rosperita' a tutto il Gentile Auditorio,
Narrovi adunque le gesta di un'elfo delle roccie nomato Gimmolo.
Orbene non maravigliatevi della stranezza di codesto nome poiche'
i genitori dell'avventuriero in questione, non aspettandosi un
altro pargolo da allevare e notando che non era di aspetto avvenente
deciser di porgli nome Gimmolo a guisa di scherno di natura qual fu
inteso da loro l'infante.
Dirovvi di piu': non volendo saper d'un figlio ne' voluto ne' piaciuto
essi non paghi di nagargli riconoscimento lo abbandonaron al fato.
Il caso volle che un incantatore trovollo e n'ebbe compassione
allevandolo come figliuol proprio; seppur non bello il Nostro era
d'ingegno finissimo ed imparossi ad arte sortilegi e fatture dal
suo genitore adottivo nonche' mentore.
Col tempo il prode Gimmolo perfeziono' a tal guisa la sua maestria
nelle arti arcane che si rivolse alla, famosa in tutte le contrade,
Gran Maestra della Magia ed avendo gran cura di non appelarsi a Lei
come sciura, Ella non gradirollo affatto, richiese per se' il fausto
onore di unirsi colla misteriosa cabala Shalafi.
La Magistra acciocche' potesse sgombrar la via che conduce alla Torre
della Congrega pretese svariati et preziosissimi monili, primo fra tutti
un flauto d'argento che in poco tempo l'aspirante Shalafi recuperossi
grazie alle sue sovrannaturali capacita' di annullare lo spazio e
scrutare gli oggetti chiamandoli per nome.
Niuno sforzo ebbe nel recuper il secondo ingrediente necessitato
dalla Magistra par ammetterlo al suo Circolo avendolo Gimmolo gia'
incontrato nelle sue peregrinazioni, sorte diversa fu per il terzo
monile poiche' seppur non avendolo mai veduto colla sua perizia
comprese fosse celato in un luogo terribile assiepato di Draghi
di non comune risma.
Essendo, pur esperto, troppo di giovine eta' per affrontar simili
creature dovette piu' e piu' volte fuggir da loro e dai nauseabondi
fiati ch'essi emettevano.
Il Nostro decise adunque di sfruttar l'ingegno che tanto prodigamente
la Natura concessegli e le altre doti che la sua gente conosce bene:
recatosi al mercato acquisto' alcune belve e usolle per attirare
l'attenzione delle micidiali lucertole essendo egli assai piu'
avvezzo a passar inosservato liberandosi cosi' la via verso il custode
dell'oggetto in platino tanto agognato che non fu difficile sconfiggere.
Poi fu richiesto al prode cerchi tempestati di diamanti e conoscendone
parecchi il Nostro fu fuorviato e ando' a scontrarsi contro ad un
enorme Drago verde, come s'egli non ne avesse avuti a satollarsi di
tali fiere, poco male la Magistra indirizzo con maggior precisione
Gimmolo ed in breve riporto' anche questo monile.
L'ultimo oggetto fu di facile acquisizione essendo noto fin dalla
piu' tenera eta' quando impavido stanava i troll da solo.
Ringraziovi per la pazienza or pero' anche voi ne conoscete l'illustre
perizia nelle Arti Arcane del giovine Gimmolo che sicuramente si
fara' gran nomea tra di eroi et cavalieri et negromanti.
Gimmolo
