Era una notte in cui Marhis splendeva alta e luminosa... Un giovane avventuriero appassionato di storie e leggende riposava sotto un albero della foresta dei nani, era un arial dai corti capelli biondi, gli occhi dorati e la pelle chiara. Teneva in mano un qualcosa accuratamente avvolto da panni e nastri, tremava per l'emozione di quello che aveva trovato... ora era il suo tesoro e solo lui avrebbe raccontato le storie della Piccola Luce... Liberato l'oggetto dai panni resto' stupefatto a guardarlo: era un tomo interamente dorato recante il simbolo di Althea sulla copertina ... solo quello poteva valere una fortuna, ma lui non ambiva a venderlo o a scambiarlo: quello era il suo tesoro... apri' delicatamente il tomo che si rivelo' essere un diaro, inizio' a leggere... [[ARCHIVE_OPEN_B]]" LA GOCCIA D'ORO INCANDESCENTE"[[ARCHIVE_CLOSE_B]] [[ARCHIVE_OPEN_I]]I Raggi di Kyra penetrarono nel folto della foresta, raggiunsero il giaciglio di foglie secche che avevo accuratamente costruito e carezzarono il mio viso con il loro tepore regalandomi un dolce risveglio...purtroppo molto poco duro' quello stato di piacevole semi incoscenza beata che si ha quando si passa dal sogno alla vita di tutti i giorni... Mi rammentai di essermi persa nelle profondita' dell'immensa foresta dei nani e il senso di benessere svani' in un istante: mai mi ero avventurata cosi' lontano dalla citta'... Il fuoco che avevo acceso per tenere lontane le belve notturne era ormai spento da ore e non mi restava che raccogliere le poche cose che avevo cosi' da riprendere il cammino: <> pensai. Ricordo la mia impazienza di partire per qell'avventura, ero cosi' piena di entusiasmo e energia al solo pensiero di dover recuperare la famosa foglia di Kyra! Dovevo arrivare fino al Canyon degli elementari, ma non avevo la piu' pallida idea di dove fosse...si e' vero mi ero procurata una mappa, ma la persi durante un duro scontro con uno sciame di insetti decisamente particolari... viva per miracolo... persi l'orientamento e addio missione... Con questi pensieri ripresi a camminare senza sapere dove stavo andando: semplicemente scelsi una direzione guardandomi attorno... Presto finii cibo e acqua, ma in compenso riuscii a raggiungere il Canyon... Iroria della sorte... stavo tentando di tornare in citta' e invece avevo raggiunto il luogo in cui il gigante mi aveva mandata il giorno prima... Ero troppo stanca per continuare e le mie ali da libellula mi davano dolori lancinanti, mi sentii perduta ... non mi rimase che pregare e chiedere aiuto agli dei. Qualcuno udi' la mia preghiera e rispose: una splendida colonna di luce scese da cielo inglobandomi al suo interno... In un attimo mi ritrovai a Kyrandor ! Ringraziai dal piu' profondo del cuore gli dei e udii una voce... era dolce e calda , era una voce femminile e paziente che mi ridono' vigore... ascoltai rapita e confortata le sue divine parole: mi spiegava cosa avrei dovuto fare in futuro per non trovarmi piu' in una situazione del genere, poi fu silenzio. Mi sentivo cosi' in debito che non potei resistere e osai parlare: << Vi prego ... datemi la possibilita' di conoscere chi mi ha salvata da morte certa...in modo da poter dimostrare la mia gratitudine >> Qualcuno sembro' annuire e lentamente si rese visibile avvolta da una confortante luce dorata... era eterea come uno spirito, ma era l'essere piu' bello e luminoso che avessi mai visto. Un confuso sentimento mi invase cuore e anima, era talmente grande che non potei non piangere... <> Non termino' la frase poiche' sopraggiunse qualcuno e lei scomparve all'istante. Io pero' la sentivo ancora vicina , non se n'era ancora andata non sapevo perche' ma ne ero certa... Vidi comparire dal nulla una Goccia d'Oro incandescente fluttuante, la vidi muoversi nell'aria trasportata da una forza invisibile che la condusse tra le mie mani << Ti faccio dono di questo oggetto ... ora vai con la mia benedizione... >> Da quel giorno crebbe nel mio cuore una profonda devozione per quella dolce dea prigioniera dell'Oscurita' e oggi, come allora, tengo segreta la speranza di poterla liberare un giorno, anche se sono coscente che si tratta di un'impresa impossibile[[ARCHIVE_CLOSE_I]]