Senti' l'acqua fresca scorrere sulla sua fronte, bagnare i suoi capelli ed arrivare ad inzuppare le sue vesti. Riapri' gli occhi di scatto, urlando al ricordo delle mostruose entita' di nebbia e del muro di rovi che si stringeva attorno a lui: davanti ai suoi occhi, un lago dalle acque d'argento barluginava, sciabordando tenuamente. Un boschetto si estendeva tutto intorno al lago, e dal cielo pieno di stelle una luna d'argento ne rischiarava la visione. Tento' di alzarsi, ma una mano grande e forte si poggio' sul suo petto, spingendolo con gentile fermezza e bloccandolo. "Resta giu', e' presto ancora" La voce era profonda, e Julyen penso' di conoscerla: volse lo sguardo verso la sua fonte, e sposto' gli occhi sul gigantesco uomo dalla pelle color ebano che indossava una pesante armatura grigia. Era seduto accanto a lui, e lo fissava in silenzio con calma piatta ma non fredda. Seppe il suo nome prima ancora di cercare di ricordarlo: e prima ancora che se ne potesse chiedere il motivo, sulle sue labbra quel nome affioro' con naturalezza, come se l'avesse sempre ricordato. "Sepiriz..." L'uomo annui', mentre le sue labbra carnose si tendevano in un sorriso. "E' tanto che non ci incontriamo, ser Campione." Lottando contro il torpore e il dolore martellante alla testa, Julyen si ostino' a levarsi seduto. Quando finalmente riusci' a scacciare le vertigini, e dopo che pote' guardarsi attorno con maggiore accuratezza, torno' a spostare lo sguardo sull'uomo in armatura che ancora era accanto a lui, e che si limitava ad osservarlo con pazienza e calma. "...perche' conosco il tuo nome? Chi sei? Dove siamo?" Una leggera fitta al braccio attiro' la sua attenzione, e abbassando lo sguardo noto' delle cicatrici la dove le creature di nebbia l'avevano artigliato. Il ricordo della visione precedente si riverso' in lui come un torrente in piena, quasi tramortendolo. "Nel nome del Cielo, cos'erano quelli?", sussurro' quindi senza riuscire a reprimere i brividi di terrore. "Anime perdute. Vagano lungo il confine tra i mondi, ma normalmente nessuno li vede: le terre oltre il confine non sono luogo accessibile ai mortali." Istintivamente, Julyen alzo' lo sguardo verso il colossale uomo, sbarrando leggermente gli occhi. "So cosa stai pensando. No. Tu sei mortale, ser Campione. Sei mortale quanto qualunque altro uomo del tuo mondo. La tua essenza e'... diversa. Ma tu sei in tutto e per tutto mortale, secondo l'accezione piu' comune del termine." "...ma allora... perche'..." "A questa domanda, se non ti spiace, preferisco non risponderti adesso. Pensavo piuttosto che non ti avrei piu' rivisto, ser Campione... Hai esaurito il tuo ruolo. O meglio, hai compiuto la scelta che fosti chiamato in questo mondo a compiere: adesso che il cammino giace davanti a te chiaro, tu non necessiti di altra guida. Perche' sei qui?" Levatosi in piedi, Julyen lascio' scorrere lo sguardo lungo la radura. Era ancora debole, e le ferite, per quanto apparentemente cicatrizzate, pulsavano dolorosamente. A passi lenti si avvicino' allo specchio d'acqua del lago d'argento, senza pero' sporgersi per osservare la propria immagine. Rimase cosi', fermo sulla riva, ad osservare le increspature delle onde e il barluginio dei riflessi che i raggi di luna producevano sullo specchio delle sue acque. "A questa domanda, se non ti spiace, non sono pronto a rispondere, Sepiriz... Non del tutto." L'uomo annui', osservando l'elfo mentre questi gli volgeva le spalle. Attese in silenzio, senza chiedere altro, fin quando alla fine l'elfo prosegui'. "...qui sono completo. Qui riacquisto i miei ricordi, e all'improvviso tutto ha un senso. Qui riconosco cio' che sono, qui rammento cio' che mi sottraesti per tentare di salvare..." Ma non continuo'. Lascio' in sospeso la frase, deglutendo piu' e piu' volte. Alla fine, visto che l'uomo alle sue spalle non accennava ancora a parlare, l'elfo si volto' e lo fisso' negli occhi. "Mi sembra di impazzire, Sepiriz. Ti prego, permettimi di restare un po'. Permettimi di fare chiarezza, di riposare sulle rive di questo lago. Un'ultima volta." Il gigante sorrise, quindi annui' lentamente. "Desideri ch'io rimanga, ser Campione?" L'elfo riflette' per qualche istante, infine annui'. L'uomo chiamato Sepiriz gli si avvicino', incrociando le braccia al petto e osservando la superficie delle acque del lago. [Continua]