L’unione può rendere reale ciò che solo la fantasia osa sperare. Questo credevo quando poco più che novizio, varcavo i confini della mia città natale per giungere fin sulla superficie di Therial. La mia razza: la razza destinata a regnare su ogni altra si presentava divisa in due grandi imperi contrapposti, agli occhi di chi si accalcava per la prima volta sulla parte luminosa di Therial. Al contrario dell’impero di Cetrim, orgoglio della razza elfica luminosa, non restava più nulla se non il ricordo di uno splendore ormai passato, custodito dentro mura invalicabili e vuote. La morte di Loec aveva posto fine alle ambizioni di dominio elfico sulle terre di superficie. Eppure, ancora oggi, la luce di Kyra continua a scaldare i cuori degli abitanti di Therial e le anime oscure troppo prese da interessi personali sembrano aver dimenticato il dovere di completare il volere di Mobius: portare le tenebre!!! In cuor mio desideravo sopra ogni altra cosa, che si sferrasse un colpo mortale alle ambizioni dei seguaci della luce: ma per farlo, per una volta, la mia gente avrebbe dovuto agire unita!!! Avrei tentato con i miei pochi mezzi, ma forte della mia fede salda in Xanathon, di unire sotto la stessa bandiera i due imperatori: Furion e Krisaore. All’epoca i miei pensieri erano occupati in buona parte dalla ricerca del mio fratellastro, o meglio alla sua uccisione. Ciò non mi aveva impedito di conoscere qualche persona di cui mi sarei servito per realizzare questo compitoé Queste conoscenze a lungo andare si rivelarono piacevoli per quanto estremamente pericolose, per un giovane sacerdote come me. Una di queste: la compagna del sovrano di Dunkle Stadt Rhianna, finì per esserlo in modo particolare. Pericolosa e sensuale come poche altre elfe oscure di superficie, la matrona mi avrebbe permesso d’avere un’udienza alla corte del suo compagno. Ciò non di meno avrei dovuto agire nel massimo silenzio, sfruttando al meglio gli anni trascorsi nella mia città natale tra i più loschi intrighi, affinché orecchie indesiderate non cogliessero il minimo accenno dei miei intenti. Echi di guerra riecheggiavano in quei giorni, vicino ad Anoné Furion Kirnal e il suo esercito marciavano verso le mura della città, a contrastarle un’armata della federazione giunta in soccorso dell’esercito cittadino. Da una parte colui che si dichiarava figlio di Mobius dall’altra Alisterion comandante dell’esercito federato. Gli dei oscuri favorirono in quella circostanza i suoi servitori e Anon cadde insieme all’esercito della federazioneé Camminando tra i morti in una Anon devastata ne colsi un felice presagioé Un presagio che si confermò tale alla luce del successivo incontro con il Òfiglioó di Mobius. Accompagnato da Lagatius, incontrai entrambi in compagnia di Rhianna e potei così esporre il mio desiderio di vedere gli elfi oscuri marciare uniti verso l’estirpazione di ogni fonte di luce. Forse grazie all’ardore delle mie parole o perché nell’animo suo veramente albergava il seme di Mobius l’imperatore acconsentì a tale intento. Forte di quel primo accordo pochi giorni dopo mi venne concessa udienza, grazie all’intervento di Rhianna, presso la corte di Krisaore. Non ero che un elfo oscuro tra tanti, alla corte di uno dei più potenti maschi della nostra specieé Ricordo ancora con quale ammirazione camminavo per le vie di quella maestosa città cercandone il palazzo tra le fitte vie che portavano nomi di eroi leggendari, districandomi tra la folla di elfi oscuri indaffarati. Una stretta al cuore mi pervade sapendo che ora, di essa non resta che qualche rovinaé Convincere Krisaore risultò molto più difficile! La sua natura sospettosa abituata ai complotti di corte e alla perfidia della nostra gente gli rendeva difficile credere che veramente a muovermi fosse il solo desiderio di servire gli dei oscuri. Inoltre l’elfo oscuro mal tollerava i giri di parole tanto cari alla mia dialettica, anche se di certo il suo vero pensiero non era rivelato da ciò che diceva. Ancora oggi, ricordo una frase che mi disse a proposito dell’inutilità dell’eliminazione totale della razza elfica. Di essa ho fatto tesoro e l'ho divisa solamente con una persona che dovrebbe essermi nemica e che invece stimo. Allo stesso modo come tesoro, ora che si sono perse le tracce di Furion Kirnal e che Asuka ha giudicato il suo araldo, conservo la pergamena sulla quale venne siglato il patto d’alleanza tra i due imperatori. I passi del capitano delle guardie di Dunkle Stadt, intento a consegnarmi il trattato, sul prezioso pavimento della sala del trono riecheggeranno per sempre nella mia memoria.