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La Grande Biblioteca, Miti e Leggende

Enciclopedia Verum - Nota Introduttiva

22 Gennaio 2006

Nel lungo lavoro, iniziato ormai venti e sette anni or sono e portato avanti instancabilmente e senza risparmiare me stesso, una sola e' la certezza che ho maturato: nel campo della religione, e nello studio dei miti e dei testi sacri, il paradosso e l'incongruenza non vanno mai considerati quali prove di inattendibilita' del testo.

Ogni religione, ogni culto, ogni chiesa, ogni umana manifestazione di devozione verso le Divinita' - ogni cosa in campo religioso - muta e cambia a seconda di coloro che ne officiano i riti e della popolazione che in essa ripone la propria fede e le proprie speranze.

Questo significa principalmente che ogni diverso culto, quand'anche derivante dal medesimo credo, interpreta e, alla lunga, rielabora gli elementi del culto stesso, i miti e le leggende: inoltre, bisogna considerare quelli che sono gli errori di versione piu' comuni da sempre. Un amanuense che ricopi un testo, o che lo traduca da una lingua ad un'altra, incorrera' sempre in un certo numero di vocaboli e strutture frasarie che, per limiti linguistici, dovra' parafrasare o interpretare, di modo da renderne corretta e fluente versione nella lingua in cui si appresta a trasporre.

Tutto questo porta ad un'unica, ovvia conclusione: i miti, pur conservando radici comuni e simili testimonianze, cambiano grandemente di regione in regione, di biblioteca in biblioteca, di culto in culto.

Dopo tutti gli anni trascorsi a viaggiare, trascrivere, tradurre, ricostruire, potrei dirmi molto abile o molto fortunato se potessi essere certo di essere arrivato a conoscere e raccogliere un decimo dei miti esistenti su tutta Therial.

Non ho la presunzione di ritenermi pero' tanto abile, e non ho prove per dimostrare di avere una simile buona sorte dalla mia parte: dunque, ritengo tutt'ora possibile che esistano centinaia di versioni diverse e contrastanti dei miti Therialesi, e che centinaia di nuove versioni vengano pian piano e continuamente prodotte, introdotte, modificate...

La mia opera non e' una catalogazione assoluta e inoppugnabile, non vuole essere e non sara' mai un dogma. Nel corso della traduzione e catalogazione dei miti Therialesi in questa Enciclopedia, mi asterro', per quanto mi sara' umanamente possibile, dal commentare o alterare qualsivoglia scritto o informazione in mio possesso.

Il lettore tenga dunque nel dovuto conto queste mie parole: io non riporto la verita', ma solo quel minimo frammento di essa che gli Dei hanno voluto riporre nelle mie mani, affinche' la tramandassi.

Prima o poi, la mia vita volgera' al termine: la mia speranza e' che altri, dopo di me, riprendano e proseguano la mia opera. E' forse opera mai destinata a finire: non mi e' dato saperlo. Ma e' cio' a cui ho dedicato piu' di meta' della mia vita, ed io credo in essa e nel suo valore. Pertanto, ho preso la ferma decisione di non firmare mai la mia opera, di non vergare alcuna delle sue pagine con il mio nome, e invito coloro che la riprenderanno e proseguiranno dopo di me a rispettare questo mio desiderio e a prendere medesimo impegno, giacche' l'Enciclopedia Verum, nel mio intento, e' opera scritta dall'uomo, espresso attraverso la sapienza e la conoscenza di noi che ne verghiamo le pagine.

Il motivo per cui ho chiamato "Enciclopedia Verum" la mia opera e' uno solo: non perche' io sia convinto di essere il depositario della verita' ultima, ma perche' cio' che troverete in queste pagine altro non e' se non la mia verita'. La verita' in cui ho creduto.

Quest'opera e' dedicata alla ricerca della verita'.

cronista:   Bibliotecario
Fregio decorativo delle Cronache