Appoggiandomi alle porte della citta' e chiudendo gli occhi, posso ancora rivedere la scena: da una parte Furion, accompagnato dal suo esercito delle tenebre, e con ancora in mano il pugnale; e dall'altra Alisterion, giunto in soccorso della citta' di Anon con un interminabile esercito di uomini della federazione... Ancora adesso non riesco a ricordare chi fu a dare il via al massacro, ma entrambi gli eserciti si scagliarono in avanti e il rumore dell'impatto fu tremendo: fu come se una montagna si spaccasse in due e crollasse a terra... dopodiche non ebbi piu' il tempo per riflettere, perche' davanti a me si staglio' la figura di Alisterion in persona; "Come mai non sono sorpreso di vederti qui, Obril?" mi chiese con un tono di voce a meta' fra il divertito e lo sprezzante, ma prima che potessi rispondergli o anche solo impugnare la spada venimmo divisi dal flusso della battaglia e non lo incontrai piu'. Gli eserciti della federazione ci sovrastavano come numero e, mentre i nostri soldati cedevano terreno e morivano, Furion commise il quinto errore: ordino' la ritirata. A lungo mi opposi alla sua decisione ma lui sosteneva che avevamo gia quello per cui eravamo venuti, e che non aveva senso restare e morire, quando oramai il pugnale era in mano nostra... "in mano tua" io pensai, ma non dissi parola, avevo giurato la mia fedelta', avevo giurato di obbedire, e cosi' feci. radunai quel poco che rimaneva ormai dell'esercito delle tenebre e ce ne andammo attraverso diversi portali dimensionali, mentre nelle mie orecchi risuonava il roco urlo di vittoria degli uomini rimasti... E la risata di Alisterion.