[[ARCHIVE_OPEN_I]][[ARCHIVE_OPEN_B]]N[[ARCHIVE_CLOSE_B]][[ARCHIVE_CLOSE_I]]on ho mai fatto mistero della mia fedeltà alla magia e alla Torre, per chi sapesse della mia appartenenza all'Ordine. Non sono abituata a sbandierarla come un vanto, ma ci sono occasioni in cui occorre togliere la maschera per poter difendere ciò in cui si crede indipendentemente da chi sia presente. E ho dovuto sostenere proprio una situazione del genere, tempo fa: situazione che non lascia dubbi, per chi mi ha vista, sulla mia fedeltà e che mi ha permesso di trovare alcune conferme che da tempo cercavo. Accadde, un giorno, che fossi in piazza con Alirth, un umano di nome Kazuu, il rector Zorg e l'umano Gara. Quest'ultimo sbraitava di una zona segreta e vibrante di potere della Torre della Magia, zona custode di segreti tomi e reliquie. Io sorrisi, accondiscendente: avevo capito dove volesse arrivare, ma decisi di lasciare che il golem guardiano gli insegnasse un pò di rispetto e umiltà. Così, tutti lo seguimmo a quell'entrata nemmeno troppo segreta, non prima che lui avesse conferito con la Signora della Magia: non so cosa si dissero, ma fatto sta che non ricevette alcun espresso divieto. Ghkturll era ormai alla stanza accanto: e mi fu facile non lasciar trasparire le emozioni, mentre Gara si vantava del fatto che presto sarebbe tornato con il tesoro. Già pensavo a come gli avrei mostrato che non si gioca con i Maghi Arcani e con il loro guardiano. Bastarono pochi attimi a Ghkturll: e se Tricksty mia Signora non fosse stata pietosa avrebbe perduto la sua anima, in aggiunta al suo corpo. Le mie labbra si curvarono in un sorriso divertito quanto a suo modo sinistro, finalmente, e dissi queste parole: [[ARCHIVE_OPEN_I]]"Imparerà, la prossima volta, a non giocare la Shalafi"[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Detto ciò, con gli occhi dei presenti addosso, avanzai nella stanza in cui Gara aveva incontrato la morte e recuperai i suoi averi, avendo cura di esaminarli bene e di mantenerli in mano mia finquando non avessi ricevuto le sue scuse. Al mio ritorno lo ritrovai, in attesa di riavere i suoi oggetti, ma io ero ben lungi dall'esser convinta di riconsegnarglieli. Cominciai col fargli notare che aveva cercato di depredare la Torre delle Arti Arcane in presenza della sua stessa signora, annunciando con la stessa voce questa intenzione: rendendosi così punibile a piacimento, con l'aggiunta del fatto che aveva anche affermato che non era la prima volta che tentava ciò. Ammetto che era mia intenzione svergognarlo e far leva sul fatto di esser nella mia "giurisdizione", di mettere, insomma, mano pesante all'umiliazione: e se era soltanto qualcosa che avrei gradito fare, la sua risposta lo rese quasi necessario. Mi rispose, infatti, che era un'ingiustizia che noi volessimo tenere solo per noi ciò che poteva dare nuova vita a Therial, e che i cancelli avrebbero dovuto essere aperti e i guardiani rimossi, per permettere a tutti di toccare con mano. E' stato allora che ho compreso perchè l'entrata alla Torre sia preclusa a pochi, e perchè quei pochi siano messi alla prova: la reliquia e l'atmosfera di quelle grandi sale portano a sragionare chi li assapora senza esserne preparato, come lo stregone alle prime armi che apre un libro di formule a cui non può accedere e tenta di studiarlo, incontra spesso la pazzia. E' così che la Magia si vendica di chi non la rispetta. La mia impressione si rivelò vera anche nei momenti seguenti: mi insultò quando lo contraddissi e affermò che rivoleva la chiave dell'altare poichè era legittimamente sua, dato che l'aveva conquistata con le proprie mani. E non risparmiò parole nemmeno quando gli negai, ovviamente, questo. Eppure non è mai stato uno stupido, è sempre stato accorto e intelligente, mentre era palese che in quel momento stava agendo tramite la pura impulsività. Tuttavia ciò non lo graziò da una seconda punizione, per mano mia stavolta, a riparazione delle offese a me come persona e Maga Arcana. Ma dopo quella, se ne andò e tacque davvero. Per molto non lo sentii o vidi, e a tuttora non l'ho rivisto, ma so che mi mandò saluti rispettosi tramite ora non riesco a ricordare chi. Non lo so, forse non c'è stata occasione di rivedersi, forse aveva timore a salutarmi di persona, fatto sta che ora tutto è appianato. E qui, termina il mio resoconto. Ora che si apre una nuova parentesi della mia esistenza. Concludo con una frase che ha raggiunto quest'oggi il mio pensiero, dopo alcune ore di meditazione: [[ARCHIVE_OPEN_I]]E' facile decidere di trarre le conclusioni sugli avvenimenti osservandoli alla Luce, ma chi lo fa spesso dimentica che la Luce crea ombre, e che anch'esse sono da decifrare: chi invece impara a leggere ciò che gli sta attorno con un essere d'Oscurità, non fallirà, perchè per quanto risulti più difficile essa non lascia ombre, in quanto è interamente ombra.Unica, compatta, senza increpature.[[ARCHIVE_CLOSE_I]] *segue una firma svolazzante, e sul fondo della pergamena uno stemma in cui si intrecciano una rosa e un'orchidea nera, attraverso i gambi* [[ARCHIVE_OPEN_OFF]]Fine [[ARCHIVE_SMILE:icon_smile.gif]] [[ARCHIVE_CLOSE_OFF]]