econda sfera di luce creata dal canto di morte di Dheadis, dal colore argenteo,
brillante e freddo, Marhis e' il nome con la quale vengono chiamate indifferentemente la luna o la
sua protettrice.
La sfera, posta a distanza infinita da quella di Althea, brilla di luce propria e del riflesso degli altri
raggi, ed e' rimasta incolume dai piani malefici di Mobius, forse perche' notturna e silenziosa.
La sua luce non danneggia gli esseri creati da Mobius, probabilmente per l'intensita' o l'angolazione dei raggi.
Ma quando e' piena, in talune nottate, favorisce gli atti criminali e l'espansione del male.
Non e' certo malvagia ne' le sue intenzioni sono quelle di favorire gli esseri demoniaci, anzi, la sua Signora
si tiene, anche per la sua posizione, ben al di fuori da ogni coinvolgimento.
In suo nome vengono creati oggetti meravigliosi di un metallo la cui brillantezza e' dovuta a minuscole perle
della sua luce, incastonate fra la struttura del materiale.
Tale metallo ha il nome di argento.
La Signora della Luna e' raramente apparsa su Therial, poiche' il suo ruolo e' quello di stare a fianco della sfera e di proteggerla. Le visite sporadiche effettuate, hanno pero' lasciato un ricordo vivido negli artisti di tutto il Regno, che si sono prodigati a rappresentarla. Ingioiellata delle piu' belle stelle e avvolta da un manto celeste, ella facilmente si fa attorniare da animali notturni come gufi e gatti, e cammina con disinvoltura e regalita'. Gli occhi cobalto e la carnagione pallida, la rendono una creatura effimera e dall'aspetto delicato. I capelli color cenere sono raccolti in una semplice acconciatura, e spesso sono invisibili poiche' coperti da un lembo del mantello zaffiro.
Adorata principalmente a New Thalos, tale divinita' non riscuote molto successo tra i mortali, probabilmente per il suo modo freddo di porsi con i propri fedeli e per la mancanza di assidue visite alla popolazione. Ella pero', nutre per i devoti l'affetto piu' profondo e dall'infinito in cui e' posta, li protegge e li salva dalle situazioni piu' disperate.
