orrori e di Cieca Lussuria,
di cui pallida copia fu Desideria.
Crudele e Perfetta,
Meschinamente Bella,
il suo Sorriso uccise una Stella.
La sua Pelle sì bianca avrebbe divorato una Luna.
Milady, Crudele, Ferina, Insaziata...
Sparì dal Mondo La Bestia di bellezza Adornata...
...Eppur vaga ancora nel Buio la sua Memoria Dannnata.
Eudora staccò con fatica ed angoscia gli occhi dalla cupa pagina...
"Che creatura fu mai, questa?" si domandò colma di paura e di inquietudine curiosa.
Era lì,lì per chiudere il libro e nascondere per sempre dalla sua vista quella pagina blasfema ed inquietante quando si ricordò di un particolare sfocato presente nella pagina, alla fine....
Una runa antica, proveniente dalle parti piu' oscure di Therial, la Runa che indica le eclissi, le comete e le stelle cadenti.
La Runa degli Astri Infranti. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Era una giornata come tante altre per le genti di Nuova Thalos, ma questo non per tutti, la vecchia Signora Eudora chiuse il negozio anticipatamente nel pomeriggio;
a coloro che le chiedevano il motivo, ella rispondeva dicendo che la vecchiaia si faceva sentire e che per il resto di quel giorno avrebbe riposato..ma questo non era vero.
Uscita da casa dopo aver appeso il cartello 'Chiuso' fuori dalla porta, si diresse con passo lento ed in silenzio verso il canello settentrionale della città; con se portava una cesta di vimini dalla quale sbucavano alcuni lunghi gambi di fiori e parte dello spigoloso e voluminoso Libro Scarlatto.
Chiunque la vedesse passare, la salutava, era rinomata in città per il suo piccolo negozietto..tutti le sorridevano..eccezzion fatta per la vecchia Lucretia;
Al calar del giorno, giunse in un piccolo pezzo d'erba circodanto da sette bassi alberelli odorosi, in questo piccolo anfratto situato poco distante la città, rimase in piedi in silenzio.
Lasciava ch'il vento del tramonto sfiorasse la sua pelle ormai disegnata dalle rughe e che smuovesse i suoi capelli ormai fattisi grigi per via dell'età avanzata; rimase così per almeno una decina di minuti...
in seguito, stese una piccola coperta di lino cavata dalla cesta e la pose a terra per poi sedervisi come assorta in antichi ricordi....
Eran passati solamente due anni dalla dipartita di suo Marito...ella serbava in se il ricordo di quella persona, umile ed onesta, la stessa che rapì la sua spensieratezza giovanile e che dal giorno del loro matrimonio l'accompagnò sino ad allora.
Sedeva e ricordava la Signora Eudora..ricordava i bei momenti trascorsi con l'Amore della sua vita; osservava di tanto in tanto gli alberelli, immutati, benché fossero passati sessantanni, essi si trovavno ancora nel loco ove lei ed il marito si diedero il primo bacio e si promisero fedeltà.
Trasse un profondo respiro allora la vecchia Dama, prese il libro che ormai aveva imparato ad apprezzare...ma questa volta aprì solamente la copertina, e si mise a leggere una scrittura in penna lieve, dal tratto incerto ma priva d'errori...era la sua scrittura.
Ella scrisse quelle parole in quello stesso giorno, in quello stesso loco, sessantanni prima...si trattava d'una dedica al suo Amato...una dedica a se stessa..una dedica a loro entrambi.
Prendi la mia mano
non tremar Anima mia
non temer mio Amor
Siedi con me, al calar del giorno
sotto questi salici
Mira con me, al sorger della notte
gli astri argentei
Sogna con me..
Piangi con me..
Spera con me..
Restiam, ora per un istante ancora,
prima che la nuova alba irradi il nostro amor
stretti in quest'abbraccio di felicità
ancor per un istante
ancor per un bacio
ancor sino alla fine dell'eternità
la vecchia Eudora rimase nel praticello sino a quando le stelle non iniziaron ad accendersi nel cielo..a quel punto si sollevò lentamente...riprese tutto quando aveva con se...pose un giglio ai piedi d'ogni albero..sette gigli per sette alberi.
Infine lasciò una penna, un di quelle ch'inzuppate nell'inchiostro servon per scrivere....la lasciò propio al centro degli alberelli...essa venne trasportata chissà dove dal vento....
Respirò profondamente, ed assaporata un ultima volta quell'aria, proferì la prima parola da quando era giunta...
"Dolci Sogni Amor Mio..."
S'incamminò verso la città, con il cuore colmo di melanconia e tristezza; gli occhi, lucidi per via di qualche lagrima...parevan splenderancor ancor più, rischiarati dalla luce di Marhis. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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La luce di Kyra s'affievoliva lentamente e le ombre su tutta Therial ormai s'allungavano.
La vecchia Eudora aveva appena chiuso il propio negozio e salita al piano superiore, s'apprestava a godersi il meritato riposto della giornata.
Stancamente e quasi involontariamente, il suo sguardo si posò sull'ormai famigliare Libro Scarlatto.
Un attimo di titubanza la bloccò, ma la curiosità la fece divenir coraggiosa e prese il libro, aprì una pagina a caso ed iniziò a leggere...
IL PECCATO
V'era un tempo una donna in lieta attesa; ella portava in grembo il bimbo adorato ed il marito dolcemente l'accudeava.
Avvenè però, per via del fato ingrato; ch'il bimbo tanto sognto venne partorito senza soffio di vita alcuna.
L'uomo venne assalito da dei briganti in una notte invernale...
Ma ella non era sola..conosceva il dolore e la solitudine le veniva a tener compagnia nelle notti e la tristezza era una dolce benchè effimera compaggna durante il giorno.
Tutto questo sino a quando non conobbe la pazzia.
Avvenne quando s'imbattè in una carovana da poco aggredita...
A terra vi erano i cadaveri di due conducenti, d'una donna e di altri due uomini...e...qualcosa di orribi..un Demone...
La morte aleggiava però nell'aria..tutto taceva, o almeno sino a quando da un cespuglio, qualcosa si mosse.
Si trattava d'un piccolissimo cucciolo di demone, molto probabilmente il pargolo del demone più grande.
Lulu non si trattenne; manovrata come un burattino, con occhi grondanti lagrime e lo sguardo perso, si diresse verso questa creatura;
la prese in grembo e la cullò dolcemente.
Il piccolo demone dal canto suo non si opponeva, pare un neonato come tanti altri...se solo la sua forma non fosse stata demoniaca.
Quasi non curante della morte che serpeggiava accanto a lei, Lulu s'icamminò al suo villaggio...solo due giorni dopo la gente dei dintorni venne a conoscienza di quel luogo deprimente.
Premurosa come una madre solo può essere, corse in casa cercando d'evitare gli sguardi della gente...e per quanto possa sembrar incredibile, vi riuscì.
Una volta in casa ripulì il demone il quale, durante il tragitto l'aveva tutta garffiata; molto probabilmente per cercare di dissetarsi con il sangue della donna;
Questa quasi non vi fece caso, scopr' il seno ed iniziò ad allatare la piccola creatura.
Questa non intendeva assolutamente nutrisi di quel malsano liquido bianco che scaturiva dal seno della donna; fu cosi' che diede un morso attorno al capezzolo
ed iniziò a nutrirsi di sangue e latte.
Lulu accusò il morso ma non gemette e non fece nulla, anzi, accosto ancor più la creatura al suo seno...
L'affetto sa bendare gli occhi abilmente una volta che prende come sposa la follia scaturita dal dolore.
La scena della donna ch'allattava il demone durò ben poco;
Non tutti erano stati ciechi quando Lulu stava recandosi a casa...alcuni ragazzi la notarono...e la voce si sparse immeditamente.
D'un tratto la porta della piccola casa si spalancò,
sulla soglia, fecero capolino tre uomini robusti all'eserno v'era un vociare ch'aveva dell'incredibile per quel luogo.
Uno di questi uomini, con una smorfia di disgusto dipinta in viso, si avvicinò alla donna, alloungò il possente braccio e strappo con vigore l'infante dall'abbraccio materno
Lulu si scosse e cercò di graffiare l'uomo...ma questo gli evene impedito dagli altri due.
Tutto avvenne molto rapidamente...
Ella venne portata, tra lacrime e singhiozzi, gemiti e scalci; con la creatura nella piazza del villaggio e con essa, decapitata ed inseguito arsa in un rogo, quando la luce di Kyra ormai si affievoliva.
Eudora rimase impietrita per qualche istante...
dopodichè alcune lacrime si versarono dai suoi occhi per ricadere lentamente sulle sue gote...
Non sapeva lei nemmeno se piangeva per la povera donna, o per la vergognosa decisione dei cittadini...
Lentamente chiuse il libro, pensava d'aver letto abbastanza per quel giorno.
Cercò di ripetersi ch'infondo era una storia scritta s'un libro..e che non poteva esser accaduto realmente,
eppure, quella notte la vecchia Eudora, rimase sveglia sino a tarda notte... _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Era giorno di festa e come spesso avveniva, Euduora aveva ospiti; ospiti importanti! ed a lei molto graditi; i figli con i nipoti.
Essi le facevano visita una volta ogni due mesi e per la vecchina, questo fatto rappresentava una fonte di gioia incalcolabile.
Nel pomeriggio, come era solito avvenire, Eudore raccoglieva attorno a se i suoi tre nipotini sulla balconata della sua casa.
Frederich il più piccolo, Jill la più grande ed infine Mary; questi erano i loro nomi.
Come ogni giorno di festa che trascorrevano assieme, Eudora prandeva in grembo Frederich e le due giovincelle le si sedevano attorno, in attesa ch'ella raccontasse una fiaba o qualche storia incredibile di Draghi, maghi o cavalieri.
Quel giorno Eudora decise, una volta udite le varie richieste, di raccontar ai piccoli, una storia molto famosa (tral'altro riportata anche nel suo ormai famigliare Libro Scarlatto..un fatto curioso..Euduora, non lesse mai nulla di quel libro ai nipotini)
Dopo essersi schiarita la voce..la vecchina inizò..
LA STORIA DI KRIEEF
Krieef era un bambino strano..aveva grandi occhi ed orecchie a punta!
Per questo suo aspetto, i bambini del suo villaggio lo prendevano sempre in giro
e benchè Krieef 'orecchie a punta' (così lo chiamavano) fosse amato dalla propia famiglia
(che va detto..non aveva le orecchie a punta!)
Un giorno decise d'inoltrarsi nella foresta..poichè pensava di non esser veramente figlio di quei due umani.
Arrivato nel bosco, incontrò molti elfi, il bambino era contento poichè notava ch'essi erano molto simili a lui.
Ma quando questi gli dissero che molto tempo fa, due umani, giunsero lì con un bimbo morente e che ottenero ch'il piccolo restasse in vita, pegno le orecchie a punta;
allora Kireef comprese tutto..e corse il più volocemente possibile verso la propia casa al villaggio.
Quando arrivò però...non trovo più nulla!
Se nel bosco erano passati solamente pochi attimi..al suo villagio, cioè nel mondo reale a Therial, eran passati ben trecento anni!
Fu così che decise di tornare nel bosco..ma arrivato all'entrata..lo trovo completamente in fiamme!
Una guerra era scoppiata poco distante da li..ed i fuochi avevan raggiunto il bosco senza tempo.
Così Krieef orecchie a punta era solo..sperduto in una terra che non riconosceva più, assalito dalla fame, dal freddo e dalla paura.
Ma qualcosa in lui lo scosse, forse il ricordo del padre guerriero..solo Chastil può sapere cosa accadeva nella mente del piccolo.
Sta difatto, ch'egli divenne nel tempo un forte guerriero valoro..ma mai a nessuno racconto la sua vera storia...forse per timore di venir deriso ancora una volta o forse solo per non dover ricordare le amarezze del passato.
Alla fine del racconto, La vecchia Eudora era compiciuta, poichè s'era ricordata la storia quesi per intero..ovviamente dovette modifiarla un poco..poichè la vecchiaaia a volte fa strani scherzi;
la sua goia si spense un poco, quando vide le facce un po meravigliate delle due bambine e si accorse che il più piccolo si era persino addormentato!
Alchè ella si domandò se avesse perso la capacità di raccontar fiabe..ma subito dopo, capiì che la storia di Krieef non era proia la più adatta a dei bambini...così li mandò a giocare con alcuni giocattoli comprati e tenuti in gran segreto per l'occasione.
Inutile dire la loro felicità...ma non ostante questo, la sera, vollero sapere altre cose in più riguardo al piccolo mezz-elfo Krieef... _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: |
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Era una giornata ventosa ed Eudora la vecchina decise di chiuder il negozio anzitempo.
Si ritirò nella suo salottino, tutto ordinato e perfetto come in un libro di fate, ove ogni particolare trova una sua locazione.
Si sedette sulla poltrona del marito la vecchia Eudora, e lì seduta, sfogliò il Libro Scarlatto...
IL MENESTRELLO E LA PRINCIPESSA
V'era un tempo,
Una Principessa ed un Menestrello,
Così vicini eppur così lontani.
Ella piangea nelle notti di stelle splendenti
ed al menestrel suo amore, pensava intensamente.
Egli impazzia d'un amor struggente
per la dama d'un castello imponente.
Il Re poco accondiscente e saggio per niente,
scoperto l'inghippo il giullare fece espeller
ed trucidar in mezzo a tutta la gente del paese ridente.
Straziato il cuor della bella
non seppe resister più d'una sera,
Preso un pugnale l'ultimo respiro esalò lentamente.
Un destino segreto legato ad un fato ingrato,
ch'ai poveri sognatori nulla ha dato
se non la speranza d'un sogno mai nato.
Fantasmi or sono,
vagabondi dai cuori d'oro,
or solamente ricordati di tanto in tanto sono.
Con un profondo respiro Eudora si lasciò affondare nel morbido scienale della poltrona...e dopo aver levato un lacrima dal suo viso segnato dal tempo, chiuse il libro e rimase per un attimo ancora in silenzio... _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Narra una storia...una storia triste, di come un Drago Nero, privo ormai di sentimenti tornò ad amare..ma d'un elfa egli s'infatuò...
Questa storia venne scritta, non si sa da chi, non si sa dove, nel Libro Scarlatto
Alcuni dicon ch'ora tale libro sia perduto..eppure esso continua ad esistere...
Scrigno di Sogni, di Ricordi, di Storie Fantastiche, tra Realtà e pura Fantasia..
Ed è in questo libro che come accennato pocanzi, si trova il canto d'addio del Drago Nero alla sua amata..alcuni ritengono ch'eggli salutasse così anche la vita ingrata..
Altri ritengono che l'autore non fu un drago, poichè essi vengon considerati crudeli ed incapaci d'esprimersi con tali parole..taluni considerano questo componimento solamente un cuore infranto..
L'ULTIMO CANTO DEL DRAGO NERO
Addio dolce bosco a me caro
Addio Mio Sogno adorato,
Trovarti fu per me sorgente di Gioia
(ma) or comprendo come tu più non mi voglia.
Vivi un esistenza d'incanto
Ricorda se puoi questo Nero Drago,
Addio delicata mia Elfa
Addio tu che del vespro sei la Stella. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Fu nell'ultimo giorno d'Autunno ch'Eudora lesse nuovamente dal Libro Scarlatto..
Lesse d'un triste canto..il quale forse per sempre s ricorderà..
IL LAMENTO
Perso, ormai è
oh Cavaliere,
il tuo prezioso.
Logoro il tuo scudo,
spezzata la lama,
opaca la corazza.
Nelle tenebre
brancoli errante.
Speranze eteree
trascini sognante.
Illudendoti di trovar,
qulacuno da amar,
cavalchi il vento
e sussurri il tuo lamento.
Il dolor soffoca il tuo petto,
avvampa il freddo nelle membra.
Il sentier or appar si stretto
e la notte cala nera e tetra.
Perso, ormia è
oh Cavalier,
il tuo sentier... _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Vengon riportati, nel Libro Scarlatto, alcuni strani versi; alcuni di coloro che poterono leggerli, sostengon ch'essi derivino dalla pura fantasia dell'animo d'un uomo.
Altri ancora sostengon che i seguenti versi, altro non siano che una frammento d'un antico cantico, che narravva un poderoso evento climatico scatenatosi su Therial in tempi remoti, investendo Città ed intere regioni
Questo è tutto quanto è riportato..
CANTICO DELLA PIOGGIA
Pioggia Rossa, Nera, Scrlatta,
Pioggia Fredda, Eterea, Astratta.
Mille goccie, questo noi siamo..
..in un Cielo di Falso Cristallo. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Era una giornata uggiosa ed il cielo grigio, Eudora, la vecchina nel dopo cena decise di legger una racconto del suo LIbro Scarlatto...
Il SIBILO NOTTURNO
Nella Notte Fredda e Scura,
in un radura, sedeava una creatura.
Cantava di Luce e di Grazia
Cantava d'una Terra mai Nata.
"Tra Sogno e realtà, ogni speranza un dì morrà".
Questo racconto, le impedì di chiuder occho per tutta notte, non tanto perchè era brutto, pauroso o chissà cosa..il fatto è che l'apparve tremendamente malinconico, tanto da render triste anch'essa. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Era una notte del mese di Nathien quando la vecchia Eudora riprese in mano il libro Scarlatto, dono del defunto marito.
Non lo leggeva da molto, questo perchè vari acciacchi fisici, gli impegni causati dal negozio e altre mille cose non le avevan concesso alcun momento libero.
Eppure, forse la malinconia per la mancanza di qualcosa di famigliare, benchè ignoto, la scosse a tal punto da farle riprender in mano questo volume di storie, riaprì a metà libro, poichè in quel punto aveva interrotto la sua lettura.
Vi trovò un racconto che le restò per semre impresso nella mente e nel cuore...
IL RE ELFICO
Sugli Elfi regnava,
Ultimo d'una nobile casata,
Reggente d'un impero splendente,
Possente quanto una fiamma lucente.
Loec, oh Loec!
La Torre è or vuota,
La gente tua ancor ti chiama,
Eppur ivi la tua spoglia più non dimora.
Dagli Amici tanto amato e rimpianto,
Altresì dai Nemici odiato eppur lodato.
Ai porti, verso il grande mar si recò,
e mai più al bosco al verde bosco tornò.
Loec, oh Loec!
La Torre è or vuota,
L'armata attende in adunata,
Eppur ivi la tua spoglia più non dimora.
Le lance di mithril han salutato,
l'Elfico Re dall'elmo dorato,
Gli scudi lucenti hanno portarto,
colui ch'il Regno ha rifondato.
Loec, oh Loec!
Aleggia ancoor il ricordo del Trono d'avorio.
Eppure la Terra è or spoglia,
e lontano la tua Anima riposa.
... _________________ ... In a world far away We may meet again ...
I'll not leave this World of living till she has said goodbye... |
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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: |
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Nel Libro Scarlatto è riportato quanto segue...
LA VIA DELL'AMORE
M'innamorai d'un Elfa di Bosco
S“ dolce era il favellar con essa,
ma perduta or sembra quella favola sì bella.
Attendo nella notte...
attendo il tuo ritorno,
consumandomi giorno dopo giorno. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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Mydonell

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Affisso: Dom 28 Mar, 2004 Oggetto del Messaggio: |
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Eudora sedeva nello studio del marito defunto, aveva da poco chiuso il negozio ed aveva deciso di leggere una storia dal grande libro scarlatto prima di recarsi a cenare.
LA FIAMMA ED IL GHIACCIO
Qesta è una semplice storia, essa narra d'una fiamma avvampante e d'un freddo ghiaccio.
La fiamma amava il ghiaccio, trovava il suo splendere alla luce sublime, le sue sfaccettature dolci, il candore della sua fredda pelle l'affascinava ed il suo temperamento accendeva in lei sempre nuovo ardore.
Dal canto suo, il ghiaccio adorava le forme sinuose della fiamma, non aveva altri occhi che per il bagliore ch'essa emanava e per la sua superba ed affascinante arte di scaldare.
Fiamma era persa ed avvolta da more verso il ghiaccio e lui ricambiava altrettanto focosamente tale sentimento, ma sapeva anche che ciò era pericoloso per entrambi.
Così più la fiamma inseguiva il ghiaccio, più lui le sfuggeva e così fu per lungo tempo...
Un giorno il ghiaccio vide la fiamma piangere...
Piangeva quell'amore fuggevole ed impossibile.
Che tragedia! se avesse continuato così, si sarebbe spenta ed ogni cosa sarebbe divnuta scura e triste.
Ghiaccio allora le parlà ed assieme decisero per un unica via.
Si strinsero in un forte abbraccio e si diedero il loro primo, unico ed ultimo bacio,
poco prima di spegnersi entrambi, avvolti e coperi dall'Amore.
La vecchia chiuse ed appoggiò sulle sue ginocchia il libro, socchiuse gli occhi per qualche istante ripensando alla sua vita e sospirò lievemente, inseguito a qualche minuto di silenzio si alzò dirigendosi verso la cucina, l'ora della cena era passa già da un pezzo. _________________ ... In a world far away We may meet again ...
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