Il vecchio con il sorriso sulle labbra, si fermò per qualche secondo, poi riprese a parlare: "Altro vi posso narrare di Leirsom L'implacabile, lo volete sentire?" Un gruppo di giovani guerrieri si avvicinò al cantastorie con occhi sognanti ed esclamò: "Raccontaci, vecchio saggio, raccontaci le imprese degli eroi!" L'anziano cantastorie pensò a cosa narrare, poi, con disinvoltura iniziò a parlare: "ÒComandante Leirsom!Ó l’urlo di un soldato lo destò dalla branda. ÒGli Horath, hanno passato il valico di Khaar e marciano verso le distese di Gluk, senza sosta!Ó continuò ansimando il soldato, a voce alta. Ò Dunque presto torneremo sui campi di battagliaÉfinalmente!Ó esclamò Leirsom con un lieve ghigno dipinto sul viso. Il soldato rimase a fissarlo, con gli occhi colmi di paura e felicità, increspando le labbra in un forzato sorriso. ÒAllora? Cosa fai ancora qui soldato? Corri! Va dai tuoi compagni e di loro di prepararsi, si va in guerra!!Ó urlò Leirsom con voce severa, Òcorro, Comandante!!Ó rispose il soldato affrettandosi ad uscire dalla tenda. In tutta fretta prese l’armatura dal forziere di mogano, la indossò con velocità, strinse i lacci e si legò una cintura con un fodero alla vita, uscendo dalla tenda a testa alta. Decine di legioni lasciavano l’accampamento, dirigendosi, al ritmo di una marcia marziale, verso le distese di Gluk, con la fierezza impressa sul volto. Leirsom saltò in groppa al suo cavallo e salì galoppando sulla cima della collina, si fermò a guardare all’orizzonte le orde di barbari che si espandevano a macchia d’olio. Scese il versante ovest e andò in avanscoperta nella foresta bruciata. Vi si inoltrò, quando ad un certo punto un’empia voce cominciò ad echeggiare nell’aria. Il destriero di Leirsom nitrì e si girò, malgrado le reazioni irose del cavaliere. Tenendo allo stremo ogni muscolo, l’animale balzò lontano dal sentiero, incurante del cavaliere che si teneva freneticamente aggrappato alla sella. Di chi mai poteva essere una voce in grado di terrorizzare un cavallo addestrato alla guerra? Poi anche quel pensiero scomparve dalla mente di Leirsom quando la sua cavalcatura irruppe attraverso un viluppo di rami carbonizzati, schiantandoli, scoprendo, all’improvviso, che il suolo precipitava in fondo ad un baratro. Faceva buio quando Leirsom riprese conoscenza. Sembra sangue, pensò, ma subito si sforzò di ricacciare indietro quel pensiero. A mano a mano che i suoi sensi si svegliavano, Leirsom divenne più consapevole del luogo in cui si trovava. Le grosse imbottiture dell’armatura, insieme alla massa del cavallo, avevano invece impedito la sua morte. Leirsom si guardò intorno. Un tempo, quando pioveva più spesso, quello avrebbe potuto essere un fiume. La profondità della scarpata, almeno quattro volte l’altezza di un uomo, era più che sufficiente a uccidere un destriero impazzito, persino un animale forte come un cavallo da guerra. Cominciò a seguire lo spoglio letto del fiume, si fece strada fra massi ed alberi, finche in lontananza vide un focolare, un villaggio molto probabilmente. Arrivò ai cancelli dove due imponenti guerrieri vestiti con una robusta corazza smeraldina facevano da guardiani. Sulle mura di legno gli arcieri vigilavano su tutta la pianura sottostante. Leirsom si diresse verso il cancello quando una guardia lo fermò con una mano e disse: ÒDove vai, straniero?Ó esclamo con voce grave. ÒChe villaggio è mai questo?Ó rispose Leirsom ancora rintontito dall’incidente. ÒEÕ il villaggio della seta, Rahó rispose con prontezza la seconda guardia. Leirsom barcollò, e si lascio cadere privo di conoscenza tra le possenti braccia di una guardia. Si risvegliò poco più tardi, in un candido letto bianco, molta gente ai lati era lì ad attendere il risveglio del bizzarro avventuriero. Cercò di alzarsi, ma fu quasi sul punto di svenire. Tutte quelle imbottiture dell’armatura non erano state comunque sufficienti ad impedire una commozione cerebrale. Mentre aspettava che la testa gli si schiarisse completamente, Leirsom si guardò intorno. Una dozzina di persone sorridenti, incuriosite dal suo arrivo, lo fissava senza mai distogliere lo sguardo dal suo corpo. ÒDove sono capitato?Ó chiese il guerriero. Si fece avanti un vecchio uomo dai lineamenti segnati e dalla lunga e folta barba bianca. ÒNon è facile avvistare un guerriero in queste terre di questi tempi, fortunatamente la situazione con l’impero s’e’ ristabilita e oramai i mercenari non cercano più fortuna in questa valle. Lascia che mi presenti, io sono Yank, l’anziano, si può dire che all’interno del consiglio io sia la persona più…influente eccoó. Il vecchio sorrise al guerriero. ÒQual è il tuo nome, avventuriero?Ó calò il silenzio, la folla attendeva trepidamente la risposta di Leirsom, che per un attimo aprì bocca, poi la richiuse immediatamente e cominciò a riflettere, tentando di ricordare. ÒPerdonatemi, ma temo di non ricordarloó. ÒLa ferita è graveó prosegui il vecchio tornando ad un espressione seria Òma non cՏ nulla che qui a Rah non si possa curare con un buon tè” il vecchio sorrise e Leirsom scoppiò in una fragorosa risata, assecondandolo. Le cure dei medici speziali lo rimisero in sesto in pochi giorni, e il guerriero decise di sostare nel villaggio per qualche giorno. Una sera, quando la pallida luna dominava le stelle nel cielo, il suono di un corno riempì l’aria, la gente allarmata, ma con incredibile ordine, uscì dalle case e si rifugiò nella cava dietro al villaggio. Mentre, camminando lentamente, Leirsom raggiungeva l’entrata del rifugio, venne affiancato da un uomo alto, imponente, i capelli rasati, con una lunga coda sulla nuca che gli cadeva sulla schiena fino a sfiorare i glutei scolpiti. ÒEÕ lÕallarmeó disse l’uomo a Leirsom, sorridendo. ÒLo suona sempre la ronda, quando cՏ il minimo rischio, non capisco perché Yank non cambi questa regola. Permettetemi di presentarmi, il mio nome è Karn, sono la guardia del corpo di Yankó Leirsom sorrise, ma non rispose. Quando tutti ebbero raggiunto la cava un anziano salì su una picco di pietra che sovrastava la folla e disse: Òla guardia delle mura ha suonato l’allarme, mi fa molto piacere che tutti si siano rifugiati nella cava in così poco tempo, d’altronde è d’obbligo, anche se per il minimo rischio, lasciare il villaggio, lo dice la nostra leggeÉó Una fragorosa esplosione interruppe il discorso. Le guardie si affrettarono ad andare a vedere cos’era accaduto, corsero verso la porta e tornarono in dietro correndo freneticamente e strillando: ÒGoblin!Goblin!! Carri da guerra Goblin, saranno una dozzina!!!Ó Karn prese Leirsom per un braccio e lo portò con se. ÒHo visto che ti e’ stata tolta un’armatura, ed una spada, sai combattere?Ó Chiese Karn a Leirsom ÒBehÉioó Karn interruppe Leirsom, Ònon c’e’ tempo per le indecisioni, sai combattere o no?!?Ó Leirsom s’attardò a rispondere, Karn tenne salda la presa sul braccio del guerriero e lo trascinò nell’armeria del villaggio. ÒPrendi queste!Ó Karn passò due spade a Leirsom, con molta fretta. ÒSeguimi!Ó scesero una scala di legno ed arrivarono alle stalle. ÒPrendi quel cavalloó Karn diede un potente calcio al portone della stalla, aprendolo. Una trentina di goblin tentavano di invadere il villaggio mentre le guardie, meno numerose, opponevano una leggera resistenza invano. ÒSta vicino a me, e buona fortunaó Karn balzò in groppa ad un cavallo e si gettò con furia nella mischia. Leirsom rimase fermo, abbasso lo sguardo e lo tenne fisso sulle lame che brandiva. Iniziarono ad apparirgli scene di guerra nella mente, visi di soldati che gli parlavano, quando, ad un certo punto, un grido di battaglia comincio a ripetersi, echeggiando. Òsangue..e..gloriaé.Sangue e Gloriaé. SANGUE E GLORIA!!!!Ó Leirsom cominciò ad urlare a squarciagola ÒSANGUE E GLORIA!!! SANGUE E GLORIA!!! SANGUE E GLORIAAA!!!Ó Con un deciso colpo di tallone spronò il destriero e lo guidò verso la battaglia. Tutti i goblin si girarono di scatto, per fronteggiare l’inattesa minaccia. Il suo cavallo, lanciato alla carica, piombò nel mezzo della mischia, mentre le sue spade già calavano sul goblin più vicino. Il goblin sollevò uno spadone arrugginito, cercando di abbozzare una difesa, ma il fendente di Leirsom infranse prima l’arma, e poi il cranio di colui che l’aveva impugnata. Altre grida riempirono l’aria. Leirsom sollevò lo sguardo e vide Karn e gli altri che arrivavano alle spalle dei goblin. Le creature che si erano date alla fuga caddero sotto gli zoccoli poderosi dei cavalli da guerra. Karn, metodicamente, ne abbattè due che avevano tentato di opporglisi, poi spronò in avanti il suo destriero. I suoi movimenti indicavano, quasi, una gelida bramosia di uccidere. I goblin, sapendo di essere perduti, combattevano con una furia del tutto insolita per loro. Soltanto tre guardie sbarravano loro la via della libertà. Leirsom riuscì a parare a stento un fendente vibrato con rabbia disperata. Una freccia gli sfiorò sibilando la testa, poi, il rantolo di un goblin seguito da un solenne silenzio. Le guardie cominciarono a sorridere e ad esultare a gran voce. ÒVittoria! Il villaggio è salvo!!!Ó Karn trottò verso Leirsom. ÒSei in gamba!Ó i due si sorrisero, scesero da cavallo e si abbracciarono soddisfatti. Presto Kyra sorse ad ovest, e Leirsom, dopo aver recuperato la memoria, si affrettò a partire. Vide Yank passeggiare per le strade mentre venivano pulite dagli addetti e si diresse verso di lui. Una volta raggiunto, si inchinò profondamente. ÒVi porto i miei saluti Yankó il vecchio sorrise ÒIl mio nome e’ Leirsom Lyonarshall, l’Implacabile, Comandante dell’armata degli Yun-Hyisse, ed e’ proprio per quest’ultima che sono costretto a partire da Rahó. ÒNon posso certo nasconderti che mi avrebbe fatto piacere se tu fossi rimasto qui, ma di certo non voglio oppormi alle tue scelte e non mi resta che salutartió il vecchio sorrise nuovamente e porse la mano al guerriero, che immediatamente la agguanto con una salda presa. ÒEÕ stato un piacere conoscervi, Yankó Leirsom strinse il vecchio a se, poi, lascio la presa, si girò e si diresse verso le stalle dove lo aspettava Karn. ÒAllora Leirsom, e’ giunto dunque il momento di salutarció disse con estrema serietà Karn. Leirsom sorrise, senza dire nulla salì sul cavallo, salutò l’amico con un cenno della mano, ed usci in poco tempo dai cancelli. Dopo giorni di galoppate, Leirsom giunse sulla cima di una collina. Stremato, alzò lo sguardo. Orde di barbari marciavano da nord a sud, mentre l’esercito degli Yun-Hyisse, si opponeva, battendo le lance sul terreno. L’urlo di battaglia tornò a dominare la mente di Leirsom, che preso dalla furia, con un deciso colpo di tallone spronò il suo destriero, e si lanciò verso la battaglia gridando: ÒSANGUE E GLORIA!!!SANGUE E GLORIA!!!Ó