[[ARCHIVE_OPEN_B]]-Ritorno al Passato-[[ARCHIVE_CLOSE_B]] Nei primi tempi in cui conobbi Rhianna, un'oscura degna di tale appellativo, mi sorprendevo spesso a ripensare con un misto di nostalgia, disprezzo e odio, soprattutto odio, alla mia citta' natale e alla sorte del mio casato, non a caso Xanathon a quei tempi aveva la mia cieca fede. Non ero pentito di cio' che avevo fatto, poiche' sapevo che andava fatto, tuttavia ero fuggito da laggiu' non solo per cercare vendetta, ma anche per paura, per paura di quella fonte di potere tanto agognata dal mio casato che inevitabilmente l'aveva condotto alla rovina. Ma come potevo affrontare intere schiere di devoti alla luce, in quella che all'epoca era la mia personale crociata, quando ancora non avevo compiuto il mio dovere, distruggendo quell'oggetto di luce, la nella mia precedente dimora? Non fu facile e non fu nemmeno immediato. Ci misi molti giorni prima di prendere infine la decisione giusta e tornare nel sottosuolo, chilometri e chilometri sottoterra, per affrontare il mio passato... Un ricordo ormai sbiadito e arrossato dal sangue in cui ho intinto le mie mani. [immagine storica] In quei giorni di permamenza fra le desolate ale del palazzo dell'ormai morto casato Xiltyn, provavo quasi un senso di pace nel sentire l'eco dei miei passi dei neri e bui corridoi delle varie ale dello stesso. Vissi in solitudine per due anni, apprendendo dagli antichi tomi del casato, cio' che ritenevo necessario per compiere cio' che era mio dovere fare. [...] Cosi' come ogni membro del mio casato prima di me, anche io intrapresi il sentiero della magia. Sarebbe dovuto succedere molti anni prima, ma mentre quelche mese dopo, vivo per miracolo, risalivo il dedalo di cunicoli che sapevo mi avrebbe riportato in superficie, mi dissi che tutto sommato era stato meglio cosi'. Cosi' abbandonai lo sciocco credo verso Xanathon, l'odio si e' un'arma, ma che va ben celata come un pugnale sotto una piega del mantello e non ostentata. Mi ripromisi di sfruttare chi avevo attorno come feci con quei vecchi e polverosi tomi nella biblioteca immota del mio defunto casato. Si, avrei preso e sfruttato a mio vantaggio qualsiasi cosa, animata o inanimata che fosse, eccetto la magia, per poi riporla li, come un vecchio libro, nel suo buco fra tanti altri libri.