[[ARCHIVE_OPEN_I]][[ARCHIVE_OPEN_B]]A[[ARCHIVE_CLOSE_B]][[ARCHIVE_CLOSE_I]]vvenne, tempi addietro, una strana faccenda, coinvolgente una giovane senza nome, la quale pareva portar sempre con sé un profumo intenso di petali di rosa. Nel contempo che le sue fugaci apparizioni su susseguivano, io, Siya, Nuun, Jhanyra e Gara ritrovavamo misteriosamente i pezzi di uno strano teatrino. Quando li ritrovammo tutti, eravamo ormai convinti che quella giovane profumata di rosa avesse intenti a noi poco graditi e fosse custode di arcane conoscenze che a me facevano molta gola. Perdonate se non riesco a ricordare in maniera precisa come si svolsero i fatti, ma il mio ricordo è ben più fisso sui fatti che sto per narrare. Il teatrino finì per constare della struttura, di tre statuine, una sposa, demone e un pastore, e della moneta necessaria ad azionarlo: io ero restia a fare questo, ma fatto sta che Gara inserì quella moneta. Le statuine sfuggirono dalle mani di Nuun, Siya e Jhanyra, e si andarono a depositare sul palco, mentre una voce iniziava a udirsi. E nell’istante stesso in cui quella voce iniziò a parlare, domandando se fossimo certi di voler mettere in scena la distruzione di Therial, io caddi in uno stato che poteva apparire di incoscienza, mentre era invece di un’intensissima concentrazione. In quegli attimi mi vidi costretta ad annuire alla domanda, ed in seguito l’immagine della mia Signora si sovrappose alla mia. Ripresi conoscenza alcuni minuti dopo, e certamente avrei giudicato un parto della mia immaginazione quanto visto se non fosse accaduto quanto ora descriverò. Mentre ancora tentavo di fare ordine nei miei pensieri, un vecchietto ci raggiunse in tutta fretta e vedendo il teatrino a terra, ora silenzioso e immobile, sorrise e ci espresse la propria gratitudine per averlo ritrovato, poi mi guardò e pronunciò queste parole: “Grazie, mia piccola”. Detto ciò fece per andarsene, ma io, sebbene decisamente perplessa dagli eventi accaduti, non esitai a fermarlo chiedendogli chi fosse: e giuro che se avessi potuto intuire la verità, non avrei usato un tono tanto indisponente. L’uomo si volse, la sua immagine sfumò: in pochi istanti, Tricksty in persona fu di fronte a noi. Non ebbi il tempo di formulare alcun pensiero razionale, perché qualcosa mi costrinse a inchinarmi di fronte a Lei, cosa che tutti i presenti allo stesso modo si affrettarono a fare: ma non avevo mancato di volgerle uno sguardo, e ricordo benissimo il suo mantello più scuro delle tenebre stesse che Lei portava drappeggiato addosso, la lucentezza della lama della sua falce portatrice di morte e il suo volto gelido e inespressivo, il volto di qualcuno che non è toccato dalle preoccupazioni e dai dolori, croci dei mortali. In quegli istanti, non riuscii a pensare confusamente che all’onore che avevo ricevuto, incapace di pronunciare alcuna parola. Eppure, per quanto allora ardessi dal desiderio di lodarla con le mie parole, comprendo che avrei avuto troppo onore se così lei mi avesse permesso. E non la ricorderei forse tuttora nella sua divina magnificenza. [[ARCHIVE_OPEN_OFF]]Presto l'ultimo episodio[[ARCHIVE_CLOSE_OFF]]