[i:37e020c5ca]Era una notte del mese di Nathien quando la vecchia Eudora riprese in mano il libro Scarlatto, dono del defunto marito. Non lo leggeva da molto, questo perchè vari acciacchi fisici, gli impegni causati dal negozio e altre mille cose non le avevan concesso alcun momento libero. Eppure, forse la malinconia per la mancanza di qualcosa di famigliare, benchè ignoto, la scosse a tal punto da farle riprender in mano questo volume di storie, riaprì a metà libro, poichè in quel punto aveva interrotto la sua lettura. Vi trovò un racconto che le restò per semre impresso nella mente e nel cuore...[/i:37e020c5ca] IL RE ELFICO Sugli Elfi regnava, Ultimo d'una nobile casata, Reggente d'un impero splendente, Possente quanto una fiamma lucente. Loec, oh Loec! La Torre è or vuota, La gente tua ancor ti chiama, Eppur ivi la tua spoglia più non dimora. Dagli Amici tanto amato e rimpianto, Altresì dai Nemici odiato eppur lodato. Ai porti, verso il grande mar si recò, e mai più al bosco al verde bosco tornò. Loec, oh Loec! La Torre è or vuota, L'armata attende in adunata, Eppur ivi la tua spoglia più non dimora. Le lance di mithril han salutato, l'Elfico Re dall'elmo dorato, Gli scudi lucenti hanno portarto, colui ch'il Regno ha rifondato. Loec, oh Loec! Aleggia ancoor il ricordo del Trono d'avorio. Eppure la Terra è or spoglia, e lontano la tua Anima riposa. ...