[[ARCHIVE_OPEN_I]][[ARCHIVE_OPEN_B]]H[[ARCHIVE_CLOSE_B]][[ARCHIVE_CLOSE_I]]o già menzionato la mia sensazione di conoscere ancora meglio la mia Arte, ma fino ad allora mi ritenni solo una strega, una strega nera e una Shalafi, sì, ma nulla di più. Oh no, non mi fraintendete. Non sia mai che si pensi di me che sono Maestra di Magia soltanto di nome: non sia mai che si pensi che non considero un onere e un onore l’essere Shalafi. Non avrei potuto essere altro, dal momento in cui ho messo piede su Therial e da prima, ai tempi in cui ero una ragazzina indisciplinata e ignara: ero partita per apprendere le arti magiche, per soddisfare l’infantile capriccio di vendicarmi di un ragazzino, e ho finito per fare della magia e della conoscenza la mia strada di vita, tanto che oramai la mia esistenza è strettamente legata ad esse. Lo è dal momento in cui giurai di proteggere la Torre e i miei confratelli, ed ora lo è ancora di più: se la tradissi, sarebbe come tradire allo stesso tempo me stessa e infliggerle una ferita nella carne viva. Lei è un’entità palpabile, vive attorno a noi e talvolta concede che un qualche mortale giunga a conoscerla fino alle sue radici: chi non le porta rispetto, non può varcare i cancelli della conoscenza e nella peggiore delle ipotesi perde la ragione. Diventare abili nell’arte magica ma non possedere quel rispetto, porta soltanto a questo. Per questo mi ritengo onorata nell’esser stata scelta, ma obbligata a salvaguardarla e non pretendere mai di dominarla senza il suo volere: sono rischi che non voglio né posso correre, quelli cui andrei incontro. Sarebbe un gesto di pazzia, e di tradimento, e benché io non sia certo conosciuta per la mia tendenza a mantenere le promesse, questo è l’unico tradimento che non perpetrerei mai e poi mai. E fu senza che potessi aspettarmelo, che il dono giunse a me dalle mani di Furion Kirnal, l’Imperatore delle Tenebre. Un giorno, inaspettatamente, iniziò il mio apprendistato presso di lui: difatti, in merito alla magia delle Tenebre non ero che un’allieva, poiché mai avrei potuto in passato conoscerla e applicarla. Il mio cuore era troppo candido, e anche non lo fosse stato non è possibile imparare a fare uso di quegli incantesimi senza una guida che apra cancelli altrimenti, forzatamente, impossibili ad aprirsi. Ricordo ancora il giorno in cui venni iniziata, lo stesso in cui per la prima volta una sfera di tenebra si originò dal palmo della mia mano. E ricordo che il mio rispetto, già grande, verso colui che era ora divenuto il mio maestro crebbe di non poco. Lo sapevo sì sapiente, ma mi resi conto allora di quanto in verità lo fosse, e questa consapevolezza si rafforzò con il procedere delle sue lezioni e del mio addestramento. L’aver assimilato queste conoscenze mi ha cambiata profondamente, rendendo la mia anima ancor più intrisa di tenebra e il mio cuore simile a quello di un’oscura; è ora diverso il mio modo di pensare, di ragionare, di riflettere sui fatti che accadono attorno a me così come l’occhio con cui li guardo. Ogni volta che apro il palmo e richiamo a me un globo di tenebra, so che il potere deriva dal mio cuore e dalla mia anima, e che mi sarebbe precluso se dubitassi della strada che ho seguito, in quanto non sarei più in grado di richiamarlo. E sono determinata a fare in modo che ciò non accada. Finquando il mio corpo sarà sostenuto dal potere della tenebra, sarà preservato dall’invecchiamento; di certo ciò mi permetterà di rimanere bella, affascinante e potente finquando questa condizione cesserà. Eppure anche mantenendolo in me, non lascio che mi accechi e non mi permetta d’essere saggia e giudiziosa: un seguace degli Dei Oscuri non è necessariamente un violento che uccide a ogni occasione e senza pensare, e mi rattrista pensare che molti tra i seguaci della Luce possano vederci in maniera così semplicistica e sciocca. Ammetto di aver trascorso un periodo della mia esistenza in cui io ed il drow che mi fu compagno seminammo terrore assieme, e davvero troppo facilmente le parole della maledizione della strega fluivano dalle mie labbra. Ma ho pagato a caro prezzo l’essermi lasciata andare all’istintività della mia parte umana e al mio desiderio di rendere manifesta la mia potenza, e posso affermare con sicurezza che non si ripeterà più, anche se quel comportamento mi è sì valso il vedermi temuta e rispettata da molti. So di aver vari nemici, ora, più di quanti potessi averne in quanto seguace dell’Equilibrio, ma la cosa non mi turba: scegliendo di schierarsi, è naturale che sia così. So per certo che Dhora, ora a capo di Ustriel, ha gradito ben poco questo mio cambiamento: eravamo amiche, un tempo, ora le nostre strade si sono divise e rarissimamente ci troviamo a conversare. E quando accade, è per necessità. Inoltre sarei curiosa di sapere se il Cavaliere Lyiyl, tanto per citarne uno, ha quell'opinione generalizzata di cui parlavo riguardo a me. E’ evidente l’ostilità che nutre, ma sembra che nelle occasioni in cui ci siamo trovati costretti a discutere si sia riusciti a mantenere toni civili, certo con un grande sforzo di diplomazia da parte sua, conoscendo il suo carattere irruente, per parole altrui e per esperienza diretta. E questo è lodevole. Meno stima nutro verso il Legislatore Timil, che ritengo nella migliore delle ipotesi un elfo privo dell’attenzione e delle scrupolo necessario che un rappresentante del suo ordine dovrebbe avere, e nella peggiore un infimo bugiardo. Ciò non farebbe che confermare la bassa opinione che ho verso i Luminosi, inteso come seguaci della Luce. Ovviamente, c’è caso e caso: difatti stimo di più un degno avversario che segua i precetti degli Dei della Luce a dovere di un indegno fedele della Tenebra, che pecca di incoerenza tra il suo credo e le sue azioni. [[ARCHIVE_OPEN_OFF]]Continua[[ARCHIVE_CLOSE_OFF]]