Majebeau si distese sull'ottomana dorata appoggiando la testa sul cuscino di broccato. Osservò le fiamme lambire le pareti del camino, mentre cercava la posizione più comoda da trovare sulla preziosa suppellettile. Una voce la scosse dai pensieri che le galleggiavano pigri in testa. "Allora com'è andata?" disse un giovane drow ,vestito con pantaloni e giubba un prezioso tessuto blu, adagiato su una sedia di nero legno pregiato. "Male." disse cupa la maga "Ho vinto" sospirò. "Come?" esclamò l'elfo dalla carnagione scura, corrugando le sopracciglia. "Ho vinto senza onore, annichilendo chi era già sconfitto. Non ho provato granchè piacere a battere chi non vuole il mio sangue...E' stato come schiacciare un insetto...anche se particolarmente grosso e combattivo." "L'importante è che tu abbia vinto" mormorò il giovane. I suoi occhi si socchiusero sprizzando uno scintilliò malvagio dalle pupille, mentre la splendida bocca mostrava una fila di denti perfetti e bianchissimi. "No...l'importante è che io abbia dimostrato la mia superiorità a due stregoni -in che modo poi!-e non abbia potuto pienamente dimostrare la mia superiorità su un guerriero..." Il drow sospirò contrariato, mentre Majebeau appoggiava la Corona degli Spettri sul tavolino d'argento e cristalli. La strega si soffermò a guardare quel suo servo acquisito da poco. I lunghi e sottili capelli bianchi scivolano lisci sulle ampie spalle del giovane, cadendo con grazia dal suo capo. Il suo corpo snello e potente era una tentazione troppo dolce da rimpiangere. Gli occhi scuri erano sempre crudeli e spietati come la sua bocca, tranne le poche volte che lasciava sfuggire i suoi diabolici sorrisi. Majebeau pensò al giorno in cui l'aveva affrancato dalla schiavitù, comprandolo dallo spregevole mercante di carni umane. Pensò alle urla del mercante pochi giorni dopo che avevano concluso l'affare... Sogghignò. Sentì un'occhiata pungerle la mente, si rivoltò verso il suo prezioso trofeo in affitto, allugandogli una spazzola dorata presa da un cofanetto posto ai piedi dell'ottomana. "Smettila di guardarmi come se fossi un Myndflayer vestito da cortigiana...Ho vinto, mi spiace di non aver combattutto e vinto contro un vero nemico...cosa vuoi che faccia?" "Uccidere il paladino per l'umiliazione che hai subito vincendo senza fatica alcuna..." disse il giovane afferrando mollemente la spazzola tenuta dalla sottile e lunga mano della donna. "No...Hai avuto una pessima idea...Se lo dovessi affrontare di nuovo...Che la cosa non esca da queste mura di pietra...Rischierei grosso, è un paladino sa usare la spada e la magia della fede...Non voglio certo inimicarmi un'intero schieramento solo perchè dovrei sentirmi umiliata...E adesso" disse la strega sedendosi e dando la schiena al ragazzo, lasciando cadere una lunga chioma di capelli nerissimi "...inizia a sciogliere i nodi...E se strappi anche solo uno dei miei capelli giuro che qui dentro laverai pavimenti a vita!" Il giovane assunse un'espressione corrucciata ed iniziò a passare delicatamente la spazzola fra i lunghi capelli della maga. -Continua- [Editato 2/26/02 da Majebeau]