← I Reperti · 2001-07-15 · Sola lettura · Testo e fonte





D a un po' di tempo ormai lavorare per Questor come mercenario mi aveva stancato, sempre le stesse prede, le stesse destinazioni e obiettivi, insomma avevo voglia di provare qualche nuova avventura... l'arrivo di un mercante githyanki in citta' fu la notizia che aspettavo. Trovarlo non fu difficile, seguii le indicazioni di alcuni passanti e lo vidi poco lontano dalla Locanda dell'Orso. Lo avvicinai, certo che sarebbe stato lieto di trattare con me alcuni oggettini che ero interessato a vendere. Fu abbastanza sorpreso di trovarsi di fronte un nano, ma riuscii a dirottare subito la conversazione sugli affari attirando la sua attenzione. Notai pero' che c'era qualcosa che voleva dirmi o mostrarmi, ma era come se temesse di farlo... la prova di cio' la ebbi quando accennai ad alcune pellicce che volevo vedesse e che tenevo a casa mia.

"Ma allora siete anche un cacciatore?" mi chiese all'improvviso.

"Beh, si. Ma principalmente sono un avventuriero, un mercenario insomma..."

"C'e' un mio cugino... abita nella foresta dei nani di sudest... che potrebbe essere interessato a parlare con lei di queste cose."

Continuo' a parlarmi di questo suo cugino per un bel po'... mi racconto' che era un cacciatore e che si procurava le pelli nel cuore della foresta, vendendole poi ai migliori offerenti. A sentir lui queste pelli erano sempre le migliori sulla piazza per cui gli affari di famiglia andavano a gonfie vele. Mi informai bene sul modo di incontrare questo tizio e mi congedai dal mercante, che fece comunque a tempo a mettermi un po' d'ansia addosso, accennando a dei misteriosi "occhi d'argento", su cui pero' si tenne volutamente vago...

Mi incamminai verso il posto indicatomi, sapevo benissimo la strada per cui arrivai ben prima del tramonto.
Il locale era una semplice casa di legno, ai margini del bosco. All'interno cacciatori, mercanti e gente di ogni tipo si incontrava per discutere di affari o semplicemente fare due chiacchiere. Individuai subito l'uomo che cercavo (era uguale spaccato al cugino...).

Mi presentai, dicendogli che un suo parente mi aveva fatto il suo nome: fu lieto di parlare con me. Gli dissi delle pelli che volevo vendergli, ma la cosa non parve scuoterlo piu' di tanto... se le voci su di lui erano vere, probabilmente mi giudicava una mezza tacca come cacciatore.

"E se le dicessi che sono venuto per gli "occhi d'argento" ?"

Avevo colto nel segno... il suo volto cambio' espressione... sembrava molto piu' interessato a me ora.

"Cosa sa dei cacciatori ?" mi chiese.

"Mi spiego meglio... se le dicessi che io sono un cacciatore, cosa penserebbe ?"

Lo guardai stupito, cercando di capire a cosa alludesse...

"So alcune cose su di lei, nano... ho seguito le sue esplorazioni e i suoi viaggi. Penso che potrebbe essere la persona giusta per noi..."

"Come noi? di chi sta parlando?"

"Deve sapere che esiste una gilda segreta, i cui membri sono tutti cacciatori e esploratori come me..."

Solo ora capii quello a cui stava alludendo: apparteneva alla Cabala dei Cacciatori, una delle piu' misteriose gilde esistenti su Therial... si mormorava che un Cacciatore sapesse sempre come e dove scovare la propria preda, anche grazie all'aiuto della magia, e che una volta individuata per lei non c'era scampo...

"Dicevano che si era sciolta tanto tempo fa..."

"Assolutamente no, siamo rimasti in pochi e' vero, ma la tradizione continuera' finche' ci saranno avventurieri speciali... in fondo basta avere un buon senso dell'orientamento e la capacita' di addattarsi a qualunque tipo di ambiente."
"Vorrebbe diventare uno di noi? Lasci che la metta alla prova..."

"Perche' no? Anzi ne sarei orgoglioso!"
"Mi dica cosa devo fare."

Spiego' che di recente gli era stato sottratto un prezioso gioiello a forma di occhio di tigre... i ladri si erano introdotti mentre stava dormendo ed era scappati con il malloppo. Gli unici indizi sembravano portare alla regione desertica delle Sabbie del pianto. Forse una banda di predoni? di nomadi?
Sulla base di queste poche informazioni mi misi in viaggio la notte stessa, il deserto non distava molto e preferivo arrivarci quando Kyra era spenta.
Sapevo che c'era un accampamento di nomadi del deserto ai piedi della Grande Piramide, un monumento di chissa' quale antica civilta'. Nel cuore della notte piombai nella tenda di uno di loro e con un manrovescio lo stesi al tappeto. Dopo averlo ben legato lo svegliai per interrogarlo... confesso' subito tutto: era stata la sua banda a rubare il prezioso monile, ma per denaro, per conto di qualcun altro: a loro il gioiello non interessava. Tuttavia non seppe dirmi il nome di questa misteriosa figura, riuscii solo ad estrargli di bocca che lo scambio avvenne nei pressi di una grotta a sud del deserto, dove solo il loro capo entro'...

Tanto mi bastava, rimisi a "dormire" il nomade, e attraversai il deserto verso sud. Con una certa difficolta' trovai l'entrata della caverna quando Kyra ormai splendeva. Avventurandomi all'interno sentii un rumore sordo, quasi un brontolio... era il respiro affannoso di un drago d'ottone, che stava sonnecchiando tranquillo. Incautamente pero' aveva lasciato per terra una chiave, la raccolsi e senza far rumore avanzai nel cuore della caverna, oltre la bestia addormentata. Con la chiave riuscii ad aprire un forziere, dentro c'era tutto il tesoro del drago... un bel mucchietto di gioielli assortiti, evidentemente ne era un avido collezionista. Presi quello che cercavo, ma lasciai li' gran parte del resto in modo che il drago non si accorgesse troppo presto della mancanza e tornai nella foresta.

Camminai di buona lena per tutta la giornata, non volevo che il drago una volta svegliatosi potesse venirmi appresso... finalmente, dopo un viaggio che pareva interminabile arrivai alla casa del cacciatore. Era entusiasta di riavere il gioiello e voleva festeggiare...

"No, grazie, non se ne parla neanche... sono stanchissimo, vado a dormire un po'!"

Stranamente, avevo rifiutato una bevuta in compagnia... si vede che inconsciamente tenevo moltissimo a figurare bene agli occhi del cacciatore.
Infatti mi risvegliai perfettamente riposato.

Nei giorni seguenti il cacciatore mise alla prova le mia capacita'; man mano che passavano i giorni mi chiedeva di fare cose sempre piu' difficili e probanti...
viaggiai fino all'Inferno per cercare e sconfiggere un muro vivente, un'autentica creatura del demonio capace di afferrarti per poi trascinarti all'interno delle sue infinite pieghe... dovetti procurarmi un gigantesco orso grizzly imbalsamato (per abbellire la Cabala diceva...) mercanteggiando fino allo sfinimento con un venditore taccagno (che riusci' comunque a spillarmi un mucchio di monete)... infine mi misi sulle tracce di una belva esotica, una pantera nera, una preda difficile da cacciare perche' incredibilmente astuta e dotata di un eccezionale istinto. Inoltre il suo padrone non pareva affatto entusiasta all'idea di separarsi dalla propria compagna...

Fu un mese veramente massacrante, sia fisicamente che mentalmente: forse voleva vedere fino a che punto potevo reggere sotto pressione. Comunque superai indenne tutte le prove assegnatomi ed alla fine il cacciatore mi accompagno' in un luogo speciale...

Il viaggio fu incredibilmente breve: conosceva scorciatoie invisibili agli occhi di tutti, che ci permisero di coprire in pochissimo tempo una distanza che mi sembro' enorme. Con un ultimo sorriso beffardo, si rivolse a me indicandomi l'entrata ad un luogo di una luminosita' abbagliante, come se la luce di Kyra stessa fosse tutta concentrata li':

"Prego, ora la porta si e' aperta per lei... la decisione finale spetta a lei, e a lei soltanto.
Entri, non esiti oltre. Credo che noi non ci rivedremo piu'..."

Detto questo il cacciatore collasso' al suolo, svenuto. Dopo pochi istanti il suo corpo era svanito, lasciandomi solo sulla soglia di quel luogo cosi' affascinante e misterioso...

Entrai? Cosa decisi di fare? e soprattutto, cosa c'era all'interno?
Beh... questa e' un'altra storia...

Bardolfo




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