Foresta dei Nani, Therial, trent’anni fa. “Quazz mogg kamalaien!” pronuncio’velocemente la piccola elfa cercando di non mangiarsi per sbaglio qualche sillaba. Il ranocchio nello stagno assunse un aria rilassata. “Sbadiglia!” osservo’ la giovane emozionata “Sicuramente sta per addormentarsi”. Un tempo l’Ordine delle Fattucchiere istruiva l’elite delle future maghe di Therial in torri d’alabastro mostruosamente sagomate in forma di draghi, demoni e creature dell’ultramondo.Le adepte erano soggette ad ogni tipo di privazione e dovevano convivere con il dolore,la paura e il mostro sotto le scale per ogni giorno del loro quinquennio di apprendistato. Majebeau fisso’senza guardare Epiphany mentre allungava l’ultimo pezzo di torta allo sgorbio verdognolo seduto sulla ninfea, che emise un “Croak” di ringraziamento. “Sono..gnam.. migliorata?” chiese Piff con la bocca piena. “Notevolmente” assicuro’ Majebeau cercando l’espressione piu’seria che conosceva. “Fine merenda” soggiunse Piff leccandosi le punta delle dita “vuoi che lo addormenti di nuovo?” indico’ la pericolosa cavia. “Maj? Sei silenziosa..non ti dispiace vero se ti chiamo Maj? Sei molto gentile ad insegnarmi come si lanciano gli incantesimi, ma non vorrei disturbarti troppo”. Senza risponderle l’elfo oscuro levo’lentamente le braccia al cielo e con voce stentorea esclamo’: “Invoco le forze del Silenzio e dell'Oblio, perche' la pietosa sorella di Tricksty, la piccola morte di ogni giorno, cali attorno a noi. Scendi Sonno!” Tutti gli esseri dello stagno smisero di nuotare, rigidi come morti. Una rana, che stava saltando sul prato, termino’il volo addormentata sulla spalla di Piff. “F-favoloso..ma come hai fatto? Non hai nemmeno usato l’invocazione standard!” “Cosi’ come per una qualsiasi altra Arte, anche in magia vale il detto: impara gli incantesimi, e poi dimenticali!” le rispose Majebeau indicando il libro di magia aperto sul prato “Se eseguirai gli stessi incantesimi per anni e anni, alla fine essi si fonderanno con te e non avrai piu’ bisogno di formule per richiamarli. Le parole che hai sentito erano solo un abbellimento, come un arpeggio aggiunto a fine melodia”. “Voglio anch’io diventare brava come te” soggiunse Piff “fammi vedere ancora una volta!” “Per oggi puo’bastare” spiego’ “tu nemmeno immagini che magia e’possibile operare a questi livelli”. La maestra e l’allieva s’incamminarono lungo al sentiero che portava fino al crocevia. Pian piano, dietro di loro, la foresta comincio’a risvegliarsi.