Lands of Darkness's HomePage
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Fonte: Internet Archive · http://www.landsofdarkness.it:80/krisaore.html
Lands of Darkness's HomePage ivere nel folto di una foresta dove la luce fatica ad arrivare non si può definire come condizioni ideali per crescere felici e con il bene nel cuore. Nonostante ciò il giovane Krisaore, apprese le elementali regole di sopravvivenza e aveva trovato un amico che gli facesse dimenticare cosa significhi vivere in un luogo come quello in completa solitudine e sempre in lotta per la propria vita. Il suo amico del cuore era un piccolo draghetto nero che grazie ad un incantesimo riusciva a parlare la lingua degli elfi. Krisaore era un elfo nero, che non aveva conosciuto altro che disprezzo nei confronti della sua razza. Lui era diverso. Il draghetto gli aveva mostrato cosa significasse supportarsi a vicenda in situazioni difficili, cosa significasse poter parlare dei propri problemi a qualcuno che sappia ascoltare. Lui aveva cominciato a cacciare solo per mangiare e non più per divertimento. Non ne aveva bisogno, il divertimento lo aveva con Jhamsal, il draghetto nero. Le stagioni passarono veloci e raggiunta una certa maturità Krisaore decise di tentare di nuovo di uscire allo scoperto e viaggiare per Therial, dare alle persone che lo avevano disprezzato da ragazzo una seconda possibilità, un'occasione per rivedere i propri errori e forse ora che poteva vedere tutto con gli occhi di un adulto, le cose sarebbero state differenti, differenti comunque dal punto di visto di un bambino abbandonato nel profondo di una foresta. Jhamsal lo avrebbe seguito e protetto nel suo lungo viaggio verso la conoscenza di se stesso e del mondo esterno che lo circondava. Usciti dalla foresta, dopo appena un paio di passi al di fuori della copertura degli alberi, dove i sentieri spariscono e le belve attendono vigili le loro prede, i due amici incontrarono un paladino in cerca di vittime per placare la sua sete di giustizia. Krisaore naturalmente non sapeva cosa fosse un paladino e nemmeno cosa questo potesse rappresentare. Jhamsal si avvicinò al paldino per mostrare a Krisaore che non era poi tanto diverso da lui. Era umano, ma il cuore non era poi tanto differente da quello che batteva nel petto dell'elfo-oscuro. Il draghetto si alzò leggermente in volo e si diresse verso il paladino sul suo bel cavallo bianco, con rifiniture in oro appartenenti a chissà quale ordine. La scena che seguì si svolse nella più totale velocità sotto gli occhi di un bambino nel corpo di un adulto, cresciuto come una belva, imparando a rispettare regole di vita proprie del mondo animale, pieno di speranze e per la prima volta dopo tanti anni fuori dal suo ambiente. Il Paladino spronò la sua cavalcatura ed estrasse una lunga spada dal fianco destro. Jhasmal avendo capito subito le sue intenzioni aprì le sue fauci per colpire con il suo alito infuocato il nemico. Fu purtroppo, troppo lento e la spada del paladino staccò di netto la testa del drago dal suo corpo che per alcuni secondi, che a Krisaore sembrarono un'eternità, rimase sospeso in aria. Il paladino si diresse poi verso un elfo spaurito, con le lacrime agli occhi e la totale inconsapevolezza di ciò che stava succedendo. L'istinto di anni ed anni di sopravvivenza prese il sopravvento e il lato oscuro del suo animo si risvegliò in tutta il suo potere. Anni di odi repressi e buoni sentimenti erano terminati con la morte del suo unico compagno, con l'uccisione a sangue freddo dell'unico essere che aveva saputo fargli capire cosa significasse la parola „Amicizia". Un'aurea maligna ricoprì l'elfo oscuro e un'armatura magica ne rivestì il suo corpo. I suoi piedi si sollevarono dal suolo e la sua pelle divenne di pietra. I suoi muscoli si gonfiarono e dalle mani Krisaore vomitò fuoco verso il paladino. La morte del suo nemico fu quasi istantea e solo questo rammaricò l'elfo oscuro, che si girò deciso a tornare nella sua foresta, senza volerne più sapere del mondo esterno. Avrebbe regnato da quel giorno in poi nella foresta, avrebbe compiuto atti di terribile atrocia solo per il gusto di vedere scorrere del sangue. Nessuno aveva avuto pietà per Jhamsal e così lui non avrebbe avuto pietà per nessuno. Ancora pochi passi e il buio della foresta lo avrebbe riavvolto nelle sue tenebre e protetto per sempre, ma una luce nera si frappose tra lui e il suo obiettivo. Di nuovo la ragione cedette il passo all'istinto e le mani di Krisaore si sollevarono in direzione della luce nera, pronto ad attaccare chiunque si presentasse di fronte a lui. Le fiamme lasciarono le sue mani e colpirono una forma umanoide che si stava formando all'interno della luce. La luce nera si espanse e le fiamme tornarono al mittente piegando l'elfo in ginocchio per le ferite. La luce nera allora avvolse Krisaore che si rialzò come nuovamente rinato e allora apparve lui e gli parlò con parole che l'elfo mai avrebbe dimenticato. „Krisaore, la tua vita non è stata facile e tu hai rinnegato la tua natura per scoprire di aver commesso un errore incredibile. A cosa serve l'amore e la pietà? Ne hanno forse avuto questi umani per il povero Jhamsal, la cui colpa è stata quella di voler essere gentile? No! E' giunto il tempo che tu riconosca chi sei e che diventi il mio araldo. L'Araldo di Asuka, L'angelo della Distruzione, che semini il male tra le razze riporti la giustizia di Asuka tra di loro. Ti farò dono di una parte del mio potere, fanne buon uso!" La luce cominciò a scomparire e al suo posto riapparse la foresta dove Krisaore aveva passato la sua giovinezza. Quasi un lampo si accese nella sua mente e senza neanche riflettere si girò e si diresse verso il mondo. Nel suo cammino, il suo sguardo incontrò il corpo del povero Jhamsal, a terra ricoperto dal suo stesso sangue e la testa pochi metri più avanti. Di nuovo fiamme fuoriuscirono dalle sue mani e incenerirono il corpo del suo vecchio amico. Un ghigno si stampò sul suo volto e così inizio il suo viaggio a Therial. Chiunque lo abbia visto o ne abbia sentito parlare lo chiama Krisaore The Soulmaster. ©2001 Ary Arianna M.G. Benigno (AryHann)
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