Ravena

' la storia dell'unica drow che tentò di usurpare il potere divino. Io ne possedevo alcuni frammenti, Krisaore altri. Un mio fosco
conoscente passava da quelle parti all'epoca, così ha risposto alle mie
domande e mi ha raccontato la sua versione completa della storia. Redarguendomi d'averlo evocato per raccontare favole ad una bambina.
Secoli fa, Nel Regno della Terra D'Ombra, salì al potere la crudele Ravèna, Sacerdotessa di
Mobius e grande sapiente.
Elfa d'incredibile potere e bellezza, il suo più segreto rovello era raggiungere l'immortalità,
poiché la sua sete di potere non voleva estinguersi, nemmeno nella lunga ed intensa vita di drow.
Ella voleva raggiungere le più alte vette della gloria e del potere, avvicinarsi il più possibile
all'immortalità divina. Ovviamente tutti i suoi tentativi andavano a vuoto e le segrete del suo
palazzo si riempivano di giorno in giorno di esseri mostruosi, mutazioni dovute agli esperimenti
che Ravèna effettuava su creature di razze e nature differenti, allo scopo di carpire il segreto di una vita lunga eoni.
Un giorno venne a conoscenza di un particolare tipo di magia da un chierico umano che si apprestava ad usare come cavia.
Secondo il vecchio il modo per raggiungere l'immortalità senza
rischi era diventare l' avatar di un'entità oscura... Esisteva una magia divina che permetteva
in modo semplice di stipulare un patto con la divinità per ottenere lunga vita e parte dei suoi
poteri, la pergamena su cui era inscritta era custodita in un antico tempio... Fu uno scherzo per
una donna potente e crudele come Ravèna appropriarsi della pergamena e dimostrare la sua ingratitudine
al vecchio chierico sottoponendolo ai suoi più crudeli esperimenti.
Per diversi giorni e diverse notti studiò il manoscritto, vergato in una lingua morta e misteriosa, riuscendo infine a decifrarne il contenuto.
Sì, sembrava fosse proprio una forma rudimentale di contratto demoniaco, da stipularsi con entità ultraterrene per la conquista di un
privilegio fuori dal comune... Eterna giovinezza, sapienza totale e definitiva, ricchezza e potere assoluti... Questi erano i
privilegi concessi dai patti ultraterreni...Le divinità benigne erano restie a stipularli, mentre quelle malvagie non si facevano
scrupoli di sorta, erano abili a costruire contratti-capestro ove vi era tutto da perdere ed una temporanea vittoria da
guadagnare...le leggende dei popoli parlavano chiaro dei contratti stipulati con le Divinità Oscure, essi portavano alla
rovina tanto rapidamente quanto rapidamente si era conquistata la gloria con essi... Ma Ravèna aveva fiducia in sé, ed
iniziò a concepire un piano con cui impadronirsi di una sorta di immortalità e poi, col tempo, del Potere Ultimo, del potere Definitivo...
Il rito da seguire era semplice e complicato allo stesso tempo. Per essere ascoltati da una
divinità era necessario una condotta di vita che destasse interesse nella divinità stessa e allo
stesso tempo aver gettato le basi per azioni meritevoli di tale interesse. Ravèna possedeva
entrambi i requisiti. Nel centro della stanza che utilizzava per i suoi esperimenti più crudeli
disegnò un pentacolo con il sangue di una vergine innocente e pose ad ogni angolo una
candela che proiettava luce nera. Posizionatasi al centro del pentacolo la drow cominciò
a cantilenare in una lingua dimenticata un incantesimo che rafforzava il potere di concentrarsi. Divenne
un tutt'uno con la stanza.Riusciva a sentire le mura del locale come estensioni del proprio corpo e gli
oggetti in essa contenuti come propri organi interni.
A questo punto doveva formulare l'evocazione in modo singolare. Ogni essere avrebbe dovuto
esprimere i propri desideri in modo personale, su questo punto del rito non vi era niente di prestabilito, tranne
un obbligo all'individualità. La divinità scelta da Ravèna era Tricksty, la dea che presiede la morte. Una
divinità dalla quale avrebbe ottenuto il potere di vita o di morte su ogni essere di Therial.
"Io, Ravèna, Sacerdotessa di Mobius, chiedo l'aiuto di Tricksty, Dea della Morte, perché mi scelga come sua Avatar
e mi infonda il potere di annullare la fiamma della vita che arde in ogni essere. La mia devozione sarà totale e
l'uso del potere che mi verrà concesso avverrà secondo i voleri della dea. La mia visione parla di un arricchimento
senza uguali dell'esercito delle anime dei morti. Avverate il mio desiderio e prima fra tutti farò conoscere la volontà
di Tricksty ad ogni essere vivente di Therial."
Ravèna prese un coltello sacrificale e incise un piccolo taglio sull'avambraccio sinistro, lasciando
cadere delle gocce del suo sangue in una ciotola posta ai suoi piedi. Poi con la sua magia richiamò
un demone dagli inferi e lo rese suo suddito. Impartì al demone l'ordine di bere da quella ciotola e poi
gli disse di porsi al centro del pentacolo, dopo che lei ne fosse uscita. Nel momento in cui il demone
fu esattamente al posto che prima Ravèna occupava, l'elfa cominciò a recitare l'incantesimo che
avrebbe permesso alla dea di parlare attraverso il corpo del demone.
Finito di pronunciare le parole del rito, un'ombra si creò sopra la testa del demone. L'ombra
cominciò ad ingrandirsi e poi ad espandersi creando un cerchio perfetto al suo centro. Da
quell'apertura venne fuori una luce che investì il demone in pieno, il quale chiuse gli occhi
quasi di istinto, per non rischiare di venir ferito dalla sorgente della luce. Quando l'abominio
infernale li riaprì essi avevano cambiato colore ed erano diventati di un rosso scarlatto. Un
rosso che brillava di luce propria, ombrando i contorni del viso.
"Era tempo da che l'ultimo magi osò completare questo rito." disse la Dea Tricksty, parlando
per bocca del demone. "Pochi sono così stolti da invocare il mio aiuto. Stolti, ma coraggiosi. La
tua richiesta verrà esaudita con tutti gli annessi e connessi. Il potere porta con sé dei doveri
e degli obblighi. Cerca di non dimenticarlo Ravèna. Se mi deluderai avrò la tua anima in
cambio, se invece sarai degna di questo potere, avrai in dono una vita eterna per
procurarmi anime e gloria. Accetti queste condizioni?" Ravèna non aveva neanche
bisogno di rifletterci, la decisione era già stata presa da molto tempo. L'elfa si limitò
ad annuire. Le mancavano le parole per l'emozione di vedere il proprio sogno divenire realtà. Questo
era il primo passo per il potere assoluto. Prima il potere concessole in parte dalla dea e poi
quello totale. Quando sconfiggendo la dea stessa si sarebbe autoproclamata Dea della Morte.
"Bene" disse la Dea "D'ora in poi sarai mia Avatar, ma usa il mio potere con moderazione, altrimenti andrai incontro a grossi guai..."
In quei giorni Therial fu colpita dalla più misteriosa e letale delle pestilenze. Le genti del
mondo senza luce venivano falcidiate una dopo l'altra, in sempre maggior numero...
La piaga che colpiva tutte le regioni del globo era impossibile a definirsi, i sintomi variavano
da regione a regione...
Nelle foreste abitate dalle fate sciami di orrendi calabroni neri colpivano le vittime con un veleno
sconosciuto, si cibavano con le energie dei cadaveri abbandonati, nidificavano nei tronchi degli
alberi secolari che venivano ridotti in segatura nel giro di una decina di giorni dalle larve fameliche al loro interno.
Sui tutti i campi di battaglia le lotte infuriavano senza sosta, poiché ogni decesso era una nuova recluta... I vivi che
cadevano risorgevano come non morti pronti a ghermire sia il nemico
che i propri vecchi commilitoni ancora in vita.
Nei reami dei draghi, una pestilenza dovuta ad un misterioso parassita resistente al calore, faceva strage
dei draghi di fuoco, mentre quelli del gelo crollavano abbattuti da una malattia
che infiammava le vene ed il cuore.
I non-morti di tutte le regioni acquisivano sempre più potere e crudeltà, iniziando ad attaccare
i reami dei vivi limitrofi alle loro nere roccaforti...
Ovunque regnava il caos, la malattia, la guerra e la morte.
Nel suo palazzo Ravèna, percependola tramite il potere di Tricksty, gustava ogni morte senza più
alcun ritegno. Ogni decesso era nuovo potere per lei...in poco tempo aveva causato molte
morti nella Terra d'Ombra, giustiziando centinaia di creature per i più futili motivi, conducendo
il reame in guerra contro i suoi più acerrimi e letali nemici... Ogni morte aumentava il suo
potere, se dieci battaglioni drow venivano distrutti, Ravèna ne gioiva comunque perché
col potere ottenuto da quelle morti ne poteva crearne altri venti con la magia ed il potere della morte.
Raggiunse così una soglia di potere spaventosa, che superava di molto i limiti che Tricksty
aveva imposto. Solo dopo pochi mesi Tricksty tornò a far visita a Ravèna, comparendo da
un oscuro portale.
"Hai forse dimenticato il nostro patto??!!" sibilò la dea che si mostrava in forma umana davanti all'elfa oscura.
"Affatto" rispose la sacerdotessa attivando con la magia un complicato cerchio magico di luce azzurrina posto ai piedi di Tricksty.
Il viso della Dea subì un'orrenda metamorfosi. Si contrasse spaventosamente in
un'autentica espressione di sovrumana ira e desiderio di vendetta. I muscoli
facciali di nessuna delle razze conosciute su Therial non avrebbero mai
rappresentato così bene il senso di irosa sconfitta di cui era in balìa il cuore
della Dea. Il viso era diventato quello di un'apparizione così orrida, pur
rimanendo umana, che avrebbe facilmente schiantato un battaglione
di paladini sotto il peso della loro paura. Una luce splendente avvolse
la Divinità che all'interno del campo magico, si scioglieva in tenebra scurissima.
Ravèna perse il fiato e fu sul punto di svenire, ma si riprese subitaneamente pensando
che l'orrida visione era il segno definitivo della sua vittoria. Emise una riso sottile e
sibilante come una lama lanciata verso il cuore di un guerriero e sorrise alla sconfitta Tricksty.
"CoME haI pOtUTo.." disse una voce innaturale che proveniva dalla sostanza tenebrosa della Dea...
"COme HAi FaTTO?!?" sibilò la nera essenza in cui si era trasformata la manifestazione corporea di Tricksty.
"Semplice" disse Ravèna "Tu sei la morte e sei composta di morte, le tue energie sono ove non è
presente vitale essenza o ove questa scema, scarseggia ed agonizza... Ho semplicemente
modificato un incantesimo usato per richiamare le forze della vita e l'ho usato per due scopi:
Imprigionarti e conquistare il tuo potere." spiegava con malcelata soddisfazione la drow.
"La cosa è molto divertente, c'è voluto un pò di tempo per riuscire a padroneggiare i tuoi poteri
insieme all'incantesimo, ma alla fine ci sono riuscita. Il nucleo della tua essenza-che tu tieni così
scioccamente in vista all'interno della tua manifestazione corporea- è stato invaso dalle energie
vitali del mio incantesimo, che le ha letteralmente iniettate nella tua essenza. Nel frattempo
io risucchiavo verso di me, col tuo potere, tutte le energie negative della morte che
aleggiavano nella stanza. Si è così creato un vuoto di energie mistiche che ha aiutato
le energie vitali a spingere all'esterno tutte le tue energie mortifere che sono state
prontamente assorbite dalla qui presente." terminò Ravèna mentre s'indicava teatralmente.
"DAnnA..." mormorò la massa tenebrosa
"No, non sforzarti, cara, lasciami terminare, lo so è lungo ma vedi devo avere qualcuno
con cui condividere subito codesto sublime momento" disse Ravèna appoggiando
la mano sul campo di forza magica, per poi riprendere subito, con soddisfazione "Poi, nel momento
esatto in cui tu venivi completamente svuotata di tutti i tuoi poteri e di gran parte delle tue energie, io
ho colto l'occasione ed ho rinchiuso le tue rimanenti essenze in questo campo di forze vitali
detto "Prigione Vitale"...Un incantesimo molto interessante, pensa l'aveva inventato un
potente Arcimago molto tempo fa, per debellare dal suo paese la temibile piaga di un Demi-Lich che..."
"..Hi.iDa... .eRet..icE…" gorgogliò l'essenza tenebrosa, sempre più debole.
"Non affaticarti nel tentativo di farmi comprendere i tuoi insulti, mia cara compagna." disse sorridendo Ravèna " Perché fra poco sarai in un luogo
ed io in un'altro...Spero ti piacciano
quelle pieghe nascoste dei piani astrali dove i chierici più esperti sigillano demoni e spiriti
maligni di mezza tacca..."diceva la drow disegnando rune arcane a mezz'aria
"Ohibò il posto non è fantastico come panorama e la compagnia scarseggia
un pò, ma vedrai ti troverai bene lì...Axeroth-sertaph!" disse terminando il rito e scaraventando con la magia Tricksty e la sua prigione in un varco spazio temporale.
"E ora, addio, Decaduta Dea della Morte!"
I giorni trascorsero piacevolmente per Ravèna che riceveva spesso visite di araldi divini che
volevano conoscere la nuova auto-proclamata Dea della Morte. La sacerdotessa, tronfia ed orgogliosa, riceveva, assentiva
col capo a tutte le proposte di alleanze da parte degli Dei Oscuri e alle ramanzine di quelli luminosi e neutrali, sorrideva e rispondeva:
"Sono ancora giovane come Dea, datemi tempo di sapermi gestire meglio e poi prenderò in considerazione la vostra proposta..." ed altre scuse simili.
Il quarto giorno Ravèna percepì all'entrata del suo palazzo un nuovo messo divino, che non aveva
mai conosciuto, era una figura nera, incappucciata che non lasciava trasparire alcun indizio del suo vero volto.
"Chi vi manda gentile messaggero?" pronunciarono le labbra di Ravèna, stizzite.
Lo straniero si levò il cappuccio, mostrando la sua natura di demone dell'oltretomba, razza usata
dai maghi più esperti per difendersi nel corpo a corpo dai colpi devastanti degli esseri fisicamente più forti
.
"Sono un messaggero di una divinità dimenticata, che ho trovato
nel mio peregrinare fra una dimensione e l'altra" disse la creatura mentre sprigionava dal suo interno un turbine di bruma nerastra.
La nera nebbia si addensò al centro della stanza. Ravèna ebbe un sussulto, cosa credeva di fare
quella sciocca? Non aveva ancora capito che era stata LEI a vincere?
Tricksty emerse dalle ombre e fluttuò inesorabile verso Ravèna. Sfoderò il pugnale con un sorriso beffardo.
"Cosa credi di fare?" disse sprezzante l'elfa oscura, guardando Tricksty con un'espressione furiosa.
"Portare a termine il mio naturale compito..."
"Non puoi farlo! Io ti ho detronizzata! Il tuo potere è MIO ora!!"
"No..." disse in un sardonico sussurro Tricksty "Credevi di esserti disfatta di me...
Ma purtroppo.. è la tua stessa natura a tradirti... Il potere che ti ho dato ti sta consumando
come un fuoco interiore... come la tua brama di grandezza..." l'immortale s'interrompeva ogni
tanto, gustandosi ogni minima variazione dell'espressione di Ravèna; poi riprendeva crudele.
"Finora la mia forza ti ha sostenuta nella tua ascesa al potere, ma, siccome sei di origine
mortale (e non divina), siccome la tua ascesa preoccupa lo stesso Mobius ed era ed è malvista
dagli altri Dei... Per farla breve...Sei stata giudicata indegna di essere La Morte, perché incapace
di gestire con discernimento il suo potere...Non ci sono state, su Therial, così tante morti non
rimpiazzate da altrettante vite... Il potere al tuo interno ti sta lentamente consumando e la tua
vita avrà termine fra pochi anni... Ma né io né la vita su Therial vogliamo aspettare così
tanto..." detto questo si avvicinò verso Ravèna, alzando il pugnale "...Vedrai sarà solo
un taglietto.. Una piccola ferita superficiale basterà a far sì che le energie mistiche ti divorino in pochi attimi..."
"NO!" urlò stravolta Ravèna, mentre le ombre da lei generate si avventavano su Tricksty per ghermirla.
L'Immortale emise una risata secca, come di ossa raschiate da una lama, e guardò Ravèna fisso negli occhi.
"E' inutile che richiedi mercé rendendomi, a poco a poco ,il potere a cui sono intimamente legata...Non lo
hai detto tu stessa? Combattere La Morte con la morte...Che stoltezza!!!" disse
la Dea, avanzando fra fiumane d'oscurità' che le turbinavano intorno, la
accarezzavano e si nascondevano sotto le pieghe del suo mantello, assorbite dal suo scheletrico corpo.
Ravèna crollò per un attimo, ma subito rispose con l'incantesimo "Prigione vitale", la sua bocca pronunciò le misteriose sillabe, le mani tracciarono segni per il richiamo d' entità
ultraterrene... Non accadde nulla.
"Doppiamente stolta!!!", mormorò Tricksty ridacchiando "Credi forse che , ora, le forze che
invochi accorrano in tuo aiuto? Sei Signora della Morte e la Vita ti rifugge!!!" e chinando il
capo all'indietro scoppiò in una fragorosa risata.
Ravèna, tremò, si accasciò al suolo, scossa da brividi di terrore...Cercò di riscuotersi, si
rialzò, pronunciò una formula e s'immerse nel muro dietro al trono come fosse un lago posto in verticale.
La Dea rimase al centro della stanza col suo sorriso beffardo. Scosse il capo divertita.
" Voi mortali non imparate mai."
"Potete sfuggire al vostro destino, agli errori del vostro passato, alla vendetta di un nemico...
Ma non sfuggirete MAI a me!" Il volto si contorse in un sorriso malvagio "E ciò che aspetta Ravèna
dopo il mio abbraccio è il peggior destino, il frutto del suo più grande errore e la vendetta più crudele..."
Ravèna corse verso l'altare di Mobius ove preparò un rito che non aveva mai tentato finora...voleva tentare il tutto per tutto.
Aveva appena finito di preparare l'altare, cospargendolo di sangue, quando Tricksty emergendo
dal pavimento del Tempio, a pochi passi da lei, le puntò contro il pugnale.
"Accetta il tuo fato e lascia perdere i tuoi patetici tentativi! Così prolunghi solo un' agonia
di terrore..."
Ravèna rise "Ora vedrai se questo tentativo andrà a vuoto." urlò. Pronunciò una
formula in una lingua vecchia di millenni ed accese il tripode posto sull'altare. Vi
fu un lampo e la fiamma nel tripode divenne da giallo ad arancione cupo, poi
rossastra ed infine nera, oscura. Mossa da una volontà infernale la fiamma di
tenebra scivolò fulminea dall'altare, disegnando intorno ad esso e a Ravèna un cerchio di oscurità.
"Oh! Complimenti!" disse divertita Tricksty "Hai completato un incantesimo da fuoriclasse! Meraviglioso! "
"Hai poco da complimentarti!" urlò furiosa la sacerdotessa "Questa barriera è prodotta con lo stesso potere di Mobius, se la oltrepassi subirai l'ira dell'Oscurità!!"
Tricksty avanzò con crudele indifferenza "Che sciocca! Non ti ho ancora ricordato che anche Mobius
ti ha abbandonata?"
Le fiamme oscure si spensero di colpo e Ravèna crollò a terra come colpita da un'impietosa ed invisibile forza. Era sfinita e sentiva una fiamma bruciarle le viscere.
"Bene..." disse sorridendo Tricksty "E ora..." Con un gesto imperioso della mano sollevò
nell'aria l'elfa oscura, deponendola sull'altare. Ravèna scoprì di non essere
più in grado di muoversi. Non urlò, ma i suoi occhi fissavano sbarrati la lama mortale che era sospesa sul suo petto ansante.
"Oh!" disse sarcasticamente Tricksty "Mobius mi ha arriso quest'oggi!"
Guardò l'impotenza di Ravèna e chiosò "Tu cosa facevi per ringraziarlo quando sconfiggevi una tua usurpatrice? Mmm...ah!Già! Un sacrificio!"
E detto questo abbassò fulminea la lama su Ravèna.
Majebeau