Da sempre viveva la vita alla giornata: un po di vino e la calda compagnia di un femmina erano le sue uniche esigenze. Ma spesso il suo carattere scansonato lo portava a discutere in modo sfacciato anche con persone piu' altolocate socialmente. Non e' che non avesse il senso del rispetto, era proprio che si reputava sempre aldisopra dei problemi. Una sera in locanda, ascolto un racconto del solito sconosciuto di passaggio: parlava di Re e di draghi..le solite idiozie penso. Ma commise l'errore di pensare a voce alta, come spesso faceva. Invece di tirarsi dietro e chiedere scusa, come al solito si vanto' di essere in grado di far tacer lo sconosciuto se non avesse smesso di borbottare. La cosa sembro' finire li. Tornando verso la carovana, appena fuori dalla ]foresta del bosco sacro,lo sconosciuto e due soi servitori gli sbarrarono la strada. Uno di loro era un enorme ombra terrificante, l'altro un fascio di luce accecante. Lo stesso sconosciuto toglendosi l'elmo, non aveva che il nulla al posto della testa!!! Chiunque al quel punto sarebbe fuggito via, daltronte il giovane Nagash usava spesso questa soluzione per tirarsi d'impaccio. Ma questa volta un imperioso moto di orgoglio si impadroni dei suoi pensieri. Senza esitare saltro al collo dello sconosciuto per ritrovarsi con i suoi lacchi annodati. Una fragorosa risata fu la risposta dell'entita'. Cerco di sollevare una nuvola di polver con l'unico risultato che i serventi gradirono l'aroma. la terra calciata sui loro volti, contribui solo a dare solidita' all'espressione di scherno del trio. Era il caso di andar via, nulla poteva scalfirli. Con la sua prosopopea il giovane gitano alzo la posta: 'Stavo solo scherzando, come vedete. Volendo vi annienterei in un solo gesto'. La cosa indispetti non poco l'entita'. 'Misero essere, ancora non vuoi piegarti al tuo destino? io sono il messaggero di un nuovo dio, arrivato a governare sulle anime di queste lande: io servo L'OBLIO e con me porto la luce e le tenebre'. 'Ed io sono il messaggero della nera Signora' oso' il gitano. 'e se vi ho risparmiato e solo per portare un messaggio al vostro dio'. Per fortuna la nera signora aveva altro da pensare che ascoltare le parole folli del giovane gitano, ma la rabbia che infuse nell messaggero nefasto fu la sua salvezza. 'E come pensereste di fermare il Nulla, la luce e le Tenebre...ridicolo essere?' 'Venite con me e ve lo mostrero''. Al cenno di assenso nagash parti per Moria, dove sapeva esserci un sepolco con dentro una leggendaria spada. Chiaramente sapeva anche che per volonta di tutti gli dei quei luoghi limitavano il passaggio a pochi valorosi alla volta. Giunti presso il sarcofago il gitano oso' ' Adesso vi dimostro con quanta facilita' fermo i vostri inutili servi: seguitemi' Si portarono all'ingresso e li chiese: 'adesso chiamate a voi i vostri servi'. Ad un gesto della mano i servi fecero per muoversi ma un forza soprannaturale gli impedi di raggiungere il loro padrone. 'Vedete?' disse ridacchiando.'ed ancora non avete visto nulla. Andate dai vostri schiavi e vi dimostrero quanto vi sono fedeli' Titubante ed incerto la presenza si porto presso il sarcofago. 'Adesso ordinategli di venire a me'. Nello stesso tempo fece un gesto senza senso con le mani. L'ombra orrenda si accosto a lui. 'Come vi dicevo. Non avete nessun potere neanche sui vostri schiavi, come pensate di poter dominare le lande?'. La rabbia dell'essenza fece tremare le fondamenta del mondo. 'Forse che i vostri seguaci sono piu' forti e scaltri di voi ed hanno scelto un padrone piu' meritevole?' 'Come osate! io sono il Supremo! e loro sono nulla!' con un gesto arcano uni le mani ed i due servi furono irrimediabilmente attratti fino a fondersi e scomparire. 'Non c'e Luce senza tenebre. non c'e ombra senza Luce' le parole di uno dei padri riecheggiarono nella testa del gitano. 'Ed adesso, mostratemi il poter della vostra Dea, oppure sarete il primo a raggiungere l'oblio!'. 'Certo' rispose. 'Ma non qui, puzza di servi morti'. Un sorriso beffardo si stampo sul suo viso. era la sua unica speranza. alzare la posta cercando di trovare un modo per salvarsi. 'Seguitemi'. Di corsa lo porto nella valle degli elfi.' Qui vivono le creature piu indifese che io conosca: voi credete che siete in grado di colpirle con le vostre magie?' Irabondo l'essenza fece per alzare il bastone nodoso, ma un altro gesto senza senso del gitano gli anticipo' la mossa. 'Prego continuate pure'. Il dubbio colse l'essenza che ando a balenare il suo bastone senza avere un esito. 'Vedete' disse sornione il gitano 'Neanche vi accorgete che posso rendere inutile la vostra magia'. L'essenza sobbalzo indietro ed inizio a proferi arcani suoni, senza che accadesse nulla. 'Calmatevi, non ho intensione di cancellare la vostra esistenza...ancora...'. 'Ma chi sei tu. come e' possibile tutto questo?' 'Sono noto come il Gitano, ed adesso prova la tua piu potente magia su di me!' esclamo' con fare sicuro. L'essenza prese dalla sacca qualcosa: non si riusciva a vedere nulla ma attorno a se creavo un vuoto a forma di sfera. 'Questa e' la sfera dell'Oblio, il potente lasciapassare per il regno del mio DIO!' disse mentre la scagliava contro il gitano. Ma questa colpi gli colpi il petto e cadde a terra. 'Pero'! deve essere proprio potente questo lasciapassare'. L'essenza non riusciva a riprendersi dallo stupore ed il dubbio misto a paura attanagliavano i suoi pensieri. 'Venite con me al sole, cosi che possa vederla meglio'. Lo scaltro gitano fece solo un passo, al di fuori della valle degli elfi e ancora sotto choc il messaggero lo segui. 'E salutatemi il vosto DIO!' esclamo mentre gli lancio contro la sfera del nulla. Con un enorme distorsione di tutto quello che era intorno all'essenza, con un lampo accecante il messaggero spari. Il Gitano crollo' a terra esausto, e svenne. Si riprese il giorno dopo e maledicendo l'oste per la qualita' del torcibudella bevuto sil alzo', e senza voltarsi ripensando a quello che credeva un sogno, ridendo si allontano di li. Intanto presso il luogo dove erano spariti i due servi, in un sarcofago, un mare di acido si riverso' su di una spada....