Scandalo a Kyrandor
10 Giugno 2005
Ancora una volta Kyrandor ha fatto da scenario nello svelare i torti e le oscenita' di animi inquieti.
Si' cari lettori, perche' quest'oggi parliamo di un male davvero meschino, che ha visto come vittima una ragazzina di appena 13 anni.
La giovane T., impiegata come cameriera presso un locale fatiscente nell'area sud della citta', aveva subito degli abusi sessuali da un cliente abituale, tipico della zona; insospettabile, avranno sempre pensato i familiari e gli amici, ma il colpevole e' proprio l'Orafo.
Favorito dalla confusione presente nel locale - come T. ha raccontato agli investigatori che si occupavano del caso - costui avvicino' la ragazza nel retrobottega per seviziarla con il ricatto e la paura.
L'Orafo avrebbe potuto farla franca continuando il suo giogo, se la ragazza non si fosse risoluta ad agire per vendetta personale. Ella infatti, poco fiduciosa nei tempi di giustizia offerti dai Legislatori, decise di ingaggiare due investigatori privati, i quali avrebbero dovuto occuparsi di ottenere un risarcimento morale e materiale o di rendere pubblico l'accaduto, gettando nel fango una figura ritenuta rispettabile.
E cosi' e' avvenuto: uno dei due e' stato sentito urlare i peggiori improperi contro l'Orafo, accusandolo di pedofilia, lascivia e traffico illecito di preziosi (e' stata aperta recentemente una indagine sugli scambi intrattenuti con il reame di Mahn-Tor). Terribile la scena occorsa in seguito, con l'arrivo di Legislatori, guardie e la moglie dell'Orafo stesso. Quest'ultimo e' pero' riuscito nell'intento di barricarsi dentro il suo negozio, evitando almeno per un po' quel che sembra un inevitabile linciaggio pubblico.
Laconiche le testimonianze di alcuni presenti, che per lo stupore sono riusciti a proferire soltanto parole piene di sdegno e rancore; "E' una vergogna", "Povera ragazza", "Maledetto Porco" - alcune di queste.
Alcuni si sono azzardati a rivangare l'affare della liberalizzazione delle case chiuse dentro le citta', ma la federazione e' ben decisa a non permettere che cio' avvenga.
A meno che l'Orafo non riesca a darsi alla fuga tramite qualche passaggio segreto nella bottega, sembra proprio arrivata l'ora della punizione, se non mortale, molto probabilmente solo rettale, dato che la moglie rimane in assedio in prima linea davanti la bottega, con un forcone in mano.