ra caldo quel giorno, il vento si sentiva appena e il sole di giugno era alto
nel cielo. Stavo passeggiando tranquillamente per il villaggio di Anon,
uccidendo qualche cittadino qua e la' giusto per seminare un po' di terrore e
attrarre l'attenzione. Mi era stato detto che il loro campione era un essere
assai temibile ed un paladino del bene. Stupidi uomini, non avevano fatto i
conti con la MIA potenza e cosi' si sono ritrovati con un eroe in meno ed un
martire in piu'. Della sua testa di lupo, elmo di cui si fregiava come segno di
potenza fisica, ne ho fatto un soprammobile per la mia residenza. Cosi' mi ero
gia' avviato per la via del ritorno quando avvertii una strana voce, sembrava
provenire da ovunque attorno a me e grande fu il mio sgomento quando realizzai
che solo io la sentivo. Che lo sciamano del villaggio avesse lanciato una
potente maledizione su di me, rendendomi pazzo? Scartai subito quell'ipotesi,
poiche' se cosi' fosse stato quel misero prestigiatore non sarebbe rimasto
tranquillamente nella sua capanna ad aspettare il mio ritorno. Uccisi qualche
altro contadino per sfogare la mia ira, e per qualche secondo la voce non si
fece sentire. Poi la riavvertii piu' chiaramente e finalmente capii da dove
proveniva: dal tempio sacro della magia, quella grande torre dove i piu'
prestigiosi incantatori studiano e si esercitano per affinare le proprie
capacita'. Pure io piu' volte in gioventu' dovetti recarmi la' per apprendere
discipline sconosciute presso la mia gilda, o per strappare dal braccio del
maestro degli apprendisti un bracciale d'argento dai prodigiosi poteri. Era
colei che risiede all'ultimo piano, la Grande Signora, che mi chiamava al suo
cospetto. Grazie ai poteri di trasporto che proprio lei mi aveva insegnato ci
misi un attimo a raggiungerla e per offrirle il mio aiuto, ma quello che mi si
proponeva non era una semplice richiesta di aiuto. Mai mi sarei aspettato che
un simile onore toccasse proprio a me, eppure forse mi ero sottovalutato
perche' la mia fama era con gli anni aumentata sempre piu', le mie imprese si
narravano nelle taverne piu' luride ad ai banchetti dei nobili di corte, non si
conosceva essere che non fosse caduto sotto i pesanti colpi delle mie magie
distruttive. E alla Grande Signora, che dall'alto della sua torre tutto osserva
e tutto discerne, tutto questo non era sfuggito. La leggendaria gilda degli
Shalafi era ricomparsa su questo piano di esistenza dopo secoli, forse proprio
grazie ai poteri della Signora, ma nessuno dei padri fondatori era ancora in
vita e la gilda aveva bisogno di un nuovo leader per poter tornare agli antichi
splendori. Io avevo l'onore di essere stato scelto per tale compito, avevo
l'onore di poter rompere i sigilli sugli antichi tomi appartenuti ai maestri
Shalafi, manoscritti di inaudita potenza che custodivano i fondamenti della
magia. Mi ritenni lusingato, ma non ringraziai dell'opportunita' concessami
poiche' capii che mi spettava di diritto essendo io il piu' potente tra i maghi
esistenti. La signora mi affido' una prova per testare la veridicita' delle
leggende sul mio conto. Dovetti recuperare per lei qualche ingrediente per
fabbricare una pozione magica che avrebbe risvegliato il Maggiordomo, colui
che possedeva da tempo immemore le chiavi del tempio Shalafi. Non mi tirai
indietro nonostante la prova fu delle piu' difficili affrontate in vita mia.
Gli spiriti del bene non vedevano di buon occhio che un negromante ascendesse a
tale carica cosi' piu' volte fecero scendere la loro luce protettrice sui miei
nemici. Ma la mia ira e la mia determinazione furono piu' forti di questi
timidi tentativi di sabotaggio. Scatenai ondate di acido sui miei nemici,
maledizioni tremende scaturivano dalle mie labbra che riducevano ad esseri
sviliti, affannati, deboli e decadenti anche i guerrieri piu' impavidi. Non
risparmiai nessuno, ne' drakyri ne' abitanti della terra di Armageddon ne'
pirati. Recuperai tutti gli ingredienti richiestimi e il potere fu mio......
Ora sono capogilda degli Shalafi, sono il piu' potente detentore delle arti
magiche e grazie ai segreti custoditi tra le mura di quella che ora e' la mia
nuova casa ho aumentato ulteriormente il mio potere. Pure il maestro Drakyri
trema sotto i colpi delle mie potente scariche di acido. Nessuno puo' fermarmi
ora nel mio disegno di morte e terrore, neppure la Gran Signora, colei che mi
diede il potere puo' poiche' sa che finirebbe in poltiglie solo per un mio
sguardo.
Madredeus, Il Signore dei Morti
